martedì 31 marzo 2009

MAICON SHOCK, STAGIONE A RISCHIO


Il medico dell'Inter Combi conferma l'indiscrezione: "Ho parlato con il mio collega Runco nella notte. Mi ha confermato che, purtroppo, per Maicon si tratta di una lesione importante al retto femorale della gamba destra. Seguirà lui direttamente il calciatore sino al suo rientro in Italia, fra circa dieci giorni, poi faremo nuovi esami strumentali".

Sul sito di Globoesporte è da meno di mezzora uscita la notizia dell'esito degli esami di Maicon dopo l'infortunio patito nel primo tempo di Ecuador-Brasile: si parla di una lesione di terzo grado nella coscia destra. Il problema ora è stabilire se c'è corrispondenza tra i termini medici brasiliani e quelli italiani in merito alla gravità di questo tipo di lesioni. Si parla quindi chiaramente di rottura totale delle fibre muscolari, ossia di strappo. Infortunio davvero molto grave, compatibile sia con la dinamica dell'episodio contro l'Ecuador sia soprattutto con il dolore intenso provato dal brasiliano.

Solitamente il recupero avviene tra i 60 e i 90 giorni: stagione finita e addio alla Confederations Cup con la Nazionale in Sudafrica. Il giocatore, che ha già cominciato le terapie in ritiro, tornerà in Italia assieme ai compagni Adriano e Julio Cesar dopo l'incontro di mercoledì. Solo allora sarà sottoposto ad ulteriori esami presso l'Ospedale di Pavia e, se sarà confermata la diagnosi riportata su Globoesporte, si procederà con ogni probabilità all'intervento chirurgico. Maicon in passato era stato protagonista di recuperi miracolosi grazie alla sua straordinaria struttura muscolare, recuperando in tempi record da contratture e piccoli stiramenti, non tirandosi mai indietro quando c'era da scendere in campo per l'Inter.

Il suo rendimento era calato di molto nel 2009 e forse sarebbe stato opportuno concedergli qualche turno di riposo in più. Non mancheranno le polemiche nè le discussioni su come sostituirlo da qui a fine stagione. Ora però sarà importante capire come stanno davvero le cose, visto che tutti i media italiani parlano di semplice stiramento. Sky ad esempio parla di un semplice stiramento e di un recupero compreso fra le 2 e le 4 settimane, che teoricamente lo lascerebbe in corsa per il recupero per Juventus-Inter. Aspettiamo fiduciosi.

domenica 29 marzo 2009

INTER-MILITO QUASI FATTA?



Secondo quanto riporta il giornalista nonchè esperto nerazzurro Christian Recalcati, fra Inter e Genoa sarebbe stato trovato l'accordo per Milito. L'operazione si sarebbe chiusa nei giorni 8/9 marzo. Il Principe firmerà un contratto di 3 anni con opzione per il quarto, con uno stipendio di 3,5 milioni di euro a stagione. Mancano i dettagli ufficiali, ma si parla di soldi più contropartite tecniche: fra i papabili, Jimenez, Cruz e Suazo.

CONVINTO DAL "CLAN ARGENTINO"

Nato a Bernal, il 12 giugno 1979, Diego Milito si appresta a firmare il contratto più importante della sua vita da calciatore. Dopo le esperienze con Racing Avellaneda, Real Saragozza e Genoa, “El Principe” vestirà la casacca nerazzurra per le prossime quattro stagioni. Il giocatore argentino, chiamato a Milano anche da “capitan” Zanetti, e grande amico di Esteban Cambiasso, firmerà un triennale con opzione per il quarto anno, da 3,5 milioni di euro netti a stagione. Mancano ancora piccoli dettagli per conoscere l’entità dell’operazione, che potrebbe oscillare a seconda delle contropartite che l’Inter potrebbe offrire al Presidente rossoblù. Si aspetta la possibile qualificazione in Champions League, perchè giocatori quali Cruz (potrebbe rinnovare con Moratti per poi essere ceduto al Genoa in prestito), Jimenez o Suazo, potrebbero accettare l’avventura a Genova, cambiando alcuni dettagli sull’attuale contratto, se la squadra partecipasse alla prestigiosa competizione europea. Difficile il prestito o la comproprietà di Acquafresca, perché Josè Mourinho stravede per il giovane attaccante in prestito al Cagliari.

PERCHE' MILITO CI PIACE

Milito è un grande bomber, quell’attaccante dal gol facile che da anni manca al club nerazzurro. E’ un agiocatore in grado di fare reparto da solo e di poter dialogare con Ibrahimovic in ogni situazione. L’argentino è abile sottoporta, di testa, nel proporsi e nel creare spazi, nei quali lo svedese potrebbe far impazzire le difese avversarie. La forza, la classe e la tecnica di Ibrahimovic, assemblate alla rapidità e al fiuto del gol dell’argentino, potrebbero diventare un’arma letale, sì, proprio quella che ai fasti migliori era Hernan Crespo.

PREZIOSI: "DAVANTI A UN'OFFERTA SUPER..."

Preziosi apre all'Inter per Milito. A margine della riunione informale della Lega calcio a Milano, il presidente del Genoa ha parlato dell'interesse del club nerazzurro per l'attaccante argentino. Preziosi ha fatto capire di non essere interessato a cedere il suo gioiello, ma davanti a un'offerta economica importante per il giocatore, il Genoa si troverebbe in difficoltà per trattenerlo: «Milito ha un contratto importante con noi - ha detto Preziosi -, ma se l'Inter si dovesse presentare con una grossa offerta al giocatore alla quale non potremmo ribattere, ci si potrebbe sedere al tavolino e discutere». (fonte Corriere dello Sport)

MENTRE DROGBA SI ALLONTANA...

La "cura" Hiddink sembra proprio aver rinfrancato Didier Drogba, che da quando è arrivato sulla panchina dei 'blues' l'attuale commissario tecnico della Russia è tornato ad essere protagonista, in Premier ma anche in Champions League, e adesso le possibilità che l'ivoriano abbandoni Londra diventano sempre più remote. A confermare ciò è lo stesso Drogba, che alla rivista 'Ouest-France' confessa: "Non dimentichiamoci che la Premier è attualmente il miglior campionato, e noi siamo i vice campioni d'Europa dietro al Manchester che ci ha battuto solo ai rigori". Parole, queste che non faranno felici i tifosi nerazzurri, dopo che Drogba era stato dato per vicinissimo all'approdo in Via Durini. (fonte www.calciomercatonews.com)

sabato 28 marzo 2009

IBRA SUI PONTI DI CALATRAVA

Ecco a voi uno Zlatan inedito e molto "nostrano"...
Lo riconoscete?! (cliccate sulla foto per ingrandirla)



Da "Sportweek" n. 10, 2009 - ® Foto Maurizio Camagna

venerdì 27 marzo 2009

TUTTI IN CORO: "IBRA RESTA"

Come avevamo già anticpato qualche settimana fa,
il polverone Ibra sembra finalmente dissolversi...




CAMBIASSO E MOURINHO: "QUI UN GRANDE PROGETTO"


Quando Javier Zanetti deciderà di fermarsi ci sarà lui, Esteban Cambiasso. La firma sul contratto, scadenza 2014, fa del "Cuchu" il capitano del futuro. E a ben guardare le sue dichiarazioni sul caso Ibra, si capisce quanto l'argentino creda al progetto dell'Inter. "Credo che tutti i miei compagni sappiano che questo club ha grandi obiettivi e non vedo nessuno dentro lo spogliatoio che non la pensa così".
Dal Portogallo invece parla Josè Mourinho fresco di laurea honoris causa a Lisbona, "Io mi vedo all'Inter il prossimo anno. Prova ne sia che venerdì vado a Los Angeles per programmare il ritiro estivo di luglio". Il tecnico parla anche di futuro e di mercato: "E' vero che ci manca un trequartista che inventi gioco, e che se arriva sono contento - dice -. Ma è vero ciò che ha detto Moratti: più che giocatori, io voglio cambiare la filosofia del club. All'Inter devo chiudere un ciclo e aprirne un altro".

IL PROCURATORE RAIOLA: "INVENZIONI DELLA STAMPA"

Sulla vicenda si è espresso anche Mino Raiola, agente dello svedese e anche di Maxwell, lui sì invece verso l'addio (in pole position per ora c'è il Barcellona). "Qui si parla di convincere Ibrahimovic a restare, ma nessuno ha detto che va via - ha detto a Radio Radio -. Stanno facendo tutto loro, io non sono un ostacolo, il mio unico interesse è quello del mio giocatore. Moratti ha ragione quando dice che stiamo dando l'esca ai giornali, ai media per andare avanti su una storia che non esiste. Appena diciamo una cosa io, Zlatan o Mourinho, in Italia non si parla più di calcio". L'agente ribadisce che "non ci sono problemi, il giocatore ha un ottimo rapporto con Mourinho e con la società, è deluso per la Champions ma non ha detto che va via. Di cosa dovremmo parlare? Delle cose che scrivono i giornali?".

CAPITAN ZANETTI: "FIDATEVI, IBRA RESTA"

"Ibrahimovic non ci ha mai detto di voler andare via dall'Inter. Ci stiamo preparando al meglio per questo finale di campionato, poi si vedrà". Javier Zanetti, dal ritiro della nazionale argentina, commenta le voci sul futuro dell'attaccante svedese. "La Champions è passata - continua - adesso pensiamo al campionato, dobbiamo vincere questo scudetto, abbiamo tante possibilità di farlo, dipende da noi". Una battuta infine sul prolungamento del contratto che lega Cambiasso all'Inter: "Sono molto contento che abbia rinnovato, che rimanga con noi per tanto tempo, ci tiene molto a questa maglia".

- GUARDA IBRA NEL NUOVO SPOT NIKE
- BALOTELLI E SANTON IN NAZIONALE UNDER 21

giovedì 26 marzo 2009

PROSSIME INIZIATIVE PER I SOCI


INTER-PALERMO: FINO A 14 ANNI SI ENTRA ENTRA GRATIS

In occasione di Inter-Palermo, gara valida per la 31^ giornata della Serie A Tim 2008-2009, in programma sabato 11 aprile allo stadio "Giuseppe Meazza" (calcio d'inizio ore 15), l'Inter Club Reggio Emilia comunica che sarà possibile entrare gratis a San Siro per i bambini fino a 14 anni accompagnati da un adulto (anche l'adulto non paga se accompagna 4 bambini). Le adesioni dovranno essere pervenute entro e non oltre martedì 7 aprile, vale a dire il martedì della settimana antecedente la partita. Inviate le vostre richieste con nome, cognome e data di nascita dei richiedenti a: interclubreggio@gmail.com. In caso di elevata richiesta per questa partita, il nostro club organizzerà il consueto pullman Reggio-Milano.


AL VOLLEY DI SERIE A2 GRATIS CON INTER CLUB

Per la gara di serie A2 pallavolo maschile, Edilesse Cavriago - Città di Castello Perugia, in programma domenica 29 marzo alle ore 18 al PalaBigi di Reggio Emilia, disponiamo di 2 biglietti omaggio, che saranno assegnati ai primi che faranno richiesta. Anche in questo caso inviate il vostro nominativo a: interclubreggio@gmail.com.
Clicca qui per info sul campionato e l'Edilesse Cavriago.

mercoledì 25 marzo 2009

SCOPRENDO DAVIDE SANTON

Prima vera intervista al nostro baby campioncino.

lunedì 23 marzo 2009

CAMBIASSO, INTER A VITA!



MILANO, 23 MARZO 2009 - F.C. Internazionale ed Esteban Cambiasso comunicano che, con reciproca soddisfazione, nei giorni scorsi è stato raggiunto e già depositato l'accordo per il prolungamento del contratto che legherà il calciatore alla società fino al 30 giugno 2014.

Fonte: Inter.it

INTER-REGGINA 3-0, IBRA SHOW



Senza dimenticare l'ennesima puntata Mourinho-Ancelotti.
GUARDA IL VIDEO DELLE "STILETTATE"

MOURINHO - A fine conferenza di Inter-Reggina, una frase che lascia il segno: "Un allenatore può perdere tutto meno che la sua dignità professionale. Io quella non la perdo. Alle persone intelligenti possono bastare due parole per capire, io ne ho dette nove. Fate voi... ". Ogni riferimento a chi in questi giorni ha commentato l'eliminazione dell'Inter e quello che hanno dichiarato nel dopo partita di Manchester sia Mourinho sia Javier Zanetti, è servito. E non si tocchi il valore di uno scudetto.
ANCELOTTI - Ma la stilettata finale dopo Napoli-Milan, Ancelotti la riserva per Mourinho: «Bisognerebbe chiedergli a chi si riferisse - s’interroga Ancelotti -. Se però parlava di me, gli vorrei dire che con Berlusconi allenatore ho vinto due Champions da giocatore e due Champions da vice-allenatore».

LA GAZZETTA DELLO SPORT: TUTTI CONTRO MOURINHO
LA FOTO: MOURINHO-ANCELOTTI, BRIZZOLATI A CONFRONTO

sabato 21 marzo 2009

COSTA, UN REGGIANO A SAN SIRO



Andrea Costa è nato a Reggio Emilia il 1° febbraio 1986.

Cresce calcisticamente nelle giovanili della Reggiana, principale società calcistica della sua città natale. Esordisce in prima squadra nella stagione 2003-2004. Nella stagione successiva si consacra terzino sinistro della formazione reggiana allenata da Bruno Giordano. L'anno successivo approda nel Bologna, dove alla corte di Carlo Mazzone gioca però con poca continuità. Il 31 gennaio 2008 si trasferisce in prestito alla Reggina. Esordisce in Serie A il 23 febbraio 2008 in Reggina-Juventus (2-1). Il 19 giugno 2008 viene definitivamente riscattato dalla società amaranto. Il 5 ottobre 2008 segna il suo primo gol in Serie A in Reggina-Catania (1-1).

LA FOTO: COSTA IN CAMPO CON KAKA'

IN BOCCA AL LUPO PER LA SALVEZZA ANDREA!

venerdì 20 marzo 2009

634 VOLTE CAPITAN ZANETTI



364 volte Javier Zanetti, come Giacinto Facchetti.
L'inossidabile capitano dei nerazzurri, che ha 35 anni ma tn tutte le stagioni finisce per essere l'interista con più presenze in campo, ha raggiunto nientemeno che Giacinto Facchetti nel numero di partite giocate con la maglia dell'Inter. «Sono emozionato per tutto quello che sta accadendo. Ho avuto la fortuna di conoscere Giacinto, una persona straordinaria, un punto di riferimento che mi ha fatto capire che cosa significasse appartenere all'Inter - ha spiegato Zanetti - Devo ringraziare il nostro presidente, Massimo Moratti, perchè mi ha dato la possibilità di giocare in Italia quando ero ancora uno sconosciuto. Ricordo ancora il mio primo giorno all'Inter: sono arrivato con un sacchetto di plastica con dentro le mie scarpe da calcio, ho attraversato la folla di tifosi che si chiedevano chi fossi, è da qui che è iniziata questa storia. Ho sempre creduto in questa società, anche quando l'Inter vinceva poco perchè sapevo che, prima o poi, le cose sarebbero cambiate, e il cambiamento è stato frutto della serietà con la quale ha sempre lavorato l'Inter. Un ringraziamento speciale va a coloro che mi hanno sostenuto anche nei momenti più difficili e, soprattutto, a Giacinto, una persona che parlava sempre e solo nel momento opportuno e che per me sarà sempre presente perchè è stato lui a indicarmi la strada da seguire e a fare dell'Inter la mia casa».

Non poteva mancare un commento di Massimo Moratti, l'uomo che ha portato Zanetti all'Inter.
L'attuale capitano arrivò in sordina, "quello forte" doveva essere l'altro argentino acquistato quell'anno, un certo Rambert, di cui pochi si ricordano. «Allora mi avevano segnalato un giovane attaccante argentino, Ortega, ma osservando una sua partita con la nazionale under 21 mi colpì soprattutto un terzino - ha spiegato il patron nerazzurro - Giocava in maniera incredibile, saltando tutti gli avversari senza mai perdere la palla. Qualche mese dopo, mentre alcuni dirigenti dell'Inter erano in Argentina per l'acquisto di un altro attaccante (Rambert appunto, ndr), mi telefonano per chiedermi che cosa dovevano fare con quel famoso terzino. Io, allora, rivedo velocemente quella videocassetta con mio figlio e dico 'portatelo subito in Italia, poi l'altro vediamo... '. Non è un mistero, quindi, ma è la passione e soprattutto la fortuna di aver trovato un grande calciatore con il carattere giusto. Ricordo ancora anche il giorno dell'esordio di Zanetti a San Siro. Era una gara col Vicenza. Prima della partita scendo negli spogliatoio e chiedo a Javier come si sente. Lui mi rispose 'sono abituato a prendermi tutti questi stadi sulle spalle'. Lo fa ancora oggi e, soprattutto, dal primo giorno, con Javier abbiamo avuto la netta sensazione di aver portato in società la persona giusta».

Ma Zanetti, non si fermerà qui, è lui il simbolo di questa Inter e c'è il record di presenze di Bergomi da cercare di battere.
«Abbiamo con noi non una bandiera, ma la nostra bandiera, anche la mia personale, perché lui è stato il primo giocatore ad arrivare all'Inter quando sono diventato presidente. Allora - spiega Moratti - tutti dicevano e scrivevano che avevo preso uno sconosciuto con il cognome semi italiano, che sarebbe rimasto pochi mesi. Da allora non solo lo sconosciuto è il giocatore che è durato di più, è stato anche quello con il rendimento migliore, con l'attaccamento maggiore, quello che ha un carattere formidabile e continua a giocare non come il primo giorno, ma meglio del primo giorno».

A NOME DI TUTTI GLI INTERISTI GRAZIE CAPITANO!

giovedì 19 marzo 2009

GALA' SPORT & SOLIDARIETA': 220 EURO PER LA MAGLIA DI CRESPO


Quello che ormai è diventato per gli sportivi reggiani (e non solo) un appuntamento da non perdere è stato l’ennesimo grande successo. Il 7° Galà dello Sport e della Solidarietà - 5° Memorial Chiarino Cimurri ha richiamato al ristorante Midì di Reggio Emilia quasi 400 persone oltre ai rappresentanti di tutte le società sportive reggiane, la presidente della Provincia Sonia Masini, la Dott.ssa Alessandra Boni Direttore Amministrativo dell’ASMN, il Prof. Francesco Merli Presidente del GR.A.D.E., Erio Bagni Presidente regionale dell’ADMO, Vincenzo Tota Presidente del CIP Comitato Provinciale Paralimpico, Bruno Reverberi Team Manager del CSF Group - Navigare Professional Cycling Team, premiato come personaggio dell’anno oltre a tantissimi altri personaggi dello sport reggiano di oggi e di ieri, come Andrea Catellani (interista DOC) e Simone Gozzi insieme ad una delegazione del Modena con in testa mister Apolloni, una delegazione della Reggiana Calcio con mister Alessandro Pane, della Pallavolo Reggio, della Pallacanestro Reggiana con Giorgio Boscagin e coach Alessandro Ramagli, poi tanti volti noti come Francesco Romano, Dario Morello, Marco Meoni, Luca Cantagalli, Manuela Leggeri.
Momento clou della serata, il cui ricavato era in favoredi ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo e Gr.A.DE (Gruppo Amici dell’Ematologia) l’ormai consueta asta di beneficenza nella quale sono stati proposti cimeli sportivi di grandi campioni.
Il record d’asta quest’anno è andato a Fabio Cannavaro e alla sua maglia del Real Madrid battuta per la considerevole cifra di 450 euro. A seguire la maglia dell’indimenticato Andrea Silenzi a 350 euro, quella rossonera di Pato, 300 euro, quella di Lavezzi a 280 euro e a 260 quella di Cassano. Quella della Nazionale di Euro 2008 di Alessandro Gamberini a 220 euro, così come a 220 euro è stata battuta quella nerazzurra autografata di Hernan Crespo. 200 euro per la canotta di Giorgio Boscagin e così via. Il resto del numeroso materiale rimasto, tra cui una tuta di Formula 1 usata dal pilota reggiano Mauro Baldi, una tuta della Nazionale di Sci di fondo di Piller Cotter, una calotta autografata di Federica Pellegrini, una giacca da gara della schermitrice Marta Ferrari, una giacca della Nazionale di Razzoli, delle camicie Ferrari e Maserati del pilota Andrea Bertolini, sarà messo all’asta su eBay nella sezione dedicata alla beneficenza. Il totale della raccolta della serata è stato di oltre 5.000 euro.
Il Comitato Orgoglio Reggiano resta a disposizione di tutti coloro che non sono riusciti a ritirare i loro gadget (www.orgoglioreggiano.it - info@orgoglioreggiano.it).

Fonte: L'Informazione di Reggio

martedì 17 marzo 2009

IBRA VIA DALL'INTER? PER NOI UNA BUFALA

Ecco riassunto il "tormentone Ibra" della settimana. Secondo noi, l'ennesimo attacco contro una squadra che vince in Italia ormai da tanto, forse troppo, dunque non è più simpatica come un tempo, niente di più. Potete discuterne qui o soprattutto sul nostro spazio Facebook.

LA GAZZETTA DELLO SPORT - L'eliminazione prematura dall'Europa può costare molto cara all'Inter anche per quello che riguarda il futuro della sua prima e più luminosa stella, ovvero Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese ha risposto alla grande contro la Fiorentina dopo il ko dell'Old Trafford, siglando una doppietta e polemizzando a distanza con tutti quei detrattori che non lo considerano uomo decisivo quando conta, anche in Europa. Purtroppo per Ibra, però, i numeri parlano chiaro e in Champions lo svedese non è mai stato veramente Ibracadabra: forse, la verità è semplicemente che non è l'Inter la squadra giusta dove l'ex calciatore di Ajax e Juve può dare l'assalto alla Champions. Zlatan vuole vincere la Champions e il Pallone d'Oro. Le due cose sono però collegate, perchè senza la coppa dalle grandi orecchie non arriverà mai il titolo di miglior giocatore europeo.
Anche domenica sera, dopo la doppietta alla Fiorentina, Ibra è sembrato piuttosto indispettito: "La prossima Champions? Vediamo, dobbiamo vedere... Bisogna giocare molto meglio: perché così può bastare per il campionato, non per la Champions". Frasi pesanti, che hanno subito fatto tremare i tifosi dell'Inter. Il suo agente, Mino Raiola, era già uscito allo scoperto alla vigilia del ritorno in Inghilterra: "Nessuno può pensare di tenere incatenato Ibra al club nerazzurro: è lui che decide dove andare". Ibrahimovic ha voglia di cambiare aria? Difficile ma possibile. Moratti gli ha dato carta bianca, rendendolo il calciatore più pagato in Europa, ma i soldi stavolta non c'entrano: Ibra vuole vincere la Champions e, Mancini o Mourinho, ha capito che all'Inter non ci riuscirà. Il Barcellona, allora, si sta già guardando intorno. Samuel Eto'o ha il contratto in scadenza nel 2010 e ha detto che non vuole rinnovare con la società di Joan Laporta, perchè vuole vedere prima cosa gli offrono altri clubs prestigiosi. Da qui nasce la pazza idea catalana: uno scambio tra il camerunense ed Ibrahimovic, con ulteriore conguaglio economico a favore dei nerazzurri. L'esca azulgrana è stata lanciata, ora tocca vedere cosa farà l'Inter. E soprattutto Ibrahimovic.

LA REPLICA DEL PROCURATORE - "Ibrahimovic via da Milano? Sì, forse va a vivere verso il lago di Como, perchè nel centro di Milano c'è poco spazio per fare giocare i bambini...". Con una battuta l'agente dello svedese, Mino Raiola, smentisce le voci degli ultimi giorni riguardo ad un'insofferenza di Ibrahimovic dopo l'uscita dalla Champions League e di un interessamento del Barcellona. Continua Raiola: "Per ora Ibrahimovic non se ne va - dice a 'Radio Radio Tv' -. A meno che Moratti non decida di venderlo, sennò bisogna aspettare la scadenza del contratto, che dura altri quattro anni e noi per ora lo rispettiamo. Non ci sono problemi". Il procuratore fissa anche il prezzo del giocatore e fa una lista delle squadre che potrebbero interessare al giocatore se Moratti decidesse di venderlo: "Le squadre che possono tentare di prendere Zlatan, così come altri giocatori del calibro di Messi, Drogba, Cristiano Ronaldo e Pato sono il Chelsea, il Liverpool, il Real Madrid, il Barcellona, l'Inter, il Milan e il Manchester United. E siccome queste società si conoscono bene fra loro, se una di loro fosse interessata a Ibrahimovic si presenterebbe da Moratti e lui poi deciderebbe. Al momento, però, non ci sono aperture da Moratti su una cessione. Quanto vale? Circa 100 milioni di euro. E' il più forte e completo giocatore al mondo". E' ormai chiaro che il giocatore vorrebbe conquistare la Champions e per questo motivo ci sarà bisogno di costruire una squadra in grado di lottare con i maggiori club europei: "Nel campionato italiano si gioca un calcio più fisico, dove una squadra che ha una difesa forte e un soggetto come Zlatan può vincere lo scudetto. La Champions invece la vince chi attacca di più, non chi difende meglio - conclude Raiola -. E lì Zlatan ha bisogno di una squadra con un gioco diverso. Ad Ibra ha dato fastidio uscire dalla Champions, però ha quattro anni di contratto con l'Inter e noi intendiamo rispettare quest'impegno. Per adesso non se ne va. Senza la collaborazione dell'Inter, non potrà lasciare il club nerazzurro".

E LE PAROLE DI BRANCA -
"Ibrahimovic ha le pile scariche? E' la delusione sportiva di un campione che ci teneva, come tutti noi, a vincere la Champions League, ma gli passera', lo do per scontato. Non ho parlato con il giocatore in questi giorni, non ce n'era bisogno. Sono stato ad Appiano e ho visto che si e' allenato alla grande. Come sempre. Non c'e' nessun problema psicologico e si è visto contro la Fiorentina". Marco Branca, dt dell'Inter, interviene sulle voci di mercato che vedrebbero il fuoriclasse nerazzurro Ibrahimovic tentato dal Barcellona. "C'è la voglia di rendere l'Inter ancor piu' competitiva. E' chiaro che saremo attenti alle opportunità che potranno migliorare la nostra rosa e ci siederemo attorno ad un tavolo per vedere il da farsi, il presidente Moratti ha investito tanto, ma non dimentichiamo mai che si sta prendendo anche tante soddisfazioni. Siamo gia' ai massimi livelli europei. E faremo di tutto per essere sempre piu' competitivi".
Branca interviene anche sul rinnovo di Maxwell, legato sino al 2010: "La proposta per Maxwell c'è, lui la conosce bene. Noi ci teniamo molto a lui. Aspettiamo con fiducia la sua risposta".

giovedì 12 marzo 2009

MANCHESTER, THE DAY AFTER


Ognuno di noi ha una mattina dopo, un giorno dopo.

In letteratura e cinema "the day after" è successivo ad un evento sconvolgente, drammatico e se ne raccontano gli effetti distruttivi sulle cose e sulle persone. Nella trama, sul finale, c'è sempre spazio per la ricostruzione, per progettare una nuova vita, per ricominciare. E' la disperazione umana che si tramuta in orgoglio e speranza.
L'Inter ha nelle sua storia ormai ultracentenaria tanti "the day after", tante sconfitte ed eliminazioni dolorose da cui è sopravvissuta con fatica e con un numero innumerevole di ferite che addirittura lei stessa aggravava. Per non tornare troppo indietro nel tempo ricordiamo lo sfogo di Roberto Mancini all'indomani della sconfitta con il Liverpool a San Siro.
Questa mattina dopo è diversa.

Il ciclone d'Oltremanica, risultato più della sciagurata gara d'andata che del ritorno, ha sì distrutto il sogno Champions League ma ci ha lasciato vivi e forti come prima. Forse di più. Per la prima volta dopo anni l'Inter se la è giocata senza troppa paura in uno stadio mitico, traboccante di storia e di entusiasmo, contro un avversario più forte e che deve rappresentare il nostro modello di riferimento.
Josè Mourinho ha preparato meticolosamente la partita, ha azzeccato lo schema e quasi tutte le scelte (solo Vieira non ne ha ripagato la fiducia, ha l'alibi di una condizione davvero precaria ed in panchina non c'era nulla di sicuramente migliore), ha mostrato a Massimo Moratti ed ai tifosi di non aver avuto paura e soprattutto di aver convinto i suoi uomini che il Manchester si poteva eliminare.
I campioni d'Italia hanno dato il massimo nel momento clou della stagione, ma il massimo che possiamo garantire e che ci permette di dominare in Italia non basta per avere successo in Europa. Non basta per vivere nell'attico del palazzo della Champions, dove Barcellona, Manchester United, Liverpool e le altre inglesi hanno stabilito il loro soggiorno ormai da quasi un lustro.
Serviva la partita perfetta, quella che l'Inter non ha fatto.

Gli errori individuali, un tasso tecnico complessivamente inferiore da metà campo in su, una manovra ancora poco riconoscibile e sicura nei suoi meccanismi ci rimandano a settembre e ci indicano cosa dover migliorare in estate. Zlatan Ibrahimovic è stato fantastico, ha rappresentato da solo il nostro attacco contro Rio Ferdinand e Vidic giocando spalle alla porta, facendo salire la squadra e trovando il modo per avere sulla testa e nei piedi il colpo del k.o. Li ha mancati entrambi e nella storia della partita sono errori gravi. Zlatan non basta. Dall'altra parte c'erano Rooney, altrettanto leader ed ancora più decisivo con l'assit per il 2 a 0, Ronaldo, a tratti fumoso ma trova sempre il modo di lasciare un segno nel tabellino, e Berbatov, ben controllato da Samuel e Cordoba. C'erano campioni attorniati da altri campioni ed inseriti dentro uno spartito mandato a memoria. I Red Devils hanno fatto un gol all'inizio dei due tempi sfruttando i nostri errori e poi si sono limitati a controllare il match. Non gli è riuscito benissimo, hanno sofferto, ma a conti fatti potevano anche vincere con uno scarto maggiore. Una vittoria cinica, da grande squadra appunto. La qualificazione nei complessivi 180 minuti, è bene riconoscerlo, è meritata.
Josè Mourinho e Massimo Moratti hanno visto cosa manca a questa squadra per fare il salto di qualità.

Ora devono imparare dagli errori commessi nella scorsa campagna acquisti. 60 milioni erano un budget sufficiente per iniziare a colmare il gap ed invece sono il vero fallimento della stagione. All'Old Trafford non c'era nessuno dei nuovi in campo dall'inizio e Muntari, subentrato a Vieira, l'ha fatto quasi rimpiangere. Era l'Inter di Mancini o quasi, più vecchia di un anno e con i limiti che conosciamo e che hanno impedito allo stesso allenatore jesino di fare più strada in questa competizione. Special One nella partita della vita ne ha cambiato l'atteggiamento, la propensione al gioco, il coraggio. L'allenatore non può fare miracoli, nè trasformare l'argento in oro.
La delusione c'è, la speranza pure.
La mattina dopo ci lascerà vivi ed in salute per conquistare il quarto scudetto consecutivo. E con le idee più chiare per ricostruire un'Inter ancora migliore. Con Santon, con Balotelli, forze fresche, futuri campioni ma forse ancora un tantino acerbi per questi livelli. Serve maggior qualità là davanti, ma, considerando che l'Inter può già vantare il reparto arretrato più forte del mondo (Julio Cesar, Maicon, Samuel, Chivu (Cordoba), Santon (Maxwell), Cambiasso e Zanetti), siamo sulla buona strada. Siamo usciti a testa alta, contro la squadra campione d'Europa e del mondo, e da loro dobbiamo imparare per crescere. Per vincere, anche in Europa.

LE INTERVISTE DOPO PARTITA

CAMBIASSO: "TANTA SFORTUNA, MA MAI MOLLATO"

ADRIANO: "SFORTUNA, MA PASSI IN AVANTI"
JULIO CESAR: "PECCATO, UNA GRANDE PRESTAZIONE"
MOURINHO: "RESTERO' PER VINCERE" (INTERVISTA RAI) (MEDIASET)

Queste le parole di Mou: 'Se sono più deluso o arrabbiato? Arrabbiato sicuramente no: si è arrabbiati e frustrati quando una squadra non gioca, quando non esprime le sue qualità, o quando ha paura di giocare. Questa è stata una partita tale che se qualcuno avesse da ridire sulla mia squadra, prima di farlo dovrebbe riuscire ad ammazzare me perché l'Inter, stasera, e stata fantastica, ma giocare all'Old Trafford non è facile e purtroppo la fortuna non ci ha accompagnato' .
L'Inter ha reagito nel miglior modo possibile, dopo due gol arrivati al quarto minuto del primo e del secondo: 'Si sentiva la paura, poi nella ripresa è arrivato subito un gol a freddo, un gol fantastico ma che è stato la conseguenza della preparazione non troppo brillante della nostra difesa sulle palle aeree. La mia squadra ha mostrato grande personalità, ha sfiorato tante volte il pareggio anche con Adriano, in quell'occasione nessuno capisce come mai la palla non sia entrata'. 'Ho visto una squadra con grande personalità ed è per questo che ora sono triste per chi non ha mai vinto questa competizione, e non ha la possibilità di farlo neanche quest'anno, per i tifosi che hanno guardato la gara da casa e per coloro che ci hanno seguito a Manchester, sono triste ma con la grande sicurezza che lo scudetto sarà nostro'.
E ancora: 'Abbiamo giocato contro una grandissima squadra, e ora posso dire che, se, come si diceva, l'Inter soffriva di un complesso psicologico nei confronti delle grandi sfide, dopo la partita di stasera, questa paura non c'è più. Forse si potrà imputare la sconfitta a un problema calcistico ma non discuterò con voi di questo, lo farò con la mia società. Capisco la vostra cultura, forse tutta l'Italia sarà molto contenta perchè l'Inter è stata eliminata dalla Uefa Champions League, ma, da parte mia, darò alla società tutte le risposte necessarie perché, è vero che oggi non abbiamo vinto ma posso dire che siamo stati sfortunati, in questo stesso stadio ho vinto con il Porto, lottando molto meno'.
'Se Josè Mourinho ha sbagliato qualcosa? Sicuramente, come tutti. Il Manchester United è stato forte e più forte di noi, perché il nostro gioco e il nostro impegno meritano molto di più del 2-0. E' stata una partita completamente diversa rispetto alla gara di andata: l'Inter ha giocato con fiducia e tranquillità, ha sbagliato su una palla inattiva ma non è possibile cambiare una realtà che vede sei giocatori del Manchester alti un metro e novanta, e un solo calciatore nerazzurro alto quanto loro. La squadra è stata molto bene in campo, abbiamo giocato in tre modi diversi, abbiamo fatto di tutto per cambiare il risultato della partita, non siamo stati fortunati, però, ho visto un'Inter che ha giocato con personalità e questo è fondamentale, non avere paura di niente e di nessuno è fondamentale'.

martedì 10 marzo 2009

UN VIDEO DA BRIVIDI

Un po' lunghino forse, ma merita.
Questa è la nostra storia.
Questa è la nostra Inter!


lunedì 9 marzo 2009

101 VOLTE EMOZIONI INTER



101 ANNI: 9 MARZO 1908 - 9 MARZO 2009

«Nascerà qui al ristorante "L'orologio", ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perchè noi siamo fratelli del mondo»
Milano, 9 marzo 1908


IL MESSAGGIO DI GIANFELICE FACCHETTI

«La fine dell'anno del Centenario della nostra Beneamata la riconsegna alla storia e alla Sua storia dopo una lunga festa, impreziosita da alcune pagine da ricordare, da tenere vicino al cuore. Quelle pagine sono popolate dai volti di tutte le persone che vi hanno partecipato: come se sfogliassimo un album, ecco apparire il popolo nerazzurro che ha voluto festeggiare la propria fedeltà infantile a quei colori, capaci ancora di muovere sogni e passioni.
Mescolando immaginazione e memoria, li rivedo tutti in mezzo al campo a gioire, in una specie di furore dionisiaco capace di abbattere ogni barriera, sociale, culturale, materiale. C'è Mario che da tanti anni viene allo stadio in bicicletta da Rho, c'è Alberto ragazzino che sbircia dal cielo alto, c'è la marcia dei campioni di sempre. La storia di F.C. Internazionale Milano è stata anche questo, per vocazione.
Un solo pallone è al centro del campo. Un solo pallone per tutti: tifosi, presidente, società, allenatori, giocatori. Fino ad oggi, forse, abbiamo giocato sempre e solo la stessa partita, mentre la vita ci prendeva a schiaffi o ci accarezzava; per continuare a scrivere bene la nostra storia serve gioco di squadra, il rispetto verso chi ci ha preceduto e il coraggio di superare quel che di buono è stato fatto, la saggezza di cento anni e l'ingenuità di un nuovo giorno.
L'augurio che ti faccio, cara Inter, è che l'urlo del "Giuseppe Meazza" e della tua gente sia sempre nella corsa in campo del capitano e dei suoi compagni, che questo amore resti sempre acceso. Da Manchester. Per sempre»
Gianfelice Facchetti

IL VIDEO DEL CENTENARIO: TUTTE LE SQUADRE

sabato 7 marzo 2009

SONDAGGIO: "PROSTITUZIONE INTELLETTUALE"



"PROSTITUZIONE INTELLETTUALE":
MOU HA RAGIONE?

SI 15 (78%)

NO 2 (10%)

NON SO 2 (10%)

Voti: 19


LINK: TUTTI I VECCHI SONDAGGI

giovedì 5 marzo 2009

SAMP-INTER 3-0, L'INTER RESTA IN PANCHINA



Una partita in una immagine. Il Mourinho seduto in panchina per 90 minuti riassume una serata completamente storta per i campioni d'Italia: non sono mai entrati in campo.
Atteggiamento mentale (e tattico, perchè quel 3-4-3?) da censurare e dimenticare in fretta, non nuovo a queste latitudini perchè in questa parte della stagione, anche con Roberto Mancini in panchina, alcuni appuntamenti sono stati snobbati dallo staff tecnico, societario e pure dai tifosi.
Schiacciata fra il doppio turno di Champions League, il momento clou in campionato con il filotto Roma-genoa-Fiorentina, la Coppa Italia è stata la vittima sacrificale sull'altare del turnover e del recupero di energie fisiche e mentale. A voler essere contundenti non si spiega come mai nel turno precedente con i giallorossi si fossero schierati i titolari se a questa manifestazione viene riconosciuta una importanza quasi nulla.

LE SECONDE LINEE FUORI DAL PROGETTO
Per Josè è la dimostrazione della pochezza di alcune seconde linee, ma è una ricostruzione troppo semplicistica. L'aspetto più negativo della sua esperienza milanese, oltre a quello di aver rinunciato a dare una impronta tattica e di gioco, è proprio la gestione di una rosa ampia. L'aveva detto di non amarla, sicuramente non ha saputo coinvolgerla nel suo progetto l'intero gruppo.
Serate come questa nascono anche dal lancio senza paracadute di desaparecidos come Mancini, Obinna, Rivas, Crespo ed epurati recenti ed eccellenti come Maxwell e Cordoba, apparsi disorientati e privati delle loro sicurezze. Può darsi che sia un modo del portoghese per infondere certezze in chi gioca sempre e al contempo chiedere un sostanziale rinnovamento dei ranghi senza preoccuparsi delle conseguenze economiche. La società sarà d'accordo?
Non tutti sono professionisti come Hernan, entrato nella ripresa e più pericoloso di tutti i compagni in 90 minuti, pur se l'occasione mangiata davanti a Castellazzi grida vendetta. La personalità, la capacità di farsi trovare pronti all'occorrenza, la voglia di riemergere e rovesciare le gerarchie non è patrimonio condiviso. Le responsabilità non sono quasi mai solo da una parte.

BALOTELLI, IL NOSTRO JOLLY
Cosa salvare? Innanzitutto gli spunti mai banali di Balotelli, finito svenuto per il colpo contro il palo e fino ad allora in fiera e perenne battaglia contro pubblico e avversari. Sfido chiunque a dover sopportare insulti e fischi alla Materazzi in ogni stadio d'Italia e provocazioni e sceneggiate di chi sta in campo, giocando sulla sua cattiva fama. Va ancora protetto e tutelato perchè è probabilmente l'unico jolly che potremo giocarci a Manchester e nel prosieguo del campionato, come l'anno scorso. Tanto criticato e sbeffeggiato per i suoi comportamenti e oggi invocato a furor di popolo come ancora di salvezza. Coerenza signori, cerchiamo di riconoscere i diamanti dalle imitazioni.

GUARDIAMO AVANTI
Guardiamo avanti perchè se ci voltiamo notiamo un rendimento calante così come i risultati. Non è il momento di avere una crisi o di mettere in discussione il lavoro fin qui compiuto. Chiudiamo la bocca e ricominciamo dal calcio, dal campo, dal recupero di pedine irrinunciabili come Samuel, Chivu, Ibrahimovic, rimettendo dentro anche i vari Cambiasso, Maicon, Stankovic.
Genoa-Inter e Inter-Fiorentina non saranno meno delicate di Manchester-Inter. E dovremo affrontarle senza turnover, miseramente fallito sotto un acquazzone di pioggia e di gol.

FORZA RAGAZZI!


da www.iostoconmancini.com

GUARDA IL VIDEO DI SAMP-INTER 3-0
GUARDA IL VIDEO DI LAZIO-JUVE 2-1

martedì 3 marzo 2009

MOURINHO CONTRO TUTTI



MILANO, 3 marzo 2009 - "C'è stata grandissima manipolazione intellettuale. C'è stato un grandissimo lavoro organizzato per manipolare l'opinione pubblica. Un lavoro fantastico di un mondo che non è il mio: io lavoro nel calcio, ma il mio mondo non è questo". Sette minuti di monologo rovente per poi abbandonare seccamente la conferenza stampa. Il tecnico dell'Inter si infervora per replicare alle polemiche nate dopo la partita che i nerazzurri hanno pareggiato 3-3 contro la Roma.
A TESTA BASSA - Praticamente un fiume in piena. "Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli - sostiene Mou -. Non si è parlato del Milan che ha 12 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali. Abbiamo vinto solo una partita con un errore arbitrale, a Siena", ricorda il portoghese. L'allenatore della Juventus, Claudio Ranieri, ha detto di sentirsi accanto al tecnico romanista Luciano Spalletti. "Se Ranieri è al fianco di Spalletti, io sono al fianco di tutti gli allenatori che hanno perso punti contro la Juventus per errori arbitrali", aggiunge.
TABULA RASA - Mourinho dilaga: "Mi sento vicino a Prandelli, a Del Neri, a Zenga", dice riferendosi agli allenatori di Fiorentina, Atalanta e Catania, squadre penalizzate da decisioni dei direttori di gara negli scontri diretti con la Juventus. "Io sono andato davanti alle telecamere per dire che la mia squadra ha vinto a Siena con un errore dell'arbitro. Il giorno dopo l'allenatore di una squadra con la maglia bianco e nera, che guarda le partite dell'Inter, è andato in televisione e ha ammesso di aver segnato un gol in fuorigioco...che bravo...". "Si avvicina il giorno dello scandalo" incalza. "Mancano 91 giorni, poi me ne vado in vacanza - dice ancora -. Per 91 giorni sono capace di fare una conferenza stampa medioevale. Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l'intervallo e parla dopo la partita: è 'primetime', è amico di tutti. Io non sono così".
MEGLIO NON GIOCARE - E aggiunge: "Il giorno della partita, accendo la televisione è c'è sempre Spalletti. Io ho un contratto con l'Inter e l'Inter ha un contratto con i media: io parlo perché devo farlo. Quante volte ho detto no alle richieste di interviste? Io non manipolo l'opinione pubblica e non sono un campione del primetime", prosegue davanti ai giornalisti. "Se sono al posto di Torino e Udinese, faccio giocare la Primavera. Se penso al prossimo fine settimana, è meglio non giocare....", ripete. Poi il mistero della telefonata di Ranieri: "Ha provato a chiamarmi questa mattina. Avete il permesso di chiedergli cosa voleva dirmi" afferma rivolgendosi ai giornalisti. E si congeda dopo sette minuti di fuoco ricordando che domani sera c'è una semifinale di Coppa Italia da giocare, "contro un'avversaria difficile che vuole andare avanti come vogliamo noi".

Fonte: Gazzetta dello Sport

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