
Ognuno di noi ha una mattina dopo, un giorno dopo.
In letteratura e cinema "the day after" è successivo ad un evento sconvolgente, drammatico e se ne raccontano gli effetti distruttivi sulle cose e sulle persone. Nella trama, sul finale, c'è sempre spazio per la ricostruzione, per progettare una nuova vita, per ricominciare.
E' la disperazione umana che si tramuta in orgoglio e speranza.L'Inter ha nelle sua storia ormai ultracentenaria tanti "the day after", tante sconfitte ed eliminazioni dolorose da cui è sopravvissuta con fatica e con un numero innumerevole di ferite che addirittura lei stessa aggravava. Per non tornare troppo indietro nel tempo ricordiamo lo sfogo di Roberto Mancini all'indomani della sconfitta con il Liverpool a San Siro.
Questa mattina dopo è diversa.
Il ciclone d'Oltremanica, risultato più della sciagurata gara d'andata che del ritorno, ha sì distrutto il sogno Champions League ma ci ha lasciato vivi e forti come prima. Forse di più. Per la prima volta dopo anni l'Inter se la è giocata senza troppa paura in uno stadio mitico, traboccante di storia e di entusiasmo, contro un avversario più forte e che deve rappresentare il nostro modello di riferimento.
Josè Mourinho ha preparato meticolosamente la partita, ha azzeccato lo schema e quasi tutte le scelte (
solo Vieira non ne ha ripagato la fiducia, ha l'alibi di una condizione davvero precaria ed in panchina non c'era nulla di sicuramente migliore), ha mostrato a Massimo Moratti ed ai tifosi di non aver avuto paura e soprattutto di aver convinto i suoi uomini che il Manchester si poteva eliminare.
I campioni d'Italia hanno dato il massimo nel momento clou della stagione, ma il massimo che possiamo garantire e che ci permette di dominare in Italia non basta per avere successo in Europa. Non basta per vivere nell'attico del palazzo della Champions, dove Barcellona, Manchester United, Liverpool e le altre inglesi hanno stabilito il loro soggiorno ormai da quasi un lustro.
Serviva la partita perfetta, quella che l'Inter non ha fatto.
Gli errori individuali, un tasso tecnico complessivamente inferiore da metà campo in su, una manovra ancora poco riconoscibile e sicura nei suoi meccanismi ci rimandano a settembre e ci indicano cosa dover migliorare in estate. Zlatan Ibrahimovic è stato fantastico, ha rappresentato da solo il nostro attacco contro Rio Ferdinand e Vidic giocando spalle alla porta, facendo salire la squadra e trovando il modo per avere sulla testa e nei piedi il colpo del k.o.
Li ha mancati entrambi e nella storia della partita sono errori gravi. Zlatan non basta. Dall'altra parte c'erano Rooney, altrettanto leader ed ancora più decisivo con l'assit per il 2 a 0, Ronaldo, a tratti fumoso ma trova sempre il modo di lasciare un segno nel tabellino, e Berbatov, ben controllato da Samuel e Cordoba. C'erano campioni attorniati da altri campioni ed inseriti dentro uno spartito mandato a memoria.
I Red Devils hanno fatto un gol all'inizio dei due tempi sfruttando i nostri errori e poi si sono limitati a controllare il match. Non gli è riuscito benissimo, hanno sofferto, ma a conti fatti potevano anche vincere con uno scarto maggiore. Una vittoria cinica, da grande squadra appunto.
La qualificazione nei complessivi 180 minuti, è bene riconoscerlo, è meritata.Josè Mourinho e Massimo Moratti hanno visto cosa manca a questa squadra per fare il salto di qualità.
Ora devono imparare dagli errori commessi nella scorsa campagna acquisti. 60 milioni erano un budget sufficiente per iniziare a colmare il gap ed invece sono il vero fallimento della stagione. All'Old Trafford non c'era nessuno dei nuovi in campo dall'inizio e Muntari, subentrato a Vieira, l'ha fatto quasi rimpiangere.
Era l'Inter di Mancini o quasi, più vecchia di un anno e con i limiti che conosciamo e che hanno impedito allo stesso allenatore jesino di fare più strada in questa competizione.
Special One nella partita della vita ne ha cambiato l'atteggiamento, la propensione al gioco, il coraggio. L'allenatore non può fare miracoli, nè trasformare l'argento in oro. La delusione c'è, la speranza pure.
La mattina dopo ci lascerà vivi ed in salute per conquistare il quarto scudetto consecutivo. E con le idee più chiare per ricostruire un'Inter ancora migliore.
Con Santon, con Balotelli, forze fresche, futuri campioni ma forse ancora un tantino acerbi per questi livelli. Serve maggior qualità là davanti, ma, considerando che
l'Inter può già vantare il reparto arretrato più forte del mondo (Julio Cesar, Maicon, Samuel, Chivu (Cordoba), Santon (Maxwell), Cambiasso e Zanetti), siamo sulla buona strada. Siamo usciti a testa alta, contro la squadra campione d'Europa e del mondo, e da loro dobbiamo imparare per crescere.
Per vincere, anche in Europa.LE INTERVISTE DOPO PARTITA
CAMBIASSO: "TANTA SFORTUNA, MA MAI MOLLATO"ADRIANO: "SFORTUNA, MA PASSI IN AVANTI"JULIO CESAR: "PECCATO, UNA GRANDE PRESTAZIONE"MOURINHO: "RESTERO' PER VINCERE" (
INTERVISTA RAI) (
MEDIASET)
Queste le parole di Mou: 'Se sono più deluso o arrabbiato? Arrabbiato sicuramente no: si è arrabbiati e frustrati quando una squadra non gioca, quando non esprime le sue qualità, o quando ha paura di giocare. Questa è stata una partita tale che se qualcuno avesse da ridire sulla mia squadra, prima di farlo dovrebbe riuscire ad ammazzare me perché l'Inter, stasera, e stata fantastica, ma giocare all'Old Trafford non è facile e purtroppo la fortuna non ci ha accompagnato' .
L'Inter ha reagito nel miglior modo possibile, dopo due gol arrivati al quarto minuto del primo e del secondo: 'Si sentiva la paura, poi nella ripresa è arrivato subito un gol a freddo, un gol fantastico ma che è stato la conseguenza della preparazione non troppo brillante della nostra difesa sulle palle aeree. La mia squadra ha mostrato grande personalità, ha sfiorato tante volte il pareggio anche con Adriano, in quell'occasione nessuno capisce come mai la palla non sia entrata'. 'Ho visto una squadra con grande personalità ed è per questo che ora sono triste per chi non ha mai vinto questa competizione, e non ha la possibilità di farlo neanche quest'anno, per i tifosi che hanno guardato la gara da casa e per coloro che ci hanno seguito a Manchester, sono triste ma con la grande sicurezza che lo scudetto sarà nostro'.
E ancora: 'Abbiamo giocato contro una grandissima squadra, e ora posso dire che, se, come si diceva, l'Inter soffriva di un complesso psicologico nei confronti delle grandi sfide, dopo la partita di stasera, questa paura non c'è più. Forse si potrà imputare la sconfitta a un problema calcistico ma non discuterò con voi di questo, lo farò con la mia società. Capisco la vostra cultura, forse tutta l'Italia sarà molto contenta perchè l'Inter è stata eliminata dalla Uefa Champions League, ma, da parte mia, darò alla società tutte le risposte necessarie perché, è vero che oggi non abbiamo vinto ma posso dire che siamo stati sfortunati, in questo stesso stadio ho vinto con il Porto, lottando molto meno'.
'Se Josè Mourinho ha sbagliato qualcosa? Sicuramente, come tutti. Il Manchester United è stato forte e più forte di noi, perché il nostro gioco e il nostro impegno meritano molto di più del 2-0. E' stata una partita completamente diversa rispetto alla gara di andata: l'Inter ha giocato con fiducia e tranquillità, ha sbagliato su una palla inattiva ma non è possibile cambiare una realtà che vede sei giocatori del Manchester alti un metro e novanta, e un solo calciatore nerazzurro alto quanto loro. La squadra è stata molto bene in campo, abbiamo giocato in tre modi diversi, abbiamo fatto di tutto per cambiare il risultato della partita, non siamo stati fortunati, però, ho visto un'Inter che ha giocato con personalità e questo è fondamentale, non avere paura di niente e di nessuno è fondamentale'.