venerdì 28 marzo 2014

MISS STELLA NERAZZURRA: SARA RIGHETTI 19ENNE DI RICCIONE TRIONFA AI SALI & TABACCHI

 
La vincitrice Sara Righetti premiata da Nicola Berti e da Daniela Garofalo

LA RICCIONESE SARA RIGHETTI E’ LA NUOVA “MISS STELLA NERAZZURRA”! E’ STATA ELETTA “REGINA “ DEL TIFO INTERISTA AI “SALI e TABACCHI” DA NICOLA BERTI, ROBERTO MOZZINI E DALLE STAR DEL BASKET REGGIANO MICHELE ANTONUTTI, ARIEL FILLOY E MATTEO FRASSINETI.


Il cielo nerazzurro si è illuminato di bellezza ieri sera al “Sali e Tabacchi” di Reggio Emilia in occasione dell’elezione di “Miss Stella Nerazzurra 2014”.

Il concorso che elegge la tifosa interista più bella, giunto alla 5^ edizione, è stato organizzato dall’Inter Club Reggio Emilia in collaborazione con il Centro Coordinamento Inter Club e il “Comitato Orgoglio Reggiano Onlus” con il ricavato a favore della Croce Verde di Reggio Emilia. Dodici splendide ragazze (selezionate in precedenti casting) si sono sfidate, chiamate in passerella dal conduttore Antoine e dalla bellissima presentatrice reggiana Monica Cipressa, a colpi di stile e bikini per aggiudicarsi il titolo di “reginetta” di bellezza dal cuore interista e per rappresentare la passione e l’essenza della squadra. Ma conosciamole alcune più da vicino: tra le finaliste Irene, capelli biondi, bel sorriso, Isabella Pellegrini, argentina, Sara Righetti studentessa, Natalia, Giuliana dai lunghi capelli scuri con il sogno di diventare un avvocato penalista, poi Diana ed Elena con l’aspirazione di diventare modelle professioniste. Chi si è aggiudicata la corona e che nel 2014 avrà il compito di coccolare i cuori nerazzurri è stata la riccionese Sara Righetti

L'organizzatore Carlo Codazzi e la presentatrice Monica Cipressa

Capelli biondi e mossi, graziose lentiggini che le cospargono il viso, Sara, 19 anni è studentessa di Economia Aziendale all’Università di Bologna, città in cui è nata, risiede a Riccione e sogna di diventare organizzatrice di eventi.  A lei che adora Diego Milito e che sogna da tifosa black and blue di rivivere i fasti del “Triplete”, ora, spetta un’annata tutta nerazzurra tra eventi, ruoli di rappresentanza e calcio!
La neo "reginetta" del tifo interista Sara Righetti mentre sfila in bikini

Seconda classificata l’italo-moldava 18enne, residente a Vicenza, Anastasia Savciuc, studentessa, che si è aggiudicata la fascia di “Miss Intersport”. Sul gradino più basso del podio la 21enne Lavinia Ziero, Veneziana di nascita e di residenza, studentessa universitaria, che si è aggiudicata, oltre alla fascia di “Miss Vapesmoke” spettante alla 3^ classificata, il titolo di “Miss Eleganza Nerazzurra”.
 
Anastasia Savciuc, 2^ classificata, con Matteo Frassineti 

Super ospiti della serata, nonché componenti della giuria che ha eletto la nuova “miss interista”, il “mitico”Nicola Berti” campione d’Italia con l’Inter dei record 1989 (per lui anche 3 Coppe Uefa e 1 Supercoppa Italiana con i colori nerazzurri) e vicecampione del mondo nel 1994 con la nazionale, le star del basket Reggiano Michele Antonutti ala e capitano della Grissin Bon, il play-guardia Ariel Filloy e la guardia Matteo Frassineti accompagnati dal team manager Filippo Barozzi e dal preparatore atletico del club biancorosso Emanuele Tibiletti, L’ex campione d’Italia con le maglie di Inter e Torino Roberto Mozzini, l’ex nazionale di atletica leggera Andrea Giaconi (per 10 anni primatista italiano dei 110 ostacoli, supertifoso nerazzurro), la “triplista” reggiana Silvia Cucchi e il coordinatore degli Inter Club dell’Emilia Antonio Arata. Ha consegnato la corona alla vincitrice Daniela Garofalo “Miss Stella Nerazzurra 2013”.
Lavinia Ziero eletta "Miss Eleganza Nerazzurra" con Michele Antonutti 



Il lato B di Sara Righetti in bikini



 

"Miss Eleganza Nerazzurra" Lavinia Ziero con Ariel Filloy




La maglia autografata di Hernanes in palio nell'asta benefica

Negli intermezzi delle uscite in passerella delle concorrenti gli ospiti sono stati protagonisti sul palco:


"Siamo felicissimi dell’affetto che i nostri tifosi ci stanno dimostrando - ha dichiarato Antonutti - sia a livello locale che nazionale. Per quanto riguarda la speranza per le prossime partite, da sportivo non mi esprimo, ma speriamo di proseguire lungo questa direzione, coesi, di giocare d’energia, essere tutti puntati sull’obiettivo e combattere tutti assieme per raggiungerlo". "Nel basket – ha proseguito Filloy - quando si perde, confesso che può accadere che le scelte degli arbitri influenzino le partite, ma non può essere sempre così”. Il match che non vorremmo mai perdere? Ovviamente il prossimo!". Roberto Mozzini, star interista e giocatore della nazionale nel ’76 ha dichiarato a gran voce: "Nello sport, come nella società di oggi, bisogna chinare la testa, valutare i problemi e darsi da fare. Per quanto riguarda la nuova Inter invece spero che nei prossimi 3 anni si rifaccia la squadra. L’Inter se vuole vincere deve prendere dei giocatori già affermati, altrimenti c’è poca speranza".


 Le Miss prime 3 classificate con il premio dello sponsor Fit Village

La special guest Nicola Berti (per il quale si è levato il coro che echeggiava nella Curva Nord di S.Siro quando “Nick” calcava il campo di gioco : “Ed è la Nord che te lo chiede, Nicola Berti facci un gol!”) ha ricevuto una targa al merito per la carriera, durante la quale ha fatto sognare i tifosi interisti per tanti anni, dall’Inter Club Reggio Emilia. Nel corso della serata si è svolta un’asta benefica pro Croce Verde che ha visto in palio il pallone del Mondiale per Club 2010 vinto dall’Inter con gli autografi dei giocatori nerazzurri, la maglia autografata di Hernanes, 2 biglietti di 1° anello arancio per il prossimo match Inter-Napoli e una maglia di A.C. Reggiana.
 
Nicola Berti riceve da Carlo Codazzi e dalla valletta Federica la targa premio alla carriera

Hanno collaborato alla realizzazione della manifestazione Alleanza Assicurazioni, Adelsystem. Co-Edil, Nuova Autofrance Peugeot, Fit Village, Ristorante Piccolo Paradiso, Gianna Hair Style,              Pizzeria Little Rock, Fioreria Ada e la Palestra Brunazzi.


 
Un bel primo piano della neo "Miss Stella Nerazzurra" Sara Righetti

La locandina della serata

SITO UFFICIALE

UN'INTER SCIALBA SI FERMA DAVANTI A SCUFFET


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Un’Inter ancora una volta poco brillante non riesce ad avere la meglio su una compatta Udinese. Nerazzurri che riescono a creare qualche occasione solo nella ripresa dopo l’ingresso di Alvarez, ma sono costretti ad accontentarsi del pareggio a causa soprattutto degli interventi di Scuffet, che sta abituando i suoi tifosi a prestazioni sempre più esaltanti. Una vittoria avrebbe potuto portarci a meno uno dal quarto posto, invece questo pareggio ci costringe a lottare ancora con il Parma per la quinta piazza…

Per Mazzarri solito 3-5-2, in difesa riposano Rolando e Campagnaro, quindi spazio a Samuel e Juan Jesus. Centrocampo confermato rispetto alla sconfitta con l’Atalanta, unica eccezione Nagatomo in campo dall’inizio al posto di D’Ambrosio. In attacco il duo Icardi-Palacio.

Nei friulani, rispetto alla vittoria contro il Sassuolo, fuori Pinzi e dentro Badu a centrocampo, mentre al posto dello squalificato Basta scende in campo Gabriel Silva. In avanti turno di riposo per capitan Di Natale, quindi il punto di riferimento offensivo è Muriel.

Nei primi minuti entrambe le squadre costringono i due portieri a mostrare le loro doti in uscita: prima Handanovic anticipa Muriel su un cross basso di Widmer, poi Scuffet esce di pugno su una palla tesa di Jonathan. Per il resto molta confusione e diversi errori a centrocampo da parte di entrambe le compagini. Dopo venticinque minuti piuttosto noiosi l’Udinese abbassa un po’ il baricentro, cercando di costringere l’Inter a portare più uomini in avanti, ne scaturiscono un paio di contropiede di Muriel sui quali la difesa interista però riesce a chiudere.

Gli uomini di Mazzarri invece cercano con insistenza le fasce e i palloni alti per i due attaccanti, ma i loro tentativi sono infruttuosi. A cinque minuti dall’intervallo arriva la prima occasione importante della partita: Bruno Fernandes calcia di potenza dal limite dell’area, Handanovic respinge corto ma Badu, troppo defilato, trova solo l’esterno della rete.

Ritmi bassi anche ad inizio ripresa, unici pericoli un’incursione di Badu che però non riesce a concludere, ed un tiro da fuori di Ranocchia che termina alto di poco. Al cinquantaquattresimo entra Alvarez al posto di uno spento Guarin e le cose sembrano cambiare per l’Inter: prima Hernanes calcia fuori una punizione dai trenta metri, poi Palacio si muove bene in area, tira sul primo palo ma Scuffet blocca.

Il giovane portiere friulano è costretto a volare per intercettare un altro destro da fuori di Hernanes e non se la passa bene nemmeno sui tentativi di testa di Samuel, Palacio e soprattutto Icardi che da pochi passi spara alto su un tiro-cross di Nagatomo. Negli ultimi dieci minuti Mazzarri invita i suoi a riversarsi nella metà campo friulana, ne consegue una sequela di cross e di azioni confuse.

Degna di nota è un’incursione di Palacio, che mette una palla al centro per Icardi che però è anticipato da Scuffet, che si supera poi su un sinistro al volo di Cambiasso: sulla ribattuta arriva D’Ambrosio che colpisce di testa a botta sicura ma Domizzi salva sulla linea in rovesciata. Nei cinque minuti di recupero, a parte un tiro deviato di Juan Jesus che termina fuori di poco, non si registrano eventi degni di nota.
I quasi 37.000 del Meazza - dopo la sconfitta immeritata contro l'Atalanta - si aspetterebbero un'Inter arrembante già dal primo minuto. In tribuna c'è anche Thohir, motivo in più per far bene; invece bastano soli trenta minuti e tutti iniziano a capire l'andazzo del match: i tifosi mugugnano, il presidente si stringe tra le mani le guance. Quanta noia… L'Udinese si difende bene e l'Inter attacca malissimo, un mix micidiale che attenta il cuore degli appassionati. Guarin ed Hernanes pascolano sul verde terreno di gioco, il fraseggio a centrocampo è da anestesia totale e pensare che lo stesso Thohir lo aveva detto la settimana scorsa: "ci vuole più ritmo in mediana."

La seconda frazione di gioco vede un'Inter più frizzante. Mazzarri manda in campo Alvarez per l'inconcludente Guarin (felicissimo per il rinnovo).  I nerazzurri dispongono il tridente offensivo con Palacio, Icardi e lo stesso Alvarez, si aprono gli spazi e si vede qualcosa di buono. Anche i tifosi assopiti dal tediante spettacolo dei primi sessanta minuti subiscono uno scossone, il Meazza si risveglia ed inizia a spingere i propri beniamini. Samuel, Icardi, Palacio, Hernanes tutti protagonisti di azioni pericolose, ma tutti con lo stesso tristissimo epilogo: la palla non entra.

L'Inter non entusiasma, parte male e prova ad aggiustare il tiro nella seconda frazione di gioco. La partita non offre molti spunti positivi, ma spinge ad una riflessione: questa squadra - soprattutto in casa – non potrebbe partire dal primo minuto rinunciando alla difesa a tre, soprattutto quando gli avversari si schierano ad una sola punta (che non è ne’ Messi ne’ Ronaldo)?.. . Le cose migliori si sono viste proprio quando Mazzarri ha deciso di rischiare. Ieri sera, ad esempio, uno fra Ranocchia, Samuel e Juan Jesus, essendo poco propositivi, era francamente di troppo e a centrocampo eravamo spesso in inferiorità. Noi tifosi ed appassionati della Nostra Inter siamo arcistufi di vedere giocatori che passeggiano per il campo, con poche idee e con poca personalità!... Ma si può regalare quasi sempre un tempo agli avversari? D’accordo per l’ennesimo rigore negatoci (e nessuno della società batte i pugni per una situazione francamente mai vista neanche ai tempi di Calciopoli), ma non è possibile che l’Inter sia rappresentata da calciatori apatici, che vanno a ritmo da camomilla e da un allenatore dal quale ci si attendeva molto di piu’ e che, dopo 8 mesi, non deve avere piu’ alibi! Chi scrive aveva espresso le sue critiche anche in tempi non sospetti…

IL TABELLINO

Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Jonathan (27' st D'Ambrosio), Guarin (9' st Alvarez), Cambiasso, Hernanes, Nagatomo (41' st Milito); Palacio, Icardi. A disp: Carrizo, Castellazzi, Campagnaro, Zanetti, Kuzmanovic, Kovacic, Taider, Botta. All. Mazzarri

Udinese (3-5-1-1): Scuffet; Herteaux, Domizzi, Danilo; Widmer, Badu, Allan, Pereyra (41' st Maicosuel), Gabriel Silva; Fernandes (36' st Lazzari); Muriel (48' st Yebda). A disp: Brkic, Kelava, Naldo, Bubnijc, Jadson, Pinzi, Zielinski, Lopez, Di Natale. All. Guidolin.

Arbitro: Gervasoni
Marcatori:
Ammoniti: Samuel (I); Scuffet (U)

LE PAGELLE

Handanovic 6: Non particolarmente sicuro nelle occasioni in cui è chiamato in causa, che però sono rarissime
Ranocchia 6,5: Sempre sicuro, preciso e puntuale. Non sbaglia un intervento
Samuel 6,5: Al rientro, si piazza al centro della difesa come se non fosse mai uscito di squadra
Juan 6,5: Si capisce perché per lui Mazzarri faccia un'eccezione al concetto del "confermo chi fa bene la domenica prima". Presente e con poche sbavature.
Jonathan 5: Poco presente nel gioco e non azzecca un cross
Guarin 4: Voleva festeggiare il rinnovo con un gol, in realtà mette in campo tutto il peggio di Guarin
Cambiasso 5,5: Lento e prevedibile
Hernanes 5,5: Il ritmo di gara non è eccelso ma non lo era neanche nelle gare precedenti. Ma stavolta è anche insolitamente impreciso
Nagatomo 5,5: Leggermente meglio di Jonathan ma solo perché resta in campo partecipando all'assedio finale
Palacio 5,5: E' l'emblema della coperta corta dell'Inter. Se gira a largo per aprire spazi si sente la sua assenza in area, se aspetta che lo cerchino gli altri diventa preda dei difensori che fisicamente lo sovrastano. E' comunque in calo
Icardi 5: Stavolta non fa nemmeno a sportellate con i difensori dell'Udinese. Gioca in punta di piedi e non incide.
Alvarez 5,5: Ritorno al passato per l'argentino, fischiatissimo dal pubblico. Ma nell'assalto finale qualcosa ce la mette, seppure più con foga che con precisione
D'Ambrosio 5,5: Approccio timido, ha la palla dell'1-0, ma Domizzi gli strozza l'urlo in gola
Milito sv

all. Mazzarri 4,5: Un tempo letteralmente regalato all'Udinese, in maniera inspiegabile. Squadra lenta, prevedibile, senza verve. Poi nella ripresa una dose incredibile di sfortuna e imprecisione. Ma la cronica incapacità di fare gioco in casa è ormai preoccupante… Patetico quando passa al 4 – 2 – 4, inserendo Milito solo all’86-esimo! Soluzione che ci stava, per carità, ma almeno l’avesse attuata dieci minuti prima!...

martedì 25 marzo 2014

BEFFA CON L'ATALANTA, E' PROPRIO UNA STAGIONE STORTA


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Ci sono stagioni maledette, quelle in cui ti gira tutto storto. Quelle in cui i gol semplici diventano impossibili e quelli difficili utopie. Quelli in cui trovare continuità e morale è una missione da supereroi. Ecco questo tipo di stagioni assomigliano a quella attuale dell’Inter.

Una stagione storta dopo una orribile, ma con caratteristiche diverse. L’anno scorso l’Inter non ha dato alcun segno di speranza, forse qualche sparuto raggio di sole tra fitte nubi, ma nulla di più. Diversa la situazione di quest’anno. Un avvio scoppiettante, un momento di buio o profondo e poi quella che sembrava una risalita. Un copione che alla fine poteva anche essere adatto ad una squadra non ancora costruita al meglio, impegnata con cambi al vertice societario e in panchina. Nessuno si aspettava miracoli ma quando le speranze sembravano svanite ecco che qualche buon risultato riportava il buonumore. E sei risultati utili consecutivi avevano dato il segnale di un’Inter diversa, più compatta nel gioco e nella mente. Poi il nuovo stop.

Poi arriva l’Atalanta a San Siro, la bestia nera dei nerazzurri di Milano. Sarà lo stesso colore delle maglie che manda in confusione gli interisti, sarà che tutti hanno un avversario tabù, ma la sconfitta di ieri brucia più di altre. Ovviamente non è una mancanza di rispetto nei confronti dell’Atalanta, ci mancherebbe, è un dato di fatto. Perdere allo scadere, dopo una partita fatta di occasione che si susseguono fa male, perché vuol dire un enorme passo indietro. Vuol dire aver perso quella concentrazione e quella compattezza che sembravano ritrovate. Un errore, o meglio due, che condannano alla disfatta. E ora? E ora sarà difficile reagire con un turno infrasettimanale difficile in vista. Pochi giorni, poco tempo per cambiare rotta, per mettere un punto ed andare a capo. Mazzarri dovrà lasciare da parte i rammarichi per sfortuna e sviste e lavorare sui suoi giocatori per riportarli sulla giusta strada.

IL TABELLINO

INTER (3-5-2): Handanovic; Campagnaro (36' st Kovacic), Ranocchia, Rolando; Jonathan, Guarin, Cambiasso (15' st Alvarez), Hernanes, D'Ambrosio (26' st Nagatomo); Palacio, Icardi. A disp.: Carrizo, Castellazzi, Samuel, Zanetti, Kuzmanovic, Taider, Milito, Botta. All.: Mazzarri.
ATALANTA (4-4-1-1): Consigli; Nica (30' st Raimondi), Yepes, Stendardo, Del Grosso; Estigarribia, Carmona, Cigarini (40' st Baselli), Bonaventura; Moralez (38' Brienza); Denis. A disp.: Sportiello, Frezzolini, Bellini, Lucchini, Scaloni, Livaja, Bentancourt, Kone, Migliaccio, Giorgi, De Luca. All.: Colantuono
Arbitro: Giacomelli

Marcatori: 35' Bonaventura, 90'  Bonaventura (A), 36' Icardi (I)
Ammoniti: Nica, Cigarini, Stendardo, Brienza (A)

LE PAGELLE

HANDANOVIC: 6 - Se il match non si sblocca in apertura il merito è tutto del portiere sloveno, che sfodera un paio di interventi decisivi su Stendardo e Cigarini. Nulla può sul primo gol di Bonaventura, sfortunato ma anche colpevole sul secondo. Per il resto ordinaria amministrazione.
CAMPAGNARO: 5 – La sua gara, oltre a essere macchiata dal timido colpo di testa a metà campo con cui regala palla a Moralez nell’azione dello svantaggio, è poco intraprendente: infatti sale poco palla al piede e per questo tiene bassa la linea dei difensori anche in fase di possesso.
KOVACIC (dall’82′): s.v.
RANOCCHIA 7 - Puntualissimo per tutto il match, il difensore nerazzurro è protagonista di diversi notevole interventi su Denis e Moralez. Sembra un altro giocatore rispetto a quello di qualche settimana fa, o meglio, lo è.
ROLANDO: 6 - Rendimento perfettamente in linea con quello degli ultimi due mesi per il centrale ex Napoli. Meno intraprendente rispetto alle ultime partite, però.
JONATHAN: 6 - Il suo compito, oggi, è anche di controllare le discese e i tagli di Bonaventura; anche per questo in fase offensiva è meno incisivo del solito e sembra non volersi sbilanciare in giocate rischiose. Dopo il gol del pareggio di Icardi prende coraggio e gioca una partita più propositiva, ma la dormita sul gol dell’1-2 è decisiva, così come la traversa colpita.
GUARIN: 6,5 - Le prime tre conclusioni verso la porta di Consigli sono proprio del colombiano; preso atto di non avere una grande precisione, Fredy prova a mettersi al servizio della squadra e diventa assist-man. Un’altra partita di corsa, grinta e quantità per la mezzala, elemento di cui questa Inter non può più fare a meno.
CAMBIASSO: 6 - E’ la solita cerniera in fase difensiva, ma i centrocampisti avversari lo marcano stretto ogni volta che i nerazzurri impostano la manovra. Mazzarri, perciò, lo fa uscire quando capisce che al suo posto c’è bisogno di qualcuno che tocchi il pallone più velocemente.
ALVAREZ (dal 61′): 5,5 – Il mister lo inserisce probabilmente per sfruttare le sue capacità in progressione ma l’argentino non si fa trovare prontissimo in questo senso. Piuttosto prova a tirare da fuori o a mettere in mezzo palloni che non trovano mai un destinatario.
HERNANES: 6 - Quando ha la sfera fra i piedi mette in mostra la sua classe cristallina. Il tutto è associato a una grande voglia di proporsi e di essere l’uomo in più, ma man mano il suo talento viene oscurato dai muscoli dei compagni, dato che i suoi sono ancora poco tonici. Gioca il secondo tempo da mediano.
D’AMBROSIO: 6 - Il ragazzo dimostra di avere corsa e impeto, ma anche intelligenza a livello tattico: gioca sempre molto alto e costringe il terzino avversario a non scendere mai. Nel secondo tempo, prima di uscire sfinito per Nagatomo, continua a spingere e non fa rimpiangere il giapponese.
NAGATOMO (dal 71′): 6 - Il suo contributo è in linea con quanto ci si aspettava. Pronto in fase difensiva, insidioso in quella offensiva. L’unica pecca è quel tentato assist allo scadere, con la porta e pochi metri.
ICARDI: 5,5 - Dopo un inizio in sordina, alla seconda occasione Maurito non sbaglia e punisce Consigli. Per il resto non partecipa tantissimo alla manovra, ed è un po’ sfortunato ma anche poco deciso e concentrato sul palo al 90esimo.
PALACIO: 6 - Quest’oggi fa il lavoro sporco attorno a Icardi, tanto che in area si vede pochissimo. Non è brillantissimo come nelle ultime due uscite, ma è anche sfortunato per il colpo di testa sul palo.

MAZZARRI: 5,5 - La sua prima mossa rischiosa da quando siede sulla panchina nerazzurra giunge alle 16.20 di questo pomeriggio: fuori un mediano puro di rottura come Cambiasso per mettere dentro un fantasista come Alvarez. Ma il troppo storpia: la sua seconda scelta rischiosa del giorno (Kovacic per Campagnaro…), infatti, crea ulteriore squilibrio e permette il contropiede ospite.

sabato 22 marzo 2014

MISS NERAZZURRA 2014: PROGRAMMA E LOCANDINA!



IL PROGRAMMA

Data finale: Mercoledì 26 marzo 2014
Location: discoteca "SALI & TABACCHI"
Ingresso ore 20.15 costo 2 euro in beneficenza (devoluti tramite "ORGOGLIO REGGIANO" a CROCE VERDE REGGIO EMILIA) 
buffet libero, si può permanere per la discoteca dopo lo spettacolo (DJ RALF)
Concorso: inizio h. 21 - conclusione ore 23,15 - a seguire discoteca
Concorrenti: 18 splendide ragazze da tutta Italia
Giuria: ospiti VIP di Inter, ex Inter, sport nazionale e reggiano con giocatori della GRISSIN BON

PREMIAZIONI


1^ cl. fascia “Miss Stella Nerazzurra 2014”
2^ cl. fascia sponsor "Intersport"
3^ cl. fascia sponsor "Vapesmoke
Fascia “Miss Eleganza Nerazzurra” (attribuita da stampa locale)

Sito ufficiale e info: www.missnerazzurra.blogspot.it - 348.2990278

venerdì 21 marzo 2014

SPECIALE TG: PRESENTAZIONE MISS NERAZZURRA + 17^ PUNTATA



1^ PARTE: GUARDA IL VIDEO
2^ PARTE: GUARDA IL VIDEO



lunedì 17 marzo 2014

UNA BELLA INTER AUTORITARIA SBANCA VERONA


IL COMMENTO

L’Inter passa a Verona con autorità e si ritrova a un passo dal quarto posto. Traguardo impensabile 40 giorni fa, dopo il k.o. contro la Juve. Da allora sono arrivati 14 punti sui 18 disponibili. Decidono Palacio e Jonathan, autore anche dell’assist per l’argentino. Il Verona ci mette l’anima, ma è troppo fragile dietro e deve rimandare l’appuntamento con la prima vittoria interna del 2014: appena due punti in sei gare, quattro delle quali però contro le prime della classe.

Mandorlini avanza Romulo nel tridente al posto di Jankovic, inserendo il giovane Sala in mediana con Donati e Marquinho. Mazzarri invece è costretto a rinunciare a Nagatomo, che nelle ore precedenti la sfida ha accusato qualche problema muscolare, e fa esordire dal 1’ D’Ambrosio, che si piazza a sinistra con Jonathan sulla fascia opposta. Per il resto tocca agli stessi che domenica scorsa hanno battuto il Torino.

PRIMO TEMPO — Dopo che i suoi tifosi hanno dato della "scimmia" a ogni avversario annunciato dallo speaker, il Verona parte a mille, ma la prima volta che l’Inter si affaccia sulla trequarti sfiora il vantaggio, con Icardi che manda sulla traversa il colpo di testa su cross di Guarin. La scena si ripete al 7’, con l’argentino che prende ancora il tempo a Moras sul traversone di Palacio e sfiora il palo alla sinistra di Rafael. Maurito è scatenato, all’11’ controlla bene il lancio lungo di Guarin e viene fermato al limite dell’area in modo sospetto da Moras. L’Inter è un’onda in piena e sfonda al 14’ con Jonathan che salta Albertazzi e mette al centro per Palacio che da tre metri fredda Rafael. Il Verona cerca di scuotersi ma la prima mezza occasione arriva su un rinvio sbagliato di Handanovic. Romulo però sbaglia la verticalizzazione in area per Cacciatore. Al 25’ Marquinho ci prova da fuori, palla a poco di lato ma Handanovic c’era. Episodio contestato al 28’, con Toni che in area cerca spazio dalla linea di fondo e cade dopo un contrasto con Ranocchia. L’attaccante di sicuro accentua la caduta, e Banti ammonisce Donati per proteste. Visti i replay, decisione giusta. Il match si accende in tutti i sensi, a destra i nerazzurri sfondano sempre con facilità e Guarin impegna Rafael con una sassata in diagonale. Meno bene il binario mancino, con D’Ambrosio che si perde col passare dei minuti ed Hernanes meno lucido del solito. Non a caso il Verona spinge sempre da quella parte con Cacciatore e Romulo, col brasiliano che però partendo così avanzato sembra poter sfruttare meno le sue doti di corsa.

SECONDO TEMPO — Nessun cambio e match sempre vivo a inizio ripresa. Al 10’ l’Inter colpisce la seconda traversa, con una punizione velenosa di Hernanes che sorprende Rafael. L’antipasto del raddoppio, che arriva ovviamente da destra, con Hernanes che pesca splendidamente lo scatenato Jonathan che prima trova la respinta del portiere e poi mette in rete di sinistro. La riscossa è affidata alle sgasate di Iturbe e alle sportellate di Toni, ma quest’Inter è diventata un bunker e non prende reti da 320’ (Pinilla). Anche perché quando Marquinho disegna il cross perfetto, Moras di testa si mangia un gol già fatto. Gli ingressi di Martinho (per Cacciatore), Zanetti (D’Ambrosio) e Kovacic (Guarin) non cambiano la sostanza. Troppa Inter per questo Verona. Anzi, i nerazzurri mancano il 3-0 in modo clamoroso, con Hernanes che inciampa al momento di insaccare un grande assist di Kovacic. E Handonovic si supera su Iturbe e Romulo nell’ultimo disperato assalto gialloblù.

IL TABELLINO

VERONA-INTER 0-2

VERONA (4-3-3): Rafael, Cacciatore (30' s.t. Martinho), Moras, Maietta, Albertazzi, Marquinho (40' s.t. Cacia), Donati (40' s.t. Cirigliano), Sala, Iturbe, Toni, Romulo. A disposizione: Nicolas, Pillud, Jankovic, Donsah, Rabusic, Gonzalez, Marques, Donadel. All.: Mandorlini.

INTER (3-5-2): Handanovic, Campagnaro, Ranocchia, Rolando, Jonathan, Guarin (28' s.t. Kovacic ), Cambiasso, Hernanes (46' s.t. Kuzmanovic), D'Ambrosio (24' s.t. Zanetti), Icardi, Palacio. A disposizione: Castellazzi, Carrizo, Andreolli, Botta, Taider, Milito, Samuel. All.: Mazzarri.

MARCATORI: 13' pt Palacio, 17' st Jonathan
ARBITRO: Banti di Livorno.
NOTE Ammoniti: Donati (V) proteste, Cambiasso (I) e Albertazzi (V) per g.s..
Spettatori: 23.973. Angoli: 3-5. Recuperi: 0' - 3'.

mercoledì 12 marzo 2014

C'E' SOLO L'INTER PER RE - LA VOCE DEI TIFOSI A S.SIRO



LINK: GUARDA IL VIDEO




lunedì 10 marzo 2014

INTER, COL TORINO BEL REGALO DI COMPLEANNO


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Dopo i pareggi con Cagliari e Roma, i nerazzurri tornano alla vittoria grazie a un gol di Palacio. Il Torino, battuto 1-0, non crea troppi pericoli e l’Inter ottiene meritatamente i 3 punti dopo una gara ordinata e senza mai rischiare troppo contro un attacco che ha creato problemi a parecchie squadre in questo campionato. Ritorna titolare Ranocchia anche per via delle squalifiche di Juan Jesus e Samuel e in difesa c’è anche Campagnaro insieme a Rolando. In mezzo al campo Mazzarri si affida ai soliti noti con Nagatomo e Jonathan sulle corsie, Cambiasso, Guarin e Hernanes in mezzo. Davanti con Palacio c’è Icardi. Nel Toro di Ventura, gioca Vesovic nel ruolo che era di D’Ambrosio, in attacco la temibile coppia Immobile-Cerci.

La Beneamata invecchia, ma nemmeno tanto male. Nel giorno del suo 106° compleanno l’Inter ritrova il sorriso davanti al pubblico di casa grazie al gol-beffa di Palacio e si porta a -1 da una Fiorentina in crisi di gioco e risultati; il Napoli, lontano, non viaggia però in acque migliori. 11 partite, 11 finali: solito e banale ritornello di ogni allenatore o conditio sine qua non per ambire a mete più prestigiose della sempre meno glamour Europa League? Il tifoso nerazzurro, pessimista per definizione, storcerà ovviamente il naso: ma i motivi per guardare quel famigerato bicchiere mezzo pieno, volendo, si trovano.

Pepito Rossi e Gomez: i due super-acquisti estivi hanno fatto sognare i tifosi viola, ma dopo un inizio promettente una sequela di infortuni ha messo ko l’attacco titolare della Fiorentina e Montella, disperato, si adatta come può; 3-5-1-1, 4-3-3, Ilicic sì, Ilicic no, ma il bandolo della matassa ancora non è stato sciolto. I nervi in casa Della Valle stanno saltando e la maxi squalifica di Borja Valero ne è la dimostrazione. A peggiorare la situazione l’Europa League: sia Fiorentina che Napoli dovranno affrontare impegni notevoli contro Porto e Juventus, che porteranno via una discreta quantità di energia e concentrazione. In più, alle battute finali del campionato si sovrapporrà l’ambita finale di Coppa Italia proprio tra le due contendenti al terzo posto.

Oltre che della mancanza delle Coppe, l’Inter potrà godere di un calendario decisamente favorevole. Verona, Atalanta, Udinese, Livorno e Bologna gli impegni più prossimi per i nerazzurri: nel frattempo il Napoli dovrà affrontare Fiorentina e Juventus, mentre la Viola dovrà vedersela anche con gli odiati rossoneri. L’ultimo mese  per il Biscione sarà infernale, è vero, ma lo scontro casalingo con il Napoli (tutt’altro che perso in partenza)  sarà una grande occasione per accorciare le distanze.
I sofferti sussulti finali con il Toro non ingannino: l’Inter con l’arrivo di Hernanes e il ritorno all’ovile di Guarin pare aver risolto il problema della qualità tecnica che si trascinava sul groppone da inizio anno. Kovacic e Botta sono dei rincalzi più che affidabili e Mazzarri può contare su una panchina tutt’altro che povera di contenuti. Inoltre, la difesa ha ritrovato la solidità iniziale, subendo pochi gol ma soprattutto concedendo pochissimo all’avversario di turno. In questo senso la partita con i granata offre indicazioni importanti: contro la temibile coppia azzurra Immobile-Cerci il redivivo Ranocchia e Campagnaro hanno garantito una grande prestazione, concedendo a WM valide alternative in caso di infortuni o squalifiche.

La concorrenza è agguerrita e gli ostacoli tanti, ma in questi tempi di portafogli sempre più vuoti, sognare non costa nulla. E allora, perchè non crederci?

Tre punti contro una buona squadra che fanno ben sperare per la corsa all’Europa, nel giorno del compleanno dell’Inter davanti al presidente Thohir e a Massimo Moratti.

IL TABELLINO

Inter (3-5-2): Handanovic; Rolando, Campagnaro (dal 74' Andreolli), Ranocchia; Jonathan, Guarin (dal 68' Kovacic), Cambiasso, Hernanes, Nagatomo; Icardi (dal 88' Taider), Palacio. A disposizione: Castellazzi, Carrizo, Zanetti, Kuzmanovic, Botta, Milito, D'Ambrosio. Allenatore: Mazzarri.
Torino (3-5-2): Padelli; Darmian, Rodriguez, Moretti; Vesovic, Basha (dal 84' Meggiorini), Vives (dal 64' Tachtsidis), Kurtic (dal 56' El Kaddouri), Farnerud; Cerci, Immobile. A disposizione: Gomis, Berni, Barreto, Gazzi, Gyasi, Barreca, Aramu. Allenatore: Ventura.

Arbitro: Calvarese
Marcatori: 29' Palacio (I).
Ammoniti: 52' Vives (T), 76' Tachtsidis (T), 85' Darmian (T), 93' Moretti (T).


LE PAGELLE

HANDANOVIC 6,5 – primo tempo quasi da spettatore, nel secondo invece il Toro si sveglia e Samir deve compiere qualche intervento più complicato. Nessun straordinario, ma il portiere sloveno da comunque sicurezza  blinda la sua porta.
CAMPAGNARO 6 – lo spauracchio Immobile parte dalla sua parte, lui lo anestetizza senza troppe difficoltà. Non giocava da tempo, ma quando mette la maschera da ceffo sono guai ancora per tutti. Pastrocchi assortiti invece in fase di impostazione.
RANOCCHIA 7 - la più bella sorpresa della giornata. Perché era finito ai margini e invece l’emergenza lo riporta in campo con lui che risponde alla grande. Mai una sbavatura, mai una distrazione, quasi la sensazione che la naftalina lo abbia rigenerato.
ROLANDO 7 – Cerci è l’avversario più pericoloso, lui gli mette la museruola mettendolo nel taschino con tutta la sua esperienza, senza patirlo mai. E’ uno dei nerazzurri più in forma e lo dimostra ancora una volta con una prova tutta sostanza. Il migliore acquisto dell’anno, ormai possiamo dirlo.
JONATHAN 6 – sufficienza stiracchiata e assegnatagli solo in virtù del successo. Sulla corsia di destra tampona, ma spinge poco e non fa mai male, come ormai capita da troppo tempo.
GUARIN 6 – qualche tifoso mugugna per la sua prestazione e francamente fatichiamo a capirne i motivi. Il colombiano ha i soliti limiti, una voglia di strafare che spesso e volentieri lo porta a fare la giocata meno intelligente, ma resta uno dei pochi a cercare un po’ di imprevedibilità.
CAMBIASSO 7 – anche lui torna dal primo minuto e anche lui è uno dei migliori, facendo da frangiflutti in mezzo al campo e smistando il traffico. Suo l’assist per il gol di Palacio, suoi i recuperi preziosi nella zona nevralgica. Poco fumo e tanto arrosto.
HERNANES 6,5 – non sarà un fulmine di guerra, ma quando ha spazio sdottora calcio e regala lucidità alla manovra, specie nel primo tempo. Nel finale sfiora il grande gol: peccato, lo avrebbe meritato.
NAGATOMO 6,5 – macina tanti chilometri, non sempre fa la cosa giusta. Resta comunque una certezza, soprattutto per i compagni che scelgono di cavalcare la sua rapidità in più di un’occasione.
PALACIO 7 – il gol è fortunoso, visto che probabilmente voleva fare la sponda, ma cambia poco. Il Trenza fa ancora una volta reparto da solo, si sacrifica tenendo palla e sfiora la rete in altre due occasioni. Resta l’anima dei nerazzurri, oltre che l’unica credibile opzione offensiva dell’Inter.
ICARDI 5 – fisiologica una certa discontinuità per un attaccante giovane e reduce da un lungo stop. Alibi a parte però, non risulta mai pericoloso, pare quasi svogliato e senza brio, come quando viene anticipato da Padelli su una palla che ballonzola in area. E per Mazzarri la voce “centravanti” resta un rebus.
KOVACIC 6 – segnali di risveglio. Entra al posto di Guarin e regala lampi interessanti, anche se resta il cronico problema della conclusione a rete. Prova comunque positiva: che sia la volta buona per vederlo sbocciare?
ANDREOLLI 6 – l’emergenza difensiva aggravata dall’infortunio di Campagnaro lo porta in campo. Se la cava con le buone e pure con le cattive.
TAIDER SV

MAZZARRI 6,5 – voto di incoraggiamento. Perché torna a vincere tra le mura amiche una partita per nulla scontata e quello contava. Restano le perplessità su un gioco che fatica a sbocciare: in certe partite insistere sulla difesa a tre e su Jonathan è diabolico…

sabato 8 marzo 2014

9 MARZO 1908 - 9 MARZO 2014 L'INTER COMPIE 106 ANNI!!


F.C. INTERNAZIONALE MILANO 

9 MARZO 1908 – 9 MARZO 2014

Sei nata nella notte con le stelle che trafiggevano le nuvole
sopra il Ristorante Orologio;  quelle stelle che hanno ispirato
il tuo primo colore, il colore delle cose più preziose: l’oro!

Poi hai assunto i colori  del cielo e della notte e hai
conquistato i nostri cuori e la nostra anima.

Ora e sempre e per sempre solo tu:

                             INTER squadra mia!!!

venerdì 7 marzo 2014

C'E' SOLO l'INTER PER RE 16^ PUNTATA. SPECIALE 106° COMPLEANNO DELL'INTER


IN STUDIO DAVIDE COCCHI DIRIGENTE SETTORE GIOVANILE AC REGGIANA

  LINK: GUARDA IL VIDEO

 

giovedì 6 marzo 2014

mercoledì 5 marzo 2014

ROMA-INTER, TANTE BOTTE.. E UN PASSO IN AVANTI


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Un buon punto, quello conquistato sabato sera all’Olimpico contro la corazzata di Garcia. Una buona prestazione contro un avversario sulla carta molto più forte che non è tuttavia riuscito ad esprimere il suo solito gioco a centrocampo, privo di uomini chiave, atti all’impostazione della manovra. (Pjanic e davanti Totti, campione che all’occorrenza rientra a farsi dare il pallone abbassandosi per far salire la squadra) Tutti contenti e felici dunque? Non proprio.

Se Roma-Inter non ha offerto quello spettacolo atteso, ma tanta intensità e poche palle goal nitide, (Palacio di testa alto sopra la traversa e Pjanic tiro a botta sicura, parato da Handanovic, le più clamorose) tutto ciò non sta a significare che non ci sia alcun rammarico da parte della squadra di Mazzarri.
Nella fase centrale del primo tempo i nostri hanno infatti preso il comando della mediana, oscurando di fatto il fantastico terzetto giallorosso Strootman-Nainggolan-De Rossi (sembra un miracolo, eppure nel calcio può succedere anche questo!), schiacciando la Roma attraverso cambi di gioco dettati del saggio Cambiasso. Merito di un centrocampo a 5  capace di soffocare le ripartenze di quello avversario a “soli” 3 interpreti.
In quella frazione avremmo dovuto “fare male” all’avversario ma, nonostante le buone azioni propositive, siamo stati troppo lenti e poco incisivi. Visto e considerato che la partita ha vissuto di momenti altalenanti, questo è stato quello più propizio a nostro favore che avremmo dovuto capitalizzare. E’ dunque mancato quel pizzico di cattiveria in più che contraddistingue le grandi squadre, tese al raggiungimento di traguardi importanti, dalle altre.

L’Inter esibitasi contro i giallorossi rivelazione di questo campionato esalta da un lato i suoi pur pochi pregi rimasti, dall’altro accentua difetti e mancanze che a questo punto non possono non esser considerate come strutturali. Un punto che testimonia, come se ce ne fosse stato bisogno, di come le squadre di Mazzarri si trovino a proprio agio più a ripartire che costruire, e di come il gioco in profondità, non sempre possibile nel nostro campionato, esalti tecnico e giocatori nel loro pur non ancora armonioso complesso.
Un primo tempo sicuramente non perfetto, ma di marca certamente interista: è questo il bagaglio che da Roma deve essere riportato a Milano con un certo orgoglio e soprattutto con una certa convinzione. Un’Inter attenta, concentrata, poco incline alle sbavature e pur se non pulitissima nella manovra pronta a fare male al momento giusto. Peccato che manchi la zampata, e peccato che manchi il Palacio dei primi 3-4 mesi di campionato, solo un lontano ricordo da gennaio a questa parte: l’involuzione di Rodrigo è preoccupante, perchè buona percentuale delle trame offensive passa dalla sua applicazione, che negli ultimi tempi è decisamente mancata. Per fortuna che ad aver recuperato, seppur parzialmente e la sua corsa a freno a mano tirato ne è una testimonianza, è un certo Mauro Icardi, che i numeri per sfondare sembra averceli davvero tutti: l’Inter ed il talento precoce non sono un binomio negli ultimi anni andato però troppo d’accordo, quindi calma e niente esaltazioni, ma l’impressione è di essere davvero innanzi ad un attaccante tosto. La base c’è, l’anno di prova, come ripetuto a mo’ di ritornello da Mazzarri e Thohir, pure, la speranza è che tutto questo possa davvero servire per il prossimo futuro.

Tempo in cui, probabilmente, l’Inter continuerà ad essere vittima di direzioni arbitrali scellerate. Dopo sabato sera è praticamente impossibile  non parlare dei numerosi episodi ancora una volta giudicati in maniera totalmente opposta alla realtà dei fatti. Non ci addentreremo in questa sede nello spiegare perchè, e solo nel primo tempo, l’Inter resti in avanzo di ben due rigori e di almeno un cartellino rosso in conto agli avversari, ma cercare di capire o quantomeno provare a spiegare un trattamento mediatico ai limiti del fantascientifico è conseguenza praticamente obbligata di quanto assistito ieri nei salotti tv e oggi sulla stampa nazionale. Il voler parificare gli episodi di matrice nerazzurra a quelli di matrice giallorossa è intellettualmente disonesto! Anche la vergogna ha sempre un prezzo...

Null’altro si può imputare all’Inter di sabato sera, tatticamente ben messa in campo, e piuttosto propositiva, oltre ogni rosea previsione. Ripartiamo dunque da questa buona prova, sperando di non  intraprendere il solito cammino fatto di un piccolo passo in avanti e due passi indietro. Cagliari docet.

IL TABELLINO

ROMA (4-3-3): De Sanctis; Torosidis, Benatia, Castan, Romagnoli; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Ljajic (9' st Pjanic), Destro (36' st Bastos), Gervinho (44' st Florenzi). A disp: A disposizione: Lobont, Skorupski, Toloi, Taddei, Ricci, Mazzitelli, Di Mariano. All: Garcia.
 INTER (3-5-2): Handanovic; Rolando, Samuel, Juan; Jonathan (42' st Zanetti), Guarin, Cambiasso, Alvarez (19' st Hernanes), Nagatomo; Icardi (28' st Botta), Palacio. A disp: Carrizo, Andreolli, Kovacic, Campagnaro, Kuzmanovic, Taider, Milito, Ranocchia, D'Ambrosio. All: Mazzarri.

Arbitro: Bergonzi
Ammoniti: Samuel

LE PAGELLE

Handanovic: 7. Un'ottima uscita su Ljajic, ma soprattutto un miracolo su Pjanic.
Rolando: 6,5. Quanto è cresciuto l'ex difensore del Napoli. Merita la maglia da titolare: ci mette fisico e attenzione. Miracoloso un suo intervento in scivolata su Gervinho.
Samuel: 6,5. Formato The Wall. Proprio come ai tempi in cui vinse lo scudetto indossando la maglia della Roma.
Juan Jesus: 6. Prestazione senza sbavature, ma ingenuo sul finale per il cazzottino rifilato alle costole di Romagnoli
Jonathan: 6. Parte male, poi cresce ma senza riuscire veramente a graffiare (dal 42' st Zanetti: sv).
Guarin: 6. Si impegna, ma non sale mai in cattedra e perde anche un paio di palle pericolosissime.
Cambiasso: 6,5. Torna titolare e il Cuchu garantisce sostanza e dinamismo.
Alvarez: 6,5. Gioca al posto di Hernanes e l'argentino non tradisce la fiducia di Mazzarri. Ispirato, specialmente quando aggredisce la corsia mancina  (dal 19' st Hernanes: 6. Due conclusione dalla distanza e poco altro).
Nagatomo: 6. Va vicino al gol con un'incursione delle sue.
Icardi: 6. Generoso, ma una partita comunque complicata per via delle poche palle giocabili che gli arrivano (dal 28' st Botta: 5,5).
Palacio: 5,5. Finalmente ha la possibilità di giocare non da prima punta, però mancano i guizzi e la lucidità sotto porta. Fin qui ha davvero tirato la carretta come pochi ed avrebbe bisogno di rifiatare…

domenica 2 marzo 2014

C'E' SOLO L'INTER PER RE 15^ PUNTATA 27/02/14

                                                     
                                     LINK 1^ PARTE :   http://youtu.be/pDFvVyl-ptc
                                     LINK 2^ PARTE :   http://youtu.be/7a9YzqffeI8

VIDEO SERATA DI GALA DI "MISS STELLA NERAZZURRA 2014" ALL'HABANERO"


                                          LINK: http://youtu.be/RgL7SbJiQ58