domenica 23 dicembre 2012

BUONE FESTE DA INTER CLUB REGGIO!


Cari amici nerazzurri,
da parte di tutto il Club tanti Auguri di un sereno Natale
e un 2013 nerazzurro (e non solo) ricco di soddisfazioni !!

giovedì 20 dicembre 2012

INTER-GENOA 1-1, LIVAJA SI MANGIA I 3 PUNTI


L'incredibile gol del 2-1 sbagliato da Livaja.


IL TABELLINO

INTER - GENOA 1-1

INTER (4-4-2): Handanovic 6; Zanetti 6, Ranocchia 6, Samuel 6, Juan Jesus 6 (1' st Chivu 5.5); Palacio 5.5, Gargano 5.5 (33' st Livaja 5), Cambiasso 6.5, Alvarez 5.5 (31' pt Pereira 6); Milito 6, Cassano 5.5. (Belec, Di Gennaro, Jonathan, Silvestre, Benassi, Bessa, Mariga). All.: Stramaccioni
GENOA (4-5-1): Frey 6.5; Sampirisi 5.5, Granqvist 6.5, Canini 5, Antonelli 6.5; Rossi 6.5 (28' st Piscitella 6), Kucka 7, Tozser 5.5, Bertolacci 6 (24' st Anselmo 5, 45' st Krajnc sv), Vargas 6; Immobile 7. (Donnarumma, Tzorvas, Marchiori, Alhassan, Hallenius, Melazzi, Said). All.: Delneri

Arbitro: Gervasoni di Mantova
Reti: 32' st Immobile, 40' st Cambiasso
Ammoniti: Bertolacci, Chivu e Ranocchia per gioco falloso, Anselmo per simulazione
Recupero: 3' e 5'

mercoledì 19 dicembre 2012

COPPA ITALIA: INTER-VERONA 2-0, SI VA AI QUARTI


L'Inter batte 2-0 il Bologna con reti di Cassano e Guarin (il migliore). Negli ultimi 15 minuti in porta Palacio per l'infortunio di Castellazzi con Strama che aveva già esaurito le sostituzioni. Nei Quarti di finale l'Inter affronterà a San Siro il BOLOGNA che a sorpresa ha espugnato il campo del Napoli per 2-1.

IL TABELLINO

INTER – VERONA 2 - 0

INTER (3-4-1-2): Castellazzi, Silvestre, Chivu, Juan Jesus (54' Zanetti), Jonathan, Duncan, Mariga (45' Guarin), Nagatomo, Alvarez, Palacio, Cassano (74' Pereira). All. Stramaccioni.
VERONA  (4-3-3): Rafael, Abbate, Moras, Maietta, Albertazzi (80' Cocco), Jorginho, Bacinovic, Hallfredsson, Gomez Taleb (45' Carrozza), Cacia, Grossi (53' Bojinov). All. Mandorlini.

Arbitro: Gianluca Rocchi (Firenze)
Marcatori: 49' Cassano, 54' Guarin
Ammoniti: 28' Bacinovic (V), 48' Silvestre (I), 52' Hallfredsson (V), 68' Cacia (V), 71' Guarin (I), 83' Maietta (V)

LAZIO-INTER, SCONFITTA TRA EPISODI E SUDDITANZA

Un gran gol di Klose decide il match con la Lazio.
Inter sfortunata e penalizzata. Riflettiamoci bene..

IL COMMENTO - di Luca Marani

L'Inter torna da Roma a mani vuote e penalizzata. L'unica buona notizia è la prestazione nel secondo tempo e l'aver mantenuto il secondo posto in classifica dietro la Juve.

PRO E CONTRO - Si torna a casa dall'Olimpico, dal big match con la Lazio, con due certezze: le partite sono ormai decise dagli episodi e questo è insieme il bello e il brutto del nostro amato calcio. Il nostro sport preferito, anche per la sua capacità di regalare risultati sorprendenti, come la vittoria della Lazio grazie ad un fuoriclasse di nome Klose e alla sfortuna che purtroppo stavolta, a differenza della gara col Palermo di cui avevamo già scritto (leggi qui), ha deciso di colpire l'Inter (due pali interni di Guarin e Cassano, un miracolo su Nagatomo e una ripresa dominata grazie ai cambi di Stramaccioni, forse troppo prudente in partenza). La seconda certezza riguarda però la sudditanza, ormai evidente, del calcio italiano nei confronti della nuova padrona: la Juventus FC.


INDIZI E PROVE - Se tre indizi fanno una prova, come si diceva una volta, allora il quadro è evidente. Nonostante i media tacciano e il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, lui stesso fortemente penalizzato lo scorso anno dal gol non visto di Muntari che valeva il 2-0 per il Milan e il +7 in classifica, continui a predicare amore verso la Juventus, a causa dell'inciucio decennale che lega rossoneri e bianconeri nelle stanze di potere e in sede di mercato, qualunque sportivo dovrebbe essere indignato. Sia chiaro: questa Juventus è la squadra più forte e più completa d'Italia, un po' come lo era la Juventus di Fabio Capello. Una squadra insomma che già di per sè non avrebbe bisogno di aiuti. Invece... Invece esattamente come quella Juventus, giustamente privata di due Scudetti dagli scandali di Calciopoli, la squadra di Antonio Conte (patetici i media nel seguirlo dopo la squalifica come il ritorno di un'eroe, invece che di un condannato) ha costantemente "aiutini" dagli arbitri e dal palazzo. Non ci vogliamo spingere fino al "disegno pro-juve", come ha detto qualcuno, ma concordiamo con Zeman quando afferma che "28 scudetti per la Juventus sono anche troppi", alludendo a furti e furtarelli di altri campionati, come quelli contro Parma e Inter negli anni '90 e Inter, Roma e Milan nell'ultimo decennio.

SUDDITANZA JUVE? -Ne è una riprova il rigore non dato a Ranocchia in Lazio-Inter, la successiva squalifica di 1 giornata a Guarin per proteste a fine partita (come già successo a Cassano due settimane prima, assenza che si è rivelata poi decisiva), e andando più indietro il rigore sempre su Ranocchia di Inter-Cagliari, gli episodi di Bergamo e, ovviamente, di Torino dove si era sfiorato il ridicolo davanti a milioni di telespettatori. Per fortuna in quell'occasione l'Inter vinse 3-1, dominando e in qualche modo "salvando" la regolarità del campionato. Eppure ha ragione De Laurentiis, col suo Napoli che era "pericoloso" in classifica e (per questo?) penalizzato di 2 punti, persona con la quale non sempre (eufemismo) ci troviamo d'accordo, ma pur sempre uno che non le manda a dire. Questo campionato "è un po' falsato" e palesemente pro Juventus, come se i bianconeri dovessero arrivare "per forza" a quella quota di 30 Scudetti di cui Andrea Agnelli si riempie sempre la bocca (vogliamo parlare del "30 sul campo" sulle maglie?!). Cose mai viste, o meglio viste solo con Calcopioli, che fanno male a chi, come noi e tanti altri tifosi (metteteci pure quelli del Catania, del Napoli, ecc.) hanno pagato per abbonarsi allo stadio e alle pay-tv e segue il calcio con passione ogni domenica.

LUCIO RESCINDE - Come ultima chicca, ci mettiamo la rescissione del contratto di Lucio (che andrà a giocare al San Paolo in Brasile), uno degli eroi del Triplete nerazzurro, che ha abbandonato la Juventus in sordina, con la coda fra le gambe, forse - dicono i più maliziosi - persino "maltrattato" dallo spogliatio bianconero e sicuramente mai digerato. Che la sua fosse stata una scelta infelice, in estate, lo avevamo pensato tutti. Ma che a un giocatore come Lucio non fosse mai concesso spazio (solo 2 partite da titolare, la Supercoppa Italiana rubata dalla Juve al Napoli e la gara esterna col Nordsjelland e pochissimi altri spiccioli), questo nessuno se lo sarebbe immaginato. Invece è successo, e per evitare avvocati e polemiche, nel pieno stile Juve la società ha rescisso col giocatore, imponendogli di non rilasciare dichiarazioni (mentre, in estate, tutti ricordano il diktat "Sul numero di scudetti la penso come Agnelli"). Insomma, sembra proprio che in sede bianconera sia tornato il vecchio rigore moggiano, e che alla fine ci aveva preso Cassano, un altro "matto" che non le manda a dire: vogliono solo dei "soldatini"...


IL TABELLINO

LAZIO - INTER 1 - 0

LAZIO (4-1-4-1): Marchetti, Konko, Biava, Ciani, Radu, Lulic (63' Candreva), Hernanes (86' Diaz), Ledesma, Gonzalez, Mauri, Klose (84' Floccari). All. Petkovic.
INTER (4-3-1-2): Handanovic, Pereira (86' Coutinho), Samuel, Ranocchia, Nagatomo, Zanetti, Gargano, Cambiasso (59' Palacio), Guarin, Milito, Cassano. All. Stramaccioni.

Arbitro: Paolo Mazzoleni (Bergamo)
Marcatori: 81' Klose
Ammoniti: 44' Gargano (I), 51' Samuel (I), 65' Konko (L), 89' Candreva (L)

martedì 18 dicembre 2012

NOVITA': ABBONAMENTI INTER GIRONE DI RITORNO!


Riceviamo e pubblichiamo da F.C. Internazionale:

ABBONAMENTI GIRONE DI RITORNO
 
Con l'Inter la corsa continua. FC Internazionale dà infatti la possibilità a coloro che non l'avessero fatto a inizio stagione, di sottoscrivere un abbonamento valido esclusivamente per le partite del girone di ritorno della serie A TIM 2012/2013 e che, non comprendendo alcuna partita di Europa League o di Coppa Italia, garantirà però agli abbonati la possibilità di acquistare un biglietto in vendita anticipata a loro riservata. Gli abbonamenti sono in vendita fino a venerdì 11 gennaio 2013.

PACCHETTI SPECIALI 3 PARTITE

Le iniziative speciali che l'Inter dedica ai propri tifosi non finiscono qui; saranno, infatti, messi in vendita ad un prezzo particolare anche pacchetti di tre partite:
- pacchetto 1 (Pescara, Torino, Milan)*, in vendita dal 3 dicembre 2012 all'11 gennaio 2013
- pacchetto 2 (Chievo, Bologna, Juventus)*, in vendita dal 14 gennaio 2013 all'8 febbraio 2013.

Sia gli abbonamenti che i pacchetti saranno in vendita solo ed esclusivamente presso tutte le agenzie del gruppo Bipiemme e saranno solo ed esclusivamente caricati su tessera "siamo noi" . I pacchetti ed i biglietti non potranno essere ceduti ed alla vendita saranno applicate tutte le normative vigenti, compreso il divieto di vendita ai residenti nella regione dalla quale proviene la squadra ospite.

AVVERTENZE

a) sia gli abbonamenti che i pacchetti saranno in vendita solo ed esclusivamente presso tutte le agenzie del gruppo Bipiemme;
b) gli abbonamenti verranno solo ed esclusivamente caricati su tessera 'siamo noi';
c) i pacchetti ed i biglietti non possono essere ceduti;
d) verranno applicate tutte le normative vigenti, compreso il divieto di vendita ai residenti nella Regione da cui proviene la squadra ospite.
e) Per i pacchetti tre partite la vendita è solo ed esclusivamente sulla tessera 'Siamo Noi'; pertanto non verranno stampati biglietti.

LINK UTILI

I PREZZI DEGLI ABBONAMENTI DEL RITORNO (da www.inter.it)

lunedì 17 dicembre 2012

INTER CLUB: NUOVO SCONTO ISCRITTI DEL 24% AL S.SIRO STORE


Riceviamo e comunichiamo da F.C. Internazionale:

Inter Club Reggio Emilia ha il piacere di comunicare che a partire da dicembre ogni Tesserato Inter Club che acquisterà prodotti ufficiali presso gli INTER STORE a San Siro (esibendo la propria Tessera dell’Inter Club Reggio Emilia), beneficerà del nuovo sconto per i Tesserati pari al 24%!! Considerando che si passa dal vecchio sconto del 15% al 24%, è un gran bel vantaggio!!

Per chi invece vorrà fare acquisti on-line e per posta di prodotti ufficiali Inter, lo sconto riservato ai Tesserati è del 15% e 18%!!

Da oggi, quindi, c’è una ragione e un vantaggio in più per tesserarsi all’Inter Club!!

LINK UTILI

giovedì 13 dicembre 2012

ESCLUSIVO: INTERVISTA A VALENTINA VEZZALI


A tu per tu con la pluricampionessa olimpica di scherma.
La Vezzali si racconta e parla del tifo per la "sua" Inter.


L'INTERVISTA - di Carlo Codazzi

La “Notte degli sport” del comune di Casalgrande ha avuto in Valentina Vezzali la sua regina. Nessuno meglio di lei poteva incarnare i valori positivi dello sport da comunicare ai tanti bambini e ragazzi intervenuti alla festa organizzata dal locale assessorato allo sport. Ad affiancare la pluricampionessa olimpica di fioretto femminile e a conferire ulteriore prestigio all’evento l’arciere della nazionale italiana disabili Fabio Azzolini che vanta due partecipazioni alle Paraolimpiadi in carriera. Con la cordialità che la caratterizza, al termine delle premiazioni Valentina, in dolce attesa del fratellino di Pietro, papà correggese e mamma di Quattro Castella (la sua famiglia si è trasferita dal reggiano a Jesi nel 1971, ndr)  si è concessa alle domande dell'Inter Club Reggio Emilia.

Valentina, essere l’ospite d’onore della “Notte degli Sport” del comune di Casalgrande per Lei è un ritorno alle origini...

"Ogni volta che torno a Reggio e dintorni respiro aria di casa perchè ho le mie radici ben radicate qui. Anche se sono nata nelle Marche, a Jesi, nel mio corpo scorre sangue emiliano al 100%. Lo si nota perché sono molto espansiva che è una caratteristica degli emiliani. Sono fiera della mia reggianità e orgogliosa di portarla in giro per il mondo".

Come sta procedendo il sondaggio che ha lanciato via twitter relativo al nome del suo futuro secondogenito?

"Mi stanno veramente proponendo tantissimi nomi, ma ho a disposizione  5 mesi per decidere, quindi non c’è fretta. Noi atleti siamo abbastanza oculati nelle scelte e prima di decidere il nome del fratellino (è già certo che il futuro nascituro sia un maschio ndr) di Pietro valuterò tutto con grande attenzione". 

Valentina Vezzali è campionessa di tutto, ma è anche una moglie e una mamma. E’difficile svolgere in contemporanea questi delicati ruoli, conciliarli tra loro, e restare ai vertici mondiali della scherma mondiale?

"Sono felicissima di ricoprire un ruolo pubblico e di cercare di praticare al meglio la scherma, così come lo sono di essere mamma e una brava moglie. Credo in quello che faccio e alla fine la passione mi guida e mi aiuta a compiere grandi imprese sportive pur assolvendo ai compiti che spettano a una moglie e a una madre".

In futuro, al termine della sua carriera agonistica, si dice che le piacerebbe diventare presidente del Coni.

"Mi piacerebbe tantissimo poter ricoprire, un domani, un importante ruolo dirigenziale a livello sportivo. Lo sport mi ha dato tanto e mi piacerebbe poter contribuire a renderlo migliore. Non c’è stata mai nessuna donna che abbia ricoperto un incarico simile. Ovviamente, dovrei fare tanta gavetta e acquisire esperienza perché non ci si improvvisa in un ruolo in cui non ci si è mai disimpegnati e di cui non sai granchè. Per adesso penso al fratellino di Pietro, poi mi dedicherò a finire bene la carriera nella scherma. Successivamente, cercherò di accumulare esperienza in ruoli sportivi dirigenziali e, mi auguro, che potrete vedermi, un giorno, alla presidenza del Coni".

Facciamo un passo indietro e torniamo con la memoria alla finale per il bronzo del fioretto individuale femminile di Londra in cui era opposta alla coreana Nam Hyun Hee. Cosa le è passato per la testa quando si è trovata sotto 8-12 a 13” dalla fine?

"Devo ringraziare i tanti italiani che erano presenti all’ExCel di Londra a fare il tifo per me perché hanno continuato ad incitarmi fino alla fine e mi hanno permesso di poter accendere la lampadina nel momento giusto. Mi hanno consentito, col loro calore, di far sì che l’istinto prevalesse sulla ragione e compissi un’altra grande impresa vincendo all’extra time 13-12".

Lei unisce all’amore per la scherma la passione per lo sport più popolare del paese, ovvero il calcio. Per chi fa il tifo?

"Sono interista dalla nascita perché sia da parte di mamma che di papà erano tutti interisti. Anche mio figlio Pietro è interista e ne sono orgogliosa. Mio marito (l’ex calciatore Domenico Giugliano ndr) quest’anno ha iniziato la carriera di allenatore in serie D con l’Ancona. E’ agli inizi, ma spero che un giorno possa diventare l’allenatore dell’Inter".

Le piace l’Inter di Stramaccioni?

"Certo che mi piace. L'Inter di Strama sta andando molto bene e le abbiamo suonate a Milan, Juventus e Napoli. Il campionato è ancora lungo, ma è importante esserci ripresi dal periodo un po' difficile. Mi piaceva molto l’Inter di Mancini, anche lui come me nativo di Jesi. Con lui la squadra ha assimilato quella carica agonistica, poi perfezionata con la gestione di Mourinho, che l’ha portata ad essere la n. 1 in Italia per vari anni e a vincere Champions e Mondiale". 

Concludiamo con una domanda d’obbligo: essere il portabandiera della propria nazione ad un’Olimpiade vale quanto vincere una medaglia olimpica?

"Essere portabandiera vale una medaglia di platino. Quest’anno sono stata portabandiera all’Olimpiade di Londra, ho vinto due medaglie olimpiche tra l’individuale e la gara a squadre e ho concepito il mio secondogenito. Un anno fantastico perché davvero non potevo desiderare nulla di più dalla vita".

Valentina Vezzali con Codazzi e il figlio del presidente dell'Inter Club Reggio

martedì 11 dicembre 2012

INTER GRANDE CON LE GRANDI: NAPOLI SORPASSATO!

Napoli ko, l'Inter con le grandi non sbaglia un colpo!
Strama azzecca tutte le mosse, ora sotto con la Lazio.

IL COMMENTO – di Andrea Busanelli

Io allo stadio c’ero e ho visto un’Inter bella, vogliosa e spietata. Vittoria pienamente meritata per l’undici di Stramaccioni, che ha sterilizzato il possesso palla del Napoli e, in ogni ripartenza si è saputo rendere pericoloso, creando grattacapi al guardiano azzurro De Sanctis. Due gol, un palo, un gol sfiorato da Palacio, una bella prestazione corale: la Beneamata nei big match non sbaglia un colpo.

LA PARTITA - Prima azione e i nerazzurri si portano subito in vantaggio: grande schema da calcio d’angolo dove la difesa del Napoli rimane disorientata dai movimenti in area, Guarin rimane tutto solo sul secondo palo e, su un cioccolatino di Cassano, batte con freddezza e semplicità De Sanctis. Esplode San Siro. Il Napoli cerca di reagire con le sortite offensive di Insigne (bravo, Presidente un pensierino no?), Cavani e Hamsik. Il possesso palla del Napoli non è granché nella prima frazione, tanto che al 39' arriva il raddoppio della Beneamata: un voglioso Alvaro Pereira mette in mezzo un pallone respinto dalla retroguardia azzurra, il più lesto a raccogliere la palla vagante è ancora il centrocampista colombiano, che fa fuori due avversari e tocca in verticale per il Principe, al secolo Diego Alberto Milito, che si lascia dietro un arrancante Gamberini e insacca per la seconda volta.
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La seconda frazione risulta più movimentata, con un Napoli più intraprendente e un’Inter sempre pericolosa in contropiede. Dopo un palo colpito da Cassano, Handanovic compie un miracolo, mandando la palla in calcio d’angolo e dice di no a Inler, che aveva pescato il jolly dal limite dell’area. Sugli sviluppi del corner, Hamsik mette in mezzo dopo un numero su Gargano, Pandev devia di prima intenzione sul primo palo, Handanovic vola a deviare sulla ribattuta, Maggio di testa colpisce la traversa e, dopo un batti e ribatti dove il portierone nerazzurro compie un altro miracolo salvando sulla linea, all’ennesimo tentativo Cavani accorcia le distanze. Sull'azione del gol, però, è da segnalare l'iniziale posizione di netto fuorigioco di Pandev. Alla mezzora altro rischio per i nerazzurri con il taglio profondo di Pandev per Cavani ma c'è ancora Handanovic a negare il raddoppio al Napoli. Il portiere nerazzurro si ripete al 42' su Maggio. Al 44' Palacio vicinissimo al gol, ma la palla finisce a lato di un soffio. Inter-Napoli termina 2-1, nerazzurri secondi a 34 punti e operazione sorpasso sul Napoli compiuta.

IL TABELLINO


INTER: 1 Handanovic; 23 Ranocchia, 19 Cambiasso, 40 Juan Jesus; 55 Nagatomo, 4 Zanetti, 21 Gargano, 14 Guarin, 31 Pereira; 99 Cassano (15' st Palacio), 22 Milito (29' st Coutinho)
A disposizione: 12 Castellazzi, 27 Belec, 6 Silvestre, 17 Mariga, 24 Benassi, 28 Pasa, 33 Mbaye, 41 Duncan, 52 Romanò, 88 Livaja
Allenatore: Andrea Stramaccioni
.
NAPOLI: 1 De Sanctis; 55 Gamberini (1' st Pandev), 28 Cannavaro, 5 Britos; 11 Maggio, 85 Behrami, 88 Inler (13' st Dzemaili), 18 Zuniga; 17 Hamsik (39' st Mesto); 24 Insigne, 7 Cavani
A disposizione: 22 Rosati, 2 Grava, 4 Donandel, 6 Aronica, 8 Dossena, 9 Vargas, 14 Campagnaro, 15 Colombo, 21 Fernandez
. Allenatore: Walter Mazzarri

.

Marcatori: 8' Guarin, 39' Milito, 9' st Cavani

Arbitro: Nicola Rizzoli (sez. arbitrale di Bologna)

Ammoniti: 28' Handanovic, 43' Gamberini, 13' st Gargano, 15' st Pandev, 16' st Behrami.
Spettatori: 57.374

LE PAGELLE [ da www.fcinternews.it ]


HANDANOVIC 6,5 – Insigne e Hamsik non prendono bene la mira, Cavani si divora un gol fatto ma in off-side. Prende un giallo stupido per perdita di tempo dopo nemmeno mezz’ora. Nella ripresa compie su Inler una grande prodezza, avvalorata dal fatto di essere coperto. Poco dopo nulla può sul gol di Cavani, anzi prima era stato fantastico su Pandev (in fuorigioco).  Tempestivo sul pallone strozzato di Pandev che poteva arrivare a Cavani.

RANOCCHIA 7 – In un quarto d’ora due splendide chiusure su Cavani prima e Hamsik poi. Piccolo pasticcio coi compagni di reparto che agevola un tiro di Hamsik, rimedia con l’ottima chiusura per tempistica sul Matador. Si oppone alla grande su Insigne poco prima che Cavani trovi il tap-in che riaccende le speranze del Napoli. Quando chiamato a mettere pezze c’è sempre, specie quando si immola sul bolide ancora del bomber uruguagio.

CAMBIASSO 7,5 – Nonostante le rassicurazioni di ieri verso Silvestre, alla fine tocca al Cuchu prendere il posto di Samuel. Cavani gli scappa via in velocità una volta, ma poi è sempre lucido e attento. E anche furbo. Per superarlo Cavani deve tirare da zero metri. Recita come sempre da leader, sempre tempestivo negli anticipi, quando può si spinge anche in avanti. Davvero magistrale. 

JUAN JESUS 7 – Lo spauracchio Cavani agisce prevalentemente dalle sue parti, magari poi spostandosi dalle parti di Ranocchia. Il brasiliano riesce a trattenerlo sempre in maniera diligente (scambiandosi anche qualche parola non proprio cortese) mostrando una forza dirompente anche quando si sgancia in avanti. L’unico brivido del primo tempo è l’assist involontario per la volée di Insigne. Anche nella ripresa poche sbavature è tanta presenza. Risale, rapidamente. 

NAGATOMO 6,5  – Se da un lato Pereira prova a spingere, dall’altro lui si impegna maggiormente nel distruggere le iniziative di Zuniga prima e Insigne poi, per non lasciare troppo sola la difesa. Coraggioso prima della fine del primo tempo quando salva dalla spazzatura un bel pallone: se Cassano ci avesse creduto un po’ di più… Ripresa di fatica e grande sacrificio, poi sul lancio perfetto di Guarin si fa ipnotizzare da De Sanctis.

ZANETTI 6 – Incredibilmente infilato da Cavani nell’azione che porterà al tiro Insigne, bisticcia un po’ col pallone pur mettendoci sempre ordine e disciplina. A due minuti dalla fine, semina lo scompiglio nell’area partenopea con un’accelerata delle sue.

GARGANO 5,5 – Forse intimidito dalla sfida coi suoi ex compagni, l’uruguagio fatica ad incidere, sbagliando troppo spesso la mossa da fare e facendo correre qualche rischio di troppo. Sembra migliorare nella ripresa, poi però commette altre ingenuità.

GUARIN 7,5 – Una mossa che sembra presa a prestito da una scacchiera: pallone al contagiri di Cassano dalla bandierina e checkmate a De Sanctis con un grande inserimento e un tiro al volo implacabile per il vantaggio Inter. Poi si alterna tra grandi recuperi e sfuriate, qualche leggerezza e sportellate continue con Behrami, sanzionate raramente da Rizzoli. Ma il colombiano è in serata di grazia, e lo dimostra quando con una magia apre le porte del gol a Milito. Poi si inventa altre due pennellate per Nagatomo prima e Palacio poi, e cerca anche gloria personale.

PEREIRA 6,5 – Il suo primo affondo vale il corner dal quale nasce il vantaggio interista. Poi procede un po’ a corrente alternata, ma il duello con Maggio nel primo tempo è suo. Dalla sua sgroppata nasce anche l’azione del raddoppio. Grandissimo il recupero ad inizio ripresa a lanciare Cassano che viene fermato dal palo. Sul rush finale, intervento da brividi ad anticipare Mesto.

MILITO 6,5 – Per vederlo sul taccuino bisogna attendere 21 minuti, quando prova a concretizzare invano un uno-due con Cassano.  Sulla seconda combinazione, arriva lo scontro dubbio del barese con Britos sul quale Rizzoli lascia correre. Occorre la magia di Guarin per permettergli di sbloccarsi dopo oltre un mese trovando la rete del raddoppio. E’ su di lui che Behrami commette il fallo che gli costa un giallo risparmiatogli molto a lungo. Esce stremato.
DAL 74’ COUTINHO SV – Nell’ultimo quarto d’ora, Stramaccioni prova a dare la scossa cambiando l’attacco. Prova ad aiutare a tenere alta la squadra.

CASSANO 6,5  – Il rientro probabilmente più atteso, quello di FantAntonio. E dopo pochi minuti si capisce perché: il cioccolatino del vantaggio del Guaro parte dal suo piede vellutato. Britos gli rifila in area uno spintone colpevolmente non sanzionato da Rizzoli. Rientra pur sofferente, apparendo a sprazzi.  Stramaccioni pensa di sostituirlo con Palacio, lui gli chiede di restare e poco dopo centra un legno.
DAL 60’ PALACIO 5,5 – Il Trenza entra con dieci minuti di ritardo rispetto al previsto. Sempre bravo ad aprire spazi ai compagni, quando però è lui a dover essere servito arriva sempre con un pizzico di ritardo. Poi spreca due ottime palle gol, prima non riuscendo a sfruttare un erroraccio di Britos facendosi anticipare da Cannavaro poi mandando fuori di poco.


All. STRAMACCIONI 7 – Nel primo tempo quasi si gode la partita come se fosse di fronte ad uno schermo gigante e stesse giocando alla PlayStation: ottima gestione dell’incontro, coi due gol arrivati proprio nelle occasioni più favorevoli, poi una grande difesa e un centrocampo super-attento, trascinato da un Guarin d'acciaio, fa il resto. Nella ripresa il Napoli cambia le carte, trova il gol in maniera fortunosa e ci crede, ma anche qui la linea arretrata nerazzurra fa il suo mestiere alla perfezione. Alla fine è festa, e la convinzione che contro le grandi l’Inter sa essere davvero grande.


sabato 8 dicembre 2012

SABATO 15/12 CENA AUGURI CON LAZIO-INTER E TOMBOLA A PREMI.. CALENDARIO AI PRIMI 10!



Amici interisti, soci Inter Club Reggio Emilia e simpatizzanti,
siete tutti invitati, con amici e fidanzate, alla Cena degli Auguri di Natale!

SABATO 15 DICEMBRE ORE 20.30 presso Taverna "MYKONOS"
DURANTE LA CENA SI TIFA ASSIEME GUARDANDO LAZIO-INTER!!

Quest'anno abbiamo scelto un nuovo ristorante, molto apprezzato,
che ha appena aperto in città: la taverna di specialità greche "Mykonos".
In Via Martiri di Cervarolo 100/A (RE). Vale la pena provare una serata speciale!!

COSTO 
19 euro a testa (incluso coperto e visione partita)

MENU

- pita: il tipico "pane" greco
- tzatziky: probabilmente la salsa più famosa della cucina greca, a base di yoghurt, aglio e cetrioli, è ampiamente utilizzata come accompagnamento di molti piatti, soprattutto a base di carne, e come condimento nella “pita con gyros”.
- mousakas: sformato di ragù e melanzane (piatto tipico)
- kolokiftdes: frittelle di zucchine con carne macinata
- saganaky: formaggio fritto, molto saporito e tipicop.
- un piatto di souflaky a testa: spiedini di carne misti, di pollo e di maiale
- vini sfusi da 500 ml
- acque

TOMBOLA CON MAGLIA AUTOGRAFATA E PREMI

Durante la serata verrà effettuata una Tombola tra tutti i presenti con in palio la maglia rossa autografata di un grande campione dell’Inter attuale e altri gadgets nerazzurri.

PRESENTAZIONE CALENDARIO 2012

La sera stessa verrà presentato il Calendario 2013 dell’Inter Club Reggio Emilia. Saranno presenti come guest star alcune delle ragazze che hanno posato per il calendario (ne vedete una foto in anteprima).

IN REGALO IL CALENDARIO AI PRIMI 10 SOCI O SIMPATIZZANTI CHE SI PRENOTANO PER LA CENA !!


E' gradita la prenotazione.
Info tel. 339.3205650 e 348.2990278

giovedì 6 dicembre 2012

INTER-PALERMO, FATTORE C E TRE PUNTI D'ORO

Un autogol fa vincere l'Inter, ora terza da sola.
Ecco i pensieri "pro e contro" in vista del Napoli.


IL COMMENTO - di Luca Marani

FATTORE C - Stavolta ci è andata bene. Non bisogna vergognarsi di avere un po' di fortuna, ogni tanto. Primo, ci vuole anche quella. Secondo, non abbiamo tolto granchè agli avversari. Il povero Gasp si sarebbe accontentato dello 0-0 che - diciamolo - era il risultato ideale di una di quelle partite "un po' così" (eufemismo), senza arte nè parte. E mentre digito queste righe mi sento pervadere di onestà intellettuale e penso a cosa avrei scritto, affranto, se questa partita l'avessimo pareggiata o addirittura persa. Partite del genere sono l'esatto contraltare di quelle in cui prendi pali e traverse e poi fanno gol gli altri. Durante la visione dal divano, in condizioni meteo ben più confortevoli dello stadio (la combinazione prevedibile partitaccia più freddo era micidiale, specie dopo la trasferta a Parma e nonostante l'abbonamento), stavo prendendo serenamente coscienza che non avremmo mai segnato. A meno che, appunto. Ecco perchè sono tre punti che valgono sei: ci finiscono in tasca in maniera avventurosa, consentono di spezzare la serie negativa, ci tengono a galla gratis. Ecco, vista da questa angolazione, è stata una gran partita (sospiro).

VITTORIA
CHIAVE - A mente fredda, col successo in tasca e in vista del Napoli (domenica sera ci sarà bisogno anche del pubblico), ribadisco che i campionati si vincono anche e soprattutto contro le piccole. In quelle partite dove hai tutto da perdere, per intenderci. Partite che le grandi Squadre (l'Inter di Mancini e di Mou, la Juve di Capello, ahimé) vincevano sempre, mentre le squadre "del bel gioco" osannate da tutti, vedi Roma di Spalletti o Fiorentina di Montella, puntualmente non portano a casa. Alla fine, la differenza in classifica sta proprio lì. Perchè puoi vincere 3-1 e dominare contro la Rubentus, nonostante tutto e tutti, impartire lezioni di calcio e vincere 10 partite consecutive, ma se poi ti blocchi contro Atalanta, Cagliari e Parma, come accaduto all'ultima Inter, ecco che hai sprecato tutto. Ed ecco perchè col Palermo contava vincere. Punto.

SCELTE OPINABILI - Ma proprio per l'importanza di certe partite sulla carta scontate, mi sento di tirare le orecchie a Strama, così come già fatto a Bergamo una volta letto il nome di Silvestre - alias "si salvi chi può" - tra i titolari in difesa (gli avremmo preferito Cambiasso). Perché se è vero che Inter-Napoli sarà decisiva per continuare il sogno Scudetto e per la lotta al secondo posto che, non dimentichiamolo, vale la Champions League senza preliminari e tanti milioncini di euro in più per il mercato, se l'Inter non avesse battuto il Palermo oggi saremmo qui a parlare di una sfida (quasi) inutile. Contava vincere, tornare a fare punti. Stramaccioni lo sapeva, ma cosa ha fatto? Ha lasciato a casa Sneijder (di questo non parlo, parlatene con Branca alias "Alvarez 11 milioni") e tenuto in panchina Guarin e Nagatomo. Praticamente come mutilare di spinta una squadra già priva di talento vista l'assenza di Cassano. Non a caso, il "gol" è maturato solo dopo la sferzata, se non altro emotiva, data dall'ingresso in campo del giapponese e del colombiano. Giocatori che contro il Napoli dovranno, e sottolineo dovranno, essere schierati titolari.

DUBBI E CERTEZZE - Un po' di sereno all'orizzonte si vede. E questa Inter ne ha tanto bisogno. Ritornerà Cassano dopo la squalifica, che si è dimostrato un faro insostituibile nell'attacco nerazzurro, una vera "luce", e con lui siamo certi che anche il Principe e Palacio torneranno ai fasti di un mese fa. Potete scommetterci. Mettiamoci poi i rientri dal primo minuto di Guarin e Nagatomo e la presenza in difesa di un Ranocchia che sta tornando in gran forma (il migliore della retroguardia contro il Palermo, senza contare l'improbabile "assist" per l'autogol). Infine, prendiamo in considerazione il fatto che l'Inter finora nei big-match non ha mai fallito, battendo Juventus, Milan e Fiorentina. Le grandi sfide, insomma, esaltano i nerazzurri e soprattutto i nostri senatori. A queste certezze però si sommano i dubbi. Primo, l'Inter appare stanca dopo la grande rincorsa delle 10 vittorie consecutive, proprio nei suoi uomini chiave (Milito, Cambiasso, Zanetti). Secondo, il caso Sneijder potrebbe aver un po' distratto l'ambiente. Terzo, ma non meno importante: col Napoli mancherà Samuel, squalificato. Ranocchia e Juan Jesus garantiscono sicurezza, ma dovranno fare a meno contro Matador e compagni del loro riferimento centrale. 

DIFESA A 4? - Per questo motivo, sperando (non ce ne voglia ma è così) di non rivedere in campo Silvestre, si può dunque ipotizzare un cambio di modulo che preveda il ritorno alla difesa a 4, col dubbio se giocare a 2 o 3 punte davanti, partendo dal presupposto che non puoi scoprirti troppo contro il Napoli, ma è anche vero che i migliori risultati, vedi Torino, li hai ottenuti proprio col tridente pesante. Opzione che, con un eventuale Sneijder in panchina pronto a sostituire Cassano nel secondo tempo quando il barese avrà esaurito la benzina, sinceramente convince di più il sottoscritto. Ecco dunque l'Inter che potremmo vedere domenica: un 4-3-1-2 con Handanovic in porta, difesa a 4 con Zanetti, Juan Jesus, Ranocchia e Nagatomo, centrocampo con Gargano, Cambiasso e Guarin e attacco con Cassano libero di inventare con Palacio e Milito. In alternativa, un 4-4-2 più coperto con l'eventuale inserimento di Pereira e due tra Milito, Palacio, Sneijder (?) e Cassano (forse l'unico davvero sicuro del posto, considerato anche che non ha i 90 minuti nelle gambe). Staremo a vedere, l'importante è che il "fattore C" sia ancora dalla nostra parte. Perchè il calcio è fatto di episodi e ci vuole anche quello...


IL TABELLINO

INTER-PALERMO 1-0
 

INTER (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti(Nagatomo 64’s.t.), Gargano, Cambiasso(Mariga 81’s.t.), Pereira; Coutinho; Palacio, Milito(Guarin 63’s.t.). A disp.: Castellazzi, Belec, Benassi, Silvestre, Jonathan, Romanò, Mbaye, Duncan, Alvarez, Livaja. All. Stramaccioni.
PALERMO (3-4-3): Ujkani;  Munoz,  Von Bergen, Garcia;  Morganella, Barreto,  Kurtic,  Pisano;  Ilicic(Budan 76’s.t.), Brienza(Giorgi 68’s.t.);  Dybala(Zahavi 79’s.t.). A disp.:  Benussi,  Viola,  Milanovic,  Labrin,   Brichetto, Rios,  Sanseverino,  Goldaniga. All.: Gasperini.

Arbitro: Bergonzi.
Marcatori: Garcia (Autorete) 74’s.t.
Ammoniti: Barreto (P), Pereira (I), Garcia (P), Kurtic (P), Samuel (I).

venerdì 30 novembre 2012

ESCLUSIVO: INTERVISTA A GIANFELICE FACCHETTI

G. Facchetti pochi mesi fa a Reggio alla presentazione del suo libro

L'INTERVISTA

Inter Club Reggio ha sentito in esclusiva Gianfelice Facchetti, oggi scrittore, attore e regista, figlio del grande Giacinto. Gli abbiamo fatto qualche domanda sull'Inter e su alcuni casi spinosi emersi recentemente nel calcio italiano.

Partiamo dall'attualità e dal caso Sneijder.

"Penso che costringere un giocatore a spalmare il proprio ingaggio allungandogli il contratto e quindi diminuendo la retribuzione annuale, non sia possibile. Non sono molto preparato sull'argomento, ma mi pare che legalmente non esistano appigli per imporre al giocatore le condizioni di un contratto che è stato liberamente firmato dalle parti. Evidentemente la linea adottata dal club non è derogabile e non si guarda in faccia a nessuno, come abbiamo visto l'estate scorsa riguardo a Julio Cesar, Maicon e Lucio. Se l'Inter ha agito così forse sa di poter contare su un'offerta di qualche club importante o comunque intende far si che il giocatore prenda in considerazione la cessione. L'affare Sneijder è in ballo da due anni e sarebbe ora di chiarire definitivamente la questione (se ne parlò anche prima della cessione di Eto'o, ndr). Vorrei davvero capire se è il giocatore che vuole una rottura o il club che vuole fare a meno di lui".

Gianfelice osserva anche quello che sta accadendo in casa Atalanta, con gli intrecci tra politici, ultras e dirigenti che hanno portato all'apertura di un fascicolo da parte della magistratura. 

"A Bergamo per anni si è fatto finta di non vedere il problema ultras. Mio papà è stato dirigente dell'Atalanta perchè era stato chiamato dall'allora presidente Ruggeri. Entrambi avevano cercato di porre dei limiti ai rapporti con gli ultras, ma mi pare che l'orientamento successivo sia stato diverso. Ognuno deve fare il suo mestiere. I presidenti e i dirigenti fanno il loro, e i tifosi devono fare i tifosi. Le ingerenze dei supporter non sono accettabili".

L'attenzione si sposta quindi al caso che si è aperto a Torino legato alla svendita dell'area "Continassa" alla Juventus da parte dell'amministrazione comunale.

"Voglio informarmi bene e documentarmi in proposito prima di esprimere un parere definitivo. Nel mondo del pallone fluiscono montagne di denaro che un normale cittadino non può neanche immaginare. Che ci siano intrecci tra la politica e il mondo del calcio non è certo una novità. Ci sono imprenditori che acquisiscono dei club pur non essendone tifosi per ottenere benefici personali o per le proprie aziende. Il calcio va ben oltre il risultato sportivo e diventa business a tutto tondo. Spesso l'acquisizione di club diventa uno specchietto per le allodole. Il calcio serve per calmierare le folle e la politica di fronte al calcio si cala le braghe. Se il calcio tira e funziona, la gente si distrae e con esso è contenta e digerisce meglio l'andazzo generale delle cose, che è quello che per la politica conta. Certo non bisogna permettere che certe cose avvengano alle spalle dei cittadini e che gravino su di loro".

Chiusura sull'Inter e su questa stagione.

"Credo che il tifoso interista debba essere contento, nonostante gli ultimi risultati negativi, di quanto fatto dalla squadra fino ad oggi. L'Inter ha fatto un bellissimo filotto di vittorie mostrando una crescita continua e di questo bisogna renderne merito a Stramaccioni. Il primo stop a Bergamo è avvenuto soprattutto a causa delle assenze e degli infortuni, questo senza voler togliere merito all'Atalanta che ha fatto una buona gara e ha messo in mostra un bellissimo progetto di squadra. Certamente si può, dal punto di vista tattico, cercare un maggiore equilibrio, magari schierando solo due punte, per non soffrire in mezzo al campo. Il mister ha fatto il suo dovere ed è riuscito a incassare la piena fiducia del Presidente e della società e ciò è stato determinante nel suo lavoro. I giocatori avvertono il feeling che c'è tra la proprietà e il tecnico, e quindi seguono le disposizioni di quest'ultimo. Viceversa quando dietro l'allenatore la dirigenza non si fa sentire presente, gli atleti fanno un po' quello che vogliono. In questo momento all'Inter tutti si adeguano e ci si può permettere di lasciare ai margini un giocatore come Sneijder. Dopo Mourinho ci sono stati allenatori che non hanno ammaliato nè i dirigenti nè il presidente, come ad esempio è successo con Gasperini, che aveva richiesto Palacio ma allora non era stato accontentato. Quest'anno invece Palacio è arrivato e un motivo ci sarà: ora sono tutti contenti, tifosi, Moratti e Stramaccioni. Ultimamente l'Inter ha perso colpi perchè ci sono in organico giocatori bravi e meno bravi, e alcuni giocatori "bravi" sono calati fisicamente e a tratti si sono notate delle negligenze soprattutto nel reparto arretrato. Anche il centrocampo fatica un po' a sostenere l'attacco, e questo fa pensare che l'idea di giocare con tre punte è certamente suggestiva e produce belle azioni, ma richiede un organico globalmente al massimo dell'efficienza, perchè si richiede un grande sacrificio da parte di tutti. Se fisicamente la squadra non è al top forse è una soluzione difficilmente praticabile".

LINK

La nostra intervista ripresa dal sito F.C. Inter News

mercoledì 28 novembre 2012

INTER KO A PARMA, QUALE FUTURO PER LA SOCIETA'?

La sconfitta di Parma frutto di stanchezza e una rosa corta.
Lo spettro del ridimensionamento incombe sulla società?

IL COMMENTO - di Carlo Codazzi

L'Inter viene sconfitta malamente a Parma evidenziando i limiti di una rosa corta allestita in estate con l'unico obiettivo di risparmiare sul monte ingaggi. L'occasione persa in classifica è enorme, ma non staremo qui a dilungarci troppo sulla partita del Tardini: quel che preoccupa di più è il futuro societario dopo le recenti esternazioni di Branca e Moratti. 

LIMITI DEL MERCATO - E' difficile allestire una squadra competitiva in grado di lottare per Coppa e Scudetto ingaggiando giocatori a parametro zero o con la formula del prestito. La squadra nerazzurra ha confermato di avere 13-14 giocatori meritevoli di essere chiamati titolari, mentre il resto della rosa non è assolutamente all'altezza del compito. Lo stesso Stramaccioni siede sulla panchina dell'inter perchè arrivando dalle giovanili non poteva pretendere un ingaggio alto, questo senza nulla togliere alle sue capacità ottime di tecnico e motivatore.  Non è assolutamente vero che l'Inter ha puntato sui giovani, non ringiovanendo l'età media e anzi puntando su giocatori di età compresa tra i 28 e i 31 anni, quindi certo non giovanissimi, escludendo Ranocchia, Guarin e la sorpresa Juan Jesus. Balza agli occhi anche l'assenza di un regista di ruolo e di un vice Milito vero e proprio, perchè Livaja è troppo acerbo e il Principe è costretto, come molti altri senatori, a giocare sempre e comunque. Appena questi grandi senatori calano, vedi Samuel, Cambiasso e appunto Milito, l'Inter è crollata.

QUALE FUTURO? Parlando dell'immediato, ovvero il mercato di gennaio, Moratti e Branca sono stati molto chiari: non si prevedono movimenti in entrata ma soltanto una cessione eccellente, Sneijder, ed eventualmente le partenze di Jonathan, Silvestre e Alvarez. Se partissero tutti, difficilmente si potrebbe pensare che l'Inter non si muoverà sul mercato, ma non si parla di nomi altisonanti. La cosa che fa arrabbiare è che con un paio di ritocchi importanti, questa squadra potrebbe lottare tranquillamente per lo Scudetto. La domanda è: come mai la società non è intenzionata a mettere mano al portafogli per portare nuovi campioni a Milano? Qui nasce l'interrogativo non solo a breve ma anche a lungo termine. L'Inter aveva costruito un progetto con dei partner cinesi, che pare essere completamente saltato, e da qui nasce la rottura con Sneijder e le dichiarazioni improntate a un mercato di bassissimo profilo in gennaio. 

NIENTE CINESI - Dunque, se effettivamente è tramontata l'ipotesi di una partnership con importanti aziende d'Oriente, il futuro dell'Inter è più nero che azzurro... Appare infatti ormai chiaro a tutti che il presidente Moratti non è più intenzionato a investire nella squadra come in passato. Quindi se il presidente deciderà di cedere la società a qualche paperone , l'Inter potrà tornare ai fasti del Triplete, viceversa l'unica strada per restare ai vertici del calcio mondiale ed europeo è quella di vendere delle quote a importanti investitori stranieri. Ma chi si sente di investire milioni e milioni di euro in una società lasciando però il comando ad un altro? I cinesi ci hanno già ripemsato. Ecco quindi che la situazione nerazzurra volge decisamente al ribasso e le prospettive immediate e soprattutto a lungo termine assumono sempre più le sembianze di un club medio piccolo rispetto a quella che è la tradizione dell'FC Internazionale. In buona sostanza, l'Inter sta uscendo dal novero delle grandi società, senza contare che con la rottura con i cinesi anche la prospettiva di uno stadio di proprietà, necessario per rimanere al passo con i top club, si sta allontanando sempre più. E noi tifosi? Dovremmo avere la possibilità di farci sentire di più sulle decisioni dell'Inter, perchè non vorremmo mai vedere la Beneamata alla strenua di squadre molto meno blasonate. Con conseguenze logiche: il brand Inter ridurrebbe il suo valore, assisteremmo alla fuga dei campioni e degli spettatori e, conseguentemente, anche degli sponsor e delle entrate che questi ulimi garantiscono. A questo punto le strade sono due: o Moratti riesce a trovare nuovi partner che possano garantire entrate fresche, oppure, come ci auspichiamo, torni a investire tanto nel nome della famiglia, crisi permettendo.


IL TABELLINO

PARMA-INTER 1-0

Parma (4-3-3): Mirante 7, Rosi 6.5 (28' st Benalouane sv), Zaccardo 6,5, Paletta 7, Gobbi 6.5, Marchionni 6.5, Valdes 6,5, Acquah 6,5, Biabiany 7.5, Amauri 6.5, Sansone 7.5 (31' st Belfodil sv). (1 Pavarini, 91 Bajza, 6 Lucarelli, 39 Fideleff, 13 Santacroce, 77 Ninis, 19 Musacci, 4 Morrone, 23 Arteaga, 17 Palladino). All.: Donadoni. 
Inter (3-5-2): Handanovic 6.5, Ranocchia 6,5, Samuel 6, Juan Jesus 6 (40' st Duncan sv), Zanetti 6, Guarin 6, Cambiasso 6 (41' st Livaja sv), Alvarez 5.5 (27' st Coutinho 6), Nagatomo 6, Milito 5.5, Palacio 5,5. (12 Castellazzi, 27 Belec, 6 Silvestre, 42 Jonathan, 17 Mariga, 24 Benassi, 52 Romano', 31 Pereira). All.: Stramaccioni. 

Arbitro: Banti di Livorno 6. 
Reti: nel st 29' Sansone. 
Angoli: 8-7 per il Parma. 
Recupero: 1' e 4'. 
Ammoniti: Gobbi, Palacio, Valdes, Duncan per gioco scorretto. 
Spettatori: 16.147 (di cui 9.182 abbonati) per un incasso di 250.845,8 euro.

martedì 20 novembre 2012

QUELLO CHE PENSO DELLA SOCIETA' JUVENTUS FC


IL COMMENTO - di Roberto Torti

Di Inter-Cagliari non so un emerito cazzo. Tornavo da Torino, dopo aver corso la maratona, è l'ho sentita alla radio, come ai vecchi tempi, "Tutto il calcio", senza capirci granchè. Prima di lasciare l'albergo stavamo 1-0, mentre imboccavo la tangenziale 1-1, appena entrato in autostrada 1-2. Al che a un certo punto, stanco morto e con un nervosismo montante, ho preso una decisione: esco e mi compro un panino. Torno in macchina col mio bel panino caldo e una Coca Zero, riappiccio la radio e "scusa scusa Corsini" facciamo 2-2. Riparto soddisfatto, mi fermo 50 km più avanti, altro autogrill, e mi faccio un Choco Leibniz da 2,60 euro, nove biscottazzi che mi mangio nel giro di mezzo chilometro come Poldo Sbaffini, una specie di Orociokkata postuma e ambulante. Fine di Inter-Cagliari. Il rigore lo vedrò, vabbe', lo vedrò per la cronaca e per mia informazione, non possiamo farci niente, non ci posso far niente, voglio dormire sereno dopo una maratona così così, 3h 47' 53", ho cominciato come Gargano e ho finito come Alvarez, prima o poi comincerò a capirci qualcosa di maratona, era la dodicesima e ancora non l'ho studiata bene questa affascinante e insidiosa disciplina.

Ero a Torino e ho passato un bel weekend con due amici di sempre, milanesi e juventini. Di quegli juventini alla ZioB, che non diranno mai "forza Inter" nè pretendo che lo dicano, non sia mai, ma che non hanno del compost al posto del cervello. Juventini a cui puoi volere bene spassionatamente, come gliene voglio io a quei due lì, uh se gliene voglio. Juventini con cui ti mandi affanculo per i 90 minuti della partita e poi li abbracci e stappi una birretta. Gli juventini (una buona parte di essi, almeno) sono la parte migliore della galassia Juventus.

Perchè poi c'è la società, che merita un discorso a parte.

Ricapitoliamo. All'Inter negano un rigore nel finale, è la terza partita di fila che fanno errori oggettivamente macroscopici ai nostri danni, il Moratti stavolta un pochino si indigna e la Juventus Fc (la società, non i tifosi) risponde (senza essere stata minimamente tirata in ballo) con questa cosa sul suo sito. Questa cosa non ha aggettivi. Hanno fatto bene a intitolarla "No comment". Non ha bisogno di commenti. Ma io li faccio lo stesso, i commenti, perchè mi sono strarotto il cazzo di questa gentaglia, il cancro dello sport, il sarcoma del nostro calcio, Iddio li strafulmini.

L'Inter protesta ed entra in silenzio stampa (un comportamento vaghissimamente juventino, che non mi piace) e loro, così, per pura arroganza e purissima mafiosità - il messaggio indiretto, una telefonata del tipo "come stanno i tuoi figli, vanno bene a scuola?" - pubblica un pdf di 72 pagine. Invece di dirci "state zitti, prescritti" pubblica un pdf. Una robetta elegante, tipo mettere una salma in un pilone.

Ma bravi i nostri juventini. Del resto, ragazzi, anche la stupidissima querelle Conte-Cassano si era ammantata di pura mafiosità. Il significato di "quaquaraquà" è ben chiaro a chi abbia letto "Il giorno della civetta".
"(...) io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…"
A chi mette in bocca questa frase Sciascia? A Don Mariano, il padrino. Certo, Conte (squalificato e agevolatissimo) nella sua vita ha letto solo la biografia di Cassano, e neanche fino a pag. 100, quindi questa cosa potrebbe quasi apparire come un complimento. Una citazione, tzè. Non sanno citare, loro. Loro fanno i copincolla di pdf. Di pdf che fanno comodo a loro, naturalmente. Il piccolo mondo bianconero da sei anni gira intorno a tre cose: la partita con l'Inter, la prescrizione dell'Inter, il passaporto di Recoba.

Del resto, a loro, Società Juventus, non gliene frega un beneamato cazzo. Gli basta riaffermare il proprio strapotere storico con comunicati, pdf, proteste e messaggi ai quaquaraquà. Non pubblicano i pdf di Calciopoli, macchè, o quelli di un'inchiesta che li ha sbugiardati davanti al mondo intero come dopati (e prescritti). Non ricordano le loro due Champions vinte una sui cadaveri dei propri tifosi e l'altra bombati fino al midollo. No, loro proseguono come caterpillar nel loro disegno, fatto di ricorsi fino al giudizio universale, di 30 sul campo, di minacce mai velate, di messaggi di spaventosa arroganza, messaggi mai perseguiti nè puniti. Proseguono perchè nessuno prova a fermarli, nessuno. Dai non-deferimenti alla Continassa, è tutto un tappeto rosso. Loro vogliono essere risarciti e fanno stalking ai danni del calcio italiano e di tutto lo sport. E per tutti va bene così.

Io non mi merito la Juventus, e come me non se la merita nessuno. Nemmeno i miei amici juventini con cui mi prendo per il culo da quarant'anni si meritano questa Juve, che non li rappresenta, non li riguarda. Loro, juventinissimi oltre ogni limite, sono 700 milioni di volte meglio della stanza dei bottoni della Juventus. Auguro tutto il male possibile a questa squadra immonda, banda di infamoni, a cominciare dalla partita col Chelsea, che se dovesse finire come si meritano, ecco, mi fo 700 seghe e poi m'uccido*.
* è una citazione, perchè voi manco al cinema andate, pezzenti.

lunedì 19 novembre 2012

INTER-CAGLIARI, STAVOLTA NON PARLIAMO DI CALCIO


Come si può commentare una situazione palesemente "pilotata"?
Paghiamo diritti tv, biglietti, abbonamenti... e poi? Ci trattano così!

IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

A differenza delle mie “solite recensioni”, stavolta  mi occuperò molto poco di mere analisi tecniche del match, ma purtroppo di ben altro...
Erano i tempi di due sole settimane fa, quando in una Torino lasciata beatamente al suo destino e consumata da uno dei tanti piccoli scandali di incompetenza arbitrale che noi, redazione di Canale Inter e portavoci del popolo nerazzurro nella circostanza, denunciavamo un modo di fare, ma soprattutto di giudicare, totalmente inadeguato a contesto e situazione. Poi, in una settimana non priva di polemiche e di falsi e ingannevoli inni trionfalistici, è venuto il tempo di Bergamo, ora invece quello di San Siro e del suo carico di immagini da prendere e incorniciare, in uno spazio dove nessuno ci ridarà quanto ci spetta: adesso basta però, è giunto il momento che qualcuno alzi la voce e la lasci sentire a chi troppe volte ha preferito avere l’orecchio sordo.

Perchè il problema non è sbagliare questo o quello, ci mancherebbe, anche se lascia pur sempre un amaro sorriso la triste constatazione che neanche in cinque più uno la classe arbitrale riesca ad accorgersi di determinate situazioni, ma è cosa, e come, viene sbagliato. Rimane inconcepibile non vedere un fuorigioco di almeno un metro prima e di pochi, dubbi, centrimetri poi; sconcertante e voluto, come giustamente si è sottolineato, il non espellere per un doppio giallo sacrosanto, per ottemperare a chissà quale diktat di direzione di gara ed in nome di chissà quale spettacolo da preservare; probabilisticamente azzardato, o quantomeno fantasioso, assegnare un rigore per intervento sul pallone; da sognatori incalliti non assegnarlo per un evidente fallo cui avremmo concesso solo il benefico dubbio, molto poco tale, del dentro o fuori area. Una volta, si diceva, erano le grandi squadre a godere della cosiddetta sudditanza psicologica, evidentemente sarà bastata una stagione da blackout per mandare nei vespasiani pubblici 104 anni di gloriosa storia. Perchè, glissando sugli errori, o presunti tali, che ci possono stare, come nella fattispecie in esame possono essere il più verosimile tocco di mano di Sau in occasione del secondo gol o la meno evidente posizione dello stesso attaccante sardo in occasione della prima segnatura, è contro un’evidenza ed una ripetizione nel tempo che è necessario imporsi e imporre la propria voce. Ed ovviamente, allora, giù con la polemica, per il semplice gusto di aver solo provato a far notare ciò che anche l’evidenza avrebbe premura di far vedere.

Ne siam sicuri, qualcuno ci darebbe del quaquaraquà, ma la mente ritorna a quando lo scorso anno, in una stagione dalle poche pretese e dalle poche pretendenti, ci si permise anche di mettersi in silenzio stampa per quelle che, giusto qualche anno or sono, un presidente di illustre fama avrebbe definito “due o tre sviste arbitrali”. E perdonate, se a differenza del portiere, noi, la parola uscita fuori dalle tribune del San Paolo da una figura dirigenziale cuginastra, la vorremmo associare a chi si è voluto spacciare per portatore di (ipotetica) terzietà e giustizia in mezzo al campo. S’intenda, sempre con fare tifoso, non pensate mica a male.
Glissare su quanto visto in campo? A volte si può, specie se i problemi e i pregi messi in mostra sono gli stessi che, prontamente, ogni settimana analizziamo e studiamo al microscopio. Per un attimo quindi Gargano e il paradosso dei recuperi e delle palle perse, Strama e le sue formazioni obbligate e le amnesie di Milito possono passare in secondo piano.

Oggi preferiremmo parlare, discutere, chiedere una spiegazione. Che non verrà, perchè è meglio il silenzio di fronte all’inspiegabile. Anche se una cosa dovrebbe pur essere chiarita. “Voi dell’Inter dovete stare zitti”: è questa la frase che girerà insistentemente nel dopo gara, riportata da Moratti e dai giocatori, che meriterebbe, per la gravità, quantomeno una smentita ufficiale. Perchè il dubbio sorge spontaneo, naturale, come una bandierina che si alza per un fuorigioco di un metro, un cartellino che dovrebbe essere estratto per un fallo da codice penale o un fischio emesso non appena un fallo da rigore viene commesso: ma voi chi? Da quando, conseguentemente e se logica non c’inganna, esiste un noi? Ma c’ha pensato qualcun altro a rispondere, o quantomeno, a lasciarci ugualmente scioccati e basiti: una nota apparsa in un comunicato, introdotto da un breve pensiero, e riguardante una fantomatica prescrizione richiesta da Palazzi ed ignorata da chi di dovere. Quello stesso Palazzi poi, bistrattato e giudicato incompetente in uno scandalo che non avrebbe avuto neanche bisogno di conferma. Ma tant’è...

IL TABELLINO

INTER - CAGLIARI 2-2

INTER (3-4-3): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus (Dal 73' Coutinho); J.Zanetti, Gargano, Cambiasso, Nagatomo; Cassano (Dal 82' Alvarez), Palacio, Milito. All. Stramaccioni
CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Ekdal, Conti, Naiggolan; Cossu (Dal 68' Dessena); Sau (Dal 74' Ibarbo), Nene' (Dal 37' Pinilla). All. Pulga.
Marcatori: 10' Palacio (INT), 43' e 66' Sau (CAG), 82' aut. Astori (INT)
Ammoniti: 26' Cambiasso (INT), 40' Sau (CAG), 41' Gargano (INT), 50' Naiggolan (CAG), 51' Astori (CAG), 61' Ekdal (CAG), 73' Conti (CAG)
Espulsi: Stramaccioni (INT) per proteste.

LE PAGELLE

HANDANOVIC 7 - Spaventoso, soprattutto nel primo tempo, in un paio di interventi su Nene' e Sau. Momento di forma semplicemente straordinario.
RANOCCHIA 6 - Qualche errore di troppo, ma arriva un'altra gara di grandissima sostanza, meritando un rigore nel finale non concesso incredibilmente dall'arbitro.
SAMUEL 6 - Qualche posizionamento non proprio azzeccato in occasione dei gol cagliaritani, ci ha abituato a prove piu’ convincenti.
JUAN JESUS 5,5 - Non è preciso come al solito, poco concentrato in occasione dei due gol cagliaritani. Dal 73' COUTINHO 6 - Entra in campo con la voglia di spaccare il mondo, rendendosi pericoloso in più di un'occasione.
J. ZANETTI 6 - Recupera brillantezza nel secondo tempo dopo un avvio passato in sofferenza contro le giocate intelligenti e propositive di Avelar.
CAMBIASSO 5,5 - Non è lucido e presente come in altre partite e la manovra interiste ne risente.
GARGANO 5 - Impreciso e distratto, rischia spesso di innescare facili e letali ripartenze avversarie.
NAGATOMO 6,5 - La corsa e la dedizione alla causa non mancano mai. Spinge con continuità sulla sua fascia di competenza.
CASSANO 6 - La pennellata per il gol di Palacio e qualche giocata da applausi gli fanno guadagnare la sufficienza. Per il resto, è troppo statico e poco partecipe alla fase difensiva. Dal 82' Alvarez 6 - Il suo ingresso in campo dà un'inaspettata scossa alla squadra che segna il gol (arrivato da un suo cross) e crea almeno altre due-tre occasioni.
PALACIO 6,5 - Segna il suo settimo gol nelle ultime 8 partite. Sneijder dovrà faticare non poco per trovare posto in squadra.
MILITO 5 - In ombra per tutto il match, a inizio ripresa sbaglia un gol da 0 metri semplicemente clamoroso. Dimostra che in questo periodo è appannato.

All. STRAMACCIONI 5,5 - La squadra a larghi tratti è sfilacciata e lascia troppo spazio al Cagliari di ragionare e trovare la profondità giusta. Alcuni uomini oggi sono sembrati statici e non lucidi, sia nella manovra, sia nella finalizzazione. Se si vuole competere per il tricolore, queste sono partite da vincere. Ok gli errori (scientifici) arbitrali, ma anche i sardi hanno avuto le loro occasioni. Come a Bergamo, il tridente funziona se il resto della squadra riesce a supportarlo; un centrocampista in piu’ (anche il rientrante Coutinho) avrebbe fatto piu’ comodo.

A questo punto mi permetto di aggiungere integralmente una riflessione relativa a questo oscuro periodo fatta da un blogger, Roberto Torti, che ben rafforza il pensiero mio e quello di coloro (nerazzurri e non…) che hanno ancora a cuore, forse ingenuamente ormai, certi valori sportivi. [ LEGGI QUI ]

sabato 17 novembre 2012

PARMA-INTER LUNEDI 26/11: INFO BIGLIETTI

Riceviamo e pubblichiamo info biglietti da www.fcparma.it

PARMA vs INTER 
Lunedi 26/11/2012 ore 21 - STADIO ENNIO TARDINI

Prezzo intero escluso dir. Prev. (min - max): 25.00 € - 230.00 €
Numero massimo di titoli acquistabili: 4
Il prodotto rientra nel decreto sicurezza

In vendita attraverso:

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martedì 13 novembre 2012

DISASTRO SILVESTRE, INTER KO A BERGAMO


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Dalla gioia di Torino alla delusione di Bergamo, tutto in sette giorni. L'Inter torna a -4 dalla Juventus e interrompe la striscia di sette vittorie consecutive in campionato. All'Atleti Azzurri vince l'Atalanta 3-2. Solo una settimana da anti Juve per l'Inter di Stramaccioni. Dopo aver messo fine all'imbattibilità della Juve i nerazzurri tornano da Bergamo con zero punti. Battuti per 3-2 da un'ottima Atalanta che, com’era prevedibile, ha messo in grande difficoltà i milanesi, soprattutto nel primo tempo.

Era la sfida tra le due formazioni più in forma nell'ultimo mese: 12 i punti conquistati dai milanesi, 10 quelli portati a casa dai bergamaschi. Alla fine a spuntarla sono stati questi ultimi al termine di un match combattuto e giocato a ritmi altissimi. L'Inter paga probabilmente lo sforzo psico-fisico della gara di Torino e della sfida di Coppa. Le tante, troppe assenze hanno fatto il resto. Non paga la decisione di tornare alla difesa a quattro, in particolare la scelta di schierare Juan Jesus al centro al fianco di Silvestre con Cambiasso (non al meglio della condizione) a centrocampo. Alla fine i due centrali (Silvestre e Juan Jesus) si son persi più volte Denis al centro dell'area. il Tanque ha perdonato la prima volta, non la seconda. La stanchezza si è fatta sentire anche là davanti con Cassano, per la prima volta in ombra dopo le ultime prestazioni, e Milito praticamente inesistente. Palacio è stato bravissimo a tenere vivo da solo l'intero reparto.  I demeriti dell'Inter si fermano là dove iniziano i meriti dell'Atalanta. Colantuono ha confermato in toto l'undici titolare e i suoi ragazzi lo hanno ringraziato con una prestazione super. Cigarini e Carmona in mezzo al campo hanno fatto il buono e il cattivo tempo, le avanzate di Schelotto e Bonaventura, supportati da Peluso e Raimondi, hanno fatto il resto. I movimenti di Maxi Moralez poi hanno spaccato in due la difesa interista: l'argentino è stato una vera spina nel fianco per Zanetti e compagni. Nota di merito per Consigli che conferma l'ottimo stato di forma.

E’ certo che anche stavolta il tecnico nerazzurro si è preso le sue responsabilità, non confermando 3-4-3 (o il 3-5-2), cioè quei moduli che negli ultimi tempi avevano permesso alla Beneamata di spiccare il volo. Davanti al portiere Handanovic sarebbe stato piu’ logico schierare una difesa a tre con Silvestre, Cambiasso e Juan Jesus. A centrocampo la coppia degli esterni  avrebbe potuto essere formata da Zanetti e Nagatomo, mentre in mediana avrebbero potuto agire Guarin e Gargano, con il tridente d’attacco affidato a Palacio, Milito e Cassano. Oppure, meglio ancora,  un centrocampo a 5 con Nagatomo e Pereira sugli esterni e Zanetti, Gargano e Guarin in mediana; solo 2 in attacco, inizialmente Milito e Palacio. Dico questo perché gli ottimi risultati degli ultimi tempi erano figli soprattutto di un eccellente assetto difensivo; e, purtroppo, venendo a mancare due dei tre pilastri di quell’assetto, sarebbe stato meglio coprirsi maggiormente e non lasciare il mediocre Silvestre e il pur bravo Juan Jesus in balia di Moralez, Denis, etc. etc. Senza accampare troppe scuse: concordo con Strama, quando asserisce che, senza l’inesistente rigore assegnato agli orobici per l’ingenua entrata di Silvestre su Moralez, questa partita non l’avremmo persa; ma l’inaccettabile starnazzare bianconero per il rigore non assegnato 3 settimane fa al Catania, evidentemente ha sortito i suoi effetti…. E non mi si venga a dire che questa è dietrologia… Trattasi della solita squallida indecenza bianconera, punto!

IL TABELLINO

ATALANTA (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Manfredini, Peluso; Schelotto, Carmona (39' st Cazzola), Cigarini (28' st Biondini), Bonaventura; Moralez; Denis (33' st Parra). A disp.: Frezzolini, Polito, Ferri, Lucchini, Brivio, Matheu, De Luca, Troisi, Marilungo. All.: Colantuono
INTER (4-3-3): Handanovic; Zanetti (34' st Livaja), , Silvestre, Juan Jesus, Nagatomo; Guarin, Gargano, Cambiasso (28' st Alvarez); Palacio, Milito, Cassano (28' st Pereira). A disp.: Castellazzi, Belec, Mbaye, Jonathan, Romanò, Benassi, Duncan. All.: Stramaccioni
Arbitro: Damato
Marcatori: 9' Bonaventura (A), 11' st Guarin (I), 15' st e 22' st Denis (A), 39' st Palacio (I)
Ammoniti: Carmona, Peluso (A); Gargano (I)
Espulsi: Parra (A)

LE PAGELLE

Handanovic 6 - Incolpevole su tutti i gol subiti, anzi si rivela decisivo nel finale quando salva su Parra il possibile 4-2.
Silvestre 4 - Dimostra di non essere ancora molto lontano dalla forma migliore. In occasione dell’1-0, sbaglia completamente il tempo di stacco e lascia Bonaventura colpire da solo. Il fallo da rigore del 3-1 è inesistente, ma cade nella trappola di Maxi Moralez. Da ritrovare…. forse……
Cambiasso 5,5 - Ha sofferto un po’ troppo a causa delle precarie condizioni fisiche. (Alvarez s.v.)
Juan Jesus 6 - Il meno peggio, anzi il migliore della difesa visto che, pur con qualche intercezza, si conquista la sufficienza.
Zanetti 5,5 - Non riesce a far male come vorrebbe, ci mette la grinta tipica del suo carattere, ma questa volta non è bastato. (Livaja s.v.)
Gargano 6 - Perde qualche pallone di troppo, si riscatta con l’assist per Palacio.
Guarin 7 - Segna ancora, ma soprattutto è uno dei più pericolosi dell’Inter in particolar modo quando riesce a liberare il destro per il suo terrificante tiro. Va vicino al 3-3 nel finale.
Nagatomo 6 - La spinta sulla fascia non manca ed è decisiva per conquistare la sufficienza visto che dal punto di vista difensivo ha sofferto un po’ troppo.
Palacio 6,5 - Nel primo tempo ha un paio di buone occasioni ma non le sfrutta. Riesce finalmente a trovare la rete nella ripresa, quando forse però è troppo tardi.
Cassano 5 - Quasi irriconoscibile rispetto le ultime uscite. Si vede poco e non dà luce alla manovra offensiva. Mancanza che si è sentita. (Pereira s.v.)
Milito 5 - L’Atalanta lo chiude, lui non riesce a liberarsi e gioca una gara praticamente anonima.

venerdì 9 novembre 2012

VITTORIA A BELGRADO: INTER DA 10 IN PAGELLA


A Belgrado mattatori Palacio e Guarin, Handanovic fenomeno.
Marcia da record: 10 vittorie su 10 in trasferta, 10 vinte consecutive.

IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Continua la marcia trionfale dell’Inter targata Stramaccioni. La trasferta di Europa League in quel di Belgrado contro il Partizan è archiviata con un secco 3 a 1, raggiungendo il record storico di 10 vittorie consecutive esterne, e con una qualificazione con due turni di anticipo. Situazione ideale che permetterà a Stramaccioni di concentrare tutte le energie necessarie della sua rosa sul campionato, continuando la rincorsa alla Juventus ora più vicina. Nonostante il risultato tondo, l’Inter ha sofferto più del dovuto nel primo tempo, e in qualche occasione nella ripresa, salvandosi solo grazie a una prestazione straordinaria di un Handanovic sempre più leader tra i pali. Da segnalare l’ottima vena realizzativa di Palacio, già a quota 8 gol con la maglia nerazzurra.

LA PARTITA

Ancora una vittoria, la decima. L'Inter non si ferma più e nonostante le difficoltà, ambientali e di organico, sbanca Belgrado regalandosi la qualificazione ai sedicesimi di Europa League con due gare di anticipo. Fa tutto, o quasi, Rodrigo Palacio, entrato dalla panchina e autore della doppietta che spiana la strada alla squadra di Stramaccioni, sostenuta da un superlativo Handanovic, autore di almeno un paio di interventi decisivi quando la partita correva ancora sui binari dello 0-0. Di Guarin, altra nota lieta della serata, il terzo gol nerazzurro, seguito negli ultimissimi minuti dal timbro di Tomic per i generosi, ma deboli padroni di casa.
Senza gli infortunati Ranocchia e Samuel, Stramaccioni rispolvera Silvestre con Juan Jesus e parte con il 4-1-4-1, Livaja unica punta e Palacio-Milito-Cassano solo in panca. Il Partizan, dal canto suo, ci mette l'impegno ma al di là di un contropiede di Scepovic nessun problema per la difesa nella prima mezz'ora. Markovic, che ha destato grande impressione a San Siro, viene contenuto bene, anche se si fa male subito Mudingayi (dentro Gargano). Il primo tiro verso la porta dei serbi porta la firma di Guarin. Sale l'Inter, Livaja e Pereira impegnano Petrovic.

Altra storia per Handanovic, che attorno al 32' compie due parate strepitose sui colpi di testa di Ivanov. Al rientro Palacio per Nagatomo, clamorosa occasione fallita dal Partizan in contropiede (Handanovic evita l'autogol di Juan Jesus), e l'argentino non sbaglia al 6' sull'iniziativa di Guarin. Scepovic impegna di nuovo Handanovic all'11', nulla a confronto dell'intervento del portierone nerazzurro su Smilijanic.
L'Inter sbaglia qualche contropiede, ma ci pensa ancora Palacio: alla mezz'ora, su perfetta imbucata di Guarin, col piattone chiude i conti. Un grande intervento di Petrovic evita il tris all'ex Genoa dopo un assolo del neo entrato Cassano, ma nulla puo' il portiere serbo sul tocco di Guarin servito da un assist al bacio di Cassano. Al 90' c'è gloria per Tomic, poco male per l'Inter, già promossa a pieni voti.

Ma lasciamo parlare i numeri: 10ma vittoria consecutiva, 10ma vittoria su 10 partite esterne stagionali (espugnate Spalato, Piatra Neamt, Pescara, Verona, due volte Torino, Bologna, il derby, Baku e ora Belgrado), qualificazione ai sedicesimi (14 e 21 febbraio) già in tasca con due turni di anticipo. 10 e lode per l'Inter di Stramaccioni che, dopo la sconfitta interna contro il Siena (eravano a fine settembre), ha sempre e solo vinto.

Anche in maniera più netta di quanto dica il risultato, visto che 'San Danovic' ha compiuto almeno tre interventi decisivi e strepitosi prima del gol di Palacio. Come a San Siro, solo che due settimane fa eravamo all'88° mentre qui c'è stato ancora il tempo per il raddoppio dello stesso Trenza (due assist di Guarin) e gol finale proprio del Giaguaro, meritatissimo, su imbeccata di Cassano. Il gol subito a tempo ormai scaduto serve solo per le statistiche. Ora forza, tocca a Bergamo. Il giro d'Europa continua...

IL TABELLINO

PARTIZAN BELGRADO: 30 Petrovic; 2 Miljkovic, 40 Ostojic, 15 Ivanov, 18 Lazevski; 4 Medo (10' st M. Scepovic), 99 Smiljanic; 50 L. Markovic, 22 S. Ilic (30' Jojic), 7 Tomic; 12 S. Scepovic (24' st Mitrovic). A disposizione: 33 R. Ilic, 3 Volkov, 11 Ninkovic, 17 Sretenovic. Allenatore: Vladimir Vermezovic
INTER: 1 Handanovic; 42 Jonathan, 6 Silvestre, 40 Juan Jesus, 55 Nagatomo (1' st Palacio); 4 Zanetti, 14 Guarin, 16 Mudingayi (14' Gargano), 19 Cambiasso, 31 Pereira; 88 Livaja (31' st Cassano). A disposizione: 12 Castellazzi, 28 Pasa, 52 Romanò, 22 Milito. Allenatore: Andrea Stramaccioni


Marcatori: 6' st e 30' st Palacio, 42' st Guarin, 45' st Tomic
Arbitro: Pereira Gomes (Por)
Ammoniti: 3' st Ostojic, 10' st Juan Jesus, 28' st Silvestre, 33' st Jojic. Recupero: pt 2, st 2.

LE PAGELLE

HANDANOVIC 8: Mezzo voto in meno solo per il gol subìto, sul quale peraltro ha poche colpe. Respinge iniziative insidiose della squadra avversaria con una incredibile facilità. Stupendo in occasione di un doppio intervento per sventare colpi di testa avversari su due azioni d’angolo ravvicinate al 31°
JONATHAN 6: Ha anche voglia di far bene ma a volte è inconcludente e impreciso. Colpevole sul gol di Tomic
SILVESTRE 6: Acquista fiducia con lo scorrere dei minuti. Non è chiamato ad effettuare interventi particolarmente complicati, ma svolge bene il suo compito
JUAN JESUS 7: Gioca con lo spirito di un veterano. Senza Samuel e Ranocchia tocca a lui essere il leader del reparto arretrato. Con ottimi risultati
NAGATOMO 6: In una partita senza alti nè bassi, si dimostra comunque sempre lucido e attento. Esce per far spazio a Palacio dal primo minuto della ripresa
J. ZANETTI 6,5: Non accelera più di tanto, ma dovunque Strama lo metta lui risponde “presente”…; match senza sbavature
MUDINGAYI sv: Esce per infortunio al 13°, si vede poco fino a quel momento
GUARIN 7,5: Quando ha voglia di giocare si capisce subito che ha una marcia in più. Serve due pregevoli assist per Palacio e sigla il terzo gol trovando un bellissimo scambio con Cassano. Rinato
CAMBIASSO 7: Si occupa di compiti di ordinaria amministrazione ma con il solito giusto piglio. Sul finale della gara arretra per rinforzare la retroguardia, dandole equilibrio e solidità.
PEREIRA 6: Spesso si perde in errori banali, ma si propone anche con belle giocate e una buona corsa. Deve certamente dimostrare di più
LIVAJA 6: Buona personalità, è però troppo poco pericoloso sotto porta. Nel secondo tempo gioca a supporto di Palacio arretrando la sua posizione
GARGANO 6,5: Non è la solita trottola inesauribile, perchè il ritmo della gara non lo richiede. Il suo lo fa in ogni caso
PALACIO 8: Entra all’inizio del secondo tempo e sblocca il risultato con una zampata delle sue. Si dimostra un centravanti straordinario capace di vedere la porta come pochi
CASSANO 7: Gioca poco più di un quarto d’ora ma illumina Palacio e Guarin (in occasione dell’azione del terzo gol) con assist di rara classe. Fantasia allo stato puro.

All. STRAMACCIONI 7: Cambiano gli interpreti, i moduli (anche in corso di gara) ma questa squadra ha una sua quadratura e una identità ben definita. Decima vittoria consecutiva tra coppa e campionato, decima vittoria esterna della stagione. Bene bene…