Beppe Accardi (al centro) ad "Un gol per Chiarino" con Morello e Sacchetti.
Intervista esclusiva all’agente FIFA Giuseppe Accardi
di Carlo Codazzi
A distanza di 20 anni dall’indimenticabile promozione in serie A, la Reggiana di “Pippo” Marchioro si è radunata al Circolo Tennis di Albinea per scendere di nuovo in campo nell’ambito del memorial “Un goal per Chiarino”. L’evento è organizzato annualmente da Borghi Giancarlo, consigliere del circolo albinetano, per ricordare Chiarino Cimurri ex presidente della Reggiana Calcio, della Pallacanestro Reggiana e della Lega Basket di A2, ex consigliere e dirigente della Federazione Italiana Tennis che è stato un grande uomo di sport che ha lasciato un segno indelebile nel panorama sportivo nazionale e reggiano.
L’occasione è stata ghiotta per rivolgere qualche domanda a Giuseppe Accardi (ex terzino di quella Reggiana che ha fatto la storia del club granata conquistando la prima promozione nella massima serie) procuratore di successo e agente FIFA. Gentilissimo “Beppe” si è prestato volentieri a rispondere alle domande che riguardano l’attuale, delicato momento che attraversa una delle “storiche grandi” del calcio italiano ossia l’Inter.
Accardi, ci può dire se ci sono giocatori dell’Inter di cui lei ha la procura?
"Certo. Il difensore Ibrahima Mbaye, nella rosa della prima squadra, e un ragazzino che si chiama Abdoulaye Traore, classe 2000, che ha giocato con i giovanissimi regionali nerazzurri ed è un attaccante. Aggiungo che ‘è un altro giocatore che arriverà all’Inter a luglio di cui gestisco la procura: è un ragazzino del’ 97 che arriva dal Belgio (dal K. Beerschot AC ndr) e si chiama Malik Senna. Il padre è ghanese e la mamma belga di Anversa. Si tratta di un giocatore molto forte che gioca nella nazionale belga u.16 nel ruolo di esterno sinistro ed è dotato di grande potenza. Comunque, Mbaye è davvero bravo e vale un po’ di soldini; vedremo come si evolverà il mercato per lui perché ha bisogno di giocare".
Con l’arrivo di Mazzarri per i giovani sarà dura trovare spazio all’Inter…
"Infatti! Con Walter i giovani avranno meno possibilità di farsi vedere. E’ vero però che riguardo Mbaye mi era stato detto che era stato inserito nella lista dei giocatori graditi a Mazzarri. E’ un fatto che verificheremo con calma".
Il giovane Malik Senna, di cui ci ha annunciato l’arrivo, giocherà nella primavera nerazzurra o in categorie destinate ai più giovani?
"Non so in quale formazione giovanile dell’Inter giocherà, ma sicuramente deve lavorare per crescere. La scuola Inter a livello giovanile è ottima e ben attrezzata perché vanta tecnici di assoluto valore che si sommano ad un reparto importantissimo di scouting e ad una dirigenza di eccellenza. Sono i fatti che parlano: negli ultimi 5-6 anni l’Inter ha avuto un ritorno economico relativo ai giocatori usciti dal suo settore giovanile di circa 100 milioni di euro che non sono pochi".
Malik Senna, classe 1997 assistito da Accardi, neo acquisto Inter
Infatti, parecchie giovani promesse nerazzurre sono state cedute o inserite in trattative di mercato per abbassare i prezzi dei giocatori che si volevano acquisire per la prima squadra. Pochi “prospetti” dell’Inter, però, arrivano nella rosa che conta. Secondo lei perché?
"Questa è una barzelletta che fa sorridere! Perché l’Inter ha lasciato partire giovani che stanno facendo benissimo e che fanno parlare altrettanto molto bene di loro. Mi riferisco, ad esempio, a Duncan, Destro, Bonucci e Balotelli che provengono tutti dalle giovanili interiste. L’Inter ha nel settore giovanile un valore aggiunto che dovrebbe sfruttare di più. Sento dire che giocare a S. Siro per un giovane non è facile, ma è anche vero che se non si dà al giovane l’opportunità di sbagliare non crescerà mai. Il Milan ha fatto scuola in questo senso perché ha deciso di puntare sui giovani e ha scoperto, per esempio, De Sciglio che ha dimostrato di essere un ottimo giocatore. Nessuno, probabilmente, all’interno del club rossonero pensava che De Sciglio fosse così forte. Oggi il Milan ha un futuro e può ripartire con una squadra impostata su elementi giovani e forti che possono dare continuità ad un lavoro ben avviato. Se guardiamo all’attacco milanista vediamo che ci sono giocatori nati nelle annate che vanno dal ’90 al ’94. A mio avviso l’Inter ha una capacità maggiore rispetto al Milan, a livello di giovanile, di scovare i talenti nel momento giusto e di farli crescere nel modo più corretto. Ritengo che l’Inter debba puntare di più su questo aspetto anche perché oggi non ci sono più i soldi che giravano un tempo".
Il merito dei successi raccolti del settore giovanile interista a chi vanno, in particolare, attribuiti a suo parere?
"Il merito va ripartito tra Piero Ausilio, Bruno Casiraghi e Roberto Samaden che sono gli artefici della costruzione di questo miracolo. Sicuramente c’è una storia che parte da lontano e che è stata costruita da Casiraghi, Ausilio e Samaden e da un po’ tutti i loro collaboratori. Si è formato un gruppo di persone che hanno messo tanto cuore, tanta passione e tanta voglia nel proprio lavoro. Sanno come trattare i ragazzi che considerano alla stregua dei propri figli e hanno ottenuto importanti risultati proprio per questi motivi".
Quali saranno i colpi di mercato dell’Inter secondo lei? Oppure esiste la possibilità che la società nerazzurra opti per un mercato di basso profilo?
"Nainggolan se arriva è un bel “colpo” perché è un top player, ma in generale penso che l’Inter abbia pochi margini di manovra in entrata se prima non vende. Oggi il suo mercato dipende dalle cessioni. Mi risulta che in questo momento siano particolarmente richiesti i giovani Duncan e Mbaye, oltre ai soliti noti Guarin, Handanovic e Ranocchia. Riguardo Duncan e Mbayè penso che l’Inter dovrebbe tenerli in rosa, farli crescere e cercare di lavorare con i giovani che ha in casa accrescendo il valore di un patrimonio che ha già".
Duncan resterà?
"Secondo me Duncan è un giocatore che dovrebbe obbligatoriamente restare all’Inter! In sei mesi ha dimostrato al Livorno di avere qualità e caratteristiche eccezionali adatte ad un club importante. Ha anche il carattere giusto per giocare in una grande squadra considerando che Livorno non è una piazza facile. E’ arrivato al club amaranto e si è imposto dalle prime battute con grande capacità e personalità ed è stato il valore aggiunto della squadra toscana. Penso che l’Inter non possa permettersi di non puntare su di lui se non come titolare fisso, almeno come prima alternativa al titolare del suo ruolo".
Riguardo la ventilata offerta del magnate indonesiano Thohir per l’acquisizione dell’Inter, lei che è molto ben introdotto nello sport e nel business indonesiano cosa ci può dire?
"Lavoro con gli indonesiani da diversi anni. L’ultimo anno della mia carriera ho giocato proprio in Indonesia, mentre attualmente sto lavorando come consulente per un imprenditore indonesiano appartenente ad una famiglia molto importante, ovvero la famiglia Bakrie, con cui abbiamo attuato un progetto calcistico che riguarda 4 nazioni (Australia, Indonesia, Belgio e Uruguay ndr) basato sui giovani. In questo ampio progetto rientra quello che abbiamo allestito in Uruguay, in accordo con la Fifa, che consiste nel mandare nel paese sudamericano ragazzi indonesiani di 14 anni a crescere tecnicamente giocando nei campionati uruguayani. Dico tutto ciò per farle capire che conosco benissimo la mentalità di quel paese asiatico e posso affermare che gli indonesiani sono persone molto concrete che hanno progetti, idee e che seguono logiche importanti, oltre ad essere economicamente solide. Per quel che so Thohir è una persona parecchio facoltosa, tutt’altro che stupida. E’un imprenditore di fama appartenente ad una dinastia molto ricca. Sicuramente potrebbe aiutare Moratti a costruire una società solida ed una squadra forte che avrebbe un futuro rilevante. Oggigiorno il calcio deve guardare all’Asia. Che si tratti di Indonesia, Corea, Giappone o Cina è indifferente. I soldi purtroppo in Europa stanno finendo. Abbiamo visto altre realtà europee, in Francia e Inghilterra in particolare, che diventano forti con i soldi che arrivano dai paesi che hanno liquidità. So, come tutti, che Moratti è legato sentimentalmente alla sua squadra e tutti noi dobbiamo ringraziarlo per quello che ha fatto per l’Inter, ma oggi sicuramente avere qualcuno che arriva e mette capitali freschi sarebbe fondamentale anche per lui perché gli consentirebbe di vivere il calcio più serenamente. L’Inter, come leggiamo ogni giorno, ha delle difficoltà economiche anche se il presidente è sempre stato bravo a mettere mano al portafogli e a ripianare le perdite, ma oggi è importante trovare qualcuno che lo affianchi e che gli consenta di avere quella tranquillità e solidità finanziaria che permetterebbero all’Inter di mettere nuovamente in cantiere progetti ambiziosi".
Ma Thohir accetterà di essere solo una stampella” ? Difficile trovare chi elargisce “liquido” senza la possibilità di avere potere decisionale…
"Non so nulla della strategia di Thohir, ma conoscendo bene, da circa 20 anni, gli indonesiani posso dire che loro se scendono in campo lo fanno in prima persona e sicuramente l’intenzione è sempre quella di avere la maggioranza per avere la possibilità di decidere. Hanno, però, anche la capacità di sapere gestire assieme agi altri e di sapere rispettare le persone che hanno scritto la storia di una società importante. In generale, comunque, l’imprenditore indonesiano quando fa le cose vuole essere protagonista e artista di quello che va a fare".
Ultima battuta sulla Reggiana: si è salvata, ma c’è il Sassuolo a Reggio. Riuscirà la società granata a reggere il confronto con un club di serie A e a ritagliarsi uno spazio vitale?
"I tifosi della Reggiana saranno sempre tifosi della Reggiana. L’hanno dimostrato nelle ultime due gare di play out e non cambieranno mai bandiera. Il Sassuolo potrebbe rappresentare uno stimolo in più per gli imprenditori di Reggio ad investire nella squadra della loro città per farla tornare grande".



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