martedì 31 dicembre 2013

martedì 24 dicembre 2013

DERBY ANNO ZERO: L'ANALISI DI GIUSEPPE CARERI


L'ANALISI - di Giuseppe Careri

Probabilmente, il derby di Milano di ieri sera è stato uno dei più brutti degli ultimi dieci anni sotto tanti, troppi punti di vista. Considerazione questa incontrovertibile nella sua semplicità disarmante, da abbinare però necessariamente ad un’altra, tanto vera quanto pur sempre dura, per alcuni, da accettare. Il derby, questo derby, è stato vinto contro una squadra da 19 punti in classifica, appena quattro sopra l’ultima posizione (la quart’ultima) disponibile per la permanenza in Serie A. Senza voler offendere nessuno o tantomeno sminuire quella che è l’importanza di una partita che da sempre ha fatto storia a se, un semplice guardare la cose, e soprattutto la classifica, per quello che sono.

Un derby innanzitutto cominciato male: dopo i primi minuti in cui lo spirito sembrava poter essere quello delle grandi occasioni, l’Inter si è disgregata sotto i colpi di di una mediana avversaria che tra i suoi tessitori di manovra annoverava storici del Tiki-Taka come De Jong e Muntari, relatori ufficiali del manuale del terzino come Costant e l’esordiente Saponara, mica qualcosa di più. Ed a ben voler fare i conti, in campo, tra i nerazzurri, più di cinque barra sei difensori, tre barra quattro centrocampisti (scegliete per voi, Zanetti, a 40 anni che ruolo possa interpretare), di cui uno riadattato da seconda punta, ed un attaccante, non c’erano. Una squadra troppo rinunciataria, che priva di personalità e soprattutto possibilità in alcune zone del campo ha dovuto cedere nettamente il controllo della partita. Ovviamente c’è la chiave di lettura alternativa, quella del dopo Napoli dove i contropiedi sono stati fin troppi: maggiore copertura prima, speranza di segnarne uno e tenere botta poi. Tattica rischiosa per quanto si voglia, ma tattica! 

Perchè non è possibile, ogni sacrosanta volta, star qui a raccontare di come questa squadra sia tuttora costituita in gran parte dagli stessi e identici giocatori che lo scorso anno, nella gestione Stramaccioni, nella seconda parte di stagione, collezionarono così tanti punti da farci finire al nono posto, fuori da ogni competizione europea, sviscerati da qualsivoglia prestigio, addirittura costringendoci a partire dai trentaduesimi di coppa italia. meriti tecnici dell’allenatore) deve essere sempre attesa al varco.
E così, dopo un primo tempo a dir poco attendista, un primo tempo in cui ci viene negato l’ennesimo sacrosanto rigore, la partita è meno noiosa nella ripresa. Dopo una ventina di minuti così così, Mazzarri ha l’abilità e la fortuna di azzeccare tutti e tre i cambi stavolta: Kovacic, Kuzmanovic e Icardi, complice anche un netto calo dei cugini, hanno cambiato la partita. Ed alla fine il risultato, grazie ad una grande giocata del duo Guarin-Palacio, meritatamente ci sorride.

E’ stato il derby dei silenzi, il derby dell’attesa ed anche il derby della polemica: ma è stato anche il derby della solidarietà, in cui si era ipotizzato di disertare lo stadio assieme e poi, sempre insieme, di non esporre alcuna coreografia, tra l’altro semplicemente per un iter burocratico sacrosanto e pienamente logico non rispettato, almeno così pare, che ha obbligato la questura ad intervenire. Se un solo vincitore c’è sul caos creatosi intorno alla norma sulla discriminazione territoriale, una materia gestita in maniera così disastrosa da poter essere possibile solo nel nostro paese, quello è il mondo ultras, tornato padrone dopo che i tornelli, le tessere del tifoso uninominali, le telecamere negli stadi e i mille steward per settore sembravano essere indirizzati a voler spodestare quello che era un sistema arrivato al limite della sopportabilità. E lo sciopero, la solidarietà, il coro contro Napoli e tutto il resto ne sono solo la dimostrazione.

Ora sarà fondamentale fermarsi e riflettere per capire se, come e dove va rafforzata la nostra squadra. Guarin parte? Speriamo proprio di no; soprattutto nell’ultimo mese il Guaro ha dimostrato di essere un campione, uno dei pochi in verità che indossano la nostra gloriosa maglia. A costo di attirarmi qualche antipatia, non vedrei per niente male un paio di cessioni “eccellenti”, di giocatori che non ci hanno quasi mai fatto scattare la scintilla e le prestazioni dei quali si sono via via rivelate non all’altezza delle nostre legittime aspettative: mi riferisco ad Handanovic e Ranocchia.

Di certo la squadra, per compiere un primo salto di qualità, avrà bisogno di un centrocampista (speriamo in Nainggolan..), un difensore veloce (alla Cordoba, per intenderci…) e un buon laterale sinistro. A Thohir il compito di risponderci….
Buon Natale Nerazzurro a tutti.

LE PAGELLE

Handanovic 6: stranamente incerto all’inizio della gara, uscite e prese molto approssimative. Si rifà nella ripresa con un paio di ottimi interventi: la parata su Balotelli e la smanacciata sulla velenosa punizione di Kakà nei minuti di recupero.
Campagnaro 6,5: l’uomo di fiducia di Mazzarri oggi non tradisce. Certo non sarà da 8 in pagella, ma la sufficienza la porta sempre a casa l’argentino.
Rolando 6,5: il ruolo di centrale difensivo nerazzurro è definitivamente suo. Dà maggiori garanzie rispetto a Ranocchia, che adesso sembrerebbe essere coinvolto in diverse trattative di mercato
Juan Jesus 6: sbaglia un paio di volte in uscita, farebbe bene ad appoggiarsi ai centrocampisti. In fase difensiva a volte concede l’appoggio agli attaccanti milanisti, appare un po’ inesperto. Anche lui meglio comunque rispetto alle ultime partite.
Jonathan 6,5: non sarà Maicon, ma certamente il suo compito lo svolge in modo egregio sulla fascia destra.
Zanetti 6: gara solida del capitano, ovviamente si è notata una certa differenza in fase d’attacco rispetto a ciò che garantiva Alvarez. Dal 65’ Kuzmanovic 6,5: spezzone di partita ben giocato dal Kuz (finalmente…): che sia tornato quello ammirato alcuni fa a Firenze?...
Cambiasso 6: morde le caviglie a centrocampo, gioca una gara di sacrificio nella quale si occupa più di difendere che di riproporre l’azione. Dall’82’: Icardi sv
Taider 5,5: sembra un po’ timido ed impacciato, probabilmente sente eccessivamente il suo primo derby. Dal 55’ Kovacic 6,5: con il suo ingresso l’Inter cambia passo; avanti così!
Nagatomo 6,5: bene come sempre il giapponese, che è una vera e propria garanzia per l’Inter e per Mazzarri. Moto perpetuo.
Guarin 7: intende fermamente scacciare ogni critica piovutagli addosso, e nel primo tempo in particolare gioca bene facendo tutto ciò che Mazzarri vuole da lui.
Palacio 7,5: da profondità e si sacrifica per la squadra. A dire il vero si sarebbe anche procurato un rigore nel primo tempo, ma il direttore i gara non lo premia. Il gol della vittoria è una perla.

All. Mazzarri 7: voglio pensare che abbia studiato a tavolino una partita così: nel primo tempo estremamente difensiva (il ricordo delle ultime voragini difensive era ancora fresco…), nel secondo con una formazione gradualmente sempre più spregiudicata, con un crescendo premio dal magico gol del Trenza.

lunedì 23 dicembre 2013

MILAN SOTTO IL TACCO DI RODRIGO! IL CIELO E' NERAZZURRO SOPRA MILANO!!

IL MILAN FINISCE SOTTO LA SUOLA DI RODRIGO E
IL DERBY E' ANCORA NOSTRO!!

IL COMMENTO

di Carlo Codazzi

L'Inter vince il derby di Natale e rosicchia 2 punti al Napoli avvicinando la zona Champions. Torna la luce dopo un periodo di magra per i "bauscia"che possono trascorrere le feste un po' più sereni grazie al successo sui "cugini" maturato nel finale di gara con un superbo colpo di tacco di Palacio (10 reti in campionato!) servito da un ottimo Guarin. Dopo un primo tempo trascorso in sofferenza per più di mezzora (la formazione schierata ha destato qualche perplessità con un centrocampo votato quasi esclusivamente al contenimento che è stato travolto dal maggiore ritmo rossonero finendo coll'appiattirsi spesso al limite della propria area) i nerazzurri, ai quali è stato scandalosamente negato un rigore solare per atterramento di Palacio da parte di Zapata, si sono ripresi nel finale di 1^ frazione e hanno preso il sopravvento su Balotelli e compagni nella ripresa dopo gli ingressi di Kovacic e Kuzmanovic. Il Milan ha speso molto nella prima parte di match in cui ha corso tanto e pressato ad un ritmo altissimo, ma negli ultimi 30' è finito alle corde. Dopo alcune buone occasioni sprecate di un niente da parte interista la rete nerazzurra era nell'aria e l'ingresso di Icardi ha dato ancora maggiore forza all'Inter che ha colto il vantaggio definitivo all'86' per un colpo di genio del suo uomo migliore. Adesso è tempo di panettone e di mercato. Tocca a Thohir e Branca mettere a segno "i colpi" della svolta.  



IL TABELLINO

INTER-MILAN 1-0

INTER (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Rolando, Juan Jesus; Jonathan, Taider (dal 12’ s.t Kovacic), Cambiasso (dal 37’ s.t. Icardi), Zanetti (dal 23’ s.t. Kuzmanovic), Nagatomo; Guarin; Palacio. (Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Belfodil, Mudingayi, Wallace, Ranocchia, Samuel, Pereira). All. Mazzarri.
MILAN (4-3-2-1): Abbiati; De Sciglio, Zapata, Bonera, Constant (dal 1’ s.t. Emanuelson); Poli (dal 4’ s.t. Pazzini), De Jong, Muntari; Saponara (dal 30’ s.t. Matri), Kakà; Balotelli. (Gabriel, Coppola, Mexes, Nocerino, Cristante, Zaccardo). All. Allegri.

MARCATORE: Palacio al 41’ s.t.
ARBITRO: Mazzoleni.
NOTE: spettatori 79.311. Espulso Muntari al 46’ s.t. per fallo di reazione. Ammoniti De Sciglio, Constant, De Jong, Juan Jesus, Rolando, Campagnaro per gioco scorretto, Balotelli per proteste. Recuperi: 2’ p.t.; 4’ s.

domenica 22 dicembre 2013

TG C'E' SOLO PER L'INTER PER R.E. 6^ PUNTATA

1^ PARTE





2^ PARTE




sabato 21 dicembre 2013

E' DISPONIBILE LA BIOGRAFIA DI ZANETTI SCONTATA 30%!


I LIBRI SONO DISPONIBILI DAL 23 DICEMBRE
AL PICCOLO PARADISO PER CHI LO HA ORDINATI

Con la presente abbiamo il piacere di informarvi che la biografia del Nostro capitano Javier Zanetti, presentata recentemente al TG1 (leggi qui) e nella trasmissione “Otto e mezzo” de LA7, è a disposizione dei soci dell’INTER CLUB REGGIO EMILIA in un'edizione esclusiva e ad un prezzo speciale presso la sede del club al ristorante pizzeria PICCOLO PARADISO di Canali!

Il libro, dal titolo "Giocare da uomo", sarà infatti disponibile SOLO PER I SOCI DELL’INTER CLUB REGGIO EMILIA al prezzo di € 12,50 al posto di € 17,50 spedizione compresa. Inoltre l'edizione speciale avrà anche una copertina personalizzata e la dedica personale del capitano.

Vi anticipiamo che la biografia, da poco uscita in tutte le librerie, ripercorre tutta la storia di Zanetti dalla sua infanzia difficile fino all'approdo di Mister Mazzarri  sulla panchina dell'Inter, passando per i ritratti dei grandi campioni dello sport incontrati, per il Triplete e per qualche "frecciatina" esclusiva.

La procedura per acquistare il libro è semplicissima! Basta recarsi alla sede del ns. club, IL RISTORANTE PICCOLO PARADISO di Via S. Marco n. 10 a Villa Canali (RE) versare l’importo di 12,50 e riempire un modulo apposito su cui riportare nome, cognome e un contatto telefonico.

FATEVI O FATE UN BELLISSIMO REGALO NERAZZURRO!!!

FORZA INTER!!!

giovedì 19 dicembre 2013

MARCO CIVOLI OSPITE DELL'INTER CLUB REGGIO E.

Nella foto Marco Civoli (1°a sin.) al tavolo dei relatori assieme all'assessore allo Sport Mauro Del Bue (2°a ds), al giornalista e presentatore dell'evento Massimo Bassi e alla Dott.ssa Maria Paola Ruggeri presidente di Ascmad Prora Onlus


Marco Civoli ha presentato all’Hotel Classic il libro scritto assieme a Sandro Mazzola “ Ho scelto di stare davanti alla porta”. Un’opera che ripercorre la carriera di giocatore e dirigente calcistico del popolare “baffo” descrivendo un’epoca bellissima del calcio italiano ed internazionale passata alla storia” 

Marco Civoli, il noto giornalista sportivo di Raisport ospite fisso della Domenica Sportiva su Rai 1, è stato recentemente protagonista di un evento a tema sportivo-culturale, organizzato dall’Inter Club Reggio Emilia, con fini benefici all’Hotel Classic.

Civoli ha presentato il libro scritto assieme a Sandro Mazzola (entrato nella leggenda come protagonista della grande Inter di Herrera e Moratti degli anni’ 60, Campione d’Europa con la nazionale nel 1968 e finalista al mondiale del Messico’70) “Ho scelto di stare davanti alla porta”.
L’opera scorre tutta la vita di S. Mazzola prima nelle vesti di calciatore,poi di dirigente di club di calcio, infine di giornalista sportivo. Assente il popolare “baffo” (il soprannome che ha accompagnato Mazzola in tutta la sua carriera) per gravi problemi familiari, alla presenza dell’assessore allo Sport Mauro Del Bue e dell’ex campione dell’Inter e del Torino Roberto Mozzini, Civoli si è immedesimato nelle vesti dell’amico Sandro nel raccontare passi del libro quale quello che riguarda la storica semifinale del mondiale messicano del 1970 Italia-Germania 4-3 : 


“Sandro- ha detto Civoli – non ha mai considerato veramente sua quella vittoria in una sfida che è divenuta leggenda grazie ai pirotecnici tempi supplementari perché fu sostituito alla fine del 1° tempo. Mazzola ha sempre rimarcato che quando è uscito dal campo l’Italia vinceva 1-0 e per lui quel match è finito, comunque, 1-0”. L’idea del libro è nata quando Civoli e il ”baffo” hanno lavorato insieme nel ruolo di commentari Rai delle partite dell’Italia al mondiale di Germania 2006 poi vinto dalla nostra nazionale: “Precisamente in auto – ha raccontato Civoli - durante i trasferimenti da una sede all’altra che ospitavano i match degli azzurri. Abbiamo iniziato a scrivere le prime pagine nel terrazzo, grandissimo, della casa di Sandro”. Alla domanda su come risponderebbe Mazzola ad un’eventuale chiamata di Thohir per ricoprire un ruolo dirigenziale nell’Inter versione indonesiana il giornalista ha risposto: “Credo che Mazzola risponderebbe “No, grazie. Ho già dato anche in quel ruolo””.

Il noto giornalista Rai, nel commentare le ultime vicende societarie dell’Inter ha affermato: “Occorre tempo per avere un ‘Inter ad alti livelli, non sarà una attesa breve, ma questa Coppa - ha proseguito prendendo in mano la copia del trofeo della Champions League in miniatura esposta sul tavolo dei relatori - è ancora “fresca”: è stata vinta dai nerazzurri solo 3 anni fa!”. Ha anche aggiunto di provare un po’ di nostalgia del calcio dei tempi di Sandro Mazzola: “Preferivo il calcio di qualche anno fa - ha chiosato - per tanti motivi tra i quali il fatto che l’approccio ai grandi giocatori era meno formale. Era più semplice allora, oggi è un’altra realtà: tutto è molto “ufficiale”, programmato mentre prima c’era più contatto, più confidenza e io preferivo quei tempi sia da giornalista che da appassionato di calcio”. 


La presentazione si è conclusa con il rito della firma dell’autore sulle copie acquistate dal pubblico presente e con un brindisi solidale il cui ricavato è stato devoluto dall’Inter Club Reggio Emilia all’Associazione Onlus Ascmad Prora, rappresentata al “tavolo” dalla presidente Maria Paola Ruggeri, allo scopo di finanziare i progetti del reparto di gastroenterologia e endoscopia oncologica dell’Ospedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia.

LINK: LA NOTIZIA PUBBLICATA SU FCINTER1908!!


martedì 17 dicembre 2013

BEL GIOCO, MA BRUTTA BATOSTA A NAPOLI


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Brutta sconfitta, nonostante la prestazione, per l’Inter a Napoli. Il 4-2 finale è più severo di quanto visto in campo e sull’andamento del match ha influito sicuramente la direzione di Tagliavento, che ha toccato l’apice con l’espulsione severa nei confronti di Alvarez per doppia ammonizione.

Una decisione che oltre a mettere la parola fine sulla partita del San Paolo, priva i nerazzurri dell’argentino per il derby. Una bella doppietta per il fischietto di Terni, il quale in situazioni analoghe non è intervenuto con tanta severità contro i giocatori del Napoli, in particolare Fernandez e Mertens, mai ammoniti. Spicca, inoltre, un mancato rigore per trattenuta vistosa di Maggio su Palacio nel primo tempo, così come un fuorigioco fischiato a Taider (sul quale c’era fallo da rigore e conseguente espulsione di Fernandez) quando invece era stato Inler a toccare il pallone. Insomma, una serie di scelleratezze di Tagliavento, che conferma il suo scarso feeling con l’Inter e soprattutto smaschera le scelte strategiche dei vertici arbitrali, che quando ci sono punti importanti in palio affibbia il fischietto di Terni alla gara dei nerazzurri, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Coincidenza, l’altra sconfitta in campionato dell’Inter è arrivata sempre sotto la direzione di Tagliavento a San Siro contro la Roma, quando la rete del 2-0 (rigore di Totti) nasce da un fallo non fischiato a Juan e da un intervento di Pereira fuori area su Gervinho.

Inutile, poi, rivangare i precedenti con questo arbitro che evidentemente non ha nei colori nerazzurri i suoi preferiti... Ma quel che sorprende è che, dopo la direzione ridicola di Basilea-Schalke (preso in giro dai media svizzeri), sia stato designato per un match così importante. Ora, a partita conclusa, i motivi sono sin troppo chiari. Vero, Braschi???

Archiviato il prode Tagliavento, veniamo al malessere di casa nostra che pare non arrestarsi.
Ancora all'asciutto di vittorie in A da quando è presidente dell'Inter, Erick Thohir…
Il ritorno di Walter Mazzarri al San Paolo (con fischi, ma anche striscioni a favore) è amarissimo nel risultato: l'Inter perde 4-2 contro il Napoli, nel quale Rafa Benitez consuma invece la propria rivincita dell'ex: «Nessun gusto personale in più. Era importante vincere per allontanare un'avversaria forte», afferma sereno lo spagnolo.  I nerazzurri scivolano così al quinto posto a -7 dalla terza piazza dei partenopei e a -6 dai 34 punti conquistati da Stramaccioni dopo 16 giornate della scorsa stagione.

L'Inter non demerita, e Mazzarri lo sottolinea a gran voce: «Sono orgoglioso della prova dei miei giocatori». Paga comunque ancora grandi difficoltà difensive. I numeri sono impietosi: 21 gol subiti in campionato (e pensare che a inizio anno la retroguardia nerazzurra battagliava con il bunker romanista), ben 9 nelle ultime 3 gare, Trapani in Coppa Italia compreso. Abbiamo perso, consegnandoci come meglio non potevamo fare ai guizzanti contropiedisti di Benitez. Chi se ne frega se abbiamo il miglior numero di gol all’attivo del campionato? Caro Mazzarri, come ben sai, i campionati si vincono partendo da una buona organizzazione della fase difensiva di una squadra. Ora, caro Mazzarri, mi spieghi come pensi di uscire indenne dal San Paolo, schierando una squadra spezzata in due tronconi e non avendo in difesa Samuel, Lucio, Materazzi, Maicon, etc. etc.?.... Infatti tutti i nostri centrocampisti ed i nostri laterali erano assai predisposti alla fase offensiva (da qui un buon possesso palla e tutta una serie di giocate apprezzabili), ma assolutamente poco inclini a quella difensiva. Ed avendo un “baluardo” difensivo composto da Ranocchia, Campagnaro e Rolando, come pensavi di farla franca? Certo, il risultato è ingiusto: ma, caro Mazzarri, con questo schieramento andrai fatalmente a ripetere le indecenze dello scorso anno… Il portiere stesso mi pare poco incisivo, poco concentrato; quasi come se volesse dare dei segnali alla dirigenza…

Aggiungo: continuando a ripetere che questa è la stessa squadra dello scorso anno e che si sta facendo piu’ di quello che era previsto, non credo che tu dia grandi motivazioni a coloro che scendono in campo; o no?....  Ma noi, Walter, siamo l’Inter! Noi siamo l’Inter e ci competono ben altri posti e palcoscenici, d’accordo? Siamo ormai quinti, dove ci vuoi portare?... Attendo risposte immediate! Il derby di domenica, ad esempio…

IL TABELLINO

Napoli (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Fernandez, Albiol, Reveillere (91' Pandev); Inler, Dzemaili; Insigne, Callejón, Mertens (85' Armero); Higuain (77' Behrami). All.: Benitez
Inter (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro (83' Icardi), Ranocchia, Rolando; Jonathan, Taider (61' Kovacic), Cambiasso, Alvarez, Nagatomo; Guarin; Palacio. All. Mazzarri
Arbitro: Tagliavento

Marcatori: 9' Higuain, 38' Mertens, 41' Dzemaili, 81' Callejon (N), 35' Cambiasso 45' (+2), Nagatomo (I)
Ammoniti: Alvarez, Ranocchia (I), Insigne, Inler (N)
Espulsi: Alvarez (I),

LE PAGELLE

HANDANOVIC 5
Le rasoiate di Higuain e Mertens sono imprendibili. Ma il resto?... Mi sembra poco motivato e poco concentrato, sui livelli del girone di ritorno dello scorso anno…Nel recupero para un inutile rigore a Pandev.
CAMPAGNARO 4,5
Vede l’inserimento di Mertens nell’azione del 2-1 ma non ha il passo per contenerlo (38’ st Icardi ng). Regala il contropiede per il terzo gol dei campani. Molle e spesso insicuro.
RANOCCHIA 4
Disastroso per quasi tutto l’incontro;  fa pure il fallo da rigore su Pandev.
ROLANDO 5.5
Tiene a bada Callejon per 81 minuti, prima della dormita nell’azione del 4-2.
JONATHAN 6
Quasi attaccante aggiunto per l’arrendevolezza di Reveillere.
TAIDER 5.5
Tanta aggressività a tutto campo, ma troppi errori in impostazione (16’ st Kovacic 5: porta più confusione che ordine).
CAMBIASSO 6.5
Quarto centro stagionale, anche lui filtra meno del solito però.
ALVAREZ 5.5
Due assist per Cambiasso. Già ammonito, lascia la squadra in 10 per un veniale fallo di mano. Spesso lascia Nagatomo solo al proprio destino.
NAGATOMO 5.5
Ha sulla coscienza l’1-0 di Higuain, maldestramente servito con un rinvio di testa a centro area. Il gol del 2-3 lo riscatta parzialmente. Meglio nella fase di spinta che in quella di contenimento.
GUARIN 6.5
Finalmente con e per la squadra: innesca l’azione dell’1-1 di Cambiasso e del 2-3 di Nagatomo e sfiora, personalmente, il pari.
PALACIO 6
Da solo canta e porta la croce dell’attacco nerazzurro; meglio in altre occasioni.

All. MAZZARRI 5
Torna al San Paolo, accolto da applausi (pochi) e fischi (molti). Se ne va con la seconda sconfitta stagionale e con un -7 dalla zona Champions che inizia a farsi allarmante. D’accordo sottolineare le indecenze di Tagliavento, ma soprattutto non riesce a prendersi le giuste responsabilità di un periodo così negativo e di una partita così scellerata.

lunedì 16 dicembre 2013

LAST MINUTE: CENA AUGURI CLUB ALL'ITALGHISA!


Info e prenotazioni tel. 348-2990278

lunedì 9 dicembre 2013

ENNESIMA OCCASIONE PERSA COL PARMA: 3-3


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Si rischia seriamente di diventare ripetitivi assistendo all’ennesima rimonta di questa stagione. Ma il problema rischia di essere sempre il solito: l’impossibilità di dare a questa squadra una quadratura del cerchio definitiva.

L’Inter 2013/2014 soffre di un problema enorme: quello di non aver continuato a fare il mercato adeguato dopo la sbornia del 2010. Lo so io, lo sanno tutti, ma pareggi come quello di domenica sera sembrano lì a ricordarcelo in modo bieco. E se a gennaio non arriveranno provvedimenti adeguati, continueremo a parlare delle stesse cose fino a giugno, e così via.
Tutto il resto ne è solo una logica conseguenza: Mazzarri non lo scopriamo adesso con i suoi pregi e i suoi difetti, così come non scopriamo ora la mediocrità di certi elementi o il fatto che giocatori storici non possano dare più del 50% quando chiamati in causa.

Mi lascia perplesso piuttosto il fatto che al “con me gioca chi corre” non corrisponda quanto visto sul campo, questo sì. Così come mi lasciano perplesso certi errori macroscopici che si ripetono sistematicamente e che, a mio avviso, non sono ammessi neppure in squadre “difettate” come la nostra.
Tra il gol su rimessa laterale contro il Trapani e quello del 3-3 di Sansone c’è una tale quantità di obbrobri tecnico/tattici che non basterebbe un pomeriggio per approfondire a dovere.
I difetti di concentrazione ormai genetici di elementi come Ranocchia e Guarin (con Juan Jesus sul gradino più basso del podio, ma lui almeno è un giovanottone che ha ancora tutto il tempo per rimediare, e non gli giova non avere alcuna garanzia sulla fascia sinistra) portano a riflessioni istintive che sanno di epurazione. Sbagliato pensarla così.
Ma altrettanto sbagliato è ostinarsi su scelte quantomeno discutibili.

Ci aspetta un trittico di partite ancora in grado di dirci di che morte moriremo, con l’obiettivo stagionale che, in caso di clamorosa vittoria al San Paolo, tornerebbe ad essere alla minima distanza. Inutile piangere sul latte versato di una dozzina di punti sperperati in giro per (molte) colpe nostre e (pochi) momenti di autentica sfortuna.
Il Parma a San Siro non solo è venuta a giocarsela, ma ha avuto anche la sfrontatezza tipica di chi sa di avere di fronte una squadra non debole, ma frastornata, vittima di se stessa, dei suoi limiti intrinseci e dell’incapacità di prendere atto di tali difetti per farne tesoro.
Alla mancanza di qualità si può sopperire con l’attenzione costante. Attenzione e tensione, baluardi del Mazzarri-pensiero che, a quanto pare, non attecchiscono in un’Inter che può contare su pochissime certezze per approdare a quell’equilibrio.

In questo non credo che l’allenatore sia esente da colpe: non mi aspetto virtuosismi nella manovra, o clamorose variazioni di modulo. Mi aspetto un utilizzo migliore e più logico di chi è a disposizione, mi aspetto che la concentrazione sia al massimo dal primo minuto, mi aspetto che i pochi sui quali possiamo sempre contare siano messi in grado di poter dare il 100% fino a fine stagione e non a fermarsi per usura.
Mi aspetto soprattutto che questa Inter, che non può imporre il proprio gioco e che fa della vulnerabilità una ragione di vita, sia almeno in grado di farsi rispettare una volta in vantaggio.
Magari spendendo un fallo in tattico in più qualche volta, magari con un po’ più di coraggio nella scelta dei titolari, magari anche rinunciando al fattore estetico in favore di un po’ più di legna da ardere.
Pragmatismo, Mister!

IL TABELLINO

Inter (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan (77' Belfodil), Cambiasso, Kovacic, Alvarez, Zanetti (70' Nagatomo); Guarin (87' Taider); Palacio. A disposizione: Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Mudingayi, Wallace, Puscas, Pereira, Rolando, Olsen. Allenatore: Mazzarri
Parma (4-3-3): Mirante; Cassani, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Parolo, Marchionni, Gargano (18' Acquah); Sansone (86' Rosi), Cassano (83' Amauri), Biabiany. A disposizione: Bajza, Coric, Mesbah, Valdes, Palladino, Felipe, Mendes, Munari, Benalouane. Allenatore: Donadoni

Arbitro: Valeri
Marcatori: 11' Sansone, 45+1' Parolo, 59' Sansone (P), 44' Palacio, 54' Palacio, 56' Guarin (I),
Ammoniti: Parolo (P), Ranocchia, Kovacic (I)

LE PAGELLE

Handanovic: 4,5. A memoria non si ricorda un errore così clamoroso da parte di un portiere nerazzurro. Capita anche ai grandi.
Campagnaro: 6. Il migliore del pacchetto arretrato. Ma il Campagnaro di inzio campionato è uno sbiadito ricordo...
Ranocchia: 5,5. In confusione. Salva nel finale sul tiro a botta sicura di Biabiany.
Juan Jesus: 5. Non stringe sull'uscita centrale di Ranocchia e spiana la strada all'inserimento di Sansone per il vantaggio dei ducali. Diversi errori in fase d'impostazione.
Jonathan: 6,5.  Viaggia a mille all'ora sulla destra e serve un assist al bacio. Cala nella ripresa (31' st Belfodil 5).
Kovacic: 6,5. Come al solito alterna ottime giocate a lunghe pause. Dà segnali di crescita.
Cambiasso: 5,5. Stecca una gara, ci può stare. Sfiora il clamoroso gol del 4-3 nel recupero.
Alvarez: 6. Gioca col freno a mano tirato. Nell'unico vero spunto confeziona il cross da cui nasce il momentaneo 2-2 di Palacio.
Zanetti: 5,5. Sempre attento in chiusura su Biabiany, meno brillante in fase di spinta (24' st Nagotomo 6).
Guarin: 6. Sembra voglia spaccare il mondo, ma a volte si perde. A bersaglio con la complicità di Lucarelli (43' st Taider sv).
Palacio: 7,5. Si divora un gol a porta spalancata, poi rimedia appoggiando in rete il cross di Jonathan. A inizio ripresa si ripete con un guizzo da fuoriclasse. Immenso.

sabato 7 dicembre 2013

TG C'E' SOLO L'INTER PER REGGIO EMILIA 5^ PUNTATA



OSPITE: ALESSANDRO DALLA SALDA (A.D. PALLACANESTRO REGGIANA), MASSIMO BASSI (GIORNALISTA)

http://www.youtube.com/watch?v=QL2JjtLh59s

martedì 3 dicembre 2013

DERBY: PRECISAZIONI PULLMAN VENDITA LIBERA


DERBY: ULTIMI POSTI SUL PULLMAN!!

Inter Club Reggio Emilia informa che RESTANO GLI ULTIMI POSTI SUL NOSTRO PULLMAN per il derby del prossimo 22 dicembre a San Siro (NB: gioca in casa l'INTER). Per info chiamare come sempre il 348-2990278 o scrivere a interclubreggio@gmail.com

VENDITA LIBERA BIGLIETTI

Per il 1° derby stagionale allo stadio "Meazza", tagliandi disponibili su circuito VivaTicket by Best Union, negozio "Solo Inter",online su inter.it. Dal 4 dicembre al via la vendita libera.

FC Internazionale comunica che, salvo diverse disposizioni delle Pubbliche Autorità e fatta eccezione per i settori riservati alla squadra ospite, da lunedì 18 novembre- sono iniziate le vendite dei biglietti per Inter-Milan, gara valida per il posticipo della 17a giornata della serie A TIM 2013/2014 nei consueti canali ufficiali:

-punti vendita VivaTicket by Best Union
-negozio 'Solo Inter'
-online su www.inter.it

Queste le modalità di vendita:
- 2 dicembre e domani martedi 3 dicembre: vendita riservata ai titolari della tessera 'siamo noi' richiesta entro il 17 novembre; il biglietto sarà esclusivamente caricato sulla tessera 'siamo noi'.
- dal 4 dicembre: vendita libera.


Le modalità di vendita dei biglietti di Secondo anello Blu verranno comunicate successivamente. 

CLICCA QUI PER INFO TESSERAMENTO

lunedì 2 dicembre 2013

INTER CLUB REGGIO RICORDA ANTONIO PISINO


Ci ha lasciato Antonio Pisino.

Figura indimenticabile del Centro Coordinamento, una vita dedicata ai colori nerazzurri. Nello svolgimento della nostra attività abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo. Lo ricorderemo sempre per la grande passione, lo stile e la dedizione che hanno animato il suo lavoro per l'Inter.  Un grande interista che ha contribuito alla nascita e allo sviluppo del Centro Coordinamento degli Interclub.

L’Inter Club G. Meazza Reggio Emilia si stringe attorno alla famiglia a cui esprime il suo sentito cordoglio.

INTER-SAMP SOLO 1-1, THOHIR SI ROVINA LA FESTA


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

L’Inter incappa in una prova incolore centrando l’ennesimo pareggio stagionale, raggiunta all’ 89′ dalla Sampdoria. L’esordio del Presidente Thohir al Meazza viene così macchiato da una pessima prestazione dei nerazzurri, a detta anche dell’allenatore Mazzarri la peggiore della sua gestione.

Il pomeriggio a Milano era iniziato in tutt’altra maniera con il grande fermento per la prima del nuovo Presidente e con la sfilata di alcune delle vecchie glorie interisti sul campo del Meazza.
E la partita inizia anche bene per i nerazzurri, che trovano dopo 18′ il vantaggio con Fredy Guarin, innescato da una bellissima azione sull’esterno di Alvarez. Sembra l’inizio di un pomeriggio di festa, ma la squadra di Mazzarri si accartoccia su se stessa, limitandosi a contenere l’avversario, invece di provare a chiudere la pratica.

La prestazione nel secondo tempo è imbarazzante, sul piano fisico la squadra cala in modo vertiginoso e finisce per subire i tentativi di rimonta di una modestissima Sampdoria.
I blucerchiati hanno il merito di provarci fino alla fine e vengono premiati con il neo-entrato Renan (da buoni benefattori abbiamo dato anche a questo onesto sconosciuto i suoi 5 minuti di gloria….), che al minuto 89 raccoglie una palla al limite dell’area e la scaglia in rete beffando Handanovic.
L’Inter centra così il sesto pareggio in 14 partite e mostra ancora una volta tutte le sue lacune. La squadra è sì più solida rispetto all’anno scorso, ma continua ad avere una rosa inadeguata (soprattutto nei ricambi) per poter ambire ad un piazzamento importante. Anche ieri le sostituzioni non hanno inciso, ma è inutile stupirsi in quanto sia Belfodil che Kovacic, le giovani promesse e scommesse per le quali l’Inter ha investito tanto, vengono utilizzati con il contagocce e non hanno l’esperienza tale da poter risolvere i problemi della squadra. Discorso a parte per Mudingayi, subentrato al posto di uno stralunato Guarin, probabile partente a gennaio e reduce da un lungo infortunio.

Sono lontani i tempi in cui si accomodavano in panchina giocatori del calibro di Cruz, Crespo, Vieira, Figo. L’Inter ha bisogno di nuova linfa e ieri Thohir se ne sarà accorto meglio di tutti.
Aggiungo che la squadra ospite, penultima in classifica, si è presentata a San Siro con uno schieramento apparentemente spregiudicato; noi, l’Inter, con uno straprudente schieramento ad un’unica punta… Caro Mazzarri, apprezzo molto quanto hai fatto finora, rimotivando alcuni giocatori e dando alla squadra una certa identità; ma noi siamo l’Inter!!! Siamo l’Inter!!! Siamo l’Inter!!! E sono stufo di vedere la Beneamata entrare in campo con uno schieramento così rinunciatario; per di piu’ in casa e contro – ripeto – la penultima in classifica! Con tutto il rispetto per la Samp, che ieri – condotta da un allenatore che se la vuole giocare su tutti i campi - ha strameritato il pari.

IL TABELLINO

Inter (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Rolando, J. Jesus; Jonathan, Taider (17' st Kovacic), Cambiasso, Alvarez (40' st Belfodil), Zanetti; Guarin (36' st Mudingayi); Palacio. A disp.: Carrizo, Castellazzi, Pereira, Ranocchia, Andreolli, Wallace, Olsen, Donkor, Puscas. All.: Mazzarri
Sampdoria (4-2-3-1): Da Costa; De Silvestri, Mustafi, Gastaldello (43' Regini), Costa; Palombo, Obiang (40' st Renan); Eder, Soriano, Gabbiadini; Pozzi (27' st Sansone). A disp.: Fiorillo, Tozzo, Fornasier, Maresca, Eramo, Bjarnason, Wszolek, Petagna. All.: Mihajlovic

Arbitro: Russo
Ammoniti: Alvarez, Gabbiadini, Costa, Eder, Campagnaro, Guarin.
Reti: 17' Guarin, 44' st Renan.

LE PAGELLE

Handanovic: 6. Una domenica tranquilla fino al minuto 89, quando viene trafitto da Renan.
Campagnaro: 5,5. Il solito Hugo: non si risparmia mai. Ma del Campagnaro di inizio stagione non c’è ancora traccia…
Rolando: 6. A Napoli, con Mazzarri, era un oggetto misterioso. All'Inter, con Mazzarri, s'è guadagnato una maglia da titolare. E gioca pure bene. Peccato per quel rinvio di testa in una zona del campo che scotta…
J. Jesus: 5,5. Gara attenta, senza particolari sbavature, ma anche senza troppo coraggio.
Jonathan: 5,5. Non aggredisce la fascia come nelle ultime partite per evitare che i trequartisti doriani creino pericoli. Specchio della squadra: troppo rinunciatario…
Cambiasso: 6,5. Ha ragione, Mazzarri, quando afferma ch'è un modello da seguire. Gioca con la spensieratezza d'un ventenne, canta e porta la croce (capito, Icardi?).
Taider: 5,5. Là in mezzo c'è bisogno di più grinta; da poca sostanza e fatica a tenere la posizione; deludente… (17' st Kovacic 5: leggerino, fuori ruolo e demotivato; è giovane e non bisogna crocefiggerlo, però…).
Alvarez: 6. L'azione personale che porta al gol di Guarin vale il prezzo del biglietto. Quando parte è da applausi. Discontinuo, cala vistosamente nella ripresa (40’ st Belfodil sv)
Zanetti: 5,5. Non è solo la prima di Thohir, ma anche la prima stagionale dall'inizio di monumento Javier. Peccato che la condizione è ancora approssimativa, ma francamente non gli si poteva chiedere di piu’: meritava di rifiatare.
Guarin: 6. Realizza il gol che avrebbe potuto spianare la strada al successo nerazzurro. Poi centra il quarto legno stagionale. Per il resto, come sempre, a sprazzi (36' st Mudingayi 4,5: non si pretendeva troppo in 10 minuti, ma almeno concentrazione ed attenzione; invece…).
Palacio: 6. Riesce a far reparto da solo. Prezioso, ma anche troppo isolato: negli ultimi 20 minuti boccheggia…

All. Mazzarri: 5 Mi spiace dare questo voto. Ma, come sono stato generoso fino a qualche partita fa, così ora non posso far finta che il nostro mister stia mettendo la squadra in condizioni di non vincere le partite. Poco coraggioso, ridicolo concedere a Belfodil solo 15 minuti scarsi nelle ultime due partite!... E’ vero che chi è entrato non l’ha aiutato (vero Mudingayi e Kovacic?...), ma la squadra è parsa per 2/3 dell’incontro demotivata, paurosa ed in vistoso calo atletico. Urge immediata inversione di questa preoccupante tendenza.

domenica 1 dicembre 2013

TG C'E' SOLO L'INTER PER REGGIO EMILIA 4^ PUNTATA



OSPITI: Massimo Bassi giornalista, Alex Zelioli giornalista Gazzetta di Reggio, Ciro Di Palma campione di ultramaratona, conduce Carlo Codazzi presidente Inter Club Reggio Emilia

http://www.youtube.com/watch?v=4LXKzLvIp-E

giovedì 28 novembre 2013

BELLA INTER A BOLOGNA, MA 2 PUNTI PERSI


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

"Non è importante vincere per forza, l'importante è che la squadra si esprima bene e faccia divertire i tifosi". Questo il messaggio che ha mandato Thohir nella sua settimana milanese da presidente, prima di ripartire alla volta di Giakarta (senza dimenticare di lasciare un "in bocca al lupo" alla squadra, tramite Moratti, e ai tifosi, con un video messaggio). Nonostante le belle parole e le occasioni create a raffica dai nerazzurri ieri col Bologna, qualunque tifoso sarà rimasto con l'amaro in bocca per aver lasciato per strada 2 punti importanti, anzi importantissimi.

Senza piangersi troppo addosso, è giusto dire che il terzo posto era alla portata, si trattava di un'occasione ghiotta e certamente è stata sprecata. Dimenticata per un secondo l'amarezza che lascia, a caldo, un pareggio come quello del Dall'Ara, l'Inter si sveglia un punticino più vicina alla Champions e con una lunghezza in più sulla Fiorentina. Ma Mazzarri ha il suo lavoro da fare, per trasformare questa squadra in una grande squadra. Quello che esce dalla partita di ieri non è assolutamente da buttare a livello di prestazione, in particolare dopo la mezz’ora del primo tempo; ma l'Inter sembra fare sempre gli stessi errori in trasferta, soprattutto con le piccole. I nerazzurri hanno grande umiltà e buona volontà, ma Mazzarri sottolinea giustamente l'ingenuità che continua a penalizzare la squadra. Per distrazioni, tocchettini, scarpini sbagliati, uscite a vuoto e carambole l'Inter si è divorata finora occasioni colossali per restare vicino al vertice. Con Cagliari e Torino sono stati buttati via punti in modo analogo a quello di ieri (dove Taider manda in contropiede 3 giocatori del Bologna in modo sconsiderato), ma anche a Bergamo la squadra era stata rimontata. In un campionato come la Serie A di quest'anno, dove le prime vanno spedite, sfruttare le occasioni è imprescindibile se si vuole stare in alto.

Non conta creare mille, duemila palle gol, conta segnare un gol più dell'avversario, per quanto ci si diverta a vedere la propria squadra creare tanto. Quello è il punto: il progetto è all'inizio, non si può pretendere subito un'Inter cinica, da vertice, con dei giovani talentuosi, ma acerbi. Mazzarri lo sa, si mangia le mani, ma è cosciente che lavorando, modellando questo talento ne potrà uscire una grande squadra. Il gioco c'è, il mix tra giovani e giocatori esperti pure. Si tratta di tempo. Il tecnico lavorerà ancora sulla testa, sulla cattiveria e sulla concentrazione, da tenere sempre alta. Punti per andare avanti, non critiche che restano lì e farebbero tornare indietro. E se Mazzarri sa bene di dover fare in fretta, anche Thohir sta inizando a capire che non conta solo il bel gioco, ma soprattutto il risultato, all'occorrenza, anche in modo cinico, da big. L'Inter non lo è, giusto non farsi prendere dall'euforia. Studia però per diventarla da alunna modello. Un punto non si butta via, ma quelli di ieri sono due persi. Giusto arrabbiarsi, non accontentarsi del divertimento e del bel gioco, e guardare in alto. Si torna al lavoro, con umiltà e ambizione, per crescere e non perdere più queste occasioni.

IL TABELLINO 

BOLOGNA - INTER 1-1

BOLOGNA (3-4-2-1): Curci; Sorensen, Natali, Antonsson; Garics (22' st Crespo), Perez (30' st Pazienza), Krhin, Morleo; Diamanti, Kone; Cristaldo (1' st Bianchi). A disp: Agliardi, Stojanovic, Radakovic, Cech, Laxalt, Della Rocca, Lazaros, Moscardelli, Acquafresca. All: Pioli.
INTER (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro (40' st Belfodil), Rolando, Juan Jesus; Jonathan, Taider (10' st Kovacic), Cambiasso, Alvarez, Nagatomo (24' Pereira); Guarin; Palacio. A disp: Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Wallace, Donkor, Zanetti, Mudingayi, Olsen, Puscas. All: Mazzarri. Arbitro: Banti Ammoniti: Taider, Diamanti, Morleo, Kone, Curci Reti: 12' Kone, 6' st Jonathan

LE PAGELLE

Handanovic: 6. Kone gli fa passare la palla sotto le gambe, ma non ha responsabilità sul gol. Una grande risposta sul destro da fuori di Bianchi.
Campagnaro: 6. Il ritorno in campo dell'argentino non è stato all’altezza degli inzi del campionato. Solito combattente (40' st Belfodil sv).
Rolando: 6. Poco impegnato.
Juan Jesus: 6. Non posizionato benissimo sul gol di Kone, poi prende in consegna Bianchi. L'impressione è che alle volte sia fin troppo esplosivo. La traversa gli nega la gioia del gol allo scadere.
Jonathan: 7. Spinge tanto, riuscendo a mettere in mezzo palloni invitanti non sfruttati dai compagni. Trova un gol con un pizzico di fortuna e la complicità di Sorensen.
Taider: 5. Il grande ex si fa ammonire subito, fa peggio in occasione del gol di Kone quando si fa rubare palla al centrocampo, dando il via libera al contropiede dei padroni di casa (10' st Kovacic 5,5: Il suo contributo è minimo).
Cambiasso: 6,5. Rigenerato dalla cura Mazzarri. Recupera numerosi palloni e partecipa alla manovra offensiva.
Alvarez: 6. A corrente alternata.
Nagatomo: s.v. Sfortunato, il giapponese: la sua gara dura poco più di 20 minuti (24' Pereira 5,5: sui cross non ci siamo e i compagni s'infuriano. Rimette in mezzo una palla che avrebbe dovuto spingere in rete).
Guarin: 6. Uno dei più pericolosi. Centra una traversa su punizione, nel secondo tempo fallisce un'ottima occasione sparando alto dal dischetto dell'area di rigore.
Palacio: 5,5. Una minaccia costante e tanta buona volontà, ma sbaglia due gol pesanti. Oggi non era la sua giornata…

All. Mazzarri: 6. Non mi è piaciuto il primo tempo della squadra, soprattutto la prima mezz’ora: squadra poco concentrata e sfilacciata. Poi, come spesso è accaduto quest’anno, nell’intervallo ha saputo sistemare le cose, anche se l’ingresso di Belfodil è stato sin troppo tardivo; soprattutto con un Palacio in giornata-no, il suo contributo sarebbe potuto essere decisivo.

domenica 24 novembre 2013

TG C'E' SOLO L'INTER PER REGGIO EMILIA 3^PUNTATA



OSPITI: Viliami Vaki nazionale di rugby di Tonga e Massimo Bassi giornalista

              conduce Carlo Codazzi presidente Inter Club RE giornalista


sabato 23 novembre 2013

DERBY: STOP BIGLIETTI, PARTONO PRENOTAZIONI PULLMAN


DERBY: STOP AI BIGLIETTI, VIA AL PULLMAN!!!

Inter Club Reggio Emilia informa che SI E' CHIUSO il periodo di prenotazione biglietti per il derby del prossimo 22 dicembre a San Siro (gioca in casa il Milan).

Per tutti coloro che avessero fatto già la richiesta o fossero abbonati, sono aperte le prenotazioni per il nostro PULLMAN REGGIO-SAN SIRO. Per info chiamare come sempre il 348-2990278 o scrivere a interclubreggio@gmail.com

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venerdì 22 novembre 2013

A NATALE REGALA LA TESSERA INTER CLUB REGGIO EMILIA JUNIOR!


Novità!! A Natale regala la tessera INTER CLUB REGGIO EMILIA JUNIOR !!

Promozione natalizia per i tuoi bambini:

Regala la tessera Inter Club Junior a soli 13 euro (promozione natalizia, il costo della tessera sarebbe 16 euro!) e avrai diritto a tutti i vantaggi legati alla tessera e il gadget previsto, vale a dire i racchettoni o la Cuffia Audio!

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Due regali al posto di uno con uno sconto del 20% sul costo della tessera JUNIOR (tutto a 13 euro anziché a 16) per un Natale al 100% Nerazzurro!

IMPORTANTE: per poter dare luogo a questa promozione è necessario che ci pervengano almeno 10 richieste. L'OFFERTA PROMOZIONALE SCADE IL 20 DICEMBRE 2013.

Ricordiamo che è considerato JUNIOR il socio fino ai 14 anni di età purchè compiuti successivamente al 1° luglio 2013.


Per info contattare il club al 348.2990278 (solo dalle h. 19,30 alle h 21!) oppure scrivere a interclubreggio@gmail.com

martedì 19 novembre 2013

L'INTER BATTE IL LIVORNO, ZANETTI TORNA ED E' IMMENSO


IL COMMENTO

Più importante della vittoria, più importante della gara disputata dall’Inter di Mazzarri, davanti a San Siro in ovazione è il ritorno in campo dopo 6 mesi dall’infortunio del nostro immenso capitano Javier Zanetti. 40 anni compiuti ad agosto, un età che segna il passo per un calciatore che solitamente intraprende altre carriere, non per Pupi che ci stupisce ancora. A fine gara si sprecano gli aggettivi per lui: per Mazzarri è l’uomo bionico, per gli argentini el Tractor, per tutti gli interisti una leggenda vivente. Mi auguro che la nuova proprietà sappia dare al nostro capitano il giusto ruolo in società per continuare a fare il bene dell’Inter, sempre che Pupi non abbia ancora voglia di giocare…

L’analisi della gara è incentrata sull’ottima prestazione del nostro reparto difensivo, molto meno fluida e brillante la manovra offensiva. Davanti ad Handanovic praticamente inoperoso per 90 minuti, hanno ben figurato Ranocchia sul centro destra, Rolando provato centrale e Samuel sul centro sinistra. Ben oleati i meccanismi sulle corsie esterne, Jonathan  e Nagatomo hanno ormai assimilato perfettamente i dettami tattici del mister. A centrocampo Cambiasso in ottima forma come al solito si piazza al centro, Taider e Alvarez ai suoi lati. Guarin trequartista e all’occorrenza anche punta insieme al Trenza Palacio. 

Il gioco offensivo ha patito la mancanza di inserimenti senza palla di Taider e Alvarez, Guarin ha sofferto gli spazi intasati soprattutto centralmente, Palacio si è così trovato troppo solo contro la folta difesa avversaria. Mister Mazzarri sa che bisognerà lavorare ad un Inter più offensiva da contrapporre soprattutto alle cosiddette piccole che vengono a San Siro chiuse in difesa per poi ripartire.  I cambi nel secondo tempo sono infatti significativi: Kovacic con il suo gioco in verticale e Belfodil che aggiunge mobilità e forza fisica per aprire la difesa avversaria. Il 2-0 di Nagatomo è frutto di una percussione centrale di Capitan Zanetti che cede palla a Kovacic sui 20 metri, dribbling fulmineo e passaggio filtrante per il nostro samurai che batte Bardi e chiude l’incontro. Zanetti la storia leggendaria degli ultimi anni e Kovacic il futuro radioso e brillante che ci attende.

IL TABELLINO

INTER - LIVORNO 2-0

INTER (3-5-1-1): Handanovic; Rolando, Samuel, Ranocchia; Jonathan, Taider (80' Zanetti), Cambiasso  Alvarez (58' Kovacic), Nagatomo; Guarin (71' Belfodil ); Palacio. A disp.: Carrizo, Castellazzi, Wallace, Donkor, Andreolli, Olsen, Kuzmanovic, Mudingayi, Puscas. All.: Mazzarri
LIVORNO (3-5-2): Bardi ; Valentini , Emerson , Ceccherini ; Gemiti  (88' Borja ), Schiattarella , Luci 6, Duncan  (46' Benassi ), Mbaye ; Paulinho , Siligardi  (65' Emeghara ). A disp.: Anania, Aldegani, Decarli, Piccini, Belingheri, Lambrughi. All.: Nicola

Marcatori: Aut. Bardi (I)
Ammoniti: Ranocchia (I), Duncan (L), Samuel (I), Paulinho (L), Schiattarella (L)

lunedì 18 novembre 2013

domenica 17 novembre 2013

TG C'E' SOLO L'INTER PER REGGIO EMILIA 2^ PUNTATA


OSPITI: ENRICO LUSETTI (Teletricolore) e MASSIMO BASSI (Gazzetta di Reggio)



giovedì 14 novembre 2013

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martedì 12 novembre 2013

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L’acquisto deve essere effettuato entro e non oltre il giorno 21 novembre 2013. 

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ATTENZIONE: SOLO I SOCI DELL’INTER CLUB REGGIO EMILIA POSSONO RICHIEDERCI I BIGLIETTI.. QUINDI SE ANCORA NON VI SIETE ISCRITTI AFFETTATEVI A SOTTOSCRIVERE LA NOSTRA TESSERA DI SOCIO!!! TANTI VANTAGGI PER VOI

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lunedì 11 novembre 2013

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giovedì 7 novembre 2013

TG SATIRICO "C'E' SOLO L'INTER PER REGGIO EMILIA" 1^ PUNTATA



Scopriamo insieme nel TG le ultime novità nerazzurre!!!
Ci scusiamo per i difetti di questa prima storica puntata!
Grazie a Fit Village per l'ospitalità e al giornalista Massimo Bassi.

mercoledì 6 novembre 2013

L'INTER VINCE E CONVINCE A UDINE: 3-0!!


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

L’Inter che vince e convince ad Udine si riprende anche la vetta della classifica dei gol segnati; l’attacco nerazzurro dopo le tre reti rifilate all’Udinese stacca quello della Roma, ieri un solo gol segnato dai giallorossi. Per lo meno curioso il dato in cui primeggia la Beneamata, se si pensa che nel match del Friuli Palacio era l’unico attaccante di ruolo tra i convocati,  se non si considera il giovane Puscas aggregato agli altri solo dopo il forfait di Mauro Icardi, e che in tutte le undici partite disputate fin ora la squadra di Mazzarri si è sempre schierata con un solo attaccante, il trenza appunto, almeno in partenza. L’allenatore toscano tacciato da sempre di essere un difensivista sta rispondendo così ai suoi critici, in pochi mesi ha reso l’Inter un gruppo di ragazzi affiatati che lo seguono con fiducia incondizionata, una squadra irriconoscibile rispetto a quella disastrosa ammirata negli ultimi 6 mesi della gestione Stramaccioni. La formula Mazzarri sta funzionando, la strada intrapresa sembra quella giusta per tornare al vertice.

C’è proprio di che essere fieri di questa squadra, della sua classifica e della dedizione che i ragazzi stanno mettendo in campo. In questo momento la squadra che la scorsa stagione pareva non vedesse l’ora di finire la stagione e che si trascinava stancamente in campo tra nonnetti infortunati e giocatori finiti è scomparsa e come l’Araba Fenice è risorta dalle proprie ceneri.
Ho sempre pensato che siano i calciatori a fare la squadra e che l’allenatore possa influire in maniera marginale, se dovessi fare una percentuale direi intorno al 30% sulla resa degli stessi, ma nel caso del nostro attuale tecnico devo dire che la percentuale va alzata e non poco. D’accordo che senza una buona stoffa nessun sarto riesce a confezionare un vestito all’altezza di un re, ma c’è anche chi riesce a far rendere il doppio cose che valgono la metà.

Devo quasi chiedere scusa a Jonathan ed Alvarez, che insieme a Coutinho e Biabiany sono stati destinatari di metà dei miei improperi nelle scorse stagioni, perchè quelli visti sin qui in campionato sono calciatori imprescindibili, applicati alla lettera ai dettami tecnici, ma sopratutto forti! Giocatori di livello, di spessore e che hanno accresciuto notevolmente il loro valore.

Esteban Cambiasso: il caso più eclatante di araba fenice di questa squadra è però il Cuchu, passato dal bollito mediano senza corsa che piangeva sotto l’asciugamano, dal vigile urbano e quant’altro era stato definito, ad una seconda giovinezza. Partendo dal presupposto di un rispetto enorme per l’attuale capitano, che nell’Inter ci ha messo cuore fegato e polmoni, giocando ovunque e risultando spesso decisivo, ero convinto che la scorsa stagione per lui fosse stata il canto del cigno ed invece il giocatore visto quest’anno è anche lui determinante, ed anche in zona gol ha ritrovato una presenza che gli mancava da anni.

Merito anche qui di una preparazione azzeccata probabilmente, ma anche di una posizione in mezzo al campo perfetta per lui, una sorta di mediano/libero, che deve solo rubare palla, essere il primo difensore senza dover rincorrere gli avversari in mezzo al campo come interno , cosa che non riesce più a fare. In questo modo il buon Esteban ha ritrovato la lucidità dell’anticipo e la capacità di proiettarsi in avanti.
In questi nomi, nei 22 punti che valgono il quarto posto, con i sei sperperati tra Torino, Cagliari e Bergamo che gridano vendetta, nella rivalutazione di una rosa che adesso vale molto molto di più della prima giornata, in questo sta la grandezza di questa stagione nerazzurra sino ad adesso.
Non sono uno sciocco e non voglio fare grandi voli di fantasia, perchè bastano due sconfitte e ti ritrovi sesto, ma è la solidità di un progetto di ricostruzione che mi fa essere fiducioso e soddisfatto di questa squadra.
Mi rimane la curiosità di capire cosa vorrà fare la nuova proprietà asiatica a gennaio se davvero la distanza dalla zona Champions sarà appetibile per uno scatto.

Ma senza fretta ed una passo alla volta…rinascere dalle proprie ceneri e creare oggi le solide fondamenta per vincere un domani, un domani che si spera vicino….

La grande prestazione nerazzurra di Udine ha quindi, in chiave tattica, un nome e cognome ben preciso: Esteban Cambiasso. Gli elogi, meritatissimi, al fuoriclasse Palacio e alla rinascita, anche realizzativa, di Alvarez, non devono oscurare la partita del Cuchu, leader indiscusso del centrocampo di ieri e autore di una prova incredibile ai livelli del miglior Cambiasso del triplete.
Eppure Muriel e Di Natale, lo sappiamo bene dopo la scorsa stagione, non sono esattamente gli ultimi arrivati quanto a progressioni palla al piede o affondi su verticalizzazioni. La spiegazione a ciò è data dalla prova maiuscola dell’allenatore in campo nerazzurro, dotato di mille polmoni, a dispetto di quanti (quasi tutti….) lo davano per finito e in età di pensionamento.

La gagliarda prestazione del cuchu ha avuto due volti, cambiando, solo come i grandi campioni sanno fare, interpretazione del ruolo in funzione dell’andamento della gara: filtro perfetto nel primo tempo di gara per spegnere sul nascere le potenziali pericolosissime ripartenze avversarie a campo aperto con il baricentro nerazzurro molto alto; difensore in più davanti alla difesa nella seconda frazione di match per dare una mano ai centrali difensivi messi sotto pressione e per ridurre a zero l’angolo di tiro da fuori per i centrocampisti friulani.

IL TABELLINO

UDINESE - INTER 0-3

UDINESE (3-5-1-1): Brkic; Naldo, Danilo, Domizzi; Widmer, Badu, Allan, Pereyra (58' Fernandes Borges), Gabriel Silva; Muriel (70' Lopez); Di Natale (57' Ranegie). A disp.: Kelava, Benussi, Lazzari, Heurtaux, Bruno Fernandes, Mlinar, Merkel, Bubnjic, Jadson, Zielinski. All.: Guidolin
INTER (3-5-1-1): Handanovic; Ranocchia (81' Andreolli), Samuel (37' Rolando), Juan Jesus; Jonathan (68' Pereira), Taider, Cambiasso, Alvarez, Nagatomo; Guarin; Palacio. A disp.: Carrizo, Castellazzi, Wallace, Pereira, Zanetti, Kuzmanovic, Kovacic, Mudingayi, Puscas. All.: Mazzarri

Arbitro: Massa
Marcatori: 25' Palacio, 29' Ranocchia, 90' (+1) Alvarez (I)
Ammoniti: Ranocchia, Juan Jesus, Pereira (I)

LE PAGELLE

Handanovic 7: Stringe i denti e sfodera una grande prestazione, offrendo sicurezza alla difesa e negando il gol a Di Natale con un’intervento spettacolare.
Samuel 6: Preferito a Rolando,  offre solidità al reparto arretrato finchè non è costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un risentimento muscolare. Poco prima di uscire, rischia di mandare in porta Muriel con un disimpegno sbagliato.  Speriamo non sia nulla di grave…
Juan Jesus 6,5 : Nessun grattacapo per il centrale brasiliano, che insieme ai compagni di reparto gestisce egregiamente le poche iniziative di Di Natale e compagni.
Ranocchia 7: Ottima prestazione dopo tante partite da horror, sempre pulito negli interventi e sempre in anticipo sugli attaccanti bianconeri. Segna anche un bel gol da centravanti, sfruttando una papera di Brkic.
Nagatomo 6: Partita da sufficienza piena, complice anche la quasi completa inesistenza del giovane Widmer sulla fascia di sua competenza.
Cambiasso 8:  Partita fantastica del Cuchu, che sembra tornato ai tempi del Triplete per dinamismo e condizione atletica. Gestisce con oculatezza ogni pallone, mette pezze ovunque ed imposta anche l’azione quando occorre. Nella ripresa aiuta molto i difensori quando l’Udinese prova ad uscire dal guscio.
Taider 6,5: Tanta legna a sostegno di Cambiasso e Guarin, che sono più liberi di svariare sul fronte offensivo sapendo che c’è lui in copertura. Bellissima la punizione che porta al vantaggio di Palacio.
Guarin 6: Solita partita del colombiano, che alterna giocate sontuose a leziosità da campetto di oratorio. A rischio di essere ripetitivi, deve essere meno macchinoso e giocare come sa, visto che ha tutte le qualità per poter essere un leader del centrocampo.
Jonathan 6,5: Ancora una buona prestazione del laterale brasiliano, che offre sempre il suo supporto sulla fascia destra. Esce per infortunio nella ripresa.
Alvarez 7,5: Altra prestazione monstre di Ricky. Giocate d’alta classe, ripiegamenti difensivi, assist al bacio e il gol nel finale certificano una partita da incorniciare.
Palacio 7,5. Come al solito, regge da solo il peso dell’attacco nerazzurro e sfodera un’altra prestazione maiuscola: i difensori bianconeri non lo prendono mai, e lui non perdona con un gol e l’assist per il 3-0 di Alvarez.  Chapeau!
Rolando 6,5: Sostituisce l’infortunato Samuel e gioca con semplicità e ordine, senza soffrire le scorribande di Di Natale, Muriel e del subentrante Ranegie.
Pereira 5,5: Subentra a Jonathan e svolge il suo compito con un certo affanno e sbagliando spesso il tempo negli interventi.
Andreolli:  s.v.

Mazzarri 7: Finalmente una partita giocata in scioltezza, in un campo difficile come Udine, senza sperperare con grossolani errori difensivi quanto creato in fase offensiva. Bravissimo nell’impostazione del match, ha sempre vigilato affinchè non si ripetessero alcuni cali di concentrazione che nelle ultime partite ci sono costati 6 punti.

mercoledì 30 ottobre 2013

E' VERA INTER, MA A BERGAMO E' SOLO PARI


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Doveva essere la gara della continuità dopo il successo interno sul Verona, invece l’Inter impatta contro un’Atalanta determinata nel non concedere nulla (come al solito quando incontra la Beneamata) e alla fine Mazzarri si deve accontentare del quarto pareggio stagionale, il terzo in trasferta. Finisce 1-1 allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo. E’ francamente un pareggio che lascia un retrogusto amaro, sia per il volume e la discreta qualità di gioco dei nerazzurri (quelli VERI, non le sbiadite fotocopie….) sia per l’ennesimo torto subito dal mitico Rizzoli…

Accade tutto nel primo tempo, alla rete di Alvarez al 16’, risponde al 25’ un perentorio stacco di testa di German Denis, In barba al turn over, Mazzarri conferma quasi tutta l’Inter vincente sul Verona sabato scorso. Unici cambi, Samuel per Ranocchia e Handanovic, al rientro dalla squalifica, tra i pali al posto di Carrizo. Lo sloveno non e’ pero’ fortunato e dura solo un tempo; poi, nell’intervallo, e’ costretto a lasciare spazio a Carrizo per un guaio muscolare. Dall’altra parte, Colantuono inserisce Livaja in attacco con Denis e se la gioca a specchio con Mazzarri.

La partita inizia su ritmi alti e sono i nostri ad andare in gol con Ricky 'Maravilla' Alvarez che sblocca il match con una bella giocata in area. Poco dopo è Denis a pareggiare i conti:  in elevazione costringe il rientrante Samuel all’unico errore del match. Nella ripresa i ritmi calano e non si segna più.

Devo purtroppo segnalare l’ennesimo episodio “sfortunato” al 40° del secondo tempo, quando Rizzoli sorvola su un’evidente trattenuta in area su Icardi da parte di Stendardo, mandando su tutte le furie Mazzarri ed il popolo nerazzurro che invocava il sacrosanto rigore. Mazzarri in precedenza era passato al 3-5-2, inserendo Icardi per Guarin.

LE PAGELLE

INTER: Handanovic 6 (46' Carrizo 6,5); Rolando 6, Samuel 6, J. Jesus 5,5; Jonathan 6 (85' Taider sv), Guarin 6,5 (65' Icardi 6,5), Cambiasso 6,5, Alvarez 7, Nagatomo 6; Kovacic 5,5; Palacio 6,5 A disp.: Castellazzi, Andreolli, Ranocchia, Wallace, Donkor, A.Pereira, Kuzmanovic, Mudingayi, Olsen. All.: Mazzarri 6,5.

Marcatori: Alvarez (I) al 16 p.t., Denis (A) al 25° p.t.
Ammoniti: Stendardo (A), Canini (A), Migliaccio (A), Samuel (I)

lunedì 28 ottobre 2013

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domenica 27 ottobre 2013

PALACIO TRASCINA L'INTER: 4-2 AL VERONA. PROTESTA ULTRAS CONTRO LA LEGA CALCIO


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

I nerazzurri vincono 4-2 grazie ad una buona prestazione e ad un eccezionale Palacio. Qualche pecca difensiva ha offuscato una serata quasi perfetta contro un avversario capace di reagire troppo tardi. Non è bastata la grinta di Toni, autore di due assist, per salvare la formazione di Mandorlini.

In un clima vagamente surreale, con la protesta della Curva Nord, Walter Mazzarri conferma il 3-5-1-1 e lancia Kovacic trequartista con Alvarez a centrocampo, escludendo nuovamente Samuel nel reparto difensivo presidiato da Rolando, Ranocchia e Juan Jesus. Tra i pali Carrizo sostituisce lo squalificato Handanovic. Nel Verona la sorpresa riguarda l'attacco, dove Martinho viene preferito a Gomez.

La partita si apre con gli ultras che restano in silenzio e non espongono striscioni a sostegno della propria squadra. Solo uno contro le nuove norme su razzismo e discriminazione territoriale, in particolare sulla possibile chiusura di alcuni settori dello stadio: «Il progetto è chiaro: ci volete come non saremo mai... Così, seduti ed in silenzio». I tifosi vogliono dimostrare come sia impossibile attuare le nuove regole, definite una «farsa ridicola». Infatti dividono in due la Curva Nord: da una parte quello che si può fare e dall'altra quello che non si può fare. I cori contro Milano si alternano a quelli contro Napoli e i napoletani. Alla fine la domanda: «Adesso quale parte della Curva pensate di chiudere?».
La protesta si chiude con l'ultimo striscione rivolto alla Federcalcio: «Il calcio è passione, i tifosi la sua anima. Figc basta stupidi pretesti. Se volete continuare a svuotare gli stadi fatelo pure ma senza menzogne».

La tensione si scioglie grazie ai gol di Jonathan e Palacio, entrambi a segno su azione da calcio d'angolo nel giro di tre minuti: al 9' il brasiliano gira a rete alle spalle di Rafael con la deviazione decisiva di Moras, al 12' Palacio raddoppia grazie ad un rimpallo fortunato dopo un tiro di Guarin. È chiara la sofferenza sulle palle inattive del Verona che a San Siro disputa forse la sua peggior partita della stagione.
I gialloblu perdono molti palloni nella propria metà campo azionando il contropiede avversario, più volte condotto da un Guarin in grande spolvero. Al 31' è proprio il colombiano a tagliare in due la difesa degli ospiti ma l'ultimo passaggio verso Palacio avviene con un attimo di ritardo e l'argentino si fa cogliere in fuorigioco. Martinho sfrutta un errore di Juan Jesus e punisce l'Inter un minuto più tardi dopo una bella sponda di Toni nell'area avversaria, in una delle rare occasioni create dalla squadra di Mandorlini. La gioia dei veronesi dura poco, perchè al 38' Nagatomo colpisce il palo con una bella conclusione a girare e sulla ribattuta Cambiasso firma il 3-1 con la collaborazione di Palacio. Il capitano dell'Inter festeggia dedicando il gol a Cordoba, ricoverato in ospedale la scorsa settimana per una peritonite.

Nella ripresa il copione non cambia e il Verona continua a soffrire. Rafael scongiura momentaneamente un passivo più pesante opponendosi alla conclusione dal limite di Guarin, mentre Palacio viene fermato dall'arbitro per fuorigioco quando è solo davanti al portiere. L'argentino rimedia anche un'ammonizione perchè non sente il fischio e calcia a rete. L'appuntamento con il gol è solo rimandato perchè all'11' Rolando firma il primo gol in Serie A, il terzo della serata su azione da calcio d'angolo, dopo un tocco in area di un eccellente Palacio.

Sul 4-1 Mazzarri inserisce Kuzmanovic e Belfodil per 'risparmiarè Cambiasso e Palacio. La partita sembra ormai senza storia, l'Inter però si distrae un pò troppo e presta il fianco al ritorno dell'avversario che segna con Romulo al 26': secondo assist della serata di Toni e gol di sinistro del brasiliano. Lo stesso centrocampista fallisce il possibile 4-3 dall'interno dell'area e al 31' Toni viene fermato dall'arbitro per un presunto fallo prima di concludere a rete. L'attaccante del Verona continua a stupire per grinta e continuità di rendimento, confermandosi un pilastro della formazione veneta che chiude in avanti ma non riesce ad accorciare ulteriormente le distanze.

L'Inter regala così a Thohir la prima vittoria del nuovo corso. L'indonesiano è atteso a San Siro per la partita del 9 novembre contro il Livorno per vedere la propria squadra dal vivo e presentarsi al pubblico nerazzurro. Massimo Moratti vuole consegnare al successore una squadra in buona salute e in piena corsa per il podio del campionato. All'indonesiano spetterà il compito a gennaio di completare la rosa con qualche colpo di prestigio e preparare la squadra per l'Europa.

LE PAGELLE

INTER: Carrizo 6; Rolando 6,5, Ranocchia 5, Juan Jesus 5,5; Jonathan 6,5, Guarin 6,5, Cambiasso 6,5 (18' st 17 Kuzmanovic 6), Alvarez 6, Nagatomo 6; Kovacic 6 (34' st Taider 6); Palacio 8 (19' st 7 Belfodil 6). (12 Castellazzi, 45 Maniero, 6 Andreolli, 25 Samuel, 18 Wallace, 31 Pereira, 16 Mudingayi, 90 Olsen, 9 Icardi). All.: Mazzarri 6,5.

Marcatori: 9' Jonathan, 12' Palacio, 32' Martinho, 38' Cambiasso, 11' st Rolando, 26' st Romulo.
Arbitro: Celi di Bari 6.
Ammoniti: Cambiasso, Cacciatore, Jonathan, Iturbe, Palacio
Espulsi: Belfodil e Moras a fine partita per reciproche scorrettezze

giovedì 24 ottobre 2013

DAL 7/10 TESSERE E GADGET AL PICCOLO PARADISO!


Inter Club Reggio Emilia informa tutti i soci che da Lunedì 7 Ottobre, sarà possibile ritirare le tessere Inter Club ed i gadget al Ristorante Pizzeria Piccolo Paradiso, sede principale del club in Via San Marco 10 a Canali (RE), tranne il martedì (giorno di chiusura) ed il giovedì (giorno libero di Pino). Info www.piccolo-paradiso.net - Tel. 0522 361030.