
di Carlo Codazzi
Dopo lo spettacolo bestiale offerto a Genova dagli ultrà serbi e la conferma che la “madre di tutte le intercettazioni” che riguardano Facchetti e l’Inter è una vera e propria bufala (vedi perizia che conferma che è stato Bergamo a pronunciare il nome di Collina e non il grande Giacinto) riprendono campionato e coppe europee.Ci eravamo lasciati alla vigilia della trasferta nerazzurra in quel di Palermo (splendida vittoria dei nostri) e ci ritroviamo alla vigilia di una altra trasferta in terra isolana: domenica alle 12.30, infatti, l’Inter sfida al Sant’Elia il Cagliari. Di per sé non si tratterebbe di una gara impossibile, ma la raffica d’infortuni che ha colpito l’undici di Benitez crea qualche giustificata apprensione.
Purtroppo le perplessità che avevamo manifestato riguardo l’Inter 2010/11, dopo la brutta sconfitta subita dall’Atletico Madrid nella finale di Supercoppa Europea, si sono confermate. La strepitosa Inter della tripletta è, al momento, latitante e non è dato sapere quando la potremo rivedere all’opera. Le belle vittorie ottenute contro Palermo e Bari, accompagnate da buoni sprazzi di gioco, avevano illuso sul fatto che i nerazzurri si stessero pienamente ritrovando, ma le successive esibizioni contro Roma e Juventus hanno dimostrato che la strada per Benitez è tutta in salita.
Le pecche dell’Inter si riassumono in una rosa troppo ristretta, nella nuova preparazione che prevede un maggiore “lavoro” con i pesi evidentemente eccessivo per giocatori molto logorati mentalmente e fisicamente, nel disimpegno societario manifestato con il pessimo “mercato” estivo, nel rendimento incredibilmente deficitario di pedine fondamentali quali Maicon e Milito (ma anche Cambiasso, Pandev e Sneijder sono lontani dalla loro forma migliore), nella scarsa concentrazione e mancanza di “cattiveria” agonistica (vedi la colossale distrazione in occasione del goal di Vucinic nel finale di Roma e la superficialità di Julio Cesar nei match con Roma e Werder dove ha provocato una pericolosissima punizione a 2 in area con i giallorossi e l’inspiegabile “passeggiata” a metà campo nell’avio con i tedeschi), la prolungata assenza di Thiago Motta.
Benitez non è Mourinho e questo lo si sapeva. L’ingaggio del tecnico spagnolo non si può considerare un errore perché rappresentava la scelta migliore relativamente a ciò che offriva il mercato. Benitez è certamente un ottimo coach, ma ha commesso, a nostro parere, due errori:
A) non ha calcolato le conseguenze di una preparazione più “pesante” rispetto a quella adottata dal suo illustre predecessore.
B) l’insistenza nel proporre il 4-2-3-1 con la linea difensiva alta.Con questo modulo il sacrificio di Eto’o e Pandev è rilevante e si allontana l’attaccante più in forma dalla porta (il leone del Camerun). Se Eto’o si sacrifica un po’ meno in copertura, per avvicinarsi all’area avversaria, Chivu va in apnea. Inoltre, Samuel e Lucio, costretti a giocare altissimi, non sono dei fenomeni di velocità se si tratta di contrastare le repentine ripartenze degli avversari. Senza considerare che con questa formula tutte e 3 le punte vengono schierate in contemporanea e in panchina non restano più cambi in grado di cambiare la gara (il “Balo” non c’è più).
Le colpe della società, perfetta negli ultimi 5 anni lastricati di trionfi (questo non va dimenticato!), oltre che nella campagna vendite (e non acquisti sigh!),
consistono nell’aver immesso nell’aria di Appiano un senso di appagamento e nell’aver gonfiato a dismisura i prezzi di abbonamenti e biglietti. Se si è deciso di optare per un mercato in uscita sarebbe stato più corretto mantenerli inalterati. Può una famiglia di 4 persone recarsi al “Meazza “ per vedere l’amata Inter? O rinuncia o mette in conto un vero e proprio “salasso” finanziario. Poi ci vengono a dire che bisogna riportare le famiglie e i bambini allo stadio…(tra l’altro quest’anno non sono stati previsti abbonamenti ridotti nel 2° e 3° anello).
In vista del prestigioso mondiale per club (da non fallire assolutamente) ci auguriamo che il “mister” corregga un tantino la preparazione e che adotti un diverso schema di gioco (magari un bel 4-4-2 con centrocampo a rombo o in linea). Confidiamo anche che l’Inter “Campione d’Europa” conquisti il titolo di “Campione del Mondo” per completare degnamente un ciclo meraviglioso inaugurato con la vittoria in Coppa Italia nel 2005.
A gennaio spetterà alla società rinforzare la squadra (vi piace l’idea dello scambio Maicon-Benzema? Certo che il “Colosso” sta dimostrando sul campo di voler raggiungere lo “Special One”) che ha l’obbligo, fino ad allora, di rimanere nelle posizioni di vertici in campionato e di qualificarsi agli ottavi di Champions.
Nel frattempo tutti noi supporter black and blue continueremo a sostenere a più non posso i “ Campioni d’Europa” sperando che dimostrino tutti in campo la stessa grinta del “leone” Eto’o.
CARICA RAGAZZI!!!