domenica 23 dicembre 2012
BUONE FESTE DA INTER CLUB REGGIO!
Cari amici nerazzurri,
da parte di tutto il Club tanti Auguri di un sereno Natale
e un 2013 nerazzurro (e non solo) ricco di soddisfazioni !!
giovedì 20 dicembre 2012
INTER-GENOA 1-1, LIVAJA SI MANGIA I 3 PUNTI
L'incredibile gol del 2-1 sbagliato da Livaja.
IL TABELLINO
INTER - GENOA 1-1
INTER (4-4-2): Handanovic 6; Zanetti 6, Ranocchia 6, Samuel 6, Juan Jesus 6 (1' st Chivu 5.5); Palacio 5.5, Gargano 5.5 (33' st Livaja 5), Cambiasso 6.5, Alvarez 5.5 (31' pt Pereira 6); Milito 6, Cassano 5.5. (Belec, Di Gennaro, Jonathan, Silvestre, Benassi, Bessa, Mariga). All.: Stramaccioni
GENOA (4-5-1): Frey 6.5; Sampirisi 5.5, Granqvist 6.5, Canini 5, Antonelli 6.5; Rossi 6.5 (28' st Piscitella 6), Kucka 7, Tozser 5.5, Bertolacci 6 (24' st Anselmo 5, 45' st Krajnc sv), Vargas 6; Immobile 7. (Donnarumma, Tzorvas, Marchiori, Alhassan, Hallenius, Melazzi, Said). All.: Delneri
Arbitro: Gervasoni di Mantova
Reti: 32' st Immobile, 40' st Cambiasso
Ammoniti: Bertolacci, Chivu e Ranocchia per gioco falloso, Anselmo per simulazione
Recupero: 3' e 5'
mercoledì 19 dicembre 2012
COPPA ITALIA: INTER-VERONA 2-0, SI VA AI QUARTI
L'Inter batte 2-0 il Bologna con reti di Cassano e Guarin (il migliore). Negli ultimi 15 minuti in porta Palacio per l'infortunio di Castellazzi con Strama che aveva già esaurito le sostituzioni. Nei Quarti di finale l'Inter affronterà a San Siro il BOLOGNA che a sorpresa ha espugnato il campo del Napoli per 2-1.
IL TABELLINO
INTER – VERONA 2 - 0
INTER (3-4-1-2): Castellazzi, Silvestre, Chivu, Juan Jesus (54' Zanetti), Jonathan, Duncan, Mariga (45' Guarin), Nagatomo, Alvarez, Palacio, Cassano (74' Pereira). All. Stramaccioni.
VERONA (4-3-3): Rafael, Abbate, Moras, Maietta, Albertazzi (80' Cocco), Jorginho, Bacinovic, Hallfredsson, Gomez Taleb (45' Carrozza), Cacia, Grossi (53' Bojinov). All. Mandorlini.
Arbitro: Gianluca Rocchi (Firenze)
Marcatori: 49' Cassano, 54' Guarin
Ammoniti: 28' Bacinovic (V), 48' Silvestre (I), 52' Hallfredsson (V), 68' Cacia (V), 71' Guarin (I), 83' Maietta (V)
LAZIO-INTER, SCONFITTA TRA EPISODI E SUDDITANZA
Un gran gol di Klose decide il match con la Lazio.
Inter sfortunata e penalizzata. Riflettiamoci bene..
IL COMMENTO - di Luca Marani
L'Inter torna da Roma a mani vuote e penalizzata. L'unica buona notizia è la prestazione nel secondo tempo e l'aver mantenuto il secondo posto in classifica dietro la Juve.
PRO E CONTRO - Si torna a casa dall'Olimpico, dal big match con la Lazio, con due certezze: le partite sono ormai decise dagli episodi e questo è insieme il bello e il brutto del nostro amato calcio. Il nostro sport preferito, anche per la sua capacità di regalare risultati sorprendenti, come la vittoria della Lazio grazie ad un fuoriclasse di nome Klose e alla sfortuna che purtroppo stavolta, a differenza della gara col Palermo di cui avevamo già scritto (leggi qui), ha deciso di colpire l'Inter (due pali interni di Guarin e Cassano, un miracolo su Nagatomo e una ripresa dominata grazie ai cambi di Stramaccioni, forse troppo prudente in partenza). La seconda certezza riguarda però la sudditanza, ormai evidente, del calcio italiano nei confronti della nuova padrona: la Juventus FC.
INDIZI E PROVE - Se tre indizi fanno una prova, come si diceva una volta, allora il quadro è evidente. Nonostante i media tacciano e il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, lui stesso fortemente penalizzato lo scorso anno dal gol non visto di Muntari che valeva il 2-0 per il Milan e il +7 in classifica, continui a predicare amore verso la Juventus, a causa dell'inciucio decennale che lega rossoneri e bianconeri nelle stanze di potere e in sede di mercato, qualunque sportivo dovrebbe essere indignato. Sia chiaro: questa Juventus è la squadra più forte e più completa d'Italia, un po' come lo era la Juventus di Fabio Capello. Una squadra insomma che già di per sè non avrebbe bisogno di aiuti. Invece... Invece esattamente come quella Juventus, giustamente privata di due Scudetti dagli scandali di Calciopoli, la squadra di Antonio Conte (patetici i media nel seguirlo dopo la squalifica come il ritorno di un'eroe, invece che di un condannato) ha costantemente "aiutini" dagli arbitri e dal palazzo. Non ci vogliamo spingere fino al "disegno pro-juve", come ha detto qualcuno, ma concordiamo con Zeman quando afferma che "28 scudetti per la Juventus sono anche troppi", alludendo a furti e furtarelli di altri campionati, come quelli contro Parma e Inter negli anni '90 e Inter, Roma e Milan nell'ultimo decennio.
SUDDITANZA JUVE? -Ne è una riprova il rigore non dato a Ranocchia in Lazio-Inter, la successiva squalifica di 1 giornata a Guarin per proteste a fine partita (come già successo a Cassano due settimane prima, assenza che si è rivelata poi decisiva), e andando più indietro il rigore sempre su Ranocchia di Inter-Cagliari, gli episodi di Bergamo e, ovviamente, di Torino dove si era sfiorato il ridicolo davanti a milioni di telespettatori. Per fortuna in quell'occasione l'Inter vinse 3-1, dominando e in qualche modo "salvando" la regolarità del campionato. Eppure ha ragione De Laurentiis, col suo Napoli che era "pericoloso" in classifica e (per questo?) penalizzato di 2 punti, persona con la quale non sempre (eufemismo) ci troviamo d'accordo, ma pur sempre uno che non le manda a dire. Questo campionato "è un po' falsato" e palesemente pro Juventus, come se i bianconeri dovessero arrivare "per forza" a quella quota di 30 Scudetti di cui Andrea Agnelli si riempie sempre la bocca (vogliamo parlare del "30 sul campo" sulle maglie?!). Cose mai viste, o meglio viste solo con Calcopioli, che fanno male a chi, come noi e tanti altri tifosi (metteteci pure quelli del Catania, del Napoli, ecc.) hanno pagato per abbonarsi allo stadio e alle pay-tv e segue il calcio con passione ogni domenica.
LUCIO RESCINDE - Come ultima chicca, ci mettiamo la rescissione del contratto di Lucio (che andrà a giocare al San Paolo in Brasile), uno degli eroi del Triplete nerazzurro, che ha abbandonato la Juventus in sordina, con la coda fra le gambe, forse - dicono i più maliziosi - persino "maltrattato" dallo spogliatio bianconero e sicuramente mai digerato. Che la sua fosse stata una scelta infelice, in estate, lo avevamo pensato tutti. Ma che a un giocatore come Lucio non fosse mai concesso spazio (solo 2 partite da titolare, la Supercoppa Italiana rubata dalla Juve al Napoli e la gara esterna col Nordsjelland e pochissimi altri spiccioli), questo nessuno se lo sarebbe immaginato. Invece è successo, e per evitare avvocati e polemiche, nel pieno stile Juve la società ha rescisso col giocatore, imponendogli di non rilasciare dichiarazioni (mentre, in estate, tutti ricordano il diktat "Sul numero di scudetti la penso come Agnelli"). Insomma, sembra proprio che in sede bianconera sia tornato il vecchio rigore moggiano, e che alla fine ci aveva preso Cassano, un altro "matto" che non le manda a dire: vogliono solo dei "soldatini"...
IL TABELLINO
LAZIO - INTER 1 - 0
LAZIO (4-1-4-1): Marchetti, Konko, Biava, Ciani, Radu, Lulic (63' Candreva), Hernanes (86' Diaz), Ledesma, Gonzalez, Mauri, Klose (84' Floccari). All. Petkovic.
INTER (4-3-1-2): Handanovic, Pereira (86' Coutinho), Samuel, Ranocchia, Nagatomo, Zanetti, Gargano, Cambiasso (59' Palacio), Guarin, Milito, Cassano. All. Stramaccioni.
Arbitro: Paolo Mazzoleni (Bergamo)
Marcatori: 81' Klose
Ammoniti: 44' Gargano (I), 51' Samuel (I), 65' Konko (L), 89' Candreva (L)
Inter sfortunata e penalizzata. Riflettiamoci bene..
IL COMMENTO - di Luca Marani
L'Inter torna da Roma a mani vuote e penalizzata. L'unica buona notizia è la prestazione nel secondo tempo e l'aver mantenuto il secondo posto in classifica dietro la Juve.
PRO E CONTRO - Si torna a casa dall'Olimpico, dal big match con la Lazio, con due certezze: le partite sono ormai decise dagli episodi e questo è insieme il bello e il brutto del nostro amato calcio. Il nostro sport preferito, anche per la sua capacità di regalare risultati sorprendenti, come la vittoria della Lazio grazie ad un fuoriclasse di nome Klose e alla sfortuna che purtroppo stavolta, a differenza della gara col Palermo di cui avevamo già scritto (leggi qui), ha deciso di colpire l'Inter (due pali interni di Guarin e Cassano, un miracolo su Nagatomo e una ripresa dominata grazie ai cambi di Stramaccioni, forse troppo prudente in partenza). La seconda certezza riguarda però la sudditanza, ormai evidente, del calcio italiano nei confronti della nuova padrona: la Juventus FC.
INDIZI E PROVE - Se tre indizi fanno una prova, come si diceva una volta, allora il quadro è evidente. Nonostante i media tacciano e il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, lui stesso fortemente penalizzato lo scorso anno dal gol non visto di Muntari che valeva il 2-0 per il Milan e il +7 in classifica, continui a predicare amore verso la Juventus, a causa dell'inciucio decennale che lega rossoneri e bianconeri nelle stanze di potere e in sede di mercato, qualunque sportivo dovrebbe essere indignato. Sia chiaro: questa Juventus è la squadra più forte e più completa d'Italia, un po' come lo era la Juventus di Fabio Capello. Una squadra insomma che già di per sè non avrebbe bisogno di aiuti. Invece... Invece esattamente come quella Juventus, giustamente privata di due Scudetti dagli scandali di Calciopoli, la squadra di Antonio Conte (patetici i media nel seguirlo dopo la squalifica come il ritorno di un'eroe, invece che di un condannato) ha costantemente "aiutini" dagli arbitri e dal palazzo. Non ci vogliamo spingere fino al "disegno pro-juve", come ha detto qualcuno, ma concordiamo con Zeman quando afferma che "28 scudetti per la Juventus sono anche troppi", alludendo a furti e furtarelli di altri campionati, come quelli contro Parma e Inter negli anni '90 e Inter, Roma e Milan nell'ultimo decennio.
SUDDITANZA JUVE? -Ne è una riprova il rigore non dato a Ranocchia in Lazio-Inter, la successiva squalifica di 1 giornata a Guarin per proteste a fine partita (come già successo a Cassano due settimane prima, assenza che si è rivelata poi decisiva), e andando più indietro il rigore sempre su Ranocchia di Inter-Cagliari, gli episodi di Bergamo e, ovviamente, di Torino dove si era sfiorato il ridicolo davanti a milioni di telespettatori. Per fortuna in quell'occasione l'Inter vinse 3-1, dominando e in qualche modo "salvando" la regolarità del campionato. Eppure ha ragione De Laurentiis, col suo Napoli che era "pericoloso" in classifica e (per questo?) penalizzato di 2 punti, persona con la quale non sempre (eufemismo) ci troviamo d'accordo, ma pur sempre uno che non le manda a dire. Questo campionato "è un po' falsato" e palesemente pro Juventus, come se i bianconeri dovessero arrivare "per forza" a quella quota di 30 Scudetti di cui Andrea Agnelli si riempie sempre la bocca (vogliamo parlare del "30 sul campo" sulle maglie?!). Cose mai viste, o meglio viste solo con Calcopioli, che fanno male a chi, come noi e tanti altri tifosi (metteteci pure quelli del Catania, del Napoli, ecc.) hanno pagato per abbonarsi allo stadio e alle pay-tv e segue il calcio con passione ogni domenica.
LUCIO RESCINDE - Come ultima chicca, ci mettiamo la rescissione del contratto di Lucio (che andrà a giocare al San Paolo in Brasile), uno degli eroi del Triplete nerazzurro, che ha abbandonato la Juventus in sordina, con la coda fra le gambe, forse - dicono i più maliziosi - persino "maltrattato" dallo spogliatio bianconero e sicuramente mai digerato. Che la sua fosse stata una scelta infelice, in estate, lo avevamo pensato tutti. Ma che a un giocatore come Lucio non fosse mai concesso spazio (solo 2 partite da titolare, la Supercoppa Italiana rubata dalla Juve al Napoli e la gara esterna col Nordsjelland e pochissimi altri spiccioli), questo nessuno se lo sarebbe immaginato. Invece è successo, e per evitare avvocati e polemiche, nel pieno stile Juve la società ha rescisso col giocatore, imponendogli di non rilasciare dichiarazioni (mentre, in estate, tutti ricordano il diktat "Sul numero di scudetti la penso come Agnelli"). Insomma, sembra proprio che in sede bianconera sia tornato il vecchio rigore moggiano, e che alla fine ci aveva preso Cassano, un altro "matto" che non le manda a dire: vogliono solo dei "soldatini"...
IL TABELLINO
LAZIO - INTER 1 - 0
LAZIO (4-1-4-1): Marchetti, Konko, Biava, Ciani, Radu, Lulic (63' Candreva), Hernanes (86' Diaz), Ledesma, Gonzalez, Mauri, Klose (84' Floccari). All. Petkovic.
INTER (4-3-1-2): Handanovic, Pereira (86' Coutinho), Samuel, Ranocchia, Nagatomo, Zanetti, Gargano, Cambiasso (59' Palacio), Guarin, Milito, Cassano. All. Stramaccioni.
Arbitro: Paolo Mazzoleni (Bergamo)
Marcatori: 81' Klose
Ammoniti: 44' Gargano (I), 51' Samuel (I), 65' Konko (L), 89' Candreva (L)
martedì 18 dicembre 2012
NOVITA': ABBONAMENTI INTER GIRONE DI RITORNO!
Riceviamo e pubblichiamo da F.C. Internazionale:
ABBONAMENTI GIRONE DI RITORNO
Con l'Inter la corsa continua. FC Internazionale dà infatti la possibilità a coloro che non l'avessero fatto a inizio stagione, di sottoscrivere un abbonamento valido esclusivamente per le partite del girone di ritorno della serie A TIM 2012/2013 e che, non comprendendo alcuna partita di Europa League o di Coppa Italia, garantirà però agli abbonati la possibilità di acquistare un biglietto in vendita anticipata a loro riservata. Gli abbonamenti sono in vendita fino a venerdì 11 gennaio 2013.
PACCHETTI SPECIALI 3 PARTITE
Le iniziative speciali che l'Inter dedica ai propri tifosi non finiscono qui; saranno, infatti, messi in vendita ad un prezzo particolare anche pacchetti di tre partite:
- pacchetto 1 (Pescara, Torino, Milan)*, in vendita dal 3 dicembre 2012 all'11 gennaio 2013
- pacchetto 2 (Chievo, Bologna, Juventus)*, in vendita dal 14 gennaio 2013 all'8 febbraio 2013.
Sia gli abbonamenti che i pacchetti saranno in vendita solo ed esclusivamente presso tutte le agenzie del gruppo Bipiemme e saranno solo ed esclusivamente caricati su tessera "siamo noi" . I pacchetti ed i biglietti non potranno essere ceduti ed alla vendita saranno applicate tutte le normative vigenti, compreso il divieto di vendita ai residenti nella regione dalla quale proviene la squadra ospite.
AVVERTENZE
a) sia gli abbonamenti che i pacchetti saranno in vendita solo ed esclusivamente presso tutte le agenzie del gruppo Bipiemme;
b) gli abbonamenti verranno solo ed esclusivamente caricati su tessera 'siamo noi';
c) i pacchetti ed i biglietti non possono essere ceduti;
d) verranno applicate tutte le normative vigenti, compreso il divieto di vendita ai residenti nella Regione da cui proviene la squadra ospite.
e) Per i pacchetti tre partite la vendita è solo ed esclusivamente sulla tessera 'Siamo Noi'; pertanto non verranno stampati biglietti.
LINK UTILI
I PREZZI DEGLI ABBONAMENTI DEL RITORNO (da www.inter.it)
lunedì 17 dicembre 2012
INTER CLUB: NUOVO SCONTO ISCRITTI DEL 24% AL S.SIRO STORE
Riceviamo e comunichiamo da F.C. Internazionale:
Inter Club Reggio Emilia ha il piacere di comunicare che a partire da dicembre ogni Tesserato Inter Club che acquisterà prodotti ufficiali presso gli INTER STORE a San Siro (esibendo la propria Tessera dell’Inter Club Reggio Emilia), beneficerà del nuovo sconto per i Tesserati pari al 24%!! Considerando che si passa dal vecchio sconto del 15% al 24%, è un gran bel vantaggio!!
Per chi invece vorrà fare acquisti on-line e per posta di prodotti ufficiali Inter, lo sconto riservato ai Tesserati è del 15% e 18%!!
Da oggi, quindi, c’è una ragione e un vantaggio in più per tesserarsi all’Inter Club!!
LINK UTILI
giovedì 13 dicembre 2012
ESCLUSIVO: INTERVISTA A VALENTINA VEZZALI
A tu per tu con la pluricampionessa olimpica di scherma.
La Vezzali si racconta e parla del tifo per la "sua" Inter.
L'INTERVISTA - di Carlo Codazzi
La “Notte degli sport” del comune di Casalgrande ha avuto in Valentina Vezzali la sua regina. Nessuno meglio di lei poteva incarnare i valori positivi dello sport da comunicare ai tanti bambini e ragazzi intervenuti alla festa organizzata dal locale assessorato allo sport. Ad affiancare la pluricampionessa olimpica di fioretto femminile e a conferire ulteriore prestigio all’evento l’arciere della nazionale italiana disabili Fabio Azzolini che vanta due partecipazioni alle Paraolimpiadi in carriera. Con la cordialità che la caratterizza, al termine delle premiazioni Valentina, in dolce attesa del fratellino di Pietro, papà correggese e mamma di Quattro Castella (la sua famiglia si è trasferita dal reggiano a Jesi nel 1971, ndr) si è concessa alle domande dell'Inter Club Reggio Emilia.
Valentina, essere l’ospite d’onore della “Notte degli Sport” del comune di Casalgrande per Lei è un ritorno alle origini...
"Ogni volta che torno a Reggio e dintorni respiro aria di casa perchè ho le mie radici ben radicate qui. Anche se sono nata nelle Marche, a Jesi, nel mio corpo scorre sangue emiliano al 100%. Lo si nota perché sono molto espansiva che è una caratteristica degli emiliani. Sono fiera della mia reggianità e orgogliosa di portarla in giro per il mondo".
Come sta procedendo il sondaggio che ha lanciato via twitter relativo al nome del suo futuro secondogenito?
"Mi stanno veramente proponendo tantissimi nomi, ma ho a disposizione 5 mesi per decidere, quindi non c’è fretta. Noi atleti siamo abbastanza oculati nelle scelte e prima di decidere il nome del fratellino (è già certo che il futuro nascituro sia un maschio ndr) di Pietro valuterò tutto con grande attenzione".
Valentina Vezzali è campionessa di tutto, ma è anche una moglie e una mamma. E’difficile svolgere in contemporanea questi delicati ruoli, conciliarli tra loro, e restare ai vertici mondiali della scherma mondiale?
"Sono felicissima di ricoprire un ruolo pubblico e di cercare di praticare al meglio la scherma, così come lo sono di essere mamma e una brava moglie. Credo in quello che faccio e alla fine la passione mi guida e mi aiuta a compiere grandi imprese sportive pur assolvendo ai compiti che spettano a una moglie e a una madre".
In futuro, al termine della sua carriera agonistica, si dice che le piacerebbe diventare presidente del Coni.
"Mi piacerebbe tantissimo poter ricoprire, un domani, un importante ruolo dirigenziale a livello sportivo. Lo sport mi ha dato tanto e mi piacerebbe poter contribuire a renderlo migliore. Non c’è stata mai nessuna donna che abbia ricoperto un incarico simile. Ovviamente, dovrei fare tanta gavetta e acquisire esperienza perché non ci si improvvisa in un ruolo in cui non ci si è mai disimpegnati e di cui non sai granchè. Per adesso penso al fratellino di Pietro, poi mi dedicherò a finire bene la carriera nella scherma. Successivamente, cercherò di accumulare esperienza in ruoli sportivi dirigenziali e, mi auguro, che potrete vedermi, un giorno, alla presidenza del Coni".
Facciamo un passo indietro e torniamo con la memoria alla finale per il bronzo del fioretto individuale femminile di Londra in cui era opposta alla coreana Nam Hyun Hee. Cosa le è passato per la testa quando si è trovata sotto 8-12 a 13” dalla fine?
"Devo ringraziare i tanti italiani che erano presenti all’ExCel di Londra a fare il tifo per me perché hanno continuato ad incitarmi fino alla fine e mi hanno permesso di poter accendere la lampadina nel momento giusto. Mi hanno consentito, col loro calore, di far sì che l’istinto prevalesse sulla ragione e compissi un’altra grande impresa vincendo all’extra time 13-12".
Lei unisce all’amore per la scherma la passione per lo sport più popolare del paese, ovvero il calcio. Per chi fa il tifo?
"Sono interista dalla nascita perché sia da parte di mamma che di papà erano tutti interisti. Anche mio figlio Pietro è interista e ne sono orgogliosa. Mio marito (l’ex calciatore Domenico Giugliano ndr) quest’anno ha iniziato la carriera di allenatore in serie D con l’Ancona. E’ agli inizi, ma spero che un giorno possa diventare l’allenatore dell’Inter".
Le piace l’Inter di Stramaccioni?
"Certo che mi piace. L'Inter di Strama sta andando molto bene e le abbiamo suonate a Milan, Juventus e Napoli. Il campionato è ancora lungo, ma è importante esserci ripresi dal periodo un po' difficile. Mi piaceva molto l’Inter di Mancini, anche lui come me nativo di Jesi. Con lui la squadra ha assimilato quella carica agonistica, poi perfezionata con la gestione di Mourinho, che l’ha portata ad essere la n. 1 in Italia per vari anni e a vincere Champions e Mondiale".
Concludiamo con una domanda d’obbligo: essere il portabandiera della propria nazione ad un’Olimpiade vale quanto vincere una medaglia olimpica?
"Essere portabandiera vale una medaglia di platino. Quest’anno sono stata portabandiera all’Olimpiade di Londra, ho vinto due medaglie olimpiche tra l’individuale e la gara a squadre e ho concepito il mio secondogenito. Un anno fantastico perché davvero non potevo desiderare nulla di più dalla vita".
Valentina Vezzali con Codazzi e il figlio del presidente dell'Inter Club Reggio
martedì 11 dicembre 2012
INTER GRANDE CON LE GRANDI: NAPOLI SORPASSATO!
Napoli ko, l'Inter con le grandi non sbaglia un colpo!
Strama azzecca tutte le mosse, ora sotto con la Lazio.
IL COMMENTO – di Andrea Busanelli
Io allo stadio c’ero e ho visto un’Inter bella, vogliosa e spietata. Vittoria pienamente meritata per l’undici di Stramaccioni, che ha sterilizzato il possesso palla del Napoli e, in ogni ripartenza si è saputo rendere pericoloso, creando grattacapi al guardiano azzurro De Sanctis. Due gol, un palo, un gol sfiorato da Palacio, una bella prestazione corale: la Beneamata nei big match non sbaglia un colpo.
LA PARTITA - Prima azione e i nerazzurri si portano subito in vantaggio: grande schema da calcio d’angolo dove la difesa del Napoli rimane disorientata dai movimenti in area, Guarin rimane tutto solo sul secondo palo e, su un cioccolatino di Cassano, batte con freddezza e semplicità De Sanctis. Esplode San Siro. Il Napoli cerca di reagire con le sortite offensive di Insigne (bravo, Presidente un pensierino no?), Cavani e Hamsik. Il possesso palla del Napoli non è granché nella prima frazione, tanto che al 39' arriva il raddoppio della Beneamata: un voglioso Alvaro Pereira mette in mezzo un pallone respinto dalla retroguardia azzurra, il più lesto a raccogliere la palla vagante è ancora il centrocampista colombiano, che fa fuori due avversari e tocca in verticale per il Principe, al secolo Diego Alberto Milito, che si lascia dietro un arrancante Gamberini e insacca per la seconda volta.
ì
La seconda frazione risulta più movimentata, con un Napoli più intraprendente e un’Inter sempre pericolosa in contropiede. Dopo un palo colpito da Cassano, Handanovic compie un miracolo, mandando la palla in calcio d’angolo e dice di no a Inler, che aveva pescato il jolly dal limite dell’area. Sugli sviluppi del corner, Hamsik mette in mezzo dopo un numero su Gargano, Pandev devia di prima intenzione sul primo palo, Handanovic vola a deviare sulla ribattuta, Maggio di testa colpisce la traversa e, dopo un batti e ribatti dove il portierone nerazzurro compie un altro miracolo salvando sulla linea, all’ennesimo tentativo Cavani accorcia le distanze. Sull'azione del gol, però, è da segnalare l'iniziale posizione di netto fuorigioco di Pandev. Alla mezzora altro rischio per i nerazzurri con il taglio profondo di Pandev per Cavani ma c'è ancora Handanovic a negare il raddoppio al Napoli. Il portiere nerazzurro si ripete al 42' su Maggio. Al 44' Palacio vicinissimo al gol, ma la palla finisce a lato di un soffio. Inter-Napoli termina 2-1, nerazzurri secondi a 34 punti e operazione sorpasso sul Napoli compiuta.
IL TABELLINO
INTER: 1 Handanovic; 23 Ranocchia, 19 Cambiasso, 40 Juan Jesus; 55 Nagatomo, 4 Zanetti, 21 Gargano, 14 Guarin, 31 Pereira; 99 Cassano (15' st Palacio), 22 Milito (29' st Coutinho) A disposizione: 12 Castellazzi, 27 Belec, 6 Silvestre, 17 Mariga, 24 Benassi, 28 Pasa, 33 Mbaye, 41 Duncan, 52 Romanò, 88 Livaja Allenatore: Andrea Stramaccioni .
NAPOLI: 1 De Sanctis; 55 Gamberini (1' st Pandev), 28 Cannavaro, 5 Britos; 11 Maggio, 85 Behrami, 88 Inler (13' st Dzemaili), 18 Zuniga; 17 Hamsik (39' st Mesto); 24 Insigne, 7 Cavani A disposizione: 22 Rosati, 2 Grava, 4 Donandel, 6 Aronica, 8 Dossena, 9 Vargas, 14 Campagnaro, 15 Colombo, 21 Fernandez . Allenatore: Walter Mazzarri .
Marcatori: 8' Guarin, 39' Milito, 9' st Cavani
Arbitro: Nicola Rizzoli (sez. arbitrale di Bologna)
Ammoniti: 28' Handanovic, 43' Gamberini, 13' st Gargano, 15' st Pandev, 16' st Behrami.
Spettatori: 57.374
LE PAGELLE [ da www.fcinternews.it ]
HANDANOVIC 6,5 – Insigne e Hamsik non prendono bene la mira, Cavani si divora un gol fatto ma in off-side. Prende un giallo stupido per perdita di tempo dopo nemmeno mezz’ora. Nella ripresa compie su Inler una grande prodezza, avvalorata dal fatto di essere coperto. Poco dopo nulla può sul gol di Cavani, anzi prima era stato fantastico su Pandev (in fuorigioco). Tempestivo sul pallone strozzato di Pandev che poteva arrivare a Cavani.
RANOCCHIA 7 – In un quarto d’ora due splendide chiusure su Cavani prima e Hamsik poi. Piccolo pasticcio coi compagni di reparto che agevola un tiro di Hamsik, rimedia con l’ottima chiusura per tempistica sul Matador. Si oppone alla grande su Insigne poco prima che Cavani trovi il tap-in che riaccende le speranze del Napoli. Quando chiamato a mettere pezze c’è sempre, specie quando si immola sul bolide ancora del bomber uruguagio.
CAMBIASSO 7,5 – Nonostante le rassicurazioni di ieri verso Silvestre, alla fine tocca al Cuchu prendere il posto di Samuel. Cavani gli scappa via in velocità una volta, ma poi è sempre lucido e attento. E anche furbo. Per superarlo Cavani deve tirare da zero metri. Recita come sempre da leader, sempre tempestivo negli anticipi, quando può si spinge anche in avanti. Davvero magistrale.
JUAN JESUS 7 – Lo spauracchio Cavani agisce prevalentemente dalle sue parti, magari poi spostandosi dalle parti di Ranocchia. Il brasiliano riesce a trattenerlo sempre in maniera diligente (scambiandosi anche qualche parola non proprio cortese) mostrando una forza dirompente anche quando si sgancia in avanti. L’unico brivido del primo tempo è l’assist involontario per la volée di Insigne. Anche nella ripresa poche sbavature è tanta presenza. Risale, rapidamente.
NAGATOMO 6,5 – Se da un lato Pereira prova a spingere, dall’altro lui si impegna maggiormente nel distruggere le iniziative di Zuniga prima e Insigne poi, per non lasciare troppo sola la difesa. Coraggioso prima della fine del primo tempo quando salva dalla spazzatura un bel pallone: se Cassano ci avesse creduto un po’ di più… Ripresa di fatica e grande sacrificio, poi sul lancio perfetto di Guarin si fa ipnotizzare da De Sanctis.
ZANETTI 6 – Incredibilmente infilato da Cavani nell’azione che porterà al tiro Insigne, bisticcia un po’ col pallone pur mettendoci sempre ordine e disciplina. A due minuti dalla fine, semina lo scompiglio nell’area partenopea con un’accelerata delle sue.
GARGANO 5,5 – Forse intimidito dalla sfida coi suoi ex compagni, l’uruguagio fatica ad incidere, sbagliando troppo spesso la mossa da fare e facendo correre qualche rischio di troppo. Sembra migliorare nella ripresa, poi però commette altre ingenuità.
GUARIN 7,5 – Una mossa che sembra presa a prestito da una scacchiera: pallone al contagiri di Cassano dalla bandierina e checkmate a De Sanctis con un grande inserimento e un tiro al volo implacabile per il vantaggio Inter. Poi si alterna tra grandi recuperi e sfuriate, qualche leggerezza e sportellate continue con Behrami, sanzionate raramente da Rizzoli. Ma il colombiano è in serata di grazia, e lo dimostra quando con una magia apre le porte del gol a Milito. Poi si inventa altre due pennellate per Nagatomo prima e Palacio poi, e cerca anche gloria personale.
PEREIRA 6,5 – Il suo primo affondo vale il corner dal quale nasce il vantaggio interista. Poi procede un po’ a corrente alternata, ma il duello con Maggio nel primo tempo è suo. Dalla sua sgroppata nasce anche l’azione del raddoppio. Grandissimo il recupero ad inizio ripresa a lanciare Cassano che viene fermato dal palo. Sul rush finale, intervento da brividi ad anticipare Mesto.
MILITO 6,5 – Per vederlo sul taccuino bisogna attendere 21 minuti, quando prova a concretizzare invano un uno-due con Cassano. Sulla seconda combinazione, arriva lo scontro dubbio del barese con Britos sul quale Rizzoli lascia correre. Occorre la magia di Guarin per permettergli di sbloccarsi dopo oltre un mese trovando la rete del raddoppio. E’ su di lui che Behrami commette il fallo che gli costa un giallo risparmiatogli molto a lungo. Esce stremato.
DAL 74’ COUTINHO SV – Nell’ultimo quarto d’ora, Stramaccioni prova a dare la scossa cambiando l’attacco. Prova ad aiutare a tenere alta la squadra.
CASSANO 6,5 – Il rientro probabilmente più atteso, quello di FantAntonio. E dopo pochi minuti si capisce perché: il cioccolatino del vantaggio del Guaro parte dal suo piede vellutato. Britos gli rifila in area uno spintone colpevolmente non sanzionato da Rizzoli. Rientra pur sofferente, apparendo a sprazzi. Stramaccioni pensa di sostituirlo con Palacio, lui gli chiede di restare e poco dopo centra un legno.
DAL 60’ PALACIO 5,5 – Il Trenza entra con dieci minuti di ritardo rispetto al previsto. Sempre bravo ad aprire spazi ai compagni, quando però è lui a dover essere servito arriva sempre con un pizzico di ritardo. Poi spreca due ottime palle gol, prima non riuscendo a sfruttare un erroraccio di Britos facendosi anticipare da Cannavaro poi mandando fuori di poco.
All. STRAMACCIONI 7 – Nel primo tempo quasi si gode la partita come se fosse di fronte ad uno schermo gigante e stesse giocando alla PlayStation: ottima gestione dell’incontro, coi due gol arrivati proprio nelle occasioni più favorevoli, poi una grande difesa e un centrocampo super-attento, trascinato da un Guarin d'acciaio, fa il resto. Nella ripresa il Napoli cambia le carte, trova il gol in maniera fortunosa e ci crede, ma anche qui la linea arretrata nerazzurra fa il suo mestiere alla perfezione. Alla fine è festa, e la convinzione che contro le grandi l’Inter sa essere davvero grande.
Strama azzecca tutte le mosse, ora sotto con la Lazio.
IL COMMENTO – di Andrea Busanelli
Io allo stadio c’ero e ho visto un’Inter bella, vogliosa e spietata. Vittoria pienamente meritata per l’undici di Stramaccioni, che ha sterilizzato il possesso palla del Napoli e, in ogni ripartenza si è saputo rendere pericoloso, creando grattacapi al guardiano azzurro De Sanctis. Due gol, un palo, un gol sfiorato da Palacio, una bella prestazione corale: la Beneamata nei big match non sbaglia un colpo.
LA PARTITA - Prima azione e i nerazzurri si portano subito in vantaggio: grande schema da calcio d’angolo dove la difesa del Napoli rimane disorientata dai movimenti in area, Guarin rimane tutto solo sul secondo palo e, su un cioccolatino di Cassano, batte con freddezza e semplicità De Sanctis. Esplode San Siro. Il Napoli cerca di reagire con le sortite offensive di Insigne (bravo, Presidente un pensierino no?), Cavani e Hamsik. Il possesso palla del Napoli non è granché nella prima frazione, tanto che al 39' arriva il raddoppio della Beneamata: un voglioso Alvaro Pereira mette in mezzo un pallone respinto dalla retroguardia azzurra, il più lesto a raccogliere la palla vagante è ancora il centrocampista colombiano, che fa fuori due avversari e tocca in verticale per il Principe, al secolo Diego Alberto Milito, che si lascia dietro un arrancante Gamberini e insacca per la seconda volta.
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La seconda frazione risulta più movimentata, con un Napoli più intraprendente e un’Inter sempre pericolosa in contropiede. Dopo un palo colpito da Cassano, Handanovic compie un miracolo, mandando la palla in calcio d’angolo e dice di no a Inler, che aveva pescato il jolly dal limite dell’area. Sugli sviluppi del corner, Hamsik mette in mezzo dopo un numero su Gargano, Pandev devia di prima intenzione sul primo palo, Handanovic vola a deviare sulla ribattuta, Maggio di testa colpisce la traversa e, dopo un batti e ribatti dove il portierone nerazzurro compie un altro miracolo salvando sulla linea, all’ennesimo tentativo Cavani accorcia le distanze. Sull'azione del gol, però, è da segnalare l'iniziale posizione di netto fuorigioco di Pandev. Alla mezzora altro rischio per i nerazzurri con il taglio profondo di Pandev per Cavani ma c'è ancora Handanovic a negare il raddoppio al Napoli. Il portiere nerazzurro si ripete al 42' su Maggio. Al 44' Palacio vicinissimo al gol, ma la palla finisce a lato di un soffio. Inter-Napoli termina 2-1, nerazzurri secondi a 34 punti e operazione sorpasso sul Napoli compiuta.
IL TABELLINO
INTER: 1 Handanovic; 23 Ranocchia, 19 Cambiasso, 40 Juan Jesus; 55 Nagatomo, 4 Zanetti, 21 Gargano, 14 Guarin, 31 Pereira; 99 Cassano (15' st Palacio), 22 Milito (29' st Coutinho) A disposizione: 12 Castellazzi, 27 Belec, 6 Silvestre, 17 Mariga, 24 Benassi, 28 Pasa, 33 Mbaye, 41 Duncan, 52 Romanò, 88 Livaja Allenatore: Andrea Stramaccioni .
NAPOLI: 1 De Sanctis; 55 Gamberini (1' st Pandev), 28 Cannavaro, 5 Britos; 11 Maggio, 85 Behrami, 88 Inler (13' st Dzemaili), 18 Zuniga; 17 Hamsik (39' st Mesto); 24 Insigne, 7 Cavani A disposizione: 22 Rosati, 2 Grava, 4 Donandel, 6 Aronica, 8 Dossena, 9 Vargas, 14 Campagnaro, 15 Colombo, 21 Fernandez . Allenatore: Walter Mazzarri .
Marcatori: 8' Guarin, 39' Milito, 9' st Cavani
Arbitro: Nicola Rizzoli (sez. arbitrale di Bologna)
Ammoniti: 28' Handanovic, 43' Gamberini, 13' st Gargano, 15' st Pandev, 16' st Behrami.
Spettatori: 57.374
LE PAGELLE [ da www.fcinternews.it ]
HANDANOVIC 6,5 – Insigne e Hamsik non prendono bene la mira, Cavani si divora un gol fatto ma in off-side. Prende un giallo stupido per perdita di tempo dopo nemmeno mezz’ora. Nella ripresa compie su Inler una grande prodezza, avvalorata dal fatto di essere coperto. Poco dopo nulla può sul gol di Cavani, anzi prima era stato fantastico su Pandev (in fuorigioco). Tempestivo sul pallone strozzato di Pandev che poteva arrivare a Cavani.
RANOCCHIA 7 – In un quarto d’ora due splendide chiusure su Cavani prima e Hamsik poi. Piccolo pasticcio coi compagni di reparto che agevola un tiro di Hamsik, rimedia con l’ottima chiusura per tempistica sul Matador. Si oppone alla grande su Insigne poco prima che Cavani trovi il tap-in che riaccende le speranze del Napoli. Quando chiamato a mettere pezze c’è sempre, specie quando si immola sul bolide ancora del bomber uruguagio.
CAMBIASSO 7,5 – Nonostante le rassicurazioni di ieri verso Silvestre, alla fine tocca al Cuchu prendere il posto di Samuel. Cavani gli scappa via in velocità una volta, ma poi è sempre lucido e attento. E anche furbo. Per superarlo Cavani deve tirare da zero metri. Recita come sempre da leader, sempre tempestivo negli anticipi, quando può si spinge anche in avanti. Davvero magistrale.
JUAN JESUS 7 – Lo spauracchio Cavani agisce prevalentemente dalle sue parti, magari poi spostandosi dalle parti di Ranocchia. Il brasiliano riesce a trattenerlo sempre in maniera diligente (scambiandosi anche qualche parola non proprio cortese) mostrando una forza dirompente anche quando si sgancia in avanti. L’unico brivido del primo tempo è l’assist involontario per la volée di Insigne. Anche nella ripresa poche sbavature è tanta presenza. Risale, rapidamente.
NAGATOMO 6,5 – Se da un lato Pereira prova a spingere, dall’altro lui si impegna maggiormente nel distruggere le iniziative di Zuniga prima e Insigne poi, per non lasciare troppo sola la difesa. Coraggioso prima della fine del primo tempo quando salva dalla spazzatura un bel pallone: se Cassano ci avesse creduto un po’ di più… Ripresa di fatica e grande sacrificio, poi sul lancio perfetto di Guarin si fa ipnotizzare da De Sanctis.
ZANETTI 6 – Incredibilmente infilato da Cavani nell’azione che porterà al tiro Insigne, bisticcia un po’ col pallone pur mettendoci sempre ordine e disciplina. A due minuti dalla fine, semina lo scompiglio nell’area partenopea con un’accelerata delle sue.
GARGANO 5,5 – Forse intimidito dalla sfida coi suoi ex compagni, l’uruguagio fatica ad incidere, sbagliando troppo spesso la mossa da fare e facendo correre qualche rischio di troppo. Sembra migliorare nella ripresa, poi però commette altre ingenuità.
GUARIN 7,5 – Una mossa che sembra presa a prestito da una scacchiera: pallone al contagiri di Cassano dalla bandierina e checkmate a De Sanctis con un grande inserimento e un tiro al volo implacabile per il vantaggio Inter. Poi si alterna tra grandi recuperi e sfuriate, qualche leggerezza e sportellate continue con Behrami, sanzionate raramente da Rizzoli. Ma il colombiano è in serata di grazia, e lo dimostra quando con una magia apre le porte del gol a Milito. Poi si inventa altre due pennellate per Nagatomo prima e Palacio poi, e cerca anche gloria personale.
PEREIRA 6,5 – Il suo primo affondo vale il corner dal quale nasce il vantaggio interista. Poi procede un po’ a corrente alternata, ma il duello con Maggio nel primo tempo è suo. Dalla sua sgroppata nasce anche l’azione del raddoppio. Grandissimo il recupero ad inizio ripresa a lanciare Cassano che viene fermato dal palo. Sul rush finale, intervento da brividi ad anticipare Mesto.
MILITO 6,5 – Per vederlo sul taccuino bisogna attendere 21 minuti, quando prova a concretizzare invano un uno-due con Cassano. Sulla seconda combinazione, arriva lo scontro dubbio del barese con Britos sul quale Rizzoli lascia correre. Occorre la magia di Guarin per permettergli di sbloccarsi dopo oltre un mese trovando la rete del raddoppio. E’ su di lui che Behrami commette il fallo che gli costa un giallo risparmiatogli molto a lungo. Esce stremato.
DAL 74’ COUTINHO SV – Nell’ultimo quarto d’ora, Stramaccioni prova a dare la scossa cambiando l’attacco. Prova ad aiutare a tenere alta la squadra.
CASSANO 6,5 – Il rientro probabilmente più atteso, quello di FantAntonio. E dopo pochi minuti si capisce perché: il cioccolatino del vantaggio del Guaro parte dal suo piede vellutato. Britos gli rifila in area uno spintone colpevolmente non sanzionato da Rizzoli. Rientra pur sofferente, apparendo a sprazzi. Stramaccioni pensa di sostituirlo con Palacio, lui gli chiede di restare e poco dopo centra un legno.
DAL 60’ PALACIO 5,5 – Il Trenza entra con dieci minuti di ritardo rispetto al previsto. Sempre bravo ad aprire spazi ai compagni, quando però è lui a dover essere servito arriva sempre con un pizzico di ritardo. Poi spreca due ottime palle gol, prima non riuscendo a sfruttare un erroraccio di Britos facendosi anticipare da Cannavaro poi mandando fuori di poco.
All. STRAMACCIONI 7 – Nel primo tempo quasi si gode la partita come se fosse di fronte ad uno schermo gigante e stesse giocando alla PlayStation: ottima gestione dell’incontro, coi due gol arrivati proprio nelle occasioni più favorevoli, poi una grande difesa e un centrocampo super-attento, trascinato da un Guarin d'acciaio, fa il resto. Nella ripresa il Napoli cambia le carte, trova il gol in maniera fortunosa e ci crede, ma anche qui la linea arretrata nerazzurra fa il suo mestiere alla perfezione. Alla fine è festa, e la convinzione che contro le grandi l’Inter sa essere davvero grande.
sabato 8 dicembre 2012
SABATO 15/12 CENA AUGURI CON LAZIO-INTER E TOMBOLA A PREMI.. CALENDARIO AI PRIMI 10!
Amici interisti, soci Inter Club Reggio Emilia e simpatizzanti,
siete tutti invitati, con amici e fidanzate, alla Cena degli Auguri di Natale!
SABATO 15 DICEMBRE ORE 20.30 presso Taverna "MYKONOS"
DURANTE LA CENA SI TIFA ASSIEME GUARDANDO LAZIO-INTER!!
Quest'anno abbiamo scelto un nuovo ristorante, molto apprezzato,
che ha appena aperto in città: la taverna di specialità greche "Mykonos".
In Via Martiri di Cervarolo 100/A (RE). Vale la pena provare una serata speciale!!
COSTO
19 euro a testa (incluso coperto e visione partita)
MENU
- pita: il tipico "pane" greco
- tzatziky: probabilmente la salsa più famosa della cucina greca, a base di yoghurt, aglio e cetrioli, è ampiamente utilizzata come accompagnamento di molti piatti, soprattutto a base di carne, e come condimento nella “pita con gyros”.
- mousakas: sformato di ragù e melanzane (piatto tipico)
- kolokiftdes: frittelle di zucchine con carne macinata
- saganaky: formaggio fritto, molto saporito e tipicop.
- un piatto di souflaky a testa: spiedini di carne misti, di pollo e di maiale
- vini sfusi da 500 ml
- acque
TOMBOLA CON MAGLIA AUTOGRAFATA E PREMI
Durante la serata verrà effettuata una Tombola tra tutti i presenti con in palio la maglia rossa autografata di un grande campione dell’Inter attuale e altri gadgets nerazzurri.
PRESENTAZIONE CALENDARIO 2012
La sera stessa verrà presentato il Calendario 2013 dell’Inter Club Reggio Emilia. Saranno presenti come guest star alcune delle ragazze che hanno posato per il calendario (ne vedete una foto in anteprima).
IN REGALO IL CALENDARIO AI PRIMI 10 SOCI O SIMPATIZZANTI CHE SI PRENOTANO PER LA CENA !!
E' gradita la prenotazione.
Info tel. 339.3205650 e 348.2990278
giovedì 6 dicembre 2012
INTER-PALERMO, FATTORE C E TRE PUNTI D'ORO
Un autogol fa vincere l'Inter, ora terza da sola.
Ecco i pensieri "pro e contro" in vista del Napoli.
IL COMMENTO - di Luca Marani
FATTORE C - Stavolta ci è andata bene. Non bisogna vergognarsi di avere un po' di fortuna, ogni tanto. Primo, ci vuole anche quella. Secondo, non abbiamo tolto granchè agli avversari. Il povero Gasp si sarebbe accontentato dello 0-0 che - diciamolo - era il risultato ideale di una di quelle partite "un po' così" (eufemismo), senza arte nè parte. E mentre digito queste righe mi sento pervadere di onestà intellettuale e penso a cosa avrei scritto, affranto, se questa partita l'avessimo pareggiata o addirittura persa. Partite del genere sono l'esatto contraltare di quelle in cui prendi pali e traverse e poi fanno gol gli altri. Durante la visione dal divano, in condizioni meteo ben più confortevoli dello stadio (la combinazione prevedibile partitaccia più freddo era micidiale, specie dopo la trasferta a Parma e nonostante l'abbonamento), stavo prendendo serenamente coscienza che non avremmo mai segnato. A meno che, appunto. Ecco perchè sono tre punti che valgono sei: ci finiscono in tasca in maniera avventurosa, consentono di spezzare la serie negativa, ci tengono a galla gratis. Ecco, vista da questa angolazione, è stata una gran partita (sospiro).
VITTORIA CHIAVE - A mente fredda, col successo in tasca e in vista del Napoli (domenica sera ci sarà bisogno anche del pubblico), ribadisco che i campionati si vincono anche e soprattutto contro le piccole. In quelle partite dove hai tutto da perdere, per intenderci. Partite che le grandi Squadre (l'Inter di Mancini e di Mou, la Juve di Capello, ahimé) vincevano sempre, mentre le squadre "del bel gioco" osannate da tutti, vedi Roma di Spalletti o Fiorentina di Montella, puntualmente non portano a casa. Alla fine, la differenza in classifica sta proprio lì. Perchè puoi vincere 3-1 e dominare contro la Rubentus, nonostante tutto e tutti, impartire lezioni di calcio e vincere 10 partite consecutive, ma se poi ti blocchi contro Atalanta, Cagliari e Parma, come accaduto all'ultima Inter, ecco che hai sprecato tutto. Ed ecco perchè col Palermo contava vincere. Punto.
SCELTE OPINABILI - Ma proprio per l'importanza di certe partite sulla carta scontate, mi sento di tirare le orecchie a Strama, così come già fatto a Bergamo una volta letto il nome di Silvestre - alias "si salvi chi può" - tra i titolari in difesa (gli avremmo preferito Cambiasso). Perché se è vero che Inter-Napoli sarà decisiva per continuare il sogno Scudetto e per la lotta al secondo posto che, non dimentichiamolo, vale la Champions League senza preliminari e tanti milioncini di euro in più per il mercato, se l'Inter non avesse battuto il Palermo oggi saremmo qui a parlare di una sfida (quasi) inutile. Contava vincere, tornare a fare punti. Stramaccioni lo sapeva, ma cosa ha fatto? Ha lasciato a casa Sneijder (di questo non parlo, parlatene con Branca alias "Alvarez 11 milioni") e tenuto in panchina Guarin e Nagatomo. Praticamente come mutilare di spinta una squadra già priva di talento vista l'assenza di Cassano. Non a caso, il "gol" è maturato solo dopo la sferzata, se non altro emotiva, data dall'ingresso in campo del giapponese e del colombiano. Giocatori che contro il Napoli dovranno, e sottolineo dovranno, essere schierati titolari.
DUBBI E CERTEZZE - Un po' di sereno all'orizzonte si vede. E questa Inter ne ha tanto bisogno. Ritornerà Cassano dopo la squalifica, che si è dimostrato un faro insostituibile nell'attacco nerazzurro, una vera "luce", e con lui siamo certi che anche il Principe e Palacio torneranno ai fasti di un mese fa. Potete scommetterci. Mettiamoci poi i rientri dal primo minuto di Guarin e Nagatomo e la presenza in difesa di un Ranocchia che sta tornando in gran forma (il migliore della retroguardia contro il Palermo, senza contare l'improbabile "assist" per l'autogol). Infine, prendiamo in considerazione il fatto che l'Inter finora nei big-match non ha mai fallito, battendo Juventus, Milan e Fiorentina. Le grandi sfide, insomma, esaltano i nerazzurri e soprattutto i nostri senatori. A queste certezze però si sommano i dubbi. Primo, l'Inter appare stanca dopo la grande rincorsa delle 10 vittorie consecutive, proprio nei suoi uomini chiave (Milito, Cambiasso, Zanetti). Secondo, il caso Sneijder potrebbe aver un po' distratto l'ambiente. Terzo, ma non meno importante: col Napoli mancherà Samuel, squalificato. Ranocchia e Juan Jesus garantiscono sicurezza, ma dovranno fare a meno contro Matador e compagni del loro riferimento centrale.
DIFESA A 4? - Per questo motivo, sperando (non ce ne voglia ma è così) di non rivedere in campo Silvestre, si può dunque ipotizzare un cambio di modulo che preveda il ritorno alla difesa a 4, col dubbio se giocare a 2 o 3 punte davanti, partendo dal presupposto che non puoi scoprirti troppo contro il Napoli, ma è anche vero che i migliori risultati, vedi Torino, li hai ottenuti proprio col tridente pesante. Opzione che, con un eventuale Sneijder in panchina pronto a sostituire Cassano nel secondo tempo quando il barese avrà esaurito la benzina, sinceramente convince di più il sottoscritto. Ecco dunque l'Inter che potremmo vedere domenica: un 4-3-1-2 con Handanovic in porta, difesa a 4 con Zanetti, Juan Jesus, Ranocchia e Nagatomo, centrocampo con Gargano, Cambiasso e Guarin e attacco con Cassano libero di inventare con Palacio e Milito. In alternativa, un 4-4-2 più coperto con l'eventuale inserimento di Pereira e due tra Milito, Palacio, Sneijder (?) e Cassano (forse l'unico davvero sicuro del posto, considerato anche che non ha i 90 minuti nelle gambe). Staremo a vedere, l'importante è che il "fattore C" sia ancora dalla nostra parte. Perchè il calcio è fatto di episodi e ci vuole anche quello...
IL TABELLINO
INTER-PALERMO 1-0
INTER (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti(Nagatomo 64’s.t.), Gargano, Cambiasso(Mariga 81’s.t.), Pereira; Coutinho; Palacio, Milito(Guarin 63’s.t.). A disp.: Castellazzi, Belec, Benassi, Silvestre, Jonathan, Romanò, Mbaye, Duncan, Alvarez, Livaja. All. Stramaccioni.
PALERMO (3-4-3): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Kurtic, Pisano; Ilicic(Budan 76’s.t.), Brienza(Giorgi 68’s.t.); Dybala(Zahavi 79’s.t.). A disp.: Benussi, Viola, Milanovic, Labrin, Brichetto, Rios, Sanseverino, Goldaniga. All.: Gasperini.
Arbitro: Bergonzi.
Marcatori: Garcia (Autorete) 74’s.t.
Ammoniti: Barreto (P), Pereira (I), Garcia (P), Kurtic (P), Samuel (I).
Ecco i pensieri "pro e contro" in vista del Napoli.
IL COMMENTO - di Luca Marani
FATTORE C - Stavolta ci è andata bene. Non bisogna vergognarsi di avere un po' di fortuna, ogni tanto. Primo, ci vuole anche quella. Secondo, non abbiamo tolto granchè agli avversari. Il povero Gasp si sarebbe accontentato dello 0-0 che - diciamolo - era il risultato ideale di una di quelle partite "un po' così" (eufemismo), senza arte nè parte. E mentre digito queste righe mi sento pervadere di onestà intellettuale e penso a cosa avrei scritto, affranto, se questa partita l'avessimo pareggiata o addirittura persa. Partite del genere sono l'esatto contraltare di quelle in cui prendi pali e traverse e poi fanno gol gli altri. Durante la visione dal divano, in condizioni meteo ben più confortevoli dello stadio (la combinazione prevedibile partitaccia più freddo era micidiale, specie dopo la trasferta a Parma e nonostante l'abbonamento), stavo prendendo serenamente coscienza che non avremmo mai segnato. A meno che, appunto. Ecco perchè sono tre punti che valgono sei: ci finiscono in tasca in maniera avventurosa, consentono di spezzare la serie negativa, ci tengono a galla gratis. Ecco, vista da questa angolazione, è stata una gran partita (sospiro).
VITTORIA CHIAVE - A mente fredda, col successo in tasca e in vista del Napoli (domenica sera ci sarà bisogno anche del pubblico), ribadisco che i campionati si vincono anche e soprattutto contro le piccole. In quelle partite dove hai tutto da perdere, per intenderci. Partite che le grandi Squadre (l'Inter di Mancini e di Mou, la Juve di Capello, ahimé) vincevano sempre, mentre le squadre "del bel gioco" osannate da tutti, vedi Roma di Spalletti o Fiorentina di Montella, puntualmente non portano a casa. Alla fine, la differenza in classifica sta proprio lì. Perchè puoi vincere 3-1 e dominare contro la Rubentus, nonostante tutto e tutti, impartire lezioni di calcio e vincere 10 partite consecutive, ma se poi ti blocchi contro Atalanta, Cagliari e Parma, come accaduto all'ultima Inter, ecco che hai sprecato tutto. Ed ecco perchè col Palermo contava vincere. Punto.
SCELTE OPINABILI - Ma proprio per l'importanza di certe partite sulla carta scontate, mi sento di tirare le orecchie a Strama, così come già fatto a Bergamo una volta letto il nome di Silvestre - alias "si salvi chi può" - tra i titolari in difesa (gli avremmo preferito Cambiasso). Perché se è vero che Inter-Napoli sarà decisiva per continuare il sogno Scudetto e per la lotta al secondo posto che, non dimentichiamolo, vale la Champions League senza preliminari e tanti milioncini di euro in più per il mercato, se l'Inter non avesse battuto il Palermo oggi saremmo qui a parlare di una sfida (quasi) inutile. Contava vincere, tornare a fare punti. Stramaccioni lo sapeva, ma cosa ha fatto? Ha lasciato a casa Sneijder (di questo non parlo, parlatene con Branca alias "Alvarez 11 milioni") e tenuto in panchina Guarin e Nagatomo. Praticamente come mutilare di spinta una squadra già priva di talento vista l'assenza di Cassano. Non a caso, il "gol" è maturato solo dopo la sferzata, se non altro emotiva, data dall'ingresso in campo del giapponese e del colombiano. Giocatori che contro il Napoli dovranno, e sottolineo dovranno, essere schierati titolari.
DUBBI E CERTEZZE - Un po' di sereno all'orizzonte si vede. E questa Inter ne ha tanto bisogno. Ritornerà Cassano dopo la squalifica, che si è dimostrato un faro insostituibile nell'attacco nerazzurro, una vera "luce", e con lui siamo certi che anche il Principe e Palacio torneranno ai fasti di un mese fa. Potete scommetterci. Mettiamoci poi i rientri dal primo minuto di Guarin e Nagatomo e la presenza in difesa di un Ranocchia che sta tornando in gran forma (il migliore della retroguardia contro il Palermo, senza contare l'improbabile "assist" per l'autogol). Infine, prendiamo in considerazione il fatto che l'Inter finora nei big-match non ha mai fallito, battendo Juventus, Milan e Fiorentina. Le grandi sfide, insomma, esaltano i nerazzurri e soprattutto i nostri senatori. A queste certezze però si sommano i dubbi. Primo, l'Inter appare stanca dopo la grande rincorsa delle 10 vittorie consecutive, proprio nei suoi uomini chiave (Milito, Cambiasso, Zanetti). Secondo, il caso Sneijder potrebbe aver un po' distratto l'ambiente. Terzo, ma non meno importante: col Napoli mancherà Samuel, squalificato. Ranocchia e Juan Jesus garantiscono sicurezza, ma dovranno fare a meno contro Matador e compagni del loro riferimento centrale.
DIFESA A 4? - Per questo motivo, sperando (non ce ne voglia ma è così) di non rivedere in campo Silvestre, si può dunque ipotizzare un cambio di modulo che preveda il ritorno alla difesa a 4, col dubbio se giocare a 2 o 3 punte davanti, partendo dal presupposto che non puoi scoprirti troppo contro il Napoli, ma è anche vero che i migliori risultati, vedi Torino, li hai ottenuti proprio col tridente pesante. Opzione che, con un eventuale Sneijder in panchina pronto a sostituire Cassano nel secondo tempo quando il barese avrà esaurito la benzina, sinceramente convince di più il sottoscritto. Ecco dunque l'Inter che potremmo vedere domenica: un 4-3-1-2 con Handanovic in porta, difesa a 4 con Zanetti, Juan Jesus, Ranocchia e Nagatomo, centrocampo con Gargano, Cambiasso e Guarin e attacco con Cassano libero di inventare con Palacio e Milito. In alternativa, un 4-4-2 più coperto con l'eventuale inserimento di Pereira e due tra Milito, Palacio, Sneijder (?) e Cassano (forse l'unico davvero sicuro del posto, considerato anche che non ha i 90 minuti nelle gambe). Staremo a vedere, l'importante è che il "fattore C" sia ancora dalla nostra parte. Perchè il calcio è fatto di episodi e ci vuole anche quello...
IL TABELLINO
INTER-PALERMO 1-0
INTER (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti(Nagatomo 64’s.t.), Gargano, Cambiasso(Mariga 81’s.t.), Pereira; Coutinho; Palacio, Milito(Guarin 63’s.t.). A disp.: Castellazzi, Belec, Benassi, Silvestre, Jonathan, Romanò, Mbaye, Duncan, Alvarez, Livaja. All. Stramaccioni.
PALERMO (3-4-3): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Kurtic, Pisano; Ilicic(Budan 76’s.t.), Brienza(Giorgi 68’s.t.); Dybala(Zahavi 79’s.t.). A disp.: Benussi, Viola, Milanovic, Labrin, Brichetto, Rios, Sanseverino, Goldaniga. All.: Gasperini.
Arbitro: Bergonzi.
Marcatori: Garcia (Autorete) 74’s.t.
Ammoniti: Barreto (P), Pereira (I), Garcia (P), Kurtic (P), Samuel (I).
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