venerdì 31 gennaio 2014

UMILIATI DALLA JUVE: MAZZARRI VUOLE ABBANDONARE LA NAVE?


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

“Il meglio deve ancora venire”: questo il titolo del libro appena uscito del nostro mitico timoniere . Mitico a tal punto che con il tempo sta assumendo sembianze sempre piu’ “schettinesche”!.... Il meglio deve ancora venire? Ma, caro Mazzarri, chi ha scelto questo titolo così sfacciatamente irriverente verso la nostra blasonata e gloriosa Inter in un periodo del genere?... Un timoniere capace di far fare alla propria “accozzaglia” di calciatori solo 8 punti nelle ultime 10 partite, solo 2 punti nel 2014 (peggiore squadra in assoluto della seria A…), solo 2 gol (Nagatomo e Rolando) nelle 6 partite del 2014; e finisco qui perché, dalla partita vinta autorevolmente ad Udine in campionato (fatta eccezione per l’ultima mezz’ora del derby), di statistiche di segno negativo ce n’è a volontà!...

Seguo il calcio e la mia Inter da sempre (marzo 1968….) e non voglio addossare tutte le colpe a Mazzarri, ben sapendo quanti e quali limiti ha la nostra attuale fragile ed incapace dirigenza (non mi riferisco ovviamente al neo-arrivato presidente…); ma da un allenatore scafato e grintoso qual è il toscano non si possono accettare tante, troppe scelte ed atteggiamenti perdenti…
Ero addirittura riuscito a recuperare del sano ottimismo, dopo la discesa in campo di Erick Thohir: piazza pulita dei ricatti bianconeri, rapporto con Guarin ricucito o quasi, trattativa lampo con l’intollerante Lotito per portare in nerazzurro un campione vero e non il solito comprimario.

Il nuovo proprietario ce l’aveva messa tutta per riportare un minimo di entusiasmo in una squadra che, da novembre, sembra impossibilitata ad uscire dal tunnel della depressione sportiva.
Nessuno pretendeva di uscire dallo Juventus Stadium con una vittoria scacciacrisi. Persino i sassi conoscono la superiorità attuale dell’undici di Conte rispetto non soltanto al caos calmo di Mazzarri, ma anche a tutte le altre compagini di Serie A.
Le sonore sconfitte rimediate da Napoli e Roma in quel di Torino parlavano molto chiaramente, in tal senso.
Eppure ci aspettavamo qualcosa di diverso.
Ci aspettavamo almeno un’Inter motivata, cazzuta, pronta a giocarsela con tutte le (poche) armi a sua disposizione.

Mazzarri invece non ci crede più da troppo tempo. Certe interviste parlano chiaro, purtroppo….
E nonostante la società abbia provato a soddisfarne almeno in parte le richieste, lui continua imperterrito a crogiolarsi nel nulla di un canovaccio tattico stantìo e arrivato oltre la soglia della previdibilità.
È riuscito persino a rinunciare all’utilizzo immediato di un D’Ambrosio qualsiasi per lasciare che Jonathan fosse deriso da Asamoah, mentre sulla fascia opposta Nagatomo palesava per l’ennesima volta tutti i limiti difensivi di un nazionale nipponico lasciato verosimilmente troppo libero di cazzeggiare senza fargli sentire il peso della responsabilità individuale.

Schierare un’Inter banalotta e sgonfia non è certo quello che ci si aspetta da un tecnico esperto che guadagna fior di quattrini. Dovrebbe cavare il sangue dalle rape? Certo che sì, dico io.
O almeno restituire dignità ad un gruppo sicuramente mediocre, ma reso ben peggiore dall’evidente sfiducia globale e dalla generale atmosfera dimessa e rassegnata che si respira ormai settimanalmente.
Nessuna scossa, nessuna idea nuova, gioco ancora appoggiato su esterni incapaci ormai persino di controllare il pallone, difesa che dopo sei mesi di allenamenti non ha ancora imparato a gestire il più elementare dei movimenti.

Il coraggio che mi aspettavo e mi aspetterei da uno come Mazzarri non riesco più a ritrovarlo, e non capisco come se ne possa giusitificare l’immobilismo e il costante disimpegno in fallo laterale a suon di scarica-barile sul primo capro espiatorio che capiti a tiro.
Domenica è stato il turno di Kovacic, in una mossa talmente vigliacca e sconfortante da far addirittura pensare fosse fatta per lasciar strada libera ad Hernanes nell’immediato futuro.
Un 19enne in palese difficoltà da settimane, per limiti di personalità abbastanza normali, quando esordisci in una delle peggiori Inter degli ultimi vent’anni e vieni poi riproposto, nella stagione successiva, perennemente fuori ruolo e costantemente a predicare nel vuoto di un centrocampo inesistente.
Come se non bastasse, vai in tv e affossi uno dei tuoi talenti puntandogli il dito contro per non aver seguito Lichtsteiner, quando durante la partita mai e poi mai si è visto Mazzarri rimproverare Kovacic per un compito che, probabilmente, non gli era stato assegnato.
Posso sopportare la cocciutaggine tattica fino al parossismo, così come l’incapacità di adattare gli uomini al modulo e non viceversa, ma non posso davvero tollerare che un allenatore scafato come Walter da San Vincenzo trovi tempo soltanto per addebitare la sconfitta a qualcuno o qualcosa che non sia figlio di una sua decisione sbagliata.

Persino la scelta di lasciare fuori Guarin in un match così importante, al di là della disparità di forze in campo, mi è sembrata una bandiera bianca anticipata.
E non sopporto che la nostra Inter affronti una partita come il derby d’Italia con l’atteggiamento del condannato al patibolo, con la rassegnazione del perdente, a testa bassa, psicologicamente e tatticamente remissiva fin dal primo minuto.
La mediocrità non può e non deve tradursi sistematicamente in una scusa per non provare a cambiare registro: hai qualche buona pedina, hai la necessità di far rifiatare giocatori come Palacio, hai tutta la settimana per capire come schierare un undici che dia almeno qualche segno di vita e provi a lottare su ogni pallone, anche avendo giocatori limitati tecnicamente. Fallo, provaci, e se non hai nulla da perdere vai a Torino e giocatela, sorprendici, cambia le carte in tavola per quanto possibile!...
Invece no. Compitino tanto mediocre quanto vulnerabile e lezione di calcio da parte di una Juventus tutt’altro che irresistibile o particolarmente ispirata. È bastato il minimo sindacale ai bianconeri per imporsi senza neanche alzare il ritmo, mentre a Mazzarri bastava inserire due elementi capaci di dare un briciolo di compattezza e imprevedibilità in più per tornare a vedere una squadra che fosse almeno viva.
Ma sullo 0-3 son buoni tutti. Non servono 3 milioni e mezzo di euro all’anno per svegliarsi quando i buoi son scappati dal recinto!!! O per riproporre sempre la stessa scarsezza di idee per poi allargare le braccia come a dire che il materiale a sua disposizione è di livello mediocre….

Caro Walter, non mi stai piacendo e non mi sei mai piaciuto troppo, ma io amo l’Inter e non sopporto i presuntuosi che, oltretutto, non fanno nulla per evitare di essere tacciati come tali: guadagnati sul campo il tuo stipendio e vedi di invertire la tendenza!!!
Anche col poco che hai a disposizione, non ci meritiamo questo senso di rassegnazione e di immobilismo. Sei stato assunto proprio per evitarlo, ok?

TABELLINO E PAGELLE

Juventus (3-5-2): Storari 6; Barzagli 6,5 (61' Caceres 5,5), Bonucci 6, Chiellini 6,5; Lichtsteiner 7 (82' Isla sv), Vidal 7, Pirlo 7, Pogba 6, Asamoah 6,5; Tevez 6, Llorente 6 (85' Vucinic sv). A disp.: Rubinho, Vannucchi, Ogbonna, Peluso, Padoin, Marchisio, Pepe, Giovinco. All.: Conte 7
Inter (3-5-1-1): Handanovic 6,5; Campagnaro 5,5, Rolando 6, J. Jesus 4,5; Jonathan 4 (58' D'Ambrosio 6), Kovacic 5 (65' Botta 6), Kuzmanovic 5 (55' Milito 5,5), Taider 6, Nagatomo 4; Alvarez 5,5; Palacio 5,5. A disp.: Carrizo, Castellazzi, Ranocchia, Zanetti, Andreolli, Mudingayi, Samuel, Icardi, Milito. All.: Mazzarri 4

Marcatori: Lichtsteiner (J), Chiellini (J), Vidal (J), Rolando (I)
Ammoniti: Kuzmanovic (I), Pogba (J), Alvarez (I)
Arbitro: Rocchi, di Firenze

giovedì 30 gennaio 2014

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martedì 28 gennaio 2014

SPECIALE NOSTRO TG: LA VOCE DEI TIFOSI A SAN SIRO



LINK: GUARDA IL VIDEO


lunedì 27 gennaio 2014

INTER-CATANIA 0-0, SITUAZIONE IMBARAZZANTE, MAZZARRI CI METTA LA FACCIA


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Dopo mille polemiche arriva il momento della partita, ci piacerebbe dire finalmente, ma viste le recenti prestazioni, ormai è piu’ un supplizio più che un piacere. Squadra molle, con poche idee, con scarso entusiasmo: e come potrebbe essere diversamente, anche alla luce del prode Fassone che, non piu’ tardi di due settimane fa dichiarava che quest’anno non ci sono obiettivi?....

Mazzarri opta per Kuzmanović a centrocampo e Kovačić in panchina, con Palacio e Àlvarez pronti a innescare Milito. Partenza tutto sommato decente, occupiamo subito il campo e pressiamo alti. Dura comunque poco ed è soprattutto molto fine a se stesso: in 45 minuti riusciamo a collezionare solo calci d’angolo -battuti malissimo- e un solo tiro in porta, con Milito, al 25′.
Nella ripresa, dentro Kovačić per l’evanescente Kuzmanović. Un cambio totalmente in linea con in modus operandi del Mazzarri attuale, il croato incide poco anche per colpa della tendenza di Cambiasso a schiacciarsi sulla linea dei difensori. Al 60′ proprio il Cuchu si fa male ed entra Taider. La situazione cambia di poco, anzi, il Catania gioca tranquillo mentre noi sembriamo una squadra totalmente priva dell’ intenzione di far male all’avversario. Il buon WM inserisce Botta a dieci dalla fine preferendolo a Icardi, a mio avviso senza giustificazione; avrei preferito i tagli di Maurito, la sua propensione al gol e il suo colpo di testa sui tremila corner - anche se battuti un po’ a nerchia di leopardo - alla fantasia di Botta. Ma non è di certo la cosa peggiore vista a San Siro ieri. La partita si trascina stancamente fino al novantesimo, unica occasione da gol al minuto 86 (!) con Rolando di testa.

Mazzarri è un tipo sveglio e sta usando la sua esperienza per pararsi il culo. O almeno è questo quello che mi trasmette quando parla della nostra squadra. Sa che sta per partire il tritacarne e allora si tiene buona la stampa, non si lamenta degli arbitri, ammicca, fa il simpatico e promuove la sua autobiografia. I giornalisti non gli rompono le scatole, altri al suo posto sarebbero stati già crocifissi. Sembra farci quasi la coglionella quando neanche troppo velatamente colpevolizza il Belfodil o il Palacio di turno, dicendoci quasi “io il mio l’ho fatto”; no caro Walter, non sei un fenomeno della panchina, ma sei sicuramente abile per far meglio di così. Molto meglio di così. Una volta è colpa della sfortuna, una volta dell’inesperienza e un’altra ancora dello stadio che non sostiene. No no e no!

È vero, non abbiamo i campioni in campo, ma a giudicare dallo stipendio, abbiamo un asso della panchina, per cui, 8 punti contro Cagliari, Torino, Atalanta, Bologna, Sampdoria, Parma, Chievo, Genoa e Catania sono una miseria, un’offesa al nostro blasone, pur con tutte le attenuanti del caso.

Decidi cosa vuoi fare, Walter, se metterci la faccia e ringhiare ai giocatori oppure se restare in panchina che altrimenti ti si bagna il cappotto. Annaspiamo tutti nella stessa melma: sporcati le mani un pochino anche tu, ché noi siamo tre anni qui a sbattere gambe e braccia per non affogare.

In tutto questo mi ricorda Ranieri quando aveva capito di essere ormai spacciato. E no, non è una bella sensazione… Dopo un pareggio casalingo contro questo Catania, ultimo e con uno zero nei punti in trasferta, quello che ci si aspetta è una presa di coscienza da parte di tutti, e quello che un allenatore coinvolto nel progetto dovrebbe fare altro non è che un’ammissione di responsabilità. Può anche sentirsi incolpevole, ma sarebbe un segnale importante e che compatterebbe l’ambiente, un giocatore che si sente protetto dal suo allenatore è un giocatore che dà tutto per ripagarlo; troppo facile trovare sempre una scusa, penoso colpevolizzare i giocatori. Un allenatore sta lì anche per fare da parafulmine: certo, deve esserne disposto…. Se lo chieda e ci faccia sapere…..

TABELLINO E PAGELLE

Inter (3-4-1-2): Handanović 6; Campagnaro 6,5, Rolando 6,5, Juan Jesus 6 (81′ Botta sv); Jonathan 4,5, Kuzmanović 5 (46′ Kovačić 5), Cambiasso 5,5 (61′ Taider 6), Nagatomo 5; Álvarez 5,5, Palacio ; Milito 5. A disp.: Castellazzi, Carrizo, Samuel, Ranocchia, Zanetti, Andreolli, Icardi. All.: Mazzarri.
Catania (5-3-2): Frison; Peruzzi, Rolín, Legrottaglie, Bellusci (66′ Gyömbér ), Biraghi; Izco, Lodi, Rinaudo; Leto (70′ Castro), Bergessio. A disp.: Andújar, Ficara, Capuano, Almirón, Plašil, Guarente, Boateng, Keko, Maxi López. All.: Maran.

Arbitro: De Marco di Chiavari.
Note – Ammoniti: Kuzmanovic (I), Rinaudo, Legrottaglie (C).

domenica 26 gennaio 2014

TRASFERTA A TORINO, TUTTE LE INFO


JUVENTUS-INTER, TUTTE LE INFORMAZIONI

Vendita biglietti, indicazioni stradali e normativa striscioni: tutto quello che è da tenere in considerazione in vista di Juventus-Inter, gara valida per la 3a giornata di ritorno della Serie A Tim 2013/2014 che si giocherà allo "Juventus Stadium" di Torino domenica 2 febbraio alle ore 20.45.

- Per quanto riguarda i biglietti, la vendità inizierà lunedì 27 gennaio alle ore 10:00 e terminerà sabato 1 febbraio alle ore 19:00.
- Il prezzo dei tagliandi è il seguente: € 45,00 Intero e € 25,00 Ridotto Under 16. I prezzi sono gli stessi previsti per il settore "Curva" dei tifosi locali.
- Il settore ospiti dello "Juventus Stadium" conta 2.099 posti a sedere, così suddivisi: 1.016 per il 1° livello, 1.083 per il 2°. La vendita di quest'ultimo avverrà solo ad esaurimento del primo, su disposizione della Questura di Torino.
- I due livelli non sono comunicanti tra loro, pertanto non sarà possibile entrare al 2° anello con un biglietto di 1° e viceversa.

La vendita dei biglietti avverrà esclusivamente previa presentazione della Tessera del Tifoso "Siamo Noi" (che dovrà essere preventivamente attivata)*** e un documento d'identità valido.

Indicazioni stradali: arrivando dalla tangenziale, l'uscita da utilizzare per arrivare al Settore Ospiti è quella di "Venaria Reale".

In merito all'introduzione degli striscioni, sono comunicati qui di seguito gli indirizzi cui far pervenire le richieste: email: richieste.striscioni@juventus.com fax: 011.6563.9256

L'apertura dei cancelli è prevista per le ore 18:45

Per ogni ulteriore informazione è possibile consultare il sito ufficiale della Juventus Football Club: www.juventus.com

Fonte: www.inter.it/it/news/64694

TG C'E' SOLO L'INTER PER RE - 10^ PUNTATA



1^ PARTE - GUARDA IL VIDEO
2^ PARTE - GUARDA IL VIDEO


sabato 25 gennaio 2014

QUESTA DOMENICA JUVE-INTER ALL'ITALGHISA


APERTO A TUTTI !!! info 348.2990278

venerdì 24 gennaio 2014

GENOA-INTER, SCONFITTA SFORTUNATA NEL CAOS GENERALE


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

L’Inter affonda nel pantano dello stadio Ferraris. Terza sconfitta su quattro partite nel nuovo anno e mercato in entrata bloccato dalle cessioni che non arrivano. 
C’è del paradosso a guardar l’Inter. Perché è vero che non c’è gioco, che non c’è voglia, che non ci sono rigori, ma è anche vero che non c’è fortuna. In un momento dove è avvilente, ormai, prendersela anche con  giocatori e allenatore, l’Inter, bella e brutta come solo lei sa essere, cade a Marassi di fronte un coraggioso Genoa che nel finale raccoglie il vantaggio. Termina 1 a 0 per il Genoa (senza difesa titolare…) del gongolante Gasperini, dopo che l’undici di Mazzarri aveva cercato in tutti modi di mettere il pallone in rete. Aveva chiesto loro di essere affamati. E almeno su questo Mazzarri può dirsi  soddisfatto del primo tempo dei suoi. Sul campo pesantissimo di Marassi, l’Inter arriva a Genova per cercare la vittoria e non fosse stato per l’egosimo di Palacio il risultato sarebbe cambiato già nel corso della prima frazione di gioco. Una fitta pioggia rendere il gioco imprevedibile, ma non impedisce all’undici di Mazzarri di pressare gli avversari a rubar palla; ma questo, purtroppo, solo nei primi venti minuti….
C’è da disperarsi a guardare le condizioni della nostra Inter che, pur non avendo giocato una delle peggiori partite di questa stagione, ha dato l’idea di una squadra in caduta libera e senza riferimenti, fuori e dentro il campo.

Siamo prigionieri di un’ennesima stagione di transizione condita da un passaggio parziale di testimone (Moratti Presidente onorario e Thohir Presidente).
Come ebbi a scrivere circa un mese fa da queste parti c’era il rischio di creare confusione e di lasciare troppe cose a metà. Certo, ad una nuova proprietà serve tempo per capire prima di fare le prime mosse.
Inoltre a Giakarta forse pensano che l’attuale non sia la loro prima (mezza) stagione ma, in qualche modo, l’ultima della gestione morattiana.
Però resta un problema: una società di calcio è una faccenda con sopra scritto “maneggiare con cura” perché coinvolge molte persone che non hanno voglia di aspettare giugno lasciando che tutto accada senza che giungano segnali di cambiamento capaci di creare un clima di attesa, e slancio fatto di progettualità che veda mettere insieme una serie di tasselli (un po’ come nei Lego!).
Non si tratta solo di esporre intenti, rimandandoli ai prossimi mesi, ma di muovere qualche primo significativo passo nella direzione giusta. Mi immagino che a breve ci si aspetti un ricambio nella dirigenza, la chiusura di alcuni contratti e la scelta di 2/3 giocatori giusti, per qualità tecnico/tattiche e personalità.
Veniamo infatti da una sfilza di colpi “azzeccati” (Pereira-Silvestre-Schelotto-Andreolli-Kuzmanovic-Belfodil….) che solo qualche mossa giusta ci strapperebbe un sorriso di gioia… poi sarà il campo a dire la sua, come giusto che sia.

Un ‘ultima citazione per il prode Rizzoli che anche ieri, pur non arbitrando complessivamente male, in due momenti decisivi del match, si è ben guardato dall’assegnarci quanto da regolamento ci sarebbe spettato e che avrebbe potuto far girare diversamente una partita complicata per vari motivi; mi riferisco ad un chiaro fallo di mano di Cofie (rigore ed espulsione dello stesso, già ammonito) ed in precedenza ad un fallo da ammonizione dello stesso Cofie non sanzionato dal principe dei fischietti italioti (capirai quanto bravi e capaci siano glia altri!....).

IL TABELLINO

GENOA (3-5-2): Perin; Antonini, De Maio, Marchese; Vrsaljko, Sturaro (72' De Ceglie ), Bertolacci, Cofie, Antonelli; Gilardino, Fetfatzidis (76' Konate). A disp.: Bizzarri, Donnarumma, Pierre, Sampirisi, Biondini, Sokoli, Centurion, Stoian, Calaiò, Tozser. All.: Gasperini
INTER (3-4-2-1): Handanovic; Campagnaro, Rolando, J. Jesus (85' Botta); Jonathan, Kuzmanovic (63' Guarin), Cambiasso, Nagatomo; Alvarez (21' Kovacic), Palacio; Milito. A disp.: Carrizo, Ranocchia, Zanetti, Castellazzi, Andreolli, Samuel, Mudingayi, Taider. All.: Mazzarri.
Arbitro: Rizzoli
Marcatori:83' Antonelli
Ammoniti: Juan Jesus (I), Bertolacci, Cofie, Sturaro, Vrsaljko, Konate (G)

LE PAGELLE

Handanovic 5: il super portiere che l’anno scorso aveva salvato la baracca in più occasioni è ormai un ricordo. Le uscite alte sono diventate un tabù, per il resto appare sempre poco lucido. A tutto questo alterna per fortuna anche qualche buon intervento.
Campagnaro 5,5: dalla pedina fondamentale di inizio stagione si è trasformato in un difensore qualsiasi. Spesso insicuro e persino poco determinato, lui che ha nella grinta il suo punto forte
Rolando 6: nessun errore degno di nota a carico. Certamente il più in forma dei centrali
Juan Jesus 4,5: non gli si può addebitare mancanza di impegno, ma gli avanti genoani lo superano con troppa facilità e in alcune occasioni ad evitare il gol è solo il terreno di gioco malconcio
Jonathan 4,5: sbaglia tutto quello che può. Nella prima frazione di gioco davanti al portiere avversario si divora due gol che un giocatore di calcio non dovrebbe sbagliare. Nella ripresa, quando butta in cielo un pallone che avrebbe dovuto invece essere un cross facile facile al centro, fa capire che non è proprio giornata. Inoltre balbetta in nel finale in fase difensiva e proprio da lì subiamo il gol della sconfitta.
Kuzmanovic 6: il terreno di gioco non permette giocate di fino perciò prova a far valere la sua sostanza, a volte creando qualcosa di buono altre no. Resta comunque tra i più positivi e propositivi di questo periodo difficile
Cambiasso 6: forse il più lucido degli eroi del triplete rimasti in rosa. Per quanto il suo nel complesso lo faccia, troppo spesso va in affanno e permette agli avversari giocate che creano superiorità.
Nagatomo 5: forse soffre il fatto che si giochi sull’acqua più di altri compagni, ma non propone nessuna buona giocata e va più volte in confusione
Alvarez sv: abbandona al 20′ il terreno di gioco per un pestone preso. Peccato perché stava facendo bene in quel ruolo.
Palacio 6: Gioca più arretrato del solito ed è costretto a fare un lavoro non suo, un qualcosa che si avvicina ad una reinterpretazione del “terzino” alla Eto’o. Voto che è la media tra il lavoro fatto a supporto del fronte offensivo e in fase di contenimento e quanto sbagliato in fase di conclusione
Milito 5: la speranza è che riacquisti la forma migliore, il timore è che sia ormai ai titoli di coda…
Kovacic 5: alterna giocate meravigliose a errori di irritante banalità. Che sia un potenziale buon giocatore mentre altri no lo si vede ad occhio nudo, ma non c’è nulla da fare, è ben lontano dal decollare
Guarin 6: entra nella ripresa con un ottimo spirito, nonostante la poca chiarezza sul suo immediato futuro; prova a dare una scossa alla squadra piuttosto spenta del secondo tempo.
Botta sv: fa ancora una buona impressione, ma continua ad essere utilizzato col contagocce

All. Mazzarri 5: schiera (finalmente) due punte (o meglio schiera insieme due giocatori che nella vita fanno gli attaccanti) ma di fatto lì davanti non si capisce un granchè. La cosa preoccupante è che la squadra non ha neanche uno sviluppo embrionale di gioco, per quanto, certamente, anche gli interpreti non siano dei fenomeni. Vincere oggi non sarebbe certo stato un furto, perciò aver perso lascia terribilmente sconvolti. Ma perché, ad esempio, al posto di Alvarez, non ha fatto entrare subito Guarin in un campo così pesante anziché insistere su un calciatore come Kovacic piu’ leggero e che necessita di campi piu’ asciutti? Anche lui mi sembra in confusione da sin troppe partite!...

lunedì 20 gennaio 2014

SCAMBIO GUARIN-VUCINIC? PAROLA AI TIFOSI



Riceviamo e pubblichiamo i vostri messaggi 
Scriveteci: interclubreggio@gmail.com 

Buonasera, 
Leggo ora dello "scambio" GUARIN-VUCINIC: sono juventini anche i nostri "dirigenti" o il nuovo presidente di secondo nome fa LUCIANO come il radiatissimo innominabile?!?! 

Per impegni di lavoro frequento poco sia lo stadio che le attivita' vicine alla Squdra, ma credo che mi dispiacera' sempre meno..... 

Un caro saluto a tutti 
 Stefano Gatti

domenica 19 gennaio 2014

MAURO DEL BUE OSPITE A "C'E' SOLO L'INTER PER RE" 9^ puntata 16/01/2014



Del Bue: "Thohir è venuto all'Inter a fare il Barilli di turno?"
L'assessore allo sport ospite del TG "C'è solo l'Inter per Reggio Emilia.

  LINK: GUARDA LA PUNTATA


sabato 18 gennaio 2014

INTER CLUB ALLA MANIFESTAZIONE REGGIANA: FOTO E VIDEO

IL NOSTRO SERVIZIO:






LE NOSTRE FOTO:







giovedì 16 gennaio 2014

PARTY INTERISTA CON LE MONELLE NERAZZURRE ALL'ITALGHISA


SERATA INTERISTA CON LE MONELLE NERAZZURRE ALL'ITALGHISA!!!

La Fonderia Italghisa dedica il pre serata di Sabato 18 gennaio a tutti gli interisti presentando il Calendario 2014 delle "MONELLE NERAZZURRE"

Alle 21.30 cena con Menù Pizza a 15 euro per i tesserati Inter Club Reggio Emilia
(18 euro per i non tesserati)

(antipasto - pizza - vino/birra - acqua - caffè)

Alle h. 23 presentazione del Calendario con passerella delle "Monelle"
(possibilità di acquistare copia del Calendario stesso stampato in tiratura limitata, quindi..venite e affrettatevi a comprarlo!!)

Il calendario 2014 "MONELLE NERAZZURRE" è stato realizzato da fotografi interisti anonimi

Dalle h. 24 discoteca "FLUO ORIGINAL PARTY" con animazione delle "MONELLE NERAZZURRE" e l'esibizione LIVE dei "VINAI"


INGRESSO SOLO DISCOTECA

LISTA INTER CLUB RE Uomini 9 euro
                                                   Donna omaggio (se in lista)

INGRESSO INTERO 10 euro + 1 consumazione
Donna omaggio solo se in lista INTER CLUB RE o in altre liste

CONTATTI:

PER PRENOTAZIONE CENA O LISTA INTER CLUB RE 3482990278

INFO ITALGHISA 3200380658


martedì 14 gennaio 2014

INTER-CHIEVO 1-1, BRUTTO PAREGGIO E ANCORA RIGORE NEGATO


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Termina 1-1 il posticipo della 19-ma giornata di Serie A tra Inter e Chievo: bel primo tempo a San Siro, con Paloschi che sblocca subito il match con un gran destro a giro. Pochi minuti più tardi, però, Nagatomo pareggia i conti ma i nerazzurri hanno molto da recriminare, soprattutto per un secondo tempo giocato sotto le attese. Mazzarri boccia Ranocchia e Zanetti scegliendo Rolando e Kuzmanovic come titolari, avanzando Kovacic al posto dello squalificato Guarin. Corini invece sceglie Paloschi per affiancare Thereau in un tandem d’attacco ormai collaudato: solo panchina quindi per Pellissier. Ritmi molto alti a San Siro, con gli ospiti che passano subito in vantaggio grazie a una bella conclusione sotto la traversa di Paloschi; l’Inter però non demorde e pareggia immediatamente grazie a Nagatomo, che poco dopo trova anche la rete del raddoppio (annullata per presunta posizione di fuorigioco….). Kuzmanovic gestisce bene, Kovacic fatica a trovare la posizione ma sulla destra l’Inter carbura bene, come in occasione del cross di Jonathan che viene, però, sprecato da Palacio a due passi dalla porta. Il Chievo pressa alto ripartendo velocemente e Thereau è una minaccia costante per la retroguardia nerazzurra, ma la prima frazione termina 1-1. Il ritmo continua a essere infuocato: le azioni da gol in realtà latitano, ma l’agonismo mostrato in campo dalle squadre è ammirevole. Milito prende il posto di Cambiasso, andandosi a sistemare al fianco di Palacio, con Kovacic arretrato nel ruolo di mediano: nel frattempo Thereau si rende pericoloso con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner. Jonathan spinge poco, mentre Alvarez cala di rendimento complice anche un campo in difficili condizioni: il Chievo difende compatto nella propria area e, con i nerazzurri poco aggressivi sulle fasce, l’Inter non riesce a trovare sbocchi nonostante l’entrata di Botta nel finale al posto di Campagnaro. Proprio il nuovo entrato reclama un rigore a tempo praticamente scaduto, ma Tommasi (ovviamente) non è della stessa opinione e decreta la fine del match. Ennesima delusione, secondo tempo davvero inconcepibile, ennesima penalizzazione arbitrale! E con Fassone che, a fine gara, ammette che l’Inter per quest’anno non ha obiettivi!... D’altronde, cos’ha costui di nerazzurro?....

TABELLINO E PAGELLE

INTER (3-5-1-1): Handanovic 5,5; Campagnaro 6 (88′ Botta sv), Rolando 6, Juan Jesus 6; Jonathan 6, Kuzmanovic 6,5 (84′ Taider sv), Cambiasso 6 (65′ Milito 5,5), Alvarez 5,5, Nagatomo 6,5; Kovacic 6; Palacio 5,5. A disp.: Carrizo, Castellazzi, Zanetti, Andreolli, Mudingayi, Ranocchia, Samuel.
All.: Mazzarri.

Arbitro: Dino Tommasi di Bassano del Grappa. Marcatori: 6′ Paloschi (C), 12′ Nagatomo (I). Note – Ammoniti: Kovacic (I), Hetemaj (C).

lunedì 13 gennaio 2014

FRANCO TOSI OSPITE A "C'E' SOLO L'INTER PER RE" 8^p.

1^ PARTE - GUARDA QUI



2^ PARTE - GUARDA QUI



domenica 12 gennaio 2014

SEDE INTER CLUB CHIUSA FINO AL 19 GENNAIO



Ricordiamo a tutti i soci che la sede dell'Inter Club Reggio Emilia, ovvero ristorante pizzeria PICCOLO PARADISO di Via San Marco 10 a Villa Canali (RE), tel. 0522.361030, resterà chiusa per ferie dal 6 gennaio al 19 gennaio compreso. Alla riapertura, il 20 gennaio, chiedere come sempre di PINO per tesseramenti, biglietti, iniziative e ritiro tessere e gadget (per chi ha già fatto richiesta).

Ulteriori info al 348.2990278 (ore 19.30-21) - interclubreggio@gmail.com

venerdì 10 gennaio 2014

UNA BRUTTA INTER ESCE DALLA COPPA ITALIA. NEGATI 2 RIGORI.

Maicosuel anticipa Zanetti a segna a porta spalancata. L'Inter esce dalla coppa.

IL COMMENTO

FUORI DALLA COPPA ITALIA PER COLPE PROPRIE E DI CALVARESE

Fuori. Malamente e, tanto per cambiare, con il contributo arbitrale. L'Inter si chiude un'altra porticina che conduce all'Europa e va fuori anche dalla Coppa Italia dove, invece, va avanti l'Udinese  Segna Maicosuel che domenica aveva preso a sberle un giornalista in sala stampa, ieri ha preso,purtroppo, a sberle i nostri ragazzi.

Chi immaginava di rivedere la partita del 3 ottobre scorso al Friuli (0-3) deve immediatamente ricredersi. L'Udinese non è nemmeno quella che domenica scorsa ha preso tre schiaffi dal Verona, mentre l'Inter non è quella del 3 ottobre e, invece, sembra sorella di quella che le ha prese anche a Roma con la Lazio. Senza gioco, senza idee, senza concretezza, fragile dietro.

Mazzarri rilancia Milito dall'inizio (non giocava titolare dal 14 febbraio del 2013) che incide poco (una debole conclusione verso Kelava il primo tiro dopo 24'), ma subisce l’enorme ingiustizia di non vedersi assegnare un rigore solare per una vistosa trattenuta di Domizzi. La formazione nerazzurra è quella annunciata (e sciaguratamente inzuppata di riserve per una gara decisiva ai fini del prosieguo del cammino nell’unica competizione ancora alla nostra portata!), mentre Guidolin, a differenza di quel che si pensava, fa molto turnover lasciando fuori, innanzitutto Di Natale, poi Basta e e il portiere Brkic. La difesa è quella titolare, ma sono soprattutto i cambi (Widmer su tutti) a correre all'impazzata evidenziando l'età di Zanetti, le carenze di Mudingayi (sotto la doccia all'intervallo) e le lacune di Andreolli, bistrattato dalla rapidità, dalle finte e i dribbling dello scatenato Maicosuel. Un dato salta all'occhio: nell'Udinese giocano titolari cinque giocatori nati dal '90 in poi, nell'Inter uno solo:Kovacic. Le occasioni all’inizio sono dell'Udinese: Carrizo si salva sull'imprendibile (per Zanetti e Andreolli) Maicosuel che si beve tutti al 14' ma non può nulla al 32' quando Nico Lopez gli consegna una palla da depositare con opportunismo in rete. L'Inter ha un unico sussulto su un tiro cross di Kuzmanovic che colpisce l'incrocio, oltre al mancato rigore su Milito. Poi lo ha Mazzarri che butta dentro Palacio, Alvarez e Ruben Botta lamentando la mancata concessione di un altro rigore per un netto braccio di Widmer in area. Dubbi anche per un pallone bloccato da Kelava forse all’interno della porta, ma per Calvarese dubbi non ce ne sono: non è gol! L'Udinese trova ovvie praterie: Pinzi sfrutta male l'ennesimo assolo del Mago. Kelava deve intervenire solo su un colpo di testa di Samuel e corre un brivido a 2' dalla fine su una combinazione Samuel-Milito-Guarin chiusa fuori dal colombiano. Ai quarti va l’Udinese che affronterà Milan o Spezia.
Pessimo Calvarese che toglie 2 netti rigori ai nostri e fischia a senso unico, ovvero per i bianconeri di Guidolin. E se il pallone bloccato da Kelava era dentro la porta?

IL TABELLINO

Udinese-Inter 1-0 (p.t. 1-0)

UDINESE (3-5-1-1): Kelava; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Widmer, Badu, Allan, Pinzi, Gabriel Silva; Maicosuel (dal 44' s.t. Bruno Fernandes); Nico Lopez (dal 31' s.t. Pereyra). (Scuffet, Naldo, Bubnjic, Basta, Di Natale, Milnar, Jadson, Douglas, Lazzari, Zielinski). All. Guidolin
INTER (3-5-1-1): Carrizo; Andreolli, Samuel, Campagnaro; Zanetti (dal 16' s.t. Alvarez), Guarin, Mudingayi (dal 1' s.t. Palacio), Kuzmanovic, Nagatomo; Kovacic (dal 36' s.t. Botta); Milito. (Handanovic, Castellazzi, Jonathan, Rolando, Juan Jesus, Ranocchia, Cambiasso). All. Mazzarri

ARBITRO: Calvarese di Teramo
NOTE: ammoniti Danilo, Badu, Allan, Pinzi (U), Carrizo, Kovacic, Palacio (I)

mercoledì 8 gennaio 2014

KLOSE PUNISCE ANCORA, TUTTO UGUALE A UN ANNO FA


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Potremmo anche fare un “copia-incolla in bianco e nero” della partita dello scorso campionato…
Un’Inter impresentabile è stata battuta dalla Lazio, che ha fatto la sua partita difendendo con due linee compatte da quattro e da cinque, soffrendo parzialmente solo nel primo quarto d’ora della ripresa. Inutili i cambi tattici di Mazzarri, che ad inizio ripresa ha schierato Alvarez sulla trequarti, Guarin interno destro, Kuzmanovic interno sinistro, poi sostituito da Kovacic.

Con l’ingresso di Milito, Kovacic è andato sulla mezzala destra, mentre Alvarez è tornato sul centrosinistra, infine l’incomprensibile cambio Ranoccchia-Zanetti, con l’Inter a chiudere a quattro dietro con Zanetti-Rolando-Jesus-Nagatomo, Cambiasso e Kovacic a centrocampo, Jonathan ala destra, quasi terza punta, Alvarez di nuovo trequartista e Palacio e Milito in attacco. Quando non c’è il minimo movimento e il giro palla è scadente con passaggi sbagliati a raffica il risultato è non creare praticamente nulla per 90 minuti. Sono mancati tutti i soliti movimenti, il terzino che scatta quando la palla ce l’ha il difensore, la mezzala che va in profondità quando la palla ce l’ha il terzino, Guarin che va in area quando Palacio si allarga. La sconfitta è meritata perchè la Lazio almeno aveva creato prima del gol due o tre situazioni pericolose. L’Inter è apparsa lunga quando doveva impostare, i difensori erano staccati dal resto della squadra, mentre in fase di ripartenza la squadra non si distendeva mai. La Lazio attendeva, i difensori nerazzurri erano liberi d’impostare, ma nessuno si smarcava, Cambiasso camminava dietro Klose, gli altri fuggivano in avanti, la catena Cavanda-Gonzalez-Candreva neutralizzava Nagatomo e Kuzmanovic, poi Onazi chiudeva gli spazi a Kovacic, dall’altra parte la catena Radu-Hernanes-Lulic si disimpegnava con Jonathan e Guarin. In mezzo nessun problema per Ledesma su Alvarez. Palacio era solo in mezzo a Dias e Biava. Davvero provinciale la disamina finale di Mazzarri, che si attaccava al terreno di gioco, all’arbitraggio e rivendicava che si sarebbe meritato lo 0-0 finale, come se uno scialbo 0-0 fosse stato un risultato da salutare con favore.

Dopo Lazio-Inter hanno parlato solo Mazzarri e Milito. Nessun giornalista ha pensato di chiedergli se non ci fosse un nesso tra l’imbarazzante partita di ieri sera e le lunghissime vacanze, caso unico nella serie A italiana, concesse ai giocatori extraeuropei. Eppure mai causa ed effetto erano sembrati così evidenti. Bastava vedere Cambiasso camminare (più del solito), Alvarez vagare, Nagatomo perdere ogni sprint atletico con Cavanda, Palacio colto da inconsueto immobilismo. Il giorno dopo quasi nessun giornale è tornato sulle vacanze extralarge e alla vigilia della partita c’era chi si era spinto a considerare una mossa vincente quella di far tornare i sudamericani e Nagatomo solo quattro giorni prima della partita, nonostante ci fosse già il cattivo esempio della stagione scorsa, culminato nella batosta di Udine.

Siamo di fronte ad un caso di prostituzione intellettuale alla rovescia. Se all’Inter di Mourinho e Mancini non veniva perdonato nulla, nonostante gli incessanti successi, al contrario l’Inter di Mazzarri gode di un favore mediatico senza precedenti, nonostante il gioco orrendo e i risultati mediocri. In particolare la colonia argentina gode di un trattamento di favore a dir poco imbarazzante…

I VOSTRI PRONOSTICI

Nessuno ha azzeccato quello giusto. C'era troppo ottimismo dopo le feste...

IL TABELLINO

LAZIO (4-2-3-1): 1 Berisha; 29 Konko(Cavanda 15p.t.), 3 Dias, 20 Biava, 26 Radu; 24 Ledesma, 15 Gonzalez(Onazi 62's.t.); 87 Candreva(Ederson 88's.t.), 8 Hernanes, 19 Lulic; 11 Klose, A disposizione: 55 Guerrieri, 95 Strakosha, 2 Ciani, 5 Biglia, 7 Felipe Anderson, 14 Keita, 27 Cana, 85 Novaretti, 99 Floccari Allenatore: Edy Reja

INTER (3-5-1-1): 1 Handanovic; 23 Ranocchia(Zanetti 83's.t.), 35 Rolando, 5 Juan Jesus; 2 Jonathan, 11 Alvarez, 19 Cambiasso, 17 Kuzmanovic(Kovacic 60's.t.), 55 Nagatomo; 13 Guarin(Milito 76's.t.); 8 Palacio A disposizione: 30 Carrizo, 12 Castellazzi, 6 Andreolli, 7 Belfodil, 9 Icardi, 16 Mudingayi, 18 Wallace, 25 Samuel, 31 Pereira Allenatore: Walter Mazzarri
Arbitro: Damato
Marcatori: Klose(L) 80's.t.
Ammoniti: Dias(L), Guarin(I), Radu(L), Alvarez(I), Ledesma(L)

LE PAGELLE

Handanovic  5,5 - Viene chiamato in causa spesso con interventi lontano dai propri pali, riuscendo a far valere il suo temperamento. Non esente da colpe sul gol di Klose.
Ranocchia 3 - La dormita con Jonathan nel primo tempo è di quelle clamorose e rischia di propiziare il vantaggio firmato Lulic, con altre disattenzioni in fase di marcatura figlie del passo diverso con il bosniaco. Perde come sempre Klose in occasione del vantaggio della Lazio. Dal 83's.t. Zanetti s.v.
Rolando 6 - In alcune circostanze soffre la marcatura di Klose in piena area di rigore con il tedesco che riesce a prendergli il tempo, protagonista tuttavia di una prova priva di particolari sbavature.
Juan Jesus 6 - Riesce spesso a far vincere la sua vivacità e la sua sapiente lettura delle azioni di gioco, protagonista di diversi ripiegamenti preziosi con diagonali puntuali. Ma le quando è chiamato ad impostare l’azione.
Jonathan 5,5 - Soffre Lulic mostrandosi spesso disattento e poco sveglio in alcune situazioni di gioco, come in occasione del pasticcio con Ranocchia che per poco non porta al vantaggio firmato Lulic.
Alvarez 5 - Si muove in tutte le zone del centrocampo alla ricerca di palloni giocabili provando a ravvivare la manovra offensiva della squadra con le sue sterzate, non riuscendo però nel suo intento con le sue conclusioni che non centrano lo specchio della porta difesa da Berisha. Quello di inizio stagione è ormai uno sbiadito ricordo…
Cambiasso 6 - Il più preciso e puntuale in mezzo al campo riesce a smistare nel migliore dei modi il gioco della squadra, offrendo un certo contributo anche in fase di recupero della sfera di gioco.
Kuzmanovic 5,5 - Scolastico in fase di palleggio, troppo spesso corpo estraneo della manovra della squadra. Dal 60's.t. Kovacic 5,5 - Non un buon impatto per lui, mai entrato nel vivo della partita. Ma gioca anche poco….
Nagatomo 5,5 - Perde sistematicamente il confronto con Candreva che gli fa vedere le streghe, riuscendo però a far meglio in fase offensiva con la sua conclusione di testa in piena area di rigore neutralizzato da Berisha.
Guarin 5 - Si fa notare in campo soprattutto per il nervosismo palesato in campo che lo porta a ricevere un giallo nel primo tempo, forse eccessivamente disturbato dalle vicende di mercato e dal possibile futuro in Inghilterra. Dal 76's.t. Milito s.v.
Palacio 5,5 - Stretto nella morsa di Biava e Dias non riesce a pungere in avanti guardato a vista dei due centrali della Lazio, correndo spesso a vuoto per i pochi rifornimenti dalle sue parti.

Allenatore Mazzarri 4 - Pecca in fase di costruzione della manovra la sua formazione con tanti errori di precisione e spesso scelte azzardate, non riuscendo a cambiare mai il proprio ritmo per impensierire gli avversari. Squadra spenta, poco motivata e priva di slancio. Qualche panettone di troppo anche per il mister…

sabato 4 gennaio 2014

TG C'E' SOLO L'INTER PER REGGIO EMILIA 1°p 2014



GUARDA: TG 1^ PARTE


GUARDA: TG 2^ PARTE


venerdì 3 gennaio 2014

CENA AUGURI INTER CLUB ALL'ITALGHISA: LE FOTO










mercoledì 1 gennaio 2014

BUON 2014 DA INTER CLUB REGGIO EMILIA!!!