mercoledì 30 ottobre 2013

E' VERA INTER, MA A BERGAMO E' SOLO PARI


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Doveva essere la gara della continuità dopo il successo interno sul Verona, invece l’Inter impatta contro un’Atalanta determinata nel non concedere nulla (come al solito quando incontra la Beneamata) e alla fine Mazzarri si deve accontentare del quarto pareggio stagionale, il terzo in trasferta. Finisce 1-1 allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo. E’ francamente un pareggio che lascia un retrogusto amaro, sia per il volume e la discreta qualità di gioco dei nerazzurri (quelli VERI, non le sbiadite fotocopie….) sia per l’ennesimo torto subito dal mitico Rizzoli…

Accade tutto nel primo tempo, alla rete di Alvarez al 16’, risponde al 25’ un perentorio stacco di testa di German Denis, In barba al turn over, Mazzarri conferma quasi tutta l’Inter vincente sul Verona sabato scorso. Unici cambi, Samuel per Ranocchia e Handanovic, al rientro dalla squalifica, tra i pali al posto di Carrizo. Lo sloveno non e’ pero’ fortunato e dura solo un tempo; poi, nell’intervallo, e’ costretto a lasciare spazio a Carrizo per un guaio muscolare. Dall’altra parte, Colantuono inserisce Livaja in attacco con Denis e se la gioca a specchio con Mazzarri.

La partita inizia su ritmi alti e sono i nostri ad andare in gol con Ricky 'Maravilla' Alvarez che sblocca il match con una bella giocata in area. Poco dopo è Denis a pareggiare i conti:  in elevazione costringe il rientrante Samuel all’unico errore del match. Nella ripresa i ritmi calano e non si segna più.

Devo purtroppo segnalare l’ennesimo episodio “sfortunato” al 40° del secondo tempo, quando Rizzoli sorvola su un’evidente trattenuta in area su Icardi da parte di Stendardo, mandando su tutte le furie Mazzarri ed il popolo nerazzurro che invocava il sacrosanto rigore. Mazzarri in precedenza era passato al 3-5-2, inserendo Icardi per Guarin.

LE PAGELLE

INTER: Handanovic 6 (46' Carrizo 6,5); Rolando 6, Samuel 6, J. Jesus 5,5; Jonathan 6 (85' Taider sv), Guarin 6,5 (65' Icardi 6,5), Cambiasso 6,5, Alvarez 7, Nagatomo 6; Kovacic 5,5; Palacio 6,5 A disp.: Castellazzi, Andreolli, Ranocchia, Wallace, Donkor, A.Pereira, Kuzmanovic, Mudingayi, Olsen. All.: Mazzarri 6,5.

Marcatori: Alvarez (I) al 16 p.t., Denis (A) al 25° p.t.
Ammoniti: Stendardo (A), Canini (A), Migliaccio (A), Samuel (I)

lunedì 28 ottobre 2013

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domenica 27 ottobre 2013

PALACIO TRASCINA L'INTER: 4-2 AL VERONA. PROTESTA ULTRAS CONTRO LA LEGA CALCIO


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

I nerazzurri vincono 4-2 grazie ad una buona prestazione e ad un eccezionale Palacio. Qualche pecca difensiva ha offuscato una serata quasi perfetta contro un avversario capace di reagire troppo tardi. Non è bastata la grinta di Toni, autore di due assist, per salvare la formazione di Mandorlini.

In un clima vagamente surreale, con la protesta della Curva Nord, Walter Mazzarri conferma il 3-5-1-1 e lancia Kovacic trequartista con Alvarez a centrocampo, escludendo nuovamente Samuel nel reparto difensivo presidiato da Rolando, Ranocchia e Juan Jesus. Tra i pali Carrizo sostituisce lo squalificato Handanovic. Nel Verona la sorpresa riguarda l'attacco, dove Martinho viene preferito a Gomez.

La partita si apre con gli ultras che restano in silenzio e non espongono striscioni a sostegno della propria squadra. Solo uno contro le nuove norme su razzismo e discriminazione territoriale, in particolare sulla possibile chiusura di alcuni settori dello stadio: «Il progetto è chiaro: ci volete come non saremo mai... Così, seduti ed in silenzio». I tifosi vogliono dimostrare come sia impossibile attuare le nuove regole, definite una «farsa ridicola». Infatti dividono in due la Curva Nord: da una parte quello che si può fare e dall'altra quello che non si può fare. I cori contro Milano si alternano a quelli contro Napoli e i napoletani. Alla fine la domanda: «Adesso quale parte della Curva pensate di chiudere?».
La protesta si chiude con l'ultimo striscione rivolto alla Federcalcio: «Il calcio è passione, i tifosi la sua anima. Figc basta stupidi pretesti. Se volete continuare a svuotare gli stadi fatelo pure ma senza menzogne».

La tensione si scioglie grazie ai gol di Jonathan e Palacio, entrambi a segno su azione da calcio d'angolo nel giro di tre minuti: al 9' il brasiliano gira a rete alle spalle di Rafael con la deviazione decisiva di Moras, al 12' Palacio raddoppia grazie ad un rimpallo fortunato dopo un tiro di Guarin. È chiara la sofferenza sulle palle inattive del Verona che a San Siro disputa forse la sua peggior partita della stagione.
I gialloblu perdono molti palloni nella propria metà campo azionando il contropiede avversario, più volte condotto da un Guarin in grande spolvero. Al 31' è proprio il colombiano a tagliare in due la difesa degli ospiti ma l'ultimo passaggio verso Palacio avviene con un attimo di ritardo e l'argentino si fa cogliere in fuorigioco. Martinho sfrutta un errore di Juan Jesus e punisce l'Inter un minuto più tardi dopo una bella sponda di Toni nell'area avversaria, in una delle rare occasioni create dalla squadra di Mandorlini. La gioia dei veronesi dura poco, perchè al 38' Nagatomo colpisce il palo con una bella conclusione a girare e sulla ribattuta Cambiasso firma il 3-1 con la collaborazione di Palacio. Il capitano dell'Inter festeggia dedicando il gol a Cordoba, ricoverato in ospedale la scorsa settimana per una peritonite.

Nella ripresa il copione non cambia e il Verona continua a soffrire. Rafael scongiura momentaneamente un passivo più pesante opponendosi alla conclusione dal limite di Guarin, mentre Palacio viene fermato dall'arbitro per fuorigioco quando è solo davanti al portiere. L'argentino rimedia anche un'ammonizione perchè non sente il fischio e calcia a rete. L'appuntamento con il gol è solo rimandato perchè all'11' Rolando firma il primo gol in Serie A, il terzo della serata su azione da calcio d'angolo, dopo un tocco in area di un eccellente Palacio.

Sul 4-1 Mazzarri inserisce Kuzmanovic e Belfodil per 'risparmiarè Cambiasso e Palacio. La partita sembra ormai senza storia, l'Inter però si distrae un pò troppo e presta il fianco al ritorno dell'avversario che segna con Romulo al 26': secondo assist della serata di Toni e gol di sinistro del brasiliano. Lo stesso centrocampista fallisce il possibile 4-3 dall'interno dell'area e al 31' Toni viene fermato dall'arbitro per un presunto fallo prima di concludere a rete. L'attaccante del Verona continua a stupire per grinta e continuità di rendimento, confermandosi un pilastro della formazione veneta che chiude in avanti ma non riesce ad accorciare ulteriormente le distanze.

L'Inter regala così a Thohir la prima vittoria del nuovo corso. L'indonesiano è atteso a San Siro per la partita del 9 novembre contro il Livorno per vedere la propria squadra dal vivo e presentarsi al pubblico nerazzurro. Massimo Moratti vuole consegnare al successore una squadra in buona salute e in piena corsa per il podio del campionato. All'indonesiano spetterà il compito a gennaio di completare la rosa con qualche colpo di prestigio e preparare la squadra per l'Europa.

LE PAGELLE

INTER: Carrizo 6; Rolando 6,5, Ranocchia 5, Juan Jesus 5,5; Jonathan 6,5, Guarin 6,5, Cambiasso 6,5 (18' st 17 Kuzmanovic 6), Alvarez 6, Nagatomo 6; Kovacic 6 (34' st Taider 6); Palacio 8 (19' st 7 Belfodil 6). (12 Castellazzi, 45 Maniero, 6 Andreolli, 25 Samuel, 18 Wallace, 31 Pereira, 16 Mudingayi, 90 Olsen, 9 Icardi). All.: Mazzarri 6,5.

Marcatori: 9' Jonathan, 12' Palacio, 32' Martinho, 38' Cambiasso, 11' st Rolando, 26' st Romulo.
Arbitro: Celi di Bari 6.
Ammoniti: Cambiasso, Cacciatore, Jonathan, Iturbe, Palacio
Espulsi: Belfodil e Moras a fine partita per reciproche scorrettezze

giovedì 24 ottobre 2013

DAL 7/10 TESSERE E GADGET AL PICCOLO PARADISO!


Inter Club Reggio Emilia informa tutti i soci che da Lunedì 7 Ottobre, sarà possibile ritirare le tessere Inter Club ed i gadget al Ristorante Pizzeria Piccolo Paradiso, sede principale del club in Via San Marco 10 a Canali (RE), tranne il martedì (giorno di chiusura) ed il giovedì (giorno libero di Pino). Info www.piccolo-paradiso.net - Tel. 0522 361030.

mercoledì 23 ottobre 2013

TORINO-INTER: ERRORI E SPETTACOLO PER IL 3-3


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Gol e tanto spettacolo tra Torino e Inter, in una gara da brividi. Finisce 3 a 3 grazie al gol allo scadere di Bellomo, dopo che i nerazzurri in dieci uomini avevano pregustato la vittoria.

Moduli speculari per le due squadre: Ventura retrocede Vives al centro della difesa per via delle assenze, ma può contare su Gazzi a centrocampo e Barreto in avanti, entrambi al rientro dalla loro squalifica. Mazzarri deve fare a meno di Campagnaro e ripropone Rolando in difesa, con Kovacic dietro Palacio in avanti.
Cuore e grinta non bastano all’Inter per sbancare l’Olimpico di Torino dove i padroni di casa non sfruttano l’uomo in più per un’intera partita. Alla fine finisce 3-3 con i portieri decisivi in negativo. Due clamorosi errori in uscita di Padelli, infatti, favoriscono i momentanei pareggi di Guarin e Palacio, un errore di valutazione sempre in uscita di Carrizo permette la rete finale di Bellomo, senza contare l’uscita kamikaze di Handanovic che ha lasciato i suoi con l’uomo in meno dopo appena 5′. L’Inter resta così la bestia nera del Torino che non batte i nerazzurri in casa da ben 19 anni, dal 2-0 del 27 febbraio del 1994 con reti di Poggi e Cois.

Non è comunque possibile sorvolare sulla discutibile decisione (…) arbitrale del duo Doveri (di Roma) - Bergonzi; se si poteva accettare il rigore, l’espulsione è stata assolutamente fuori luogo, fuori regolamento e fuori ogni minimo buon senso! Ma tutta la direzione di gara è stata comunque a senso unico! E purtroppo non è la prima volta che dobbiamo registrare degli episodi che, a seguito di cervellotiche decisioni arbitrali, penalizzano anche quest’anno la Beneamata! Forse era anche per dare da subito un “chiaro” segnale a Thohir….

ALL’INTER MANCA CAMPAGNARO - Gli uomini di Mazzarri perdono la ghiotta opportunità di avvicinare in un colpo solo Juventus e Napoli, ma per come si era messa la partita è difficile dire se il pareggio di Torino porti con sé più rabbia (per l’espulsione e per essere stati a un passo dalla vittoria fino a 3′ dalla fine) o più soddisfazioni (per aver saputo reagire capovolgendo il risultato pur con l’uomo in meno). Resta, però, la consapevolezza che l’assenza di Campagnaro è una grandissima perdita per il gioco nerazzurro, sia per la fase difensiva, sia per quella offensiva.

TORO TROPPO DISTRATTO - Chi, invece, ha da recriminare qualcosa è sicuramente il Torino. L’uomo in più ha sicuramente avuto un effetto soporifero sulla formazione granata che dopo il vantaggio di Farenud ha lentamente smesso di giocare permettendo a un’Inter spaventata e senza idee prima di pareggiare i conti e poi di capovolgere il risultato. Roba da mandare su tutte le furie Ventura, soprattutto dopo i precedenti con Milan e Sampdoria. Certo i clamorosi errori di Padelli in serata decisamente “no”, hanno di fatto spezzato le gambe ai granata che, ad onor del vero, non hanno mai affondato il colpo quando l’Inter provava a respirare un attimo.

IL MATCH - La gara nasce subito sotto una cattiva stella per gli uomini di Mazzarri che, dopo aver rischiato di andare sotto con Cerci (palo al 3′), si ritrova in 10 dopo neanche 5′ per l’espulsione di Handanovic, reo di aver travolto Cerci in uscita. Dal dischetto, però, il capitano granata si fa ipnotizzare dal neo-entrato Carrizo che si mette nuovamente in mostra 2′ più tardi su una conclusione da dentro l’area di D’Ambrosio. L’estremo argentino, però, non può nulla al 21′ quando Farnerud, servito in area da Cerci, mette a segno il suo primo gol in serie A. In pieno recupero Padelli pasticcia sugli sviluppi di un corner, il pallone resta lì e Guarin con una splendida rovesciata pareggia i conti. Nella ripresa Ventura getta nella mischia Immobile e l’attaccante napoletano lo ripaga siglando il vantaggio con un bel destro di precisione dal limite. Il vantaggio granata dura appena 2′, perché Padelli esce ancora una volta a vuoto su un cross di Taider favorendo il colpo di testa a porta vuota di Palacio. L’argentino si ripete 15′ più tardi andando in rete in scivolata su un traversone dal fondo di destra di Guarin. Al 90′ l’ennesimo colpo di scena di una partita incredibile: punizione di Bellomo dai 15 metri di sinistra che si infila sotto l’incrocio grazie anche a un’incertezza di Carrizo. E’ l’ultima emozione di un match ricco di gol e di errori delle retroguardie.

IL TABELLINO

TORINO - INTER 3-3

TORINO (3-5-2): Padelli 5; Darmian 5.5, Vives 5.5, Moretti 6; D’Ambrosio 6, Brighi 6 (36′st Bellomo 6), Gazzi 6, Farnerud 6.5 (4′st Immobile 5.5), Pasquale 5; Cerci 6.5, Barreto 5.5 (31′st Meggiorini sv). In panchina: Gomis, Berni, Masiello, Maksimovic, Scaglia. Allenatore: Ventura
INTER (3-5-1-1): Handanovic 5; Rolando 6, Ranocchia 6.5, Juan Jesus 5; Jonathan 5.5, Guarin 7, Cambiasso 6.5, Taider 6 (16′st Belfodil 5), Nagatomo 5.5; Kovacic sv (6′pt Carrizo 6); Palacio 7.5 (35′st Wallace sv) In panchina: Castellazzi, Andreolli, Wallace, Samuel, Pereira, Mudingayi, Kuzmanovic, Donkor, Olsen, Icardi. Allenatore: Mazzarri

ARBITRO: Doveri di Roma
RETI: 21′pt Farnerud, 46′pt Guarin; 8′st Immobile, 10′st Palacio, 26′st Palacio, 45′st Bellomo
NOTE: serata piovosa, terreno in discrete condizioni. In tribuna il ct della Nazionale Cesare Prandelli. Al 7′pt Carrizo ha parato un calcio di rigore a Cerci. Espulso al 5′pt Handanovic per aver interrotto una chiara azione da gol. Ammoniti: Taider, Gazzi, Farnerud, Immobile. Angoli: 10-2 per il TORINO. Recupero: 2′; 3′.

LE PAGELLE

HANDANOVIC sv: fuori tempo su Cerci al primo intervento effettivo. Ma l’ingenuità è anche dei difensori. Non giudicabile.
ROLANDO  5,5: il Torino è spesso pericoloso nella sua zona di campo, soprattutto in avvio di partita. Il paragone con Campagnaro è ingeneroso, certo, ma l’ex Porto ci mette del suo con movimenti non sempre ineccepibili.
RANOCCHIA  5,5: con o senza Campagnaro, una variabile che può fare tutta la differenza del mondo. Almeno per il centrale azzurro, sorpreso in occasione dell’imbucata di Cerci che porterà rigore ed espulsione in dote alla prima Inter dell’era Thohir. Si riprende col passare dei minuti, ma il secondo errore consecutivo gli nega la sufficienza.
JUAN JESUS  6: dalla sua parte si soffre di meno. Forse anche perché D’Ambrosio è adattato a destra viste le tante assenze in casa granata. E Cerci, che ama partire largo, non è un cliente facile. Ma il brasiliano, che nel finale fa il terzino sinistro nel 4-4-1 come ai tempi dell’Internacional, rimane tutto sommato attento.
JONATHAN 5,5: al rientro dopo i problemi fisici che gli avevano negato la sfida alla Roma, è più propositivo di quanto non lo sia Nagatomo sulla corsia opposta. Non è, però, mai incisivo e cala alla distanza, soprattutto in fase difensiva.
GUARIN  6,5: indisponente quando cerca insistentemente il tiro da distanza siderale, negligente quando non segue Farnerud in occasione del vantaggio torinista. Ma esplosivo quando rovescia al volo in porta il gol del pari. Una dicotomia continua, la sua: pigro in difesa, velenoso in avanti. Comunque decisivo, nel bene e nel male.
CAMBIASSO 6: inizia con l’intenzione di pressare alto su Gazzi, ma l’imprevista espulsione cambia i piani suoi e di Mazzarri. Chiamato a quel punto all’impostazione e ad una gara di personalità,  riesce a portare il contributo che ci si attende da un giocatore esperto come il Cuchu.
TAIDER  6: costretto ad una prestazione affannosa complice l’inferiorità numerica immediata, tocca molti palloni finché Mazzarri non gli affida compiti più difensivi con l’avanzamento di Guarin. Prende un giallo ingenuo, ma è dai suoi piedi che parte il cross del 2-2.
NAGATOMO 5,5: chiamato a limitare il martellante D’Ambrosio e a dare una mano a Juan per rinchiudere in gabbia il funambolico Cerci. Sbaglia in occasione nel 2-1 Toro, quando si fa prendere alle spalle. E in avanti, complice l’inferiorità numerica, non si vede mai.
KOVACIC sv: tanta era l’attesa per vederlo all’opera nelle inediti vesti di trequartista. Appena 5′ ed è sacrificato, come destino di ogni fantasista, sull’altare del portiere espulso.
PALACIO 8 : la solitudine dei numeri 8, quelli come lui che di mestiere sarebbero seconde punte ma spesso e volentieri sono condannati a giocare da centravanti. Ma il Trenza, stasera orfano di Alvarez prima e di Kovacic poi, è un distillato di classe purissima. Doppietta trascina-Inter, se non fosse per Carrizo, dopo il tour de force con la nazionale. Un campione.
CARRIZO  5,5: perde un voto proprio in extremis, quando si addormenta sulla conclusione di Bellomo e rende superflua la caparbia rimonta nerazzurra. Che era partita anche grazie alla sua parata a freddo sul rigore di Cerci. Mal posizionato anche in occasione del 2-1 di Immobile.
BELFODIL 6,5: a prima vista, può sembrare un centravanti boa, di quelli statici e massicci. E invece ha corsa, tecnica e soprattutto spirito per giostrare dietro a un altro attaccante. Contro il Toro lo fa alla grande, mangiandosi la fascia e servendo a Palacio l’assist del momentaneo 3-2.
WALLACE  5,5: subentra nel finale per far respirare uno sfinito Palacio. Con lui in campo l’Inter si schiera secondo un 4-4-1 volto a difendere i 3 punti. Ingenuo quando commette il fallo che porterà al pareggio di Bellomo.

MAZZARRI  6: ancora una volta dimostra di saperci fare con i cambi. Inserisce Belfodil, che mette a soqquadro la difesa del Toro e quasi porta a casa la pagnotta. Gara in salita soprattutto per lui, con le spalle al muro quando rimanda negli spogliatoi il tanto atteso Kovacic. Poi non resta con le mani in mano e le prova tutte, avanzando Guarin ed iniettando coraggio ai suoi ragazzi. Impresa sfiorata. Non comprensibile lo schieramento difensivo iniziale; non comprensibile quello offensivo iniziale (soprattutto alla luce del fatto che al Torino mancava tutta la difesa titolare….); non comprensibile l’inserimento di Wallace in un momento delicatissimo del match, con Rolando in affanno fisico ed avendo in panchina due difensori puri quali Andreolli e Samuel. Luci ed ombre…

giovedì 10 ottobre 2013

VIDEO: INTER CLUB REGGIO E PICCHI SU TRC MODENA


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mercoledì 9 ottobre 2013

SFORTUNA, EPISODI, LIMITI: LA ROMA TRAVOLGE L'INTER

La foto della Curva Nord da noi realizzata durante Inter-Roma.

IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

La sfida fra le due squadre “rinate” di questo campionato non ha lasciato dubbi: in questo momento, allo stato attuale, la Roma è superiore all’Inter in singoli, in tecnica, dal punto di vista atletico, episodi favorevoli. 

Ne viene fuori uno 0-3 che potrebbe far pensare ad una partita a senso unico, un dominio della Roma o una caduta verticale dell’Inter, ma per certi versi non è stato così. Si può parlare di prestazione indubbiamente sottotono, forse di passo indietro, serata sfortunata, ma statistiche alla mano, non c’è traccia nei numeri di questo maledetto risultato, eppure così è andata. Ma allora cosa è successo? Ma soprattutto perché? E’ possibile spiegare tutto questo attraverso tre principali situazioni che possono aver determinato la prestazione poco brillante.

EPISODI SFAVOREVOLI. Partiamo dall’inizio. L’Inter di Mazzarri si presenta in campo ordinata nei primi minuti ma priva del leader in campo, quel Campagnaro che nelle scorse giornate era stato l’anima della squadra in campo, sostituito da un buon Rolando, oltre che di Jonathan, sostituito da Pereira, che risulterà il peggiore in campo. Campagnaro è una assenza importante per la difesa, per la squadra, ma soprattutto per Ranocchia: nel numero 23 nerazzurro infatti si sono visti gli errori dell’anno scorso, svarioni di testa più che di tecnica, segno che se c’è qualcuno a guidarlo è formidabile, ma senza un condottiero che lo guidi, si perde facilmente oltre che pericolosamente. Così da un pallone innocuo svirgolato si da il via all’azione che porta al gol della Roma. Che al primo tiro passa in vantaggio. Ancora una volta sfortunatamente puniti al primo tiro, alla prima debole disattenzione come contro la Juventus e il Cagliari. Che non è serata lo si vede 5 minuti dopo: sassata di Guarin a 120 km/h, palo interno, palla che attraversa area e specchio della porta e va fuori. Si presenta l’occasione del pareggio che potrebbe girare la ruota, ma la palla non entra. E allora l’Inter ci prova, ma le azioni producono una supremazia sterile, fin quando le ripartenze innescate da un Gervinho incontenibile (che forse con Campagnaro avrebbe fatto meno il “galletto”) portano ad un regalo di Pereira prima e Tagliavento poi, il calcio di rigore che porta al 2-0. Fallo avvenuto qualche centimetro dietro la linea dell’area di rigore, ma si sa contro l’Inter si fischia nel dubbio la massima punizione possibile. Anche dopo quest’altra bastonata l’Inter non delude in voglia e generosità, si lotta, si corre si guadagna un angolo. Angolo che si trasforma, tra un rimpallo e una finezza di Totti, in un inaspettato e micidiale contropiede in cui il macchinoso Strootman diventa un velocista, serve Florenzi e 3-0. 3 tiri 3 gol. 3 Errori individuali, 3 gol. Verdetto un troppo severo per la squadra nerazzurra. La partita finisce qui, perché nonostante gli ingressi di altre 2 punte (Icardi e Milito) l’Inter non riesce a scardinare la difesa romanista, nemmeno dopo l’espulsione di Balzaretti quando mancano una manciata di minuti alla fine. Solo qualche cross pericoloso allontanato con fortunosi rimpalli, ma nulla di più, segno che l’appuntamento dell’Inter con l’episodio a favore non era di certo sabato sera. Anzi qualche ripartenza di Gervinho potrebbe rincarare la dose, ma Handanovic si oppone. Eppure un episodio che ha fatto urlare al gol c’è stato: uno scontro fortuito tra  De Sanctis in una presa alta con Ranocchia che tocca appena il portiere giallorosso, ma soprattutto la palla che dopo un rimpallo rotola in rete;  Tagliavento annulla subito. Forse questo gol in altre occasioni, con qualche altra squadra sarebbe stato convalidato... Si paga quindi un periodo negativo iniziato col Cagliari nel quale pesa, non il fatto di aver incontrato la Roma, ma di averla incontrata nel suo momento migliore. Cosa che all’Inter capita di continuo da 3-4 campionati. Forse tra 2-3 mesi gli stati di forma sarebbero stati differenti e si parlerebbe di altro: ma tra 2-3 mesi toccherà ad altre concorrenti affrontare la Roma, che, fortuna per loro, difficilmente reggerà questo ritmo a lungo e il copione diventa facilmente prevedibile.

ATTEGGIAMENTO. Finora si è parlato di episodi sfortunati, che comunque hanno influito sull’andamento della partita. Ma una sconfitta non arriva solo per quello: è da segnalare un passo indietro in termini di atteggiamento;  se contro la Juventus tutta la squadra correva e lottava su ogni pallone e questo in qualche modo colmava le lacune tecniche, la partita di ieri sera invece non ha mostrato questo lato. Atteggiamento di sufficienza o calo fisico? Difficile saperlo, sta di fatto che di brillantezza e di furore agonistico se ne è visto davvero poco. L’Inter ha impressionato nelle scorse giornate proprio per quello, la ferocia con cui sono stati aggrediti i portatori di palla juventini, la ferocia su cui si è arrivati al 7-0 di Reggio Emilia, il carattere del 2-1 alla Fiorentina. E’ quindi possibile che questo calo sia dovuto al fatto di aver raggiunto una condizione di consapevolezza dei propri mezzi togliendo così un po’ di quell’umiltà che ha contraddistinto le precedenti prestazioni. Come già accennato, crescere è migliorarsi sempre, non fermarsi dopo aver raggiunto un obiettivo. E qui forse il lato psicologico, senza nulla rimproverare alla squadra che è stata sempre in partita e ha dato tutto, è un po’ fisiologicamente calato.

LIMITI TECNICI. E’ anche opportuno considerare infine, che non sempre un collettivo ordinato e ostinato può fronteggiare lo spessore tecnico dell’avversario: il centrocampo interista è stato imbrigliato da quello della Roma, ha sofferto le ripartenze dei giallorossi ed è emersa la qualità degli uomini di Garcia, cosa che non si trova in tutti i giocatori interisti. Si può pensare di tirare il meglio dal gruppo, di fare “miracoli” in questo senso, ma talvolta potrebbe non bastare. Ecco che, anche se il possesso palla è a favore, anche se ci sono stati più tiri in porta dell’avversario, quando dall’altra parte c’è chi tecnicamente è più bravo, prima o poi viene fuori, punisce e lo fa col primo tiro in porta. Ecco che nell’Inter manca colui che risolve le partite, che prende la squadra sulle spalle. Palacio e Alvarez non bastano, ci vuole qualcuno che detti i tempi della manovra, che la faccia diventare rapida e imprevedibile.
Alla luce di quanto detto ora, questa sconfitta ha paradossalmente dei lati positivi: i giocatori hanno capito che c’è ancora da lavorare parecchio, che il gruppo deve rimanere unito e umile e che è doveroso ristabilire la mentalità delle prime giornate dal punto di vista di concentrazione e ferocia. I periodi no ci sono sempre nel calcio, ma uscirne fortifica in maniera non indifferente: il prossimo esame dell’Inter non è il Torino in sé, ma è come l’Inter affronterà il Torino. Fortunatamente  la sosta arriva al momento giusto: è già tempo di ordinare le idee, mettersi al lavoro più di prima, per non buttare quanto di buono fatto finora.

IL TABELLINO

Inter (3-5-1-1): Handanovic; Rolando, Ranocchia, Juan Jesus; Nagatomo, Guarin (24'st Milito), Cambiasso, Taider (11'st Kovacic), Pereira (1'st Icardi); Alvarez; Palacio. A disp.: Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Wallace, Samuel, Kuzmanovic, Mudingayi, Belfodil. All. Walter Mazzarri
Roma (4-3-3): De Sanctis; Torosidis, Benatia, Castan, Balzaretti; Pjanic (11'st Taddei), De Rossi, Strootman; Florenzi (31'st Marquinho), Totti (35' st Dodò), Gervinho. A disp.: Skorupski, Lobont, Burdisso, Romagnoli, Jedvaj, Ricci, Caprari, Ljajic, Borriello. All. Rudi Garcia

Arbitro: Tagliavento
Marcatori: 18' Totti, 40' Totti, 44' Florenzi (R)
Ammoniti: Pjanic, Benatia, Taddei, Castan, Balzaretti, De Sanctis (R), Juan Jesus, Pereira (I)
Espulsi: Balzaretti (R)

LE PAGELLE

HANDANOVIC 6 - Salva due gol fatti nella ripresa ma forse poteva fare di più sul diagonale di Florenzi. E poi una semplice nota statistica (che non è una colpa): all'Udinese era un para rigori, all'Inter non ha mai fermato un tiro dal dischetto!!!...
ROLANDO 5,5 - Sull'uomo non è male, peccato che la Roma giochi senza dare punti di riferimento e lui si ritrova spaesato. E' comunque il meno peggio dei tre difensori nerazzurri.
RANOCCHIA 4 - Aiuto, senza Campagnaro al fianco è tornato quello dell'anno scorso. Sbaglia due appoggi incredibili già prima della palla ciccata sullo 0-1. Anche in seguito si avventura in passaggi rischiosi. Incerto…
JUAN JESUS 5 - Gervinho non lo vede neanche col binocolo. Perde la palla che porterà al rigore del raddoppio. Meglio comunque nella ripresa, con la difesa a 4, spostato sulla fascia sinistra.
NAGATOMO 4,5 - Non vince un duello, non azzecca un cross. L’opposto della gagliarda prova di una settimana fa.
GUARIN 6 - Nel primo tempo è senza dubbio il più in palla dei suoi. Sfortunatissimo sul bolide che si stampa sul palo, nella ripresa si spegne un po’ anche lui. (KOVACIC 5,5. Timido e impacciato).
CAMBIASSO 5,5 - Travolto dal centrocampo mobile giallorosso.
TAIDER 5 - Prestazione incolore. Sciupa un paio di buoni palloni in area avversaria quando si è ancora sullo 0-0, sbaglia spesso i tempi di gioco. (MILITO 5,5. Mai innescato dai compagni).
PEREIRA 4 - Orribile. Continua a confermarsi un giocatore di livello inferiore. Per insistere sul 3-5-2 Mazzarri ha bisogno di due esterni veri. (ICARDI 5,5. Ne vede poche).
ALVAREZ 6 - Parte benissimo, nel primo tempo le buone azioni nerazzurre partono tutte da lui. Nella ripresa sparisce dal gioco ed esce anche prima del novantesimo per un colpo alla caviglia.
PALACIO 5,5 - Troppo solo. Da prima e da seconda punta è uguale, tocca pochissimi palloni.

All. MAZZARRI 5,5 - Fa quello che può con il materiale a disposizione. L'Inter non comincia male, ma non ha i letali contropiedisti della Roma. L'assenza di Campagnaro si fa sentire, il mister dovrà spiegare ai suoi difensori che non si possono perdere palloni come quelli che hanno portato ai primi due gol giallorossi. La sosta arriva al momento giusto per ripensare ad alcuni meccanismi. Davanti Palacio è troppo solo, Mazzarri dovrà provare a inserire sin dall'inizio e non più solo a partita in corso Icardi o Milito. Dietro Ranocchia bocciato, da rivedere l’assetto difensivo, a prescindere dall’auspicabile rientro di Campagnaro.

venerdì 4 ottobre 2013

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mercoledì 2 ottobre 2013

CAGLIARI-INTER 1-1, BEFFA FINALE PER I NERAZZURRI


IL COMMENTO - di Giuseppe Careri

Due punti persi? In effetti l’andamento del match potrebbe portarci ad affermarlo, anche se il tutto andrebbe contestualizzato ed analizzato tenendo in considerazione un fattore fondamentale: il terreno di gioco. Il campo di Trieste era ieri ai limiti del praticabile, lo si è notato sin dalle prime battute.

Come è stato evidente che la squadra maggiormente penalizzata sia stata quella Nerazzurra, il cui sviluppo di gioco, basato su ripartenze veloci e scatti palla al piede dei suoi interpreti tecnicamente più dotati (Alvarez e Guarin su tutti), è stato fortemente inibito dalle condizioni del campo, favorendo un Cagliari corsaro e combattivo, che comunque nel primo quarto d’ora di gara è apparso egualmente in sofferenza di fronte al ritmo altissimo imposto dai nostri, che ci hanno provato sin dalle prime battute prima con Nagatomo, poi con Guarin, Belfodil, infine con Alvarez, ma senza fortuna.

Mr. Mazzarri, che alla vigilia del match si era lamentato per gli impegni troppo ravvicinati (poco più di sessanta ore tra la gara contro la Fiorentina e quella contro il Cagliari) imposti da un calendario oggettivamente da riesaminare, aveva optato per un mini turnover schierando il portoghese Rolando al posto di Campagnaro sul centrodestra difensivo, Pereira per Jonathan (con il dirottamento di Nagatomo sulla destra), Kovacic al posto di Taider in mediana e Belfodil in sostituzione di Palacio in avanti, confermando gli altri 7/11 di formazione. Non male i nuovi (anche se il ritardo in uscita di Rolando in occasione del fortunoso pareggio rossoblù pesa tantissimo nell’economia del match), con il giovane croato Kovacic a spiccare sugli altri (la condizione sembra migliorare di partita in partita) con una gara di personalità e senso tattico impeccabile. Pereira e Belfodil generosi, ma da rivedere (i titolari sono un’altra cosa).

Dopo un primo tempo a forti tinte Nerazzurre, la ripresa inizia con l’avvicendamento Alvarez-Icardi, per un’Inter dichiaratamente più offensiva. Il giovane attaccante italo-argentino non si è fatto certo attendere, e dopo mezz’ora di sostanziale equilibrio ha portato l’Inter in vantaggio con un colpo di testa ravvicinato sugli sviluppi dell’ottimo assist fornitogli da Nagatomo (altra grande prova offerta dall’esterno nipponico, migliore in campo). Va detto comunque che la manovra offensiva dei Nerazzurri è stata chiaramente agevolata dall’ingresso di Palacio per Belfodil: con l’argentino in campo, senza nulla togliere alla punta ex Parma, è stata tutta un’altra musica.

Neanche dieci minuti dopo, come dicevamo in apertura, è arrivata la beffa del pareggio cagliaritano,  per colpa di una disattenzione difensiva (Rolando in ritardo nella marcatura),con tanto di sfortunata deviazione, sulla conclusione da fuori di Nainggolan. Pur non meritando, i sardi sono quindi riusciti ad ottenere un pareggio insperato.

Terreno di gioco (quasi impraticabile) e, probabilmente, qualche cambio azzardato nell’undici titolare hanno impedito ai Nerazzurri di mantenere il secondo posto in classifica.
Sono però queste le gare che possono far crescere, pur essendo destinate a pesare, e non poco, nell’economia del Campionato.

Sabato sera a San Siro arriverà la Roma capolista, squadra in grande spolvero e per giunta a punteggio pieno: l’Inter resta in attesa, pronta a ripartire all’inseguimento di un sogno cui ormai nessuno ha più intenzione di rinunciare. FORZA RAGAZZI !!!!

IL TABELLINO

Cagliari (4-3-1-2): Agazzi, Perico, Rossettini, Astori, Murru; Dessena, Conti, Nainggolan; Cabrera (62' Ibraimi); Pinilla (74' Sau), Ibarbo. A disp: Avramov, Ariaudo, Avelar, Oikonomou, Rui Sampaio, Eriksson, Nenè. All.: Diego Lopez
Inter (3-5-1-1): Handanovic; Rolando, Ranocchia (89' Milito), Juan Jesus; Nagatomo, Kovacic, Cambiasso, Guarin, Pereira; Alvarez (46' Icardi); Belfodil, (64' Palacio). A disp.: Castellazzi, Andreolli, Samuel, Campagnaro, Jonathan, Wallace, Taider, Kuzmanovic. All.: Mazzarri

Arbitro: Rocchi
Marcatori: 75' Icardi (I), 83' Nainggolan (C)
Ammoniti: Rossettini, Conti, Pinilla, Nainggolan (C), Juan Jesus, Nagatomo (I)

LE PAGELLE

HANDANOVIC 6,5: Inattivo per i primi 30 minuti di Cagliari-Inter; risponde pronto quando chiamato in causa. Nulla da fare sul tiro deviato di Nainggolan.
JUAN JESUS 6,5: Gara semplice e priva di incertezze. Pasticcia meno del solito.
RANOCCHIA 6,5: La pioggia non favorisce la velocità degli attaccanti avversari; lui ringrazia e agisce. Dal 89′ MILITO s.v.
ROLANDO 5,5: Esordio sfortunato in maglia nerazzurra: prestazione accettabile, anche se l’attuale Campagnaro è tutt’altro giocatore; purtroppo si trova sulla traiettoria del tiro di Nainggolan spiazzando Handanovic.
CAMBIASSO 6,5: Sta tornando quello di un tempo e si sente: pronto a coprire quanto ad attaccare gli spazi.
PEREIRA 6: All’inizio è stato troppo timido sulla fascia difesa da Perico; deciso miglioramento nella seconda frazione di gioco.
KOVACIC 6,5: Bella prova in fase di costruzione della manovra; può e deve migliorare ancora.
GUARIN  5,5: Dopo la conclusione iniziale si perde col passare del tempo; diventa lento e prevedibile. Una sua palla persa rischia di scatenare un contropiede fatale per l’Inter.
NAGATOMO 7: Il migliore dei nostri: Avelar non può niente contro la sua velocità e lui ne approfitta. Sforna assist insidiosi per 90′. Impeccabile quello per Icardi.
BELFODIL 6: Gli fanno recapitare una solo palla gol e gli capita contro un portiere in stato di grazia (specie quando affronta l’Inter….); col passare del tempo si isola dal gioco. Dal 64′ PALACIO 6,5: Entra e suggerisce l’inserimento di Nagatomo per il gol. Nel finale sfiora l’eurogol.
ALVAREZ 5,5: Giornata no per l’argentino che dopo il lampo iniziale combina ben poco. Dal 46′ ICARDI 6,5: Mazzarri chiama, Icardi risponde: alla prima occasione fa perdere le sue tracce ai centrali rossoblu e segna su assist di Nagatomo.

All. MAZZARRI 7: nonostante il risultato finale non gli sorrida, in poco tempo ha saputo dare una precisa identità alla squadra; si è visto anche domenica, nonostante il turn-over e al cospetto di una squadra tosta qual è quella sarda.