
Milito e Pazzini, due dei nerazzurri "spettatori non paganti" a Roma.
Dalle stelle alle stalle in 10 giorni, fino a questo Roma-Inter 4-0.Ovvero come insultare calcio e maglia nerazzurra in 90 minuti.IL COMMENTO - di Giuseppe CareriInesistente, impalpabile. Con queste due parole si può riassumere l’Inter vista a Roma. La squadra di fatto non è mai stata in partita, se non per una decina di minuti nella parte centrale del primo tempo.
Poco da dire, il risultato è giustissimo e arriva più per nostri demeriti che per la prestazione offerta dai giallorossi. Squadra bassa ad aspettare ma in balia degli avversari, incapace di recuperare palla e ripartire, come aveva fatto invece perfettamente nella partita col Milan di appena tre settimane fa.
ROMA PADRONA - Sono apparse nette le difficoltà sia in fase difensiva che offensiva e le quattro occasioni concesse nei primi dieci minuti di gioco stanno li a dimostrarlo. E questo nonostante una mediana di sostanza, che sulla carta avrebbe dovuto garantire più solidità e copertura.
Le punte sono apparse troppo isolate e l’assenza di un giocatore capace di fare da raccordo tra centrocampo e attacco si è fatta sentire pesantemente. Sicuramente il gol di Juan dopo solo 12’ ha spianato la strada ai giallorossi, ma lo è altrettanto che sino a quel momento solo la bravura di Julio Cesar aveva evitato la capitolazione.
NESSUNA REAZIONE - Neanche dopo lo svantaggio la squadra è riuscita a scuotersi, rimanendo in una sorta di torpore e vivacchiando sino alla mezz’ora, quando finalmente i ragazzi sono riusciti a creare un minimo di gioco.
E proprio nel momento in cui si intravedevano timidi segni di risveglio, il gol di Borini in contropiede al 41’ ha chiuso di fatto l’incontro. Nell’intevallo fuori Cordoba per Samuel (costretto ad uscire per un affaticamento muscolare) e
Poli per Pazzini.
Quest’ultimo cambio ha lasciato tutti piuttosto perplessi e personalmente l’ho interpretato più come il tentativo di limitare i danni, piuttosto che di cambiare il volto di una squadra apparsa in netta difficoltà. Tentativo peraltro fallito dopo appena 3 minuti, quando Borini ha chiuso definitivamente il discorso mettendo a segno la rete del 3-0. Da li all’89’, minuto in cui Bojan ha siglato il gol del definitivo 4-0, la partita è scivolata via senza episodi degni di nota, se si esclude
l’ingresso in campo di Faraoni al posto di uno spentissimo Maicon.IL LATO POSITIVO? LA CLASSIFICA - Trovare il lato positivo ora è veramente difficile. L’unica nota lieta della giornata è che se Sparta piange Atene non ride, visto che
nessuna delle quattro squadre che ci precedono è riuscita a raccogliere bottino pieno (anzi, ben due sconfitte per Lazio e Udinese, in lotta come noi per la Champions), lasciando di fatto invariata la situazione in classifica. Se si vuol ambire a qualcosa di più dell’attuale quinto posto bisognerà però invertire subito il trend negativo che ha visto l’Inter raccogliere un misero punticino nelle ultime tre partite. E proprio alla luce dei risultati delle dirette concorrenti, non potendo assolutamente recriminare per la sconfitta di oggi,
pensare ai punti lasciati per strada con Lecce e Palermo fa ancora più male. Quanto è costato perdere a Lecce, pareggiare in casa col Palermo e perdere a Roma, quando davanti a te perdono o pereggiano quasi tutte?
Facendo un punto in tre partite rimaniamo a 5 punti dal terzo posto, e considerando che al terzo posto c'è l'Udinese (non il Barcellona…) la situazione rimane molto fluida.
Ma l'Inter dell'ultima settimana è preoccupante. Non si può andare giù di testa a febbraio, con mezzo campionato da giocare, a 15 giorni dalla Champions...
RIALZARSI E RIPARTIRE - L’imperativo adesso è quello di ritrovarsi e sfruttare al meglio il doppio turno casalingo con Novara e Bologna, magari recuperando più velocemente possibile tutti gli infortunati. Sneijder, Alvarez, Stankovic, Samuel e il nuovo arrivato Guarin, sono giocatori di cui oggi l’Inter ha dimostrato di non poter proprio fare a meno.
Iniziare ad handicap è sempre difficilissimo e, come abbiamo visto anche l’anno scorso, prima o poi si paga dazio. Rialzarsi e ripartire: lo abbiamo già fatto e lo rifaremo. In tre settimane, dal derby a oggi, siamo tornati disastrosamente dalle stelle alle stalle. Non è un cerchio che si chiude: a chiudersi è una strana figura geometrica tutta bitorzoluta, convessa e concava, a onde, una rappresentazione irregolare e mostruosa che va da Novara a Novara (la prossima partita, appunto) e che ci ha visto trasformarci via via da "creatura da retrocessione" a "creatura da scudetto in rimonta" e poi, infine - siamo ai giorni nostri - in
"creatura nè carne nè pesce", in creatura persa, chissà, forse la nostra reale dimensione. Quando, sotto di due reti, irrimediabilmente distanti dagli avversari, Ranieri ha potuto/voluto fare un unico cambio - fuori una punta e dentro un centrocampista, come fossimo stati 2-0 a nostro favore -, anche chi non mastica calcio da 44 anni come me, avrebbe compreso
quanta scelleratezza e manifesta incapacità palesi il “comandante” Ranieri!DA NOVARA AL... NOVARA - Dopo il derby, tre settimane fa, che pareva averci restituito speranze e ambizioni degne di noi, non ne abbiamo più azzeccata una. Ci è andata di lusso in casa con la Lazio, poi ci siamo inoltrati in questi dieci giorni da incubo: afferrata la zavorra, ci siamo lasciati trasportare negli abissi in assetto costante, cioè costantemente "alla cazzo" (scusate il termine). Partita persa a Napoli, a testa alta certo, ma persa. Partita persa a Lecce, ma con un po' di sfiga certo, con Femi Benassi fenomeno once in a life certo, ma persa. Partita pareggiata col Palermo, buttandola nel cesso senza se e senza ma. Partita persa a Roma, facendo schifo e facendosi asfaltare da tale Borini.
Ora, speriamo che una settimana intera per riflettere e prendere fiato ci consenta domenica prossima di tornare in noi e battere la derelitta del campionato, nel ricordo di ciò che avvenne 19 giornate fa. Altrimenti è la fine…
RANIERI, I GIOCATORI, LA TESTA - Purtroppo il problema non è il solo Ranieri, come sarebbe facile pensare quando sullo 0-2 ti toglie una punta per mettere un centrocampista. Considerando chi mancava,
il problema sta anche nelle teste di buona parte dei nostri giocatori, cui è bastato inanellare due o tre partite sfavorevoli per tornare negli abissi dell'autunno scorso. Si chiama psicolabilità, e giocando strapagati in serie A non è una bella cosa!!!
Il problema è nella condizione scandalosa di alcuni dei nostri - per esempio Maicon, Lucio, Pazzini - che non è sopportabile dalla rosa dell'Inter attuale: se c'è gente che non rende, che gira a vuoto, che crea danni, non c'è possibilità di risolvere il problema.
BENVENGANO RUSSI O ARABI ! - Per alcuni questo è il prezzo del ringiovanimento: ogni tanto si hanno degli alti e bassi, è inutile poi cercare i responsabili… non possiamo poi mica stare li a criticare, a cosa servirebbe? Non azzardatevi di criticare i pluridecorati campioni, altrimenti vi si ricorda cosa non hanno vinto... Ecco, andando avanti di questo passo, bastonati e delusi i tifosi si pigliano bellamente ciò che gli arriva tra capo e collo, senza manco poter fiatare... tanto qualcuno direbbe, a che serve? Ma una cosa si può dire, con tutto l'amore che provo per questi colori, ora ci hanno rotto "rotto i coglioni"...
Se la strada da prendere è un arabo (o un russo) per veder vincere i nostri colori, accetterei pure questo sacrificio, pur di non vedere trionfare la ladra che se la ride beatamente.
Alla Juve che fa un aumento di capitale di 200 milioni di euro in 2 anni d'altronde del "fairplay finanziario" gliene può fregar de meno, è Paolillo e Moratti che devono sentirsi legati, mani e piedi... Il problema reale e' vivere, beandosi del passato, del trionfale passato
senza un minimo di decente programmazione, basti guardare i continui cambi di allenatore in meno di 2 anni e l’ultima finestra di calciomercato! Ad esempio, il malcapitato Palombo ha giocato da schifo: così non vale neanche una gamba del capriccioso Motta; e avete visto come ha giocato Mariga che e' nostro ed abbiamo avuto la splendida idea di darlo al Parma in prestito? Potrei andare avanti ancora un ora ad elencare tutte le "cazzate" fatte ultimamente.
IL TABELLINOROMA-INTER 4-0 (primo tempo 2-0)ROMA (4-3-3): Stekelenburg; Taddei, Heinze, Juan, Josè Angel; Gago (Dal 25' st Simplicio), De Rossi, Pjanic; Totti, Lamela (dal 29' Bojan), Borini (dal 36' st Piscitella). A disp.: Lobont, Kjaer, Rosi, Greco.
INTER (4-4-2): Julio Cesar; Maicon (dal 22' st Faraoni), Lucio, Samuel (dal 46' Cordoba), Nagatomo; Zanetti, Palombo, Cambiasso, Obi; Pazzini (dal 46' Poli), Milito. A disp.: Castellazzi, Ranocchia, Chivu, Castaignos. All.: Ranieri.
Marcatori: 12' Juan, 40 Borini, 3' st Borini, 44' st Bojan
Ammoniti: 10' De Rossi, 11' Maicon (I), 25' st Faraoni (I), 30' st Taddei
LE PAGELLEJulio Cesar 4 – Qualche responsabilità sul gol di Juan così sulle altre reti giallorosse. Difesa e centrocampo di certo oggi non lo aiutano a trovare un pò di tranquillità.
Maicon 4 - Ha colpe evidenti in occasione del vantaggio di Juan di testa: si fa infatti facilmente sovrastare in area dal suo connazionale. Insolitamente spento, trova solo in un'occasione la via del cross. Spento. (Dal 22' st
Faraoni 5,5 - Da tifoso laziale sente molto la gara ma offre una prova nervosa e si fa anche ammonire).
Lucio 4,5 - Soffre la velocità degli attaccanti giallorossi. Non riesce a contrastare a dovere Borini in occasione del terzo gol giallorosso.
Samuel 5 - Non molla mai il suo connazionale Lamela e si rivela fondamentale in diverse occasioni, tenendo in piedi da solo un intero reparto. Ma anche lui deve cedere ad un incontenibile Borini che lo beffa in occasione della prima rete della Roma. Sostituito all'intervallo. (Dal 1' st
Cordoba 5 - Non riesce a sostituire al meglio il suo compagno di reparto).
Nagatomo 5 - Bravo e puntuale quando si tratta di contenere Lamela. Manca ai nerazzurri la sua usuale spinta sulla sinistra, ma che colpa ha se Ranieri lo tiene sacrificato in marcatura?...
Zanetti 5 - Cala vistosamente nella ripresa quanto tutta la squadra accusa un evidente mancanza di fiato. Subisce, insieme a tutti i suoi compagni di reparto, il dominio giallorosso a centrocampo.
Palombo 5 - All'esordio dal 1' con la maglia nerazzurra, ha l'arduo compito di non far rimpiangere Thiago Motta. Purtroppo non ha le stesse geometrie dell'italo-brasiliano, e si rende utile di tanto in tanto soltanto nella fase di interdizione.
Cambiasso 5 - Con il nuovo compagno di reparto (Palombo) c'è ancora poco affiatamento e si vede. Si danna l'anima ma oggi il centrocampo della Roma oggi è superiore. Chiamato nel secondo tempo dall’illuminato mister ad aiutare Milito nella pseudo-fase d’attacco!
Obi 4,5 - Corre tanto ma quasi sempre a vuoto. Commette più di un'ingenuità in fase di copertura. Evanescente.
Pazzini 4,5 - Si fa notare per la prima volta in avanti al 37' con uno stacco di testa su cross di Maicon, con palla che si spegne mestamente sul fondo. Certo che il “gioco” di Ranieri non lo aiuta… mai! (Dal 1' st
Poli 5 – Spesso spaesato e molto nervoso, rischia qualcosa reagendo ad un fallo di Taddei che costa il giallo al brasiliano).
Milito 5,5 - Bravo a ripartire in contropiede dopo un errore di Gago ma quando si trova davanti Stekelenburg, non riesce a piazzare bene la sfera, bloccata facilmente dal portiere olandese. Isolato.
All. Ranieri 3 - Con l'assenza di Sneijder torna al suo "caro-classico" 4-4-2 non riuscendo tuttavia a ricompattare la squadra dopo i quattro gol incassati a San Siro dal Palermo: i nerazzurri appaiono infatti troppo attendisti e rinunciatari. Irritante soprattutto l’atteggiamento della squadra: ma non è l’allenatore che deve dare carica, convinzione ed entusiasmo?? Da interista doc, l’avrei cacciato già dopo la sconfitta con il Lecce: era già lì chiarissimo il copione del partite successive (vedi la pagliacciata della partita con il Palermo, commentata con irritante compiacimento dall’ineffabile timoniere di una corazzata ormai allo sbando!). Incomprensibile la sostituzione di Pazzini per un centrocampista, sul risultato di 2-0. ma. E purtroppo, siamo ormai da tempo abituati a questi colpi di genio.