IL COMMENTO - di Giuseppe Careri
Finisce in parità il posticipo serale della 21-esima giornata di campionato di Serie A: all’Olimpico di Roma va in scena un bel match tra Roma ed Inter, anche se il risultato alla fine è poco utile a entrambe le squadre, alla ricerca disperata di punti per restare agganciati al treno per Champions League.
Stramaccioni punta sull’effetto sorpresa schierando il giovane
Livaja dal primo minuto al fianco di Palacio, per il resto nessuna sorpresa viste le tante assenze che hanno decimato la rosa nerazzurra. Davanti ad Handanovic c’è
Chivu a sostituire l’infortunato Samuel, affiancato da Ranocchia e Juan Jesus; sulle fasce Pereira e il recuperato Nagatomo agiscono ai lati del trio di centrocampo composto da Gargano, Zanetti e Guarin, con quest’ultimo che gioca a supporto delle due punte.
Zeman dall’altra parte non riserva grosse sorprese e schiera l’artiglieria pesante col tridente
Totti-Osvaldo-Lamela, coperti da un centrcampo con Bradley, De Rossi e Florenzi e da una solida difesa, schierata con i due esterni Balzaretti e Piris ai lati dei centrali Castan e Marquinhos. In porta c’è Goicoechea.
Roma-Inter si chiude quindi con un “nulla di fatto”. All'Olimpico, infatti, giallorossi e nerazzurri pareggiano 1-1 con gol nel primo tempo di Totti su rigore e di Palacio. Risultato che non serve a nessuna delle due: alla Roma, che doveva approfittare del pari della Fiorentina per avvicinare l'Europa League; all'Inter che aveva bisogno dei tre punti per tornare a ridosso della zona Champions.
Alle fine l'1-1 lascia un po’ l'amaro in bocca a entrambe le formazioni che non muovono la propria classifica e non soddisfa neanche il pubblico dell'Olimpico, che non risparmia bordate di fischi.
A incidere sulla partita sicuramente i supplementari di Coppa Italia che sia l'Inter, sia la Roma hanno dovuto affrontare in settimana. A favorire la stanchezza ha inoltre sicuramente contribuito un primo tempo dai ritmi elevatissimi. Ora le due big si affronteranno nuovamente all'Olimpico tra tre giorni per l'andata della semifinale di Coppa. I padroni di casa hanno sprecato tantissimo, soprattutto nella ripresa, ma alla fine il pareggio resta un punto di partenza dopo i due ko di fila di questo 2013. Tra i nostri migliori in campo
Guarin e
Palacio. Il colombiano ha provato a velocizzare un attacco privo del suo Principe e poco incisivo negli ultimi 20 metri, senza trovare grande collaborazione. Goicoechea, in serata non particolarmente positiva, alla fine non è mai stato impegnato seriamente. Bene anche il giovanissimo
Livaja.
IL TABELLINO
ROMA (4-3-3): Goicoechea , Piris , Marquinhos , Castan , Balzaretti , Bradley , De Rossi (1' st Tachtsidis ), Florenzi (23' st Perrotta ), Lamela , Osvaldo , Totti (36' st Destro ). (1 Lobont, 24 Stekelenburg, 27 Dodò 29 Burdisso, 7 Marquinho, 11 Taddei, 15 Pjanic). All.: Zeman
INTER (3-4-1-2): Handanovic , Ranocchia , Chivu , Juan Jesus , Nagatomo (12' st Obi ), Zanetti , Gargano (39' st Mudingayi sv), A. Pereira , Guarin 7, Livaja (29' st Rocchi sv), Palacio . (27 Belec, 77 R. Di Gennaro, 6 Silvestre, 17 Mariga, 19 Cambiasso, 24 Benassi, 41 Duncan, 42 Jonathan, 82 Bessa). All.: Stramaccioni
Arbitro: Orsato di Schio
Reti: nel pt, 22' Totti su rigore, 46' Palacio.
NOTE: Angoli: 6 a 2 per l'Inter. Recupero: 1' e 3'.
Ammoniti: Ranocchia per fallo da rigore su Bradley, Lamela, Osvaldo, De Rossi, A. Pereira, Chivu, Juan Jesus e Rocchi per gioco falloso.
LE PAGELLE
Handanovic: 7. Alzi la mano chi ad inizio stagione avrebbe pensato di non rimpiangere nemmeno per un secondo il caro Julione. Il portiere ex Udinese sfodera l’ennesima prestazione maiuscola, salvando in diverse occasioni il risultato: basta citare l’uscita su Osvaldo lanciato verso la sua porta, o la respinta sul bel tiro di Lamela. Avere lui tra i pali è veramente una sicurezza. Nonostante la sua fama di pararigori, nulla poteva sulla bomba di Totti dal dischetto.
Ranocchia: 6. Il centrale nerazzurro torna a giocare in campionato dopo la squalifica di due giornate e offre una prestazione con luci e ombre. A dir poco scriteriato l’intervento su Bradley in occasione del rigore, parecchio generoso a dire la verità, concesso alla Roma; pronto e puntuale nelle chiusure in molte altre occasioni nel corso del match, non soffre quasi mai la velocità degli avversari.
Chivu: 6-. Questa sera era chiamato a sostituire niente poco di meno che Walter Samuel, un compito non facile, che non sempre riesce bene al rumeno. Doveva guidare la difesa, facendola salire per far scattare la trappola del fuorigioco nei momenti giusti, dettare i tempi ai compagni. Cose che Chivu è riuscito a fare solo parzialmente e mai in modo perfetto.
Juan Jesus: 6,5. Il giovane brasiliano si conferma su ottimi livelli, anche se alterna perfetti interventi difensivi, grazie a cui recupera diversi palloni, ad incaute azioni personali assolutamente da evitare. La sua gioventù si vede anche nella foga che mette nei contrasti: rischia il giallo in diverse occasioni, beccandoselo giustamente per un brutto intervento su Eric Lamela. Le qualità ci sono eccome, ma il classe 1991 deve ancora maturare parecchio.
Nagatomo: 5. Va detto che tornava da un infortunio e che la condizione fisica era precaria, ma il giapponese questa sera è parso davvero un lontano parente dello stantuffo che siamo abituati a vedere sulla fascia. Nei 45 minuti in cui gioca, non riesce praticamente mai a rendersi pericoloso, soffrendo parecchio anche in fase difensiva e lasciando i tre dietro ad affrontare gli arrembanti avversari quasi scoperti.
Obi: 6+. Alla sua seconda apparizione stagionale, il nigeriano parte piuttosto timido, garantendo comunque un’ottima barriera per gli avversari. Sul finire della partita si concede anche un paio di sgroppate in zona offensiva, che però non riesce a concludere nel migliore dei modi, a volte anche per eccessivo altruismo. Una prestazione sufficiente, il ‘più’ glielo regaliamo per incoraggiamento: lui è nel futuro dell’Inter.
Zanetti: 5,5. Non una grande partita quella del Capitano. Schierato un po’ a sorpresa come centrale di centrocampo, perde qualche pallone di troppo, come quello che porta al rigore per la Roma. L’argentino ha svolto discretamente il suo compito da terzino nella ripresa, anche se è parso a tratti in debito d’ossigeno. Forse è meglio concedergli qualche pausa ogni tanto.
Gargano: 5. La voglia di fare è sempre tanta, così come la generosità che l’uruguaiano mette in campo, ma sono anche tantissimi gli errori che il centrocampista nerazzurro commette, non solo in fase di impostazione, cosa non richiesta a lui, ma anche in fase di appoggio. Non si contano i palloni persi da Gargano, alcuni dei quali hanno portato a pericolosissime azioni della Roma.
Mudingayi: s.v. Il naturalizzato belga entra nei minuti finali per dare una mano a respingere gli ultimi assalti dei giallorossi e lo si capisce subito, quando, appena sceso sul terreno di gioco, sparacchia alle stelle un pallone in area di rigore. Potrà essere prezioso per dare riposo a qualche compagno.
Pereira: 6. Ormai abbiamo capito che la sua specialità non è certo difendere: dalla sua parte gli avversari sfondano spesso e volentieri e i compagni sicuramente lo hanno bersagliato di maledizioni in più di qualche occasione. Tuttavia, è generoso e ed è uno dei pochi che cerca di proporre qualcosa in avanti, non sempre riuscendoci e apparendo piuttosto confusionario in diverse occasioni. Un piccolo passo indietro rispetto alle ultime partite, ma nulla di grave.
Guarin: 7. Partita dai due volti, quella del Guaro. Il primo tempo è strepitoso, è lui l’anima dell’Inter, è lui che ci crede nell’azione del gol e offre a Palacio un pallone invitantissimo. Nella ripresa si perde un po’, cerca forse troppo spesso l’azione personale, per poi spegnersi sul finire della partita. Proprio quando potrebbe punire la Roma tirando dal limite dell’area, cerca una strana giocata e vanifica tutto. Sarebbe stato l’eroe di serata.
Palacio: 7. Oltre ad essere l’autore del gol che regala all’Inter un punto, riesce sempre a guidare molto bene la manovra offensiva, svariando praticamente su tutto il fronte d’attacco e cercando il dialogo con i compagni. Fa quel che può anche in fase di interdizione, cercando di interrompere sul nascere le trame avversarie, riuscendoci in qualche occasione. A fine partita è stremato e questo la dice lunga sul suo impegno di questa sera.
Livaja: 6,5. Schierato titolare a sorpresa, offre una prestazione davvero positiva. Se quella palla nel primo tempo fosse finita in rete anzi che sbattere sul palo alla destra del portiere avversario, saremmo tutti qui ad elogiarlo e ad indicare nel suo nome il futuro dell’Inter. Non sarà forse un fuoriclasse, ma da uno come lui ci si può aspettare comunque parecchio. Nel secondo tempo sparisce un po’, ma è impossibile non giustificarlo.
Rocchi: s.v. Stramaccioni gli concede qualche minuto nel finale, quando la partita è ormai incanalata e l’Inter è chiusa in difesa a proteggere il pareggio. Difficile per lui farsi notare, dunque. Sicuramente avrà altre occasioni per guadagnarsi sul campo questi mesi di Inter.
Stramaccioni: 6,5. Il tecnico interista sorprende tutti con le scelte della formazione iniziale: erano veramente in pochi ad essere contenti di vedere Livaja in campo dal primo minuto, ma poi i fatti hanno dato ragione all’allenatore. Considerate le numerosissime assenze in casa Inter, ha fatto tutto quel che poteva per portare a casa qualche punto, riuscendoci. Aspettiamo che recuperi alcuni giocatori importanti per giudicarlo definitivamente.