IL COMMENTO - di Giuseppe Careri
Stavolta non farò nessun accenno alla partita, anche perché avrei ben poco da aggiungere alle mie recenti recensioni su tante partite di questa disgraziata annata…
Piuttosto mi soffermerò con piacere a parlare brevemente del nostro unico e immenso capitano, rendendogli un modesto ma doveroso omaggio.
Javier Zanetti l’aveva capito subito che era successo qualcosa di grave. Si gioca Palermo-Inter, trentaquattresima giornata del campionato di Serie A, e siamo al 16′ del primo tempo. Il punteggio è di 1-0 per i rosanero grazie al gol di Ilicic sull’ennesima incertezza di Silvestre. Il capitano nerazzurro ha un contrasto di gioco con Aronica, uno come ne accadono tantissimi nell’arco dei 90′ minuti. Questa volta non è andata come sempre perchè a farne le spese è stato proprio Zanetti, l’irriducibile argentino che mai aveva avuto a che fare con guai simili nella sua lunga e gloriosa carriera da calciatore. Qualche passo a saltelli poi il braccio alzato a richiamare l’attenzione dei sanitari infine le mani sul volto per coprire il dolore e il corpo steso a terra. Si pensava potesse essere qualcosa di lieve invece la risonanza effettuata domenica sera al San Matteo di Pavia ha rivelato la rottura del tendine d’Achille sinistro.
Una mazzata per Zanetti e per tutta l’Inter che perde il suo uomo più rappresentativo.
FINE CARRIERA? - Adesso ci si interroga sul futuro di Zanetti. Di norma, per un simile infortunio, c’è da star fermi ai box per un periodo di tempo che va dai 6 agli 8 mesi. Bisognerà vedere come risponderà a questo problema il corpo dell’argentino, ormai prossimo ai quarant’anni. Il rischio è quello di veder il capitano dell’Inter appendere le scarpette al chiodo anche se Zanetti ha subito tranquillizzato tutti dicendo: “Tornerò a giocare“. Come dire: “Non è finita, aspettatemi che tornerò ancora più determinato“. Se lo dice un professionista come lui, c’è da crederci. 845 presenze con la maglia dell’Inter: un’immensità per un giocatore che ha stampata sulla pelle la maglia nerazzurra. Dopo la risonanza ecco le parole di Zanetti:
“Avevo bisogno di cambiare le gomme dopo tanti chilometri ma la mia carriera non è finita qui. Voglio tornare più forte di prima “.
Ecco, questo è Javier Zanetti. In Italia è uno dei più grandi calciatori dell’era calcistica “moderna”, ed ha ormai tantissimi record di presenze con la maglia della nostra amata Inter. Stiamo parlando di un arzillo 39enne argentino che dal lontano 1995 milita nelle fila dei nerazzuri, con i quali ha vinto tutto: campionati, champions, mondiale per club, coppe Italia, etc .
Chi segue il calcio converrà con me nel dire che Javier in campo è un leone, un giocatore che non molla mai e ancora oggi, ad un’eta – solitamente – di ritiri e panchine, è sempre titolare per merito. Dietro a questo c’è molto. Non c’è la sola competenza calcistica, non c’è la sola grinta in campo. Dietro ad un giocatore come lui c’è un’intensa vita fuori dal campo, ancor più bella e felice di quella in campo. Felicemente sposato dal 1999,
Zanetti è un giocatore più che mai attivo socialmente, anche grazie alla fondazione P.U.P.I (por un piberìo integrado), organizzazione no profit, a favore dei bambini più poveri e disagiati. La fondazione si occupa di soddisfare i bisogni fondamentali dei bambini, di garantirgli cibo, educazione, igiene e aiuti per le loro famiglie. Inizialmente, si è occupata del distretto di Lanús, una delle zone più disagiate di Buenos Aires. Il programma prevede l’accompagnamento nelle scuole dei bambini per poi svolgere attività varie nelle sedi dell’organizzazione. La fondazione si propone anche di insegnare un mestiere ai padri e di offrire assistenza alle madri.
Ecco le parole di Javier Zanetti il giorno della inaugurazione.
“Quando mi guardo indietro, e penso ai primi anni della mia vita, mi vengono in mente tante immagini, sia belle che brutte. Ho avuto un’infanzia difficile, e anche se oggi non vivo nel mio paese, conosco profondamente la situazione che sta attraversando e l’effetto che questo ha sui bambini più poveri. Ho sempre pensato che ognuno di noi debba darsi da fare e considerare che ha una certa responsabilità sociale all’interno della sua comunità; per questo si deve cercare di mettere tutto il proprio impegno e fare più sforzi possibili per raggiungere un obiettivo comune, proprio come si fa in una squadra di calcio. Da questa convinzione è nata l’idea di costituire una Fondazione che, raccogliendo aiuti, potesse mirare principalmente a soddisfare bisogni fondamentali come l’alimentazione, l’educazione, l’igiene e la cura dei bambini e di conseguenza aiutare le loro famiglie e la comunità in cui essi vivono”.
In altre interviste dichiara: “Penso che bisognerebbe sfruttare la propria fama per aiutare i più deboli”.
Credo sia necessario soffermarsi un momento su questa frase. Ultimamente il calcio è attraversato da profondi scandali che ne rovinano sempre più l’immagine. Se tutti i calciatori considerassero che tante persone sono “alla porta”, aspettando l’aiuto da parte di chi se lo può permettere, forse penserebbero di più al prossimo e meno a se stessi e a come fare per essere sempre più soddisfatti. Javier Zanetti deve essere d’esempio a noi, ma anche a questa tipologia di calciatori che infanga il calcio.
Non voglio dilungarmi ulteriormente, anche perché persone molto piu’ titolate di me hanno già provveduto a scrivere belle pagine sul nostro capitano.
Ma, tra le varie, ho ripescato il testo della bellissima lettera scritta da Josè Mourinho a Javier Zanetti per le sue 757 presenze in nerazzurro e pubblicata sul sito ufficiale della società interista: “Zanetti per me significa la gioia di vivere, la gioia di fare del calcio il proprio lavoro, ogni mattina, è il sorriso, è la forza di vivere, è la passione di allenarsi, è la felicità di tutti quanti lavorano insieme a lui. Javier Zanetti per me è tutto questo, e un uomo che ho il piacere di sentire amico per sempre. Dopo tutto questo, e solo molto dopo, arriva il calciatore, e non sarò io, che sono stato il suo allenatore solo per due anni nella sua incredibile carriera, a parlare di un uomo che ha scritto la sua storia ed è una storia bellissima. Io dico solo grazie di tutto, grazie di avermi dato un piccolo spazio nella tua storia… a me resta un abbraccio, in mezzo al Santiago Bernabeu, un abbraccio che non sarà l’ultimo, ma è stato sicuramente il più bello dei nostri due anni insieme. Può essere che un giorno qualcuno batta il record di Javier, ma di Zanetti ce n’è soltanto uno. José Mourinho”.
Caro Capitan Zanetti,
è con vero piacere che ho scritto di te, dopo averti ammirato, uomo e calciatore in tutti questi anni di Inter, caricarti le tante sconfitte dei primi anni sulle spalle, il dileggio dei tifosi avversi, magari la tentazione di cambiare aria per vincere qualcosa; ma tu, invece, sempre lì, a correre, a dare, a inseguire… la tua è una dirittura morale d'altri tempi, tu sei un vero galantuomo, un esempio da indicare ai giovani; spero, un giorno, di poter avere il privilegio di stringerti la mano. Grazie Capitano, perché ci insegni che i valori non si comprano, si vivono giorno per giorno.
In bocca la lupo Capitanooooooo!!!!!!!!!!!!!!
Con grande stima,
Giuseppe Careri a nome di tutto l'INTER CLUB REGGIO EMILIA
IL TABELLINO
PALERMO - INTER 1-0
PALERMO (3-5-2): Sorrentino; Von Bergen, Donati, Aronica; Morganella,
Barreto, Rios, Kurtic, Garcia(Nelson 81's.t.); Ilicic(Hernandez
72's.t.), Miccoli(Munoz 87's.t.). A disp.: Benussi, Brichetto, Viola,
Fabbrini, Munoz, Garcia, Anselmo, Sperduti, Boselli, Faurlin, Dybala.
All. Sannino
INTER (3-5-1-1): Handanovic; Ranocchia,
Silvestre(Garritano 70's.t.), Juan Jesus; Jonathan, Zanetti(Schelotto
17'p.t.), Kovacic, Kuzmanovic(Forte 87's.t.), Pereira; Alvarez; Rocchi. A
disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Benassi, Bandini, Ferrara. All.
Stramaccioni
Arbitro: Orsato
Marcatori: Ilicic(P) 10'p.t.
Ammoniti: Miccoli(P), Silvestre(I), Juan Jesus(I), Morganella(P), Barreto(P), Handanovic(I), Schelotto(I), Hernandez(P)